Per gli operai della ex Fiat di Termini Imerese, poi ex
Blutec, adesso passata al Gruppo Pelligra che a sua volta l’ha passata alla
Nicolosi Trasporti, e per gli operai dell’indotto, tutti ancora in attesa da 15
anni del famoso “rilancio produttivo”, rilancio che non si vede proprio, le
sorprese non finiscono mai… nella
finanziaria di quest’anno il governo ha “inserito quasi di nascosto” scrive il
manifesto di ieri la cancellazione del
“l’assegno mensile degli operai licenziati dalle aziende dell’indotto nelle
aree di crisi complessa italiane”.
Il governo ha voluto anche togliere alle Regioni la gestione
diretta dei fondi, passandole al
Ministero del Lavoro: “Le somme per la mobilità in deroga dei lavoratori
disoccupati sono stati spostati nel capitolo della cassa integrazione in deroga
che, tra l’altro sarà gestita direttamente dal ministero del Lavoro e non dalle
Regioni.” Regioni che avevano così la possibilità, anche in funzione elettorale,
di indirizzare le somme e mantenere “tranquilli” gli operai.
“Un doppio scippo – scrive la Repubblica - del quale fanno innanzi tutto le spese i 107 lavoratori dell’indotto ex Fiat di Termini Imerese e i 55 di quello ex Enichem di Gela, le due aree di crisi
complessa della Sicilia rimasti senza il sussidio di quasi 500 euro mensili che veniva finanziato ogni anno dal 2017.”La Cgil nazionale esprime “forte preoccupazione e
contrarietà per il mancato rifinanziamento della mobilità in deroga, strumento
fondamentale per tutelare migliaia di lavoratori privi di altre coperture”;
anche i sindacati confederali siciliani hanno chiesto “di rispristinare la
mobilità in deroga”, anche perché “soprattutto per Termini Imerese i lavoratori
dell’indotto, già penalizzati rispetto a quelli diretti, rischiano anche di
perdere il loro status mentre è in corso il progetto di reindustrializzazione
del Gruppo Pelligra. Diventerebbero disoccupati come gli atri senza alcun
diritto di assunzione nelle nuove aziende che dovrebbero insediarsi a Termini”.
Fermo restando che quella della reindustrializzazione
dell’area è una bufala che i sindacati confederali, a cominciare dalla Fiom,
raccontano da anni agli operai; sindacati che invece nella sostanza hanno
accompagnato le mosse dei vari governi solo per ottenere la cassa integrazione
e, anche loro, tenere buoni gli operai, il governo con questa manovra sta
cercando di chiudere a modo proprio le vertenze lunghe che a dire dell’ultimo
Report della Fim, fatto su un campione di 993 aziende, coinvolgono 115mila
metalmeccanici.
La Cgil annuncia che promuoveranno “tutte le mobilitazioni
necessarie per difendere i diritti, la dignità delle lavoratrici e dei
lavoratori e il loro futuro occupazionale”.
Questi annunci di “mobilitazione” arrivano sempre quando i
buoi sono già scappati dalla stalla, quando il governo ha fatto l’ennesimo
passo verso un sistema che garantisce sempre e solo gli interessi dei padroni…
ed è per questo che tocca agli operai prendere nelle proprie mani la
mobilitazione che si fa sempre più urgente.

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