lunedì 16 febbraio 2026

pc 16 febbraio - «Dio, Trump, famiglia... ecco chi sono». Michael Flacks quello che dovrebbe comprare l'Ilva

 Agli operai Ilva non resta che sperare in DIO e in TRUMP...

In questa intervista di 'Taranto Buonasera al padrone del Fondo finanziario, che dovrebbe prendersi l'Ilva ad 1 euro, che non ha capacità ed esperienza produttiva in siderurgia, che dai suoi ex dipendenti in Germania veniva soprannominato "Piccolo Dracula" (del sangue degli operai) perchè acquisiva aziende in crisi fallimentare e dopo due anni le portava alla bancarotta... «Il mio mestiere - ha detto in un'altra intervista al CdS - è comprare aziende in crisi», se la scelta del governo Urso/Meloni già sembrava non avere nè capo nè coda, a leggere le dichiarazioni di questo Flacks gli operai dovrebbero veramente ad affidarsi a Dio...

Questo Michael ricorda l'altro americano che tempo fa venne a Taranto per acquisire la squadra di calcio, gli stesero tappeti, offriva birra a destra e a manca, e... dopo qualche settimana scomparve...; mentre nelle sue "grandi promesse" sull'Ilva e la città (anche qui in primis la squadra di calcio) ricorda un film di Totò sulla vendita della Fontana di Trevi... 

Ma al peggio non c'è mai fine. Il suo "impegno nelle attività benefiche... soprattutto per i bambini" - come ha dichiarato - è il finanziamento alla parte più estrema di destra, sionisti, colonialisti di Israele, all'esercito del nazisionista Netanyahu, che ha ucciso decine di migliaia di bambini e cointinua nel suo genocidio dei palestinesi. A inizio 2024 Michael Flacks ha donato 5 milioni di dollari per la costruzione di un edificio di 10 piani nel centro di Gerusalemme da destinare al movimento Chabad. A dicembre 2025 la Flacks Family Foundation ha annunciato il finanziamento di altri 3 milioni di dollari. 


Dall'intervista a Taranto Buonasera:

"Della sua idea di Ilva si sa molto. La produzione da portare quantomeno a sei milioni di tonnellate, i

6.500 lavoratori che saranno impiegati in azienda, primo step con l'obiettivo di arrivare a 8.000-10.000 unità in un tempo congruo... Ma chi è, davvero, Michael Flacks?...

Mr Flacks, sappiamo come lei sia un self-made man che, partendo da una piccola officina, ha costruito un gruppo strutturato operativo in diversi Paesi del mondo. Quanto è stato difficile e quali sono i suoi punti di forza?

Nulla è difficile quando ti fidi di quello che fai e lo vivi con passione. Serve un piano. Un piano che si evolva e si adatti quando necessario...

Lei è ebreo, molto religioso e impegnato in varie attività benefiche... Quanto la sua Fede influenza il suo lavoro?

Il fattore più influente nella mia vita e nel mio lavoro sono gli insegnamenti della mia Fede e la mia Fede in Dio. Rispetto tutte le religioni e chi rispetta Dio. Questo guida tutte le decisioni che prendo e il modo in cui negozio: un risultato positivo per tutti. Quando sai che Dio ti osserva non c’è modo di ignorare le preoccupazioni dei dipendenti...
Inoltre mi fermo ogni Shabbat, Sabato, cosa che raccomando molto: aiuta l’equilibrio mentale. Io e mia moglie, sposati da 30 anni, siamo molto impegnati nella beneficenza, che è una forte motivazione. Più successo significa più progetti e più aiuto che possiamo offrire.

Quali sono i suoi riferimenti culturali?

Per quanto riguarda i riferimenti, cerco sempre le risposte nella mia Fede.

Quale libro, film o album musicale l’ha influenzata di più?

“The Art of the Deal”, libro di Donald Trump. L’ho letto da giovane. Continuo a leggere molto.

Il suo stabilimento siderurgico Ilva potrebbe sponsorizzare attività culturali a Taranto, come concerti, festival o il Museo Archeologico?

Le aziende possono avere un ruolo nel sostenere la vita culturale e sportiva e cerco sempre modi per contribuire positivamente alle comunità in cui operiamo, soprattutto per i bambini... 

Nell'intervista al CdS aveva detto: "Se comprassi il Taranto Calcio, sono sicuro che lo porterei in Serie A. Come? È facile: comprando i migliori giocatori. Lo stesso intendo fare per l’Ilva".

Il suo ufficio di New York si trova nella Trump Tower. Conosce o ha avuto contatti con il presidente Donald Trump o con il suo staff?


Io e mia moglie abbiamo partecipato alla cerimonia di insediamento a Washington, ma non lo conosciamo personalmente. Questa sede ci offre visibilità e accesso a una vasta rete internazionale, ma il nostro obiettivo resta esclusivamente la crescita economica e la stabilità industriale, non la politica.

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