giovedì 19 febbraio 2026

pc 19 febbraio – Niscemi: la Meloni torna a farsi propaganda con i pochi fondi che arriveranno (?) per mettere una pezza alla frana


Non si perde un’occasione per farsi pubblicità gratis! Per quanto grave possano essere le situazioni! È tempo di sciacalli, abbiamo detto, e la passerella continua. La Meloni lunedì è tornata a Niscemi stringendo le mani del sindaco (nel frattempo indagato per corruzione!) e promettendo soldi. Sempre naturalmente al riparo delle quattro mura del Municipio e alla presenza di qualche niscemese scelto apposta, ma quanti soldi? E per chi? Si parla di un miliardo complessivo per i danni subiti dalle tre regioni, Calabria, Sardegna e Sicilia, e sono solo la metà di quelli già calcolati dagli esperti fino ad ora, mentre per Niscemi ci sarebbero 150 milioni, gestiti da un nuovo commissario, “destinati a demolizioni, delocalizzazioni e opere di stabilizzazione” come riporta il Sole 24 Ore di oggi.

Ieri, infatti, il consiglio dei ministri ha approvato un “decreto sul maltempo e Niscemi”, che “combina ristori e misure per la tenuta del sistema produttivo, piani per i territori e ammortizzatori sociali per i lavoratori.” Un piano che subito ad occhio appare troppo ambizioso, proprio per la quantità di soldi previsti che si prenderebbero “dal Fondo emergenze nazionali da cui si attingono 565 milioni per il biennio 2026-2027” oltre ai 100 milioni già stanziati. Come si fa ad arrivare a 1 miliardo non si capisce.

Tutte queste cifre dovrebbero fare girare la testa, mentre alle oltre 1500 persone che hanno perso tutto a Niscemi, “gira” ben altro!

Una buona fetta di questi soldi, per non smentire il suo costante e ben propagandato sostegno alle imprese, è dedicato proprio a queste! Alle aziende esportatrici, per esempio, per cui “la dotazione opera ‘nel limite massimo di 300 milioni di euro’”! che si aggiungono a quelli messi a disposizione dalla Regione.

Mentre ai “dipendenti privati, compresi gli agricoli, è riconosciuta dall’Inps un’integrazione al reddito ‘con relativa contribuzione figurativa’ fino al 30 aprile 2026, con importo massimo pari a quello delle integrazioni salariali ordinarie.” Come se invece del disastro si trattasse di semplice cassa integrazione! 

Non solo, ma la Meloni fa pure l’ottimista, si è data una scadenza, pensa che entro il 30 aprile la questione del disastro ambientale sarà risolta!

Rispondiamo alla Meloni con le parole schiette di una signora di Niscemi intervistata da Repubblica: “Dopo la seconda visita della premier, continuiamo ad aspettare che diventino concreti gli annunci … dai fondi alla messa in sicurezza del territorio” e aggiunge con ironia: “Meloni dice che non ci sono state vittime grazie alla celerità dell’intervento, io dico che bisogna ringraziare l’autorità celeste e non terrena, se la frana fosse avvenuta di notte…”.

Di fronte ad esperti e scienziati che annunciano altri disastri di questo tipo, diventati ormai “normali” per i cambiamenti climatici causati dal sistema capitalista-imperialista, non basta certo la simpatica ironia, serve innanzi tutto una lotta prolungata delle masse popolari che porti alla cacciata di chi questi cambiamenti non solo li nega ma addirittura sfascia le leggi che dovrebbero proteggere l’ambiente come il governo Meloni. 

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