domenica 15 febbraio 2026

pc 15 febbraio – “Registi e artisti” devono “alzarsi in piedi” e denunciare il genocidio in Palestina! Arundhati Roy protesta contro Wim Wenders e diserta il Festival del cinema di Berlino

La scrittrice indiana di fama mondiale, Arundhati Roy, che nel proprio Paese viene minacciata costantemente per aver preso posizione in tante occasioni contro la deriva fascista del governo hindutva di Narendra Modi, ha rinunciato a partecipare al Festival del cinema di Berlino per le posizioni espresse dal celebre regista Wim Wenders, presidente della giuria della Berlinale 2026, sul genocidio in corso a Gaza, dicendo che i registi dovrebbero "stare fuori dalla politica".

Ecco la dichiarazione della scrittrice:

«Questa mattina, come milioni di persone in tutto il mondo ho ascoltato le dichiarazioni inaccettabili dei membri della giuria del Festival del cinema di Berlino quando è stato chiesto loro di commentare il genocidio a Gaza. Sentirli dire che l’arte non dovrebbe essere politica è sbalorditivo. È un modo per chiudere ogni discussione su un crimine contro l’umanità che si sta consumando sotto i nostri occhi in tempo reale, mentre artisti, scrittori e registi dovrebbero fare tutto il possibile per fermarlo. Lo dico chiaramente: ciò che è successo a Gaza, e che continua a succedere, è il genocidio del popolo palestinese da parte dello Stato di Israele sostenuto e finanziato dai governi degli Stati Uniti e della Germania, così come da diversi altri paesi europei, che si rendono complici del crimine. Se i più grandi registi e artisti del nostro tempo non sono in grado di alzarsi in piedi e dirlo, sappiano che la storia li giudicherà. Sono scioccata e disgustata. Con profondo rammarico, devo dire che non parteciperò alla Berlinale». Sono le parole di Arundhati Roy, rese pubbliche ieri in un lungo comunicato. (tratto da il manifesto) 

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