da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 16.02.26
Un gigantesco sciopero di milioni di lavoratori - secondo alcuni calcoli ha riguardato una platea di 250 milioni di lavoratori delle fabbriche, del pubblico impiego, delle campagne, di ogni tipo di realtà con tantissime donne, giovani, contadini - ha visto una partecipazione veramente molto estesa.
Le immagini e le dichiarazioni, sia pure in lingua indù, che si vedono nei video che abbiamo pubblicato, danno l'idea di quanto vasto sia stato partecipato questo sciopero, e non è l'ultimo, e quanto sia estesa la lotta dei lavoratori contro le politiche del governo Modi che sono al servizio dei padroni indiani e delle multinazionali, delle classi ricche e proprietarie che stanno duramente colpendo le condizioni di vita di operai e lavoratori assieme a quello che già succede e succedeva nei confronti delle masse povere, delle masse indigene nelle diverse aree dell'India.
Su questo sciopero la stampa del nostro Paese non ha dato quasi informazione e questo sia perché l'India non è direttamente nei canali di informazione della stampa borghese in Italia che parla dell'India solo quando i nostri ministri, la premier Meloni come i precedenti premier e i rappresentanti dei padroni e delle loro istituzioni vanno in India, ma per tutto il resto del tempo non viene data un'informazione di quello che realmente accade in India.
Il tema fondamentale dello sciopero in India è stata la lotta contro i codici del lavoro, le leggi antioperaie che sono abbastanza simili a quelli che avvengono negli altri Paesi imperialisti, compreso nei nostri Paesi, con leggi che tagliano i diritti dei lavoratori, favoriscono i padroni e attaccano le lotte dei lavoratori e le loro organizzazioni sindacali.
Oggi facciamo riferimento in particolare ad alcuni dei documenti e volantini e materiali che sono circolati in questo sciopero, in particolare segnaliamo il dépliant che ci è pervenuto diffuso dalla Federazione dei sindacati indipendenti, una organizzazione sindacale in cui si raccolgono le espressioni più combattive, più classiste, del movimento sindacale di classe in India.
La FSI dice che ha svolto una grande attività sia prima che durante lo sciopero, in particolare in alcuni distretti del Godavari orientale e occidentale tra cui le città portuali di Kakinada e Anakapalli si è fatto di tutto perché ci fosse una partecipazione allo sciopero ma, come dicono gli stessi compagni della FSI, per far sì che lo sciopero diventasse formazione politica dei lavoratori alla politica rivoluzionaria della classe operaia.
In questo volantino si dice: “respingiamo le politiche di imposizione e sfruttamento del governo centrale e locale. Rendiamo lo sciopero generale un grande successo”. Le politiche autoritarie, sfruttatici, antioperaie e antipopolari del governo Modi e dei governi centrali e locali che ad esso fanno riferimento stanno peggiorando notevolmente le condizioni dei lavoratori, in particolare queste politiche prevedono l'applicazione dei cosiddetti quattro codici del lavoro contenenti disposizioni che tagliano ulteriormente i diritti dei lavoratori, codici che passano senza il consenso degli stessi sindacati nella maggior parte dei casi e senza tener conto delle loro obiezioni e ricorsi.
Questa modifica della legislazione del lavoro in realtà era già cominciata nel 1977 dal governo Janata col disegno di legge sulle relazioni industriali ed è continuata con gli altri governi e via via è diventata la base delle disposizioni antioperaie e antilavoratori.
Perfino i sindacati più vicini al governo hanno dichiarato che i quattro codici sono riforme importate da altri paesi che favoriscono lo sfruttamento.
Il governo Modi nasconde la natura antioperaia e antipopolare di questi codici e cerca di mettere in luce solo alcune cose che esso considera positive, in particolare la questione del salario minimo, dell'assicurazione e altre forme di previdenza sociale dei lavoratori a cottimo e così via. Ma in realtà proprio queste parti, denunciano i compagni e i lavoratori in sciopero, non vengono assolutamente attuate e quindi le cose non buone contenute nei quattro codici vengono attuate mentre quelle che dovrebbero essere parzialmente positive vengono apertamente violate e quindi, anzi soprattutto, non hanno nessun peso nell'azione del governo volta a tagliare i diritti e a reprimere le lotte.
I compagni denunciano come queste politiche siano contro i lavoratori ma anche contro gli impiegati, i contadini, i braccianti agricoli, i lavoratori rurali, urbani e colpiscono l'insieme del mondo del lavoro e questo è anche testimoniato dalla dimensione, dallo sviluppo in tutti i settori che ha avuto lo sciopero.
Queste politiche sono al servizio della perpetuazione di un sistema feudale, per esempio nelle campagne che espongono i contadini allo sfruttamento dei creditori e degli investitori stranieri, subordinano l'agricoltura alle grandi aziende, quelle multinazionali e la sottomettono allo sfruttamento. Perfino misure minime che possono portare sollievo ai poveri delle campagne in realtà vengono disattese o non realizzate.
In tutta la sua azione il governo è volto a favorire gli investimenti esteri in settori chiave come la difesa, l'industria nucleare, disinvestendo e privatizzando le imprese del settore pubblico, le ferrovie, porti, banche, assicurazioni altre, servendo quindi gli interessi solo dei grandi padroni e delle multinazionali. Di conseguenza con queste politiche diverse attività industriali chiudono e milioni di lavoratori sono licenziati, così come l'istruzione, la sanità viene privatizzata e resta difficile per le grandi masse fare fronte alle tasse imposte e ai prezzi alti che li colpiscono.
Un altro elemento della politica generale del governo Modi è l’attacco dell'autonomia delle diverse etnie e nazionalità del Paese rafforzando il centralismo e la dittatura governativa sull'intero Paese.
A fianco a questo, dicono sempre i compagni, vengono alimentate politiche che aumentano i conflitti tra le diverse comunità e all'insegna del nazionalismo, la frenesia bellica e lo sciovinismo.
In tutto questo pesa la collocazione sempre più esplicita del governo indiano al fianco dell'imperialismo, dentro il sistema imperialista e negli schieramenti che si vanno determinando a fianco dell'imperialismo americano con cui condivide la politica volta a combattere l'altro grande gigante imperialista che è la Cina.
Le parole d'ordini quindi che vengono portate all'interno di questo sciopero sono l’abrogazione dei 4 codici del lavoro che privano i lavoratori dei loro diritti e la richiesta dei diritti democratici che devono essere garantiti per lavoratori e popolo. Le leggi e i regolamenti tirannici come l'ESMA devono essere abrogati, deve essere introdotto un salario minimo di 26.000 rupie al mese e una pensione di 9.000 rupie. Abolire gli appalti e l'esternalizzazione, attuare la parità di retribuzione a parità di lavoro, la giornata lavorativa di 8 ore da applicare ovunque perché, pur essendo formalmente prevista, gli orari di lavoro aumentano sempre più. Lo sfruttamento dei lavoratori occasionali e precari deve essere fermato e a tutti i lavoratori, anche quelli non sindacalizzati, devono essere garantiti salari e sicurezza sociale.
La terra deve essere data ai contadini poveri, il sistema del latifondo deve essere abolito e si devono garantire prezzi remunerativi ai contadini nello scontro/trattativa con le multinazionali. Si devono prendere misure per sradicare la disoccupazione, combattere il caro vita e il caro tasse, ridurre il peso della scuola e della sanità privata.
Più in generale lo sfruttamento delle imprese del settore pubblico e delle risorse naturali del Paese sempre più nelle mani delle grandi multinazionali straniere e nazionali deve essere fermato.
Un punto importante di questo volantino, che è testimoniato anche dal tipo di manifestazioni che si vedono nei video, dimostra che i lavoratori sono ampiamente politicizzati e i loro scioperi sono all'insegna in larga maggioranza delle bandiere rosse e della falce martello.
Qui arriviamo a come questo sciopero serve per fermare politiche fasciste, autoritarie, nazionaliste e settarie che reprimono le lotte dei lavoratori, dei contadini, dei poveri, delle campagne così come i movimenti rivoluzionali e democratici nazionali del popolo.
È proprio uno sciopero che contiene chiara quindi la rivendicazione di una piena opposizione rispetto alle politiche di repressione nei confronti dei movimenti rivoluzionari, il più importante dei quali in India è rappresentata dalla guerra di popolo guidata da un Partito comunista maoista che copre intere zone del Paese, il cosiddetto “ Corridoio Rosso” di 50 milioni di abitanti così alcune regioni particolari come i Chattisgarh e il Bastar etc.
Proprio contro i movimenti rivoluzionari che hanno base nelle masse povere e contadine - ma che come si vede anche dal volantino e dallo sciopero - è un movimento che influenza e penetra l'intero movimento dei lavoratori e delle masse popolari che al di là delle divergenze che possono avere col Partito comunista maoista in India, al di là dei diversi orientamenti rispetto alla guerra di popolo da esso condotta sono risolutamente contrari alle operazioni repressive nei confronti di questi movimenti e di questo Partito, in particolare tutto l'impianto di popolare di repressione che va sotto i termini è di operazione Kagaar che comprende massacri, bombardamenti delle zone in cui è presente la lotta rivoluzionaria delle masse povere e il Partito comunista dell'India che comprende diciamo l'occupazione della militarizzazione di queste zone, che comprende arresti di massa, detenzioni nelle carceri e, soprattutto, assassinii di massa sia nella forma di massacri sia nella forma di falsi scontri che in realtà sono esecuzioni delle forze della guerra popolare, in particolare dei militanti, dei quadri organizzati nell'Esercito Popolare di Liberazione guidato dai maoisti. E’ nel quadro di questa operazione che sono stati condotti dei massacri che hanno portato alla morte del segretario generale del partito comunista dell'India, Basavaraj, e un gran numero di quadri dirigenti e intermedi di questo partito con lo scopo di soffocare la ribellione delle masse e permettere in queste zone il pieno controllo/dominio delle grandi multinazionali, peraltro conosciute in Europa come l'ArcelorMittal, Jindal, Tata e come il grande capitalista finanziario Adani, ecc... che riempiono di tanto in tanto anche le cronache della stampa imperialista compresa quelle del nostro paese, basti pensare che ArcelorMittal è stato fino a poco tempo fa proprietario dell'ILVA e tuttora ha stabilimenti nel nostro paese così come Jindal, e così come vi è stato il recente passaggio dell'Iveco, come parte del gruppo Fiat-Stellantis, alla Tata, e si va lungo questa strada.
Sono questi monopoli, queste multinazionali presenti anche dei paesi imperialisti europei che sono anche il nemico diretto delle masse povere nelle zone indigene, al servizio dell'appropriazione delle risorse energetiche presenti in queste zone che viene condotta l'operazione Kagaar, l'operazione dei massacri.
Lo stesso avviene in altre zone contro i movimenti, i gruppi etnici nazionali che sono osteggiati dal governo reazionario fascista di tipo particolare come quello di Modi come nel Kashmir e in altre regioni dell'India.
Il volantino pubblicato dalla Federazione dei sindacati indipendenti afferma: “resistiamo alle politiche filo americane, filo imperialiste, filo capitaliste, filo padronali dei governi, convertiamo le politiche antioperaie antipopolari, rafforziamo l'unità di lotta dei lavoratori poveri delle campagne e di tutto il popolo”.
Questo sciopero costituisce un colpo molto duro per il regime di Modi che proprio nel quadro della sua politica reazionaria fascista, filo imperialista e guerrafondaia ha bisogno del consenso nel suo paese e della pace sociale, una pace sociale che invece viene rotta da scioperi grandi come quello che è avvenuto il 12 febbraio.
E’ importante che la classe operaia, i proletari del nostro paese, conoscano bene ciò che avviene in questo paese dove è praticamente concentrato uno dei grandi contingenti dei lavoratori nel sistema mondiale e chi vuole che i lavoratori siano oggi il soggetto principale della lotta contro l'imperialismo, il capitalismo, i suoi governi in ogni angolo del mondo in nome dell'unità dei lavoratori e dell'internazionalismo proletario non può che essere contento della grandezza di questo sciopero, informarsi e verificare tra l'altro che molte rivendicazioni che vengono condotte dagli operatori e lavoratori indiani sono le stesse che conduciamo nel nostro paese.
Tornando ancora sui dettagli di questo sciopero e sui contenuti dei cosiddetti codici del lavoro definiti dal segretario generale del FSI “una riforma truffa del governo”, in questo volantino si dice in particolare che questi codici del lavoro servirebbero a migliorare le condizioni dei lavoratori quando in realtà è esplicito che il loro scopo è la restrizione soprattutto dei diritti dei lavoratori e del diritto di sciopero, e ancora una volta si insiste che i codici del lavoro, al di là di quello che dice il governo, non migliorano in nessuna maniera i salari dei lavoratori, il sistema pensionistico e di conseguenza in realtà un’ampia percentuale dei lavoratori è privo di diritti elementari.
Anche in India si va affermando come forma di lavoro non solo il lavoro a tempo determinato e nello stesso tempo la precarietà e lo sfruttamento dei lavoratori ai limiti dello schiavismo.
Ma la nostra aspirazione e la parte dei lavoratori avanzati aspira in qualche maniera a combattere questo governo unendo sia tutte le forze che adesso si oppongono sia una grande alleanza tra gli operai, i lavoratori, le grandi masse contadine e le masse povere delle zone indigene, questa è la sostanza della politica e dell'azione del Partito comunista dell’India (maoista) che noi apertamente sosteniamo sia nella strategia della guerra di popolo che conduce sia nella tattica volta ad aumentare il peso e l'influenza nel movimento dei lavoratori, nelle grandi fabbriche come nei territori caratterizzati da un certo sviluppo industriale.
Dicono i compagni in un documento uscito lo scorso anno: “Il governo Modi fornisce ogni tipo di agevolazione agli imperialisti e ai capitalisti burocratici compradori e i grandi proprietari terrieri e non presta alcuna attenzione ai servizi minimi per i lavoratori, contadini e le masse in generale, il governo si è impossessato di diritti dei lavoratori che avevano ottenuto attraverso la lotta e per cui con il discorso del salario minimo in realtà si sono voluti abbassare i salari dei lavoratori che avevano strappato salari migliori proprio con la lotta, viene liquidato il welfare per i lavoratori… Modi ha rivelato la sua natura di classe antioperaia e, scrivono sempre i compagni del Partito Comunista dell'India (maoista), nel ridurre le 44 leggi sul lavoro in 4 codici contro i lavoratori e nell'interesse dei padroni, ha diviso i lavoratori e sta reprimendo senza pietà diverse lotta intraprese per i salari per l'attuazione dei diritti conquistati in precedenza, per la sicurezza del posto di lavoro, ha imposto il divieto totale delle leggi sul lavoro delle attività dei sindacati al fine di saccheggiare gli operai, la forza lavoro a basso costo nelle cosiddette Zone Economiche Speciali per spremere superprofitti, per fare in modo che non ci sia nessun ostacolo all'affermarsi del Capitale industriale e finanziario.”
Diversi leader dei sindacati sono stati incriminati con accuse illegali e la legge UAPA che è una legge per la repressione viene applicata molto spesso verso i lavoratori che lottano e i leader dei sindacati che ne organizzano la lotta in alcuni casi condannati all’ergastolo, altri sono stati licenziati ed espulsi, la gente comune soffre sempre di più anche per l'aumento dei prezzi di prima necessità, per la disoccupazione e questo non ha fatto che estendere la povertà, migliaia di lavoratori hanno perso il posto di lavoro o sono passati da situazioni di stabilità a situazioni di precarietà, diversi lavoratori si stanno suicidando perché non sono in grado di vivere con il loro salario e migliaia sono costretti a scappare all'estero a causa della mancanza di lavoro. Quindi sono proprio la classe operaia e il movimento dei lavoratori coloro che vengono principalmente sempre più colpiti dall'azione dei padroni e delle multinazionali indiane attraverso il governo Modi che ne rappresenta gli interessi organici.
Nel documento i compagni indiani sostengono la necessità del boicottaggio elettorale per la necessità dell'organizzazione delle masse per costruire e sviluppare la lotta rivoluzionaria, la resistenza popolare e la guerra di popolo in tutto il Paese.
C'è uno stretto legame tra la linea generale del Partito comunista dell'India maoista e le rivendicazioni che sono state portate avanti in questo sciopero generale.
Anche in questo sciopero generale la direzione principale è dei partiti revisionisti e riformisti che vogliono incanalare le lotte dei lavoratori anche in questo Paese in soluzioni politiche compatibili con il sistema capitalista/imperialista a capitalismo burocratico dell'India, quindi è necessario assolutamente costruire e difendere il Partito comunista dell'India e il suo insediamento politico e militare in diverse zone del Paese oggi sotto attacco, difendere l'Esercito Popolare di Liberazione e realizzare un ampio Fronte Unito che comprende le classi oppresse e le comunità oppresse in particolare ci riferiamo alle donne, ai Dalit, ai tribali, alle popolazioni più arretrate, le minoranze religiose le nazionalità oppresse come in Kashmir soprattutto sulla base dell’alleanza operaia e contadina sotto la direzione del proletariato con l’obbiettivo di rovesciare questo governo e distruggere il sistema capitalista/imperialista che è effettivamente il fattore dominante in questo Paese.
Lo sciopero generale è quindi un segnale importante dell’acutizzarsi delle contraddizioni di classe e della lotta di classe in questo Paese e della necessità e dell’urgenza di stabilire un legame e un ponte tra i proletari e le masse sfruttate del nostro Paese, i movimenti antifascisti, antimperialisti e anticapitalisti nel nostro Paese con il movimento della classe operaia e il movimento rivoluzionario, in particolare quello a guida dei maoisti nella forma della guerra di popolo, perché questo legame è necessario per combattere i legami che uniscono sempre più il governo Meloni al governo Modi e che uniscono i padroni italiani ai padroni indiani su cui abbiamo a disposizione molti materiali su cui ritorneremo in una prossima occasione.
Viva lo sciopero generale dei lavoratori indiani!
Viva la lotta di classe in India, viva la lotta rivoluzionaria in India!
Viva l’unità tra i proletari e le masse italiane con i proletari e le masse popolari in India!
Avanti sulla via della rivoluzione, della guerra di popolo, della lotta comune in nome dell’internazionalismo proletario.

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