mercoledì 18 febbraio 2026

pc 18 febbraio - Askatasuna - Giorgio Rossetto resta ia domiciliari -

 info stampa

Giorgio Rossetto resta ai domiciliari. La procura generale ritira la richiesta del carcere per il leader di Askatasuna

di Ludovica Lopetti

L'iniziativa è stata formalizzata a Torino nel corso dell'udienza davanti al magistrato di sorveglianza, che ora dovrà prendere una decisione

La procura generale di Torino non sosterrà la revoca della detenzione domiciliare (e quindi il ritorno in carcere) per Giorgio Rossetto, 62 anni, storico esponente dell'autonomia in Italia e ritenuto uno dei leader del centro sociale Askatasuna. La rinuncia è stata formalizzata oggi nel corso dell'udienza davanti al magistrato di sorveglianza, che ora dovrà esprimersi. Rossetto sta finendo di scontare a casa propria, a Bussoleno, una condanna a due anni e tre mesi per gli scontri al cantiere No Tav in Val di Susa e il fine pena è previsto il prossimo 14 marzo. 

La procura generale ha rinunciato alla richiesta di revoca della detenzione domiciliare (e quindi del ritorno in carcere) nei confronti di Giorgio Rossetto. Il 62enne, storico esponente dell'autonomia, oggi tra i leader del centro sociale Askatasuna. L'iniziativa è stata formalizzata a Torino nel corso dell'udienza davanti al magistrato di sorveglianza, che ora dovrà prendere una decisione. A Rossetto, residente a Bussoleno, Valle di Susa, era già stata negata la liberazione anticipata per comportamenti che avrebbe tenuto in un periodo di reclusione: avrebbe rifiutato di dividere la cella con un condannato per reati sessuali e in una occasione, per protesta, si sarebbe seduto per terra. L'attivista terminerà di scontare la condanna il 14 marzo: in quella data tornerà in libertà ma è probabile che a suo carico ritorni in vigore la misura della sorveglianza speciale sospesa dopo il suo arresto. La procura generale aveva chiesto la revoca della detenzione domiciliare anche per il contenuto di un'intervista che aveva rilasciato a una emittente radiofonica di area.

L'intervista incriminata

L’organo guidato da Lucia Musti aveva chiesto il suo rientro in carcere dopo un’intervista resa a causa di un'intervista rilasciata dopo lo sgombero di Askatasuna il 18 dicembre scorso. Ospite di Radio Onda d’Urto, un’emittente di area antagonista, il leader 62enne aveva dichiarato: «Sarà importante tenere il fiato sul collo, lo stesso fiato che si tiene nelle montagne della Val di Susa, per lavorare a un logoramento dello schieramento avversario» e «È importante spingere i movimenti ben oltre le mura di Askatasuna. Bisogna accettare il terreno del conflitto e qualche volta il terreno dello scontro, l’esercizio della forza da parte dei movimenti». Dichiarazioni interpretate dagli inquirenti come «la dimostrazione evidente e concreta della inefficacia della misura alternativa in esecuzione a realizzare la primaria finalità rieducativa». 

A Rossetto è già stata negata la liberazione anticipata per dei comportamenti che avrebbe tenuto in carcere: avrebbe rifiutato di dividere la cella con un condannato per reati sessuali e in un’occasione, per protesta, si sarebbe seduto per terra. Dopo il 14 marzo tornerà in libertà, ma è probabile che a suo carico ritorni in vigore la misura della sorveglianza speciale, che era stata sospesa dopo il suo arresto.

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