mercoledì 14 febbraio 2024

pc 14 febbraio - Da Mirafiori - Tra gli operai e operaie

Da un intervento alla Stellantis/Carrozzerie di un compagno di proletari comunisti


Lo spirito dei lavoratori non è certamente dei migliori.

Alcuni punti comuni: va malissimo; i sindacalisti in assemblea hanno detto che servono modelli e volumi, ma non hanno proposto iniziative, solo detto che riuniranno il consiglio di tutti i delegati...; 

Lo sciopero che abbiamo fatto è stato di protesta perché ci lasciano a casa, anche se è tardi era giusto; c'è forte dissenso sulla gestione della cassa integrazione, anche per le esperienze passate; 

le assemblee devono decidere collettivamente la risposta concreta; l'episodio di contestazione in assemblea, è stato su questo argomento, era partito da uno ma poi sostenuto in massa; il sindacato ammette di non avere alcun controllo sulla gestione della cig e chiede a noi operai di segnalare gli abusi, ma non si muove... ;il sindacato non è più quello di una volta, occorre ricostruire la forza

- lo sciopero dovevano farlo anche prima, quando è scesa la produzione, partita la cassa. Prima delle

pc 14 febbraio - Domani Assemblea telematica organizzata dal Movimento femminista proletario rivoluzionario

Per collegarsi all'assemblea telematica: https://meet.google.com/tah-agxc-hnp

La partecipazione è libera (ma, chiaramente, non vogliamo maschi che odiano le donne)

pc 14 febbraio - Palestina - il tempo della "nuova Auschwitz” - non possiamo accettarlo... E' il tempo della lotta per fermare con tutti i mezzi possibili ovunque!

"DOBBIAMO FINIRE IL LAVORO. LA VITTORIA E' A PORTATA DI MANO

Martedì 13 Febbraio 2024 09:36

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VERGOGNA 

GENTILISSIME/I,

non sapevamo che uccidere è un lavoro, che è stato necessario studiare, guardare capire il modo migliore per vendicarsi della maledizione che due popoli portano sulle loro spalle, la"banalità del male" .

Otto Adolf Eichmann, uno dei comandanti delle SS responsabili dell’organizzazione della cosiddetta “soluzione finale”, fu processato nel 1961 a Gerusalemme, avendo commesso crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista. Hannah Arendt assistette al processo come inviata del “New Yorker” e ne nacque un libro scomodo, che pone le domande che non avremmo mai voluto porci e dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il suo resoconto, spiega Ezio Mauro nella sua prefazione, è “il tentativo di recuperare una misura umana di razionalità che consenta di mandare avanti il mondo dopo Auschwitz”: è un’esplorazione attenta e appassionata del contesto storico e politico, un’analisi del tempo nazista, indispensabile per capire come quella quotidianità ordinaria e mediocre abbia potuto farsi strumento dell’orrore. Questo tipo di indagine diventa necessaria poiché “quel che si vede e quel che si sente non riescono a restituire la portata dell’accaduto che resiste al diritto, alla giustizia, alla pietà, dunque alla comprensione”. Sprovvisto di qualsiasi tipo di eccezionalità, concentrato sulla corretta esecuzione del compito assegnatogli, Eichmann è l’incarnazione “banale” del Male, che per questo risulta tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai del nostro tempo non hanno la “grandezza” dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano.

pc 14 febbraio - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - TeleMeloni e polizia pro-genocidio a Torino e Napoli - Contro la scuola caserma e repressione - Più salario meno orario! Lottiamo!

 

pc 14 febbraio - Nuove cariche poliziesche a Torino contro la manifestazione alla Rai/TeleMeloni - Massima solidarietà

Scontri al presidio pro Ghali e Palestina davanti alla Rai a Torino: lanci di uova e fumogeni, la polizia carica
I tafferugli davanti alla sede Rai di via Verdi (Ansa)
I tafferugli davanti alla sede Rai di via Verdi (Ansa) 

Tensione in via Verdi, dove i manifestanti contestavano la tv di stato dopo le frasi del cantante a Sanremo Tre poliziotti e quattro carabinieri feriti, due blindati imbrattati a colpi di bomboletta. Ancora, lanci di uova e torce da segnalazione contro i contingenti schierati a protezione della sede della Rai in via Verdi, a Torino: è il pomeriggio di tensione che si è vissuto ieri nel cuore della città, al culmine della protesta Pro Palestina organizzata dai militanti dei centri sociali e dei collettivi studenteschi contro i giornalisti della tv di Stato.

 «Il governo italiano è complice del genocidio in corso in Palestina, non ci aspettavamo niente di diverso perché la Rai è voce del governo - dicono i manifestanti - ma siamo arrivati a livelli imbarazzanti di censura». Viene menzionato il «cessate fuoco» chiesto da Ghali durante l’ultima serata di Sanremo: «Ci si accanisce contro una persona che ha espresso il pensiero di tante persone di Torino e di tutta Italia - continuano - ma la propaganda di guerra non cancellerà il genocidio in Palestina e l’unico risultato sarà di farci arrabbiare ancora di più». E cantano in coro «Free free Palestine» e «I popoli in rivolta scrivono la storia. Intifada fino alla vittoria».

martedì 13 febbraio 2024

pc 13 febbraio - Cariche poliziesche a Napoli contro i manifestanti sotto la RAI/TeleMeloni! Massimo sostegno e protesta nazionale


 AL PRESIDIO RAI A NAPOLI: SPINTONI E MANGANELLATE
  • Momenti di forte tensione davanti alla sede della Rai di Napoli, in viale Marconi, per la manifestazione organizzata in mattinata dopo le polemiche seguite all'esibizione di Ghali a Sanremo e per chiedere lo stop del conflitto a Gaza. Alcuni manifestanti hanno tentato di affiggere uno striscione ma il tentativo è stato bloccato dalle forze dell'ordine con spintoni e manganellate. Ci sono feriti, tutti non gravi: 5 manifestanti e 5 agenti 
  • Una manifestante, colpita alla testa, ha parlato di "una reazione violenta, spropositata e inattesa" da parte delle forze dell'ordine. "Davvero non ce lo aspettavamo, eravamo lì pacificamente, armati solo delle nostre bandiere, e invece è finita così", ha detto quanto successo

pc 13 febbraio - Governo Netanyahu - governo di assassini di donne e bambini



Francesco - Mi chiamo Jamal Salha, sono un medico
Ho trascorso 86 giorni di lavoro ininterrotto negli ospedali di Gaza, lontano dalla mia famiglia e dalla mia casa. Ogni giorno assisto alla visione straziante di bambini che soffrono, con gravi ferite. Crediamo che ogni bambino meriti l’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità, indipendentemente dal luogo in cui è nato o dalle circostanze in cui si trova. Perciò ho lanciato questa petizione: esortare le organizzazioni internazionali e i governi a fornire aiuti medici immediati per i bambini a Gaza. Facciamo sentire la nostra voce, mi aiuti?



Migliorare l’assistenza medica per i bambini feriti a Gaza

pc 13 febbraio - Il governo della Meloni è anch'esso... il governo delle banche!

La tassa sugli extraprofitti: grazie all’imposta le banche italiane hanno guadagnato 3-4 miliardi in più !

MILANO – Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che volevano tassare i “profitti ingiusti” delle banche italiane, con la loro legge maldestra contribuiranno a far guadagnare 3-4 miliardi di euro in più al settore nel 2023. La scelta dell’opzione di creare riserve patrimoniali per 2,5 volte l’imposta dovuta, colta da tutti gli istituti, ha infatti consentito di dimezzare gli accantonamenti su crediti, e così accrescere gli utili d’esercizio per un 15% circa.Il paradosso della tassa sugli extraprofitti: grazie all’imposta le banche italiane hanno guadagnato 3-4 miliardi in più

Gli istituti invece di versare l’imposta hanno optato per un incremento delle riserve, dimezzando così l’accantonamento sui crediti e facendo crescere ulteriormente gli utili. Extra guadagni dopo un anno già d’oro per i loro bilanci.

pc 13 febbraio - La militarizzazione della scuola - info denuncia - Caschi, divise e moschetti per gli «studenti-soldati» provetti

Dilagano centinaia di iniziative nelle scuole ispirate alla propaganda militarista. Il lavoro di inchiesta e denuncia dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Come costruire nuove culture di pace. L’inchiesta di Antonio Mazzeo in «La scuola va alla guerra» (Manifestolibri)

Caschi, divise e moschetti per gli «studenti-soldati» provetti

La presenza delle forze armate e delle forze di polizia, non è una novità negli istituti scolastici. Negli ultimi dieci anni si è intensificata in maniera frenetica. Secondo l’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’università che documenta le loro attività giornalmente sul suo sito www.osservatorionomilscuola.com, sta avvenendo un cambio di paradigma.
Da quando le forze armate sono diventate professionali considerano la scuola come un bacino privilegiato da cui selezionare il loro personale dalle giovani generazioni. La scuola, a sua volta, ha integrato tra le sue funzioni anche la formazione dello «studente-soldato». Il progetto, più volte annunciato dalle destre, di una «mini naja» collegata ai crediti scolastici, e a facilitazioni nel mondo del lavoro, risponde a una visione della società che stringerà ancora di più il legame tra l’istruzione e il mondo militare.

Una data può essere fissata come inizio di questo processo: il 2014. In quell’anno il ministero dell’Istruzione (allora mancava ancora il «merito»

pc 13 febbraio - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - ORE 12 stampato, importante strumento di lotta nelle vostre mani - Ilaria Salis corrispondenza esclusiva dall’Ungheria

 

pc 13 febbraio - Stellantis Melfi: la situazione peggiora nel presente, figuriamoci il futuro

 


Alla Stellantis di Melfi il presente è sempre peggio e il futuro è a rischio.

Partiamo da quest'ultimo punto. L'Anfia (Associazione nazionale della filiera industria automobilistica) inserisce le fabbriche del Sud Italia fra quelle più a rischio nel futuro prossimo nella prospettiva della trasformazione elettrica; e aggiunge: molti stabilimenti saranno letteralmente fuori almeno per ora, da qualsiasi ipotesi di riconversione del gruppo Stellantis. 

Questo contrasta con le assicurazioni date da Stellantis per lo stabilimento di Melfi. E' inutile dire quanto sia in contrasto con i piani, presenti e futuri, di un milione di auto e di assicurazioni fatte negli incontri Governo/Stellantis. Al di là del contrasto messo in luce dalla stampa tra i due interlocutori, guardando dal punto di vista dei lavoratori, le cose sono comunque senza futuro.

Parlare del futuro è importante per contrastare la campagna, più o meno alimentata anche dalle posizioni sindacali, per cui il presente nero sia un passo necessario da percorrere, riducendo i danni soprattutto con

pc 13 febbraio - 11.500 bambini sono stati uccisi a Gaza dallo stato sionista di tipo nazista israeliano - il Nazismo e l'imperialismo hanno partorito un mostro che va distrutto

 Un orrore di questa portata non ha spiegazione

Duecentosessanta nomi di bambini la cui età era 0; nomi di bambini che non sono riusciti a festeggiare il loro primo compleanno, né potranno mai festeggiare qualsiasi altra cosa.

Ecco alcuni dei loro nomi: Abdul Jawad Hussu, Abdul Khaleq Baba, Abdul Rahim Awad, Abdul Rauf al-Fara, Murad Abu Saifan, Nabil al-Eidi, Najwa Radwan, Nisreen al-Najar, Oday al-Sultan, Zayd al- Bahbani, Zeyn al-Jarusha, Zayne Shatat.

Che sogni avevano i loro genitori per loro? Poi ci sono centinaia di nomi di bambini di uno e due anni; bambini di tre o quattro anni; bambini che avevano cinque, sei, sette o otto anni, fino ai giovani adolescenti uccisi.

Migliaia di nomi, uno dopo l’altro, degli 11.500 bambini uccisi dalla macchina da guerra sionista a

pc 13 febbraio - Roma - apre il circolo Gap - una buonissima iniziativa, massimo sostegno e buon lavoro!

Cos’è GAP? O meglio partire da… chi erano i GAP?

Sono coloro che dopo l’8 settembre ruppero con l’attendismo e scesero nelle strade a dare battaglia, iniziarono una lotta dura, spietata, senza tregua contro i nazisti che ci avevano portato la guerra in casa e contro i fascisti che avevano ceduto la patria all’invasore, per conservare qualche briciola di potere.

Gli episodi più straordinari e meno conosciuti di questa lotta si svolsero nelle grandi città, dove il gappista lottava solo e braccato contro forze schiaccianti e implacabili; sono coloro che colpirono subito i nazisti sfatando il mito della loro supremazia e ricreando fiducia negli incerti e nei titubanti i quali ripresero le armi in pugno.” 


Giovanni Pesce, Partigiano, GAP di Torino e Milano

I GAP, Gruppi di Azione Patriottica, erano formazioni partigiane divise in piccoli gruppi: donne e uomini, ragazzi e ragazze che a Roma e in tutta Italia dimostrarono con le loro azioni che in questa “città ribelle e mai domata” nazisti e fascisti avrebbero avuto vita breve.

Dopo 80 anni, i ribelli di oggi non dimenticano chi ha lottato per la nostra liberazione. E hanno deciso di dedicare ai Gap uno spazio fra le strade di questa città e fra le mura della San Lorenzo resistente.

Crediamo che il modo migliore per ricordare i Gap e la lotta partigiana è fare, anche oggi, di ogni spazio e di ogni azione un atto di resistenza: cultura, socialità, arte, musica, politica, solidarietà. Questo vuole essere Gap, uno spazio aperto e partecipato, uno spazio di lotta per ridare protagonismo a chi viene quotidianamente escluso da questa società e a chi vuole contribuire a trasformarla.

pc 13 febbraio - Sabato corteo a Taranto: Stop al genocidio in Palestina - dal blog tarantocontro

L'esercito israeliano del neonazista Netanyahu peggio dei nazisti hitleriani dell'eccidio delle Fosse Ardeatine:

il 24 marzo del 1944 10 civili e militari italiani furono trucidati per ogni soldato tedesco morto nell'attentato di via Rasella a Roma - con un macabro conteggio: per 33 nazisti 335 civili uccisi;

Oggi per 2 ostaggi liberati l'esercito neo nazista di Israele ha massacrato 100 civili.

lunedì 12 febbraio 2024

pc 12 febbraio - 23 E 24 FEBBRAIO SCIOPERO/MOBILITAZIONI/MANIFESTAZIONI NAZIONALI E INTERNAZIONALISTE COL POPOLO PALESTINESE - dal blog http://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.com/



FERMARE IL GENOCIDIO

Questa la parola d’ordine della mobilitazione indetta dai sindacati di base raccogliendo l’appello dei Giovani Palestinesi che proponevano di realizzare una mobilitazione anche ricorrendo a forme di sciopero per il 23 febbraio e una grande manifestazione nazionale a Milano il 24 all’unisono con quelle che si terranno in numerosi paesi di tutti i continenti. Cessare il fuoco in Palestina e in tutte le guerre, diventa oggi un imperativo per il movimento dei lavoratori e delle classi popolari, che vede crescere il rischio di un conflitto globale alimentati dai tanti focolai d’incendio alimentati dalla crescente oppressione e spoliazione di interi popoli. Un rischio che ci deve vedere in campo contro i blocchi militari contrapposti, contro le politiche di riarmo e il militarismo crescente. In questo momento, il movimento di solidarietà con il popolo e la resistenza palestinese deve concentrarsi intorno alla richiesta del cessate il fuoco immediato, accompagnato dal ritiro dell’esercito israeliano da Gaza, dall’apertura di tutti i corridoi umanitari possibili per garantire il massiccio e necessario afflusso di aiuti umanitari, la liberazione degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza in cambio della scarcerazione di tutti i prigionieri politici palestinesi, la fine delle incursioni dell’esercito israeliano in Cisgiordania e il blocco degli insediamento illegali dei coloni sionisti. L’economia bellica sta crescendo con percentuali impressionanti, gli USA primo produttore mondiale hanno venduto armi per 238 miliardi nel 2023 con un aumento del 56% rispetto al 22. Anche le industrie italiane con Leonardo stanno traendo grandi benefici da questa situazione mentre la spesa per esercito e armi in Italia nel 2024 toccherà i 24 Mld, oltre al fatto che è stata tolta l’Iva dalle armi, tutti soldi che verranno tolti alle spese sociali, sanità, scuole, pensioni, salari, sussidi ai poveri, solo per citarne alcuni. Mentre l’economia italiana e europea grazie alle guerre va male, i lavoratori vedono i loro già modesti salari falcidiati dall’inflazione, molte fabbriche stanno chiudendo per il calo dei consumi ed aumenta la precarietà lavorativa l’Italia è sempre più impegnata sui vari fronti di guerra sia indirettamente come in Ucraina ed in Israele che direttamente come in Libano e nel Mar Rosso.

Fermare il genocidio a Gaza con i palestinesi fino alla vittoria

NO al riarmo e alle spedizioni militari! sono le parole d’ordine di questa due giorni articolata in questo modo:

il 23 febbraio si svolgeranno scioperi, mobilitazioni, assemblee ed iniziative varie per creare attenzione, informazione, coinvolgimento e partecipazione mentre il 24 si svolgerà una grande manifestazione da Piazza Loreto a Piazza Duomo al pomeriggio con concentramento alle ore 14,30

CUB SGB USB SICOBAS ADLCOBAS ADLVARESE CONFEDERAZIONE COBAS SIALCOBAS COBAS SARDEGNA GPI UDAP API CLP SOL COBAS CLAP

aderisce lo Slai Cobas per il sindacato di classe

pc 12 febbraio - Alternanza scuola-caserma. Prove militari dalle scuole elementari - info

L’ultimo episodio a Gioia del Colle, il caso sollevato da Elisabetta Piccolotti (Avs), le denunce dell’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell'università
Prove militari dalle scuole elementari
Un militare fa indossare un giubbotto anti-scheggia a un’alunna - Osservatorio contro la militarizzazione della scuola luciana Cimino

Abbiamo semplicemente spiegato ai bambini perché è importante celebrare la bandiera». Il sindaco di Gioia del Colle, Giovanni Mastrangelo, si era difeso così sui giornali locali, dopo che Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi Sinistra (Avs), aveva annunciato la presentazione di una interrogazione sul caso che ha riguardato le scuole della cittadina ai ministri dell’Istruzione, Valditara, e della Difesa, Crosetto. Lo scorso 24 gennaio, durante una iniziativa dell’Esercito organizzata dal

pc 12 febbraio - Gli operai e i padroni - Gli operai e il governo


Se la maggioranza degli operai in lotta, in particolare delle grandi fabbriche, Ex Ilva/Acciaierie d'Italia, Stellantis che oggi sono al centro dello scontro, "istintivamente" sono contro i padroni, denunciandone gli attacchi alla loro condizione di lavoro, salariale, di sicurezza, con denuncia a volte rabbiosa, a volte rassegnata come inevitabile condizione, senza possibilità di cambiamenti nel futuro se non in peggio; se la maggioranza degli operai esprime forte sfiducia che il governo possa essere dalla parte della difesa degli operai dai piani dei padroni; 

una parte degli operai, a volte non minoritaria, fa proprie ed esprime posizioni sbagliate, nefaste o quantomeno confuse, che penetrano, sia pur a "pezzi", anche tra la massa degli operai e minano, contrastano, fanno da ostacolo ad una posizione, coscienza di classe, alla necessaria autonomia degli operai da padroni e governo:

"E' il padrone che mi fa mangiare ed è giusto che io, quando lui è in crisi, lo debba aiutare, perchè se lui non lavora non lavoro neanche io..."; questa concezione ha portato per esempio all'ex Ilva di Taranto a ritenere giusto o inevitabile che la lotta si sia fatta insieme, padroni e padroncini dell'appalto e lavoratori, contro ArcelorMittal e governo, o, peggio, che gli operai siano stati usati, volente o non volente, per fare da massa per le richieste dei padroni, senza portare proprie rivendicazioni operaie.

Che in questo sistema capitalista è il capitalista che dà il lavoro, è vero, ma non è una "beneficenza", quel padrone si è fatto i suoi profitti sul lavoro degli operai; sono, per dire, gli operai che fanno "lavorare" cioè ricavare altri profitti al padrone. Gli operai, invece, rovesciano questo assunto.

Si attua un rovesciamento anche nella testa degli operai: è il padrone che mi fa mangiare... mentre

pc 12 febbraio - ORE 12 settimanale n. 12 - scaricalo per leggerlo e stamparlo


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pc 12 febbraio - 23/24 Invito ai lavoratori della Cgil - Giovani palestinesi d’Italia

Se non volete essere complici del genocidio sionista, unitevi allo sciopero del 23 per la Palestina e alla manifestazione del 24 febbraio a Milano

INVITO AI LAVORATORI DELLA CGIL

Confederazione Generale Israeliana del Lavoro

Verso lo sciopero per la Palestina e Manifestazione nazionale del 23-24 febbraio

Sappiamo bene che tanti lavoratori e pensionati iscritti alla Confederazione Generale Italiana del Lavoro siano profondamente, sinceramente legati al Popolo Palestinese e provino orrore, dolore e rabbia per il genocidio che stiamo subendo a Gaza e in Cisgiordania.

Altrettanto bene siamo consapevoli che moltissimi iscritti alla Cgil guardano con insofferenza, rabbia e vergogna alle politiche della dirigenza del proprio sindacato da decenni e in modo ancor più esacerbato dal tempo della segreteria di Maurizio Landini.

Il vostro sindacato ha svenduto la vostra e nostra classe, le vostre lotte e le vostre vite a sfruttatori di ogni risma. Si è chinato supinamente a qualsiasi decisione padronale tanto da rendere possibili e concrete oggi espressioni come “cancellazione assoluta dei diritti sociali e sul lavoro” e “cancellazione

pc 12 febbraio - Genova con la Palestina - info-video

GENOVA - Manifestazione pro Palestina per le vie di Genova. In questa domenica di febbraio corteo per le strade della città. Le bandiere della Palestina e i cori a favore della pace in Medio Oriente. I manifestanti sono partiti da Fanti d'Italia, per poi incamminarsi verso via Gramsci, Caricamento, via San Lorenzo e arrivo a De Ferrari. 

Oltre mille sono scesi in piazza a Genova al grido 'Palestina libera'. La situazione di tensione in Medio Oriente ha ripreso ad alimentarsi lo scorso 7 ottobre dopo l'attacco di Hamas ad Israele. Da quel momento in poi le truppe israeliane hanno più volte attaccato e isolato la Striscia di Gaza.

Il corteo regionale pro Palestina è stato organizzato dal Movimento Boicottaggio, Disinvestimento e