domenica 4 aprile 2021

pc 4 aprile - Processo Salvini - pc


Il Procuratore capo di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio per i fatti accaduti ad agosto del 2019, quando 147 persone soccorse dall’ONG Open Arms sono state costrette a rimanere per 20 giorni su quella nave nel Mediterraneo in condizioni sanitarie pessime, con molti minori a bordo, a cui fino all’ultimo ha pesato la negazione dell’autorizzazione da parte dell’ex Ministro dell’Interno di raggiungere un porto sicuro. Solo un’ispezione a bordo sulla nave da parte della procura di Agrigento aveva sbloccato la situazione e consentito lo sbarco dei migranti.

Non dobbiamo dimenticare che proprio in quello stesso periodo, prima della caduta del governo Conte, Salvini ha cercato di dare la spallata al governo, in pieno delirio di onnipotenza, con l’appello al voto per legittimare la richiesta dei “pieni poteri”. Se a suo tempo avesse avuto “i pieni poteri” questo processo non si sarebbe mai svolto.

La miseria umana e morale contraddistingue sempre questo personaggio che oggi vuole passare per vittima, un vigliacco che ora davanti ai giudici si nasconde dietro la tutela dell’ordine pubblico, della difesa di una nazione, della responsabilità dell’intero governo e dell’Europa per quelle politiche. Ma che

non sono altro che l’espressione dell’azione fascista di un Ministro che non si è fatto nessuno scrupolo a lasciare per 20 giorni in mare aperto 147 persone in fuga da guerre, dalla fame, dalla violenza dei torturatori libici, che non ha esitato ad usare come merce di scambio, come ricatto per aprire una trattativa con l’Europa per la loro redistribuzione. E, nel farlo, ha violato le stesse leggi del diritto borghese che gli impediscono di limitare la libertà delle persone. E questo non lo può fare, e, fintanto che esistono, queste leggi devono essere applicate.

L’azione di governo di Salvini è politica xenofoba, è demagogia razzista per raccogliere consenso elettorale, ma anche fascismo, cioè forzature istituzionali, sovversione, stato di polizia.

Un contrasto che non potrà di certo essere risolto nelle aule di un Tribunale borghese ma un pronunciamento di condanna rafforzerebbe senza dubbio la lotta degli immigrati e del movimento solidale, del movimento antifascista, antirazzista, perché questo è anche un processo che polarizza il consenso o lo scontro con la sua politica di demagogia razzista, con una politica che comunque gode dell’appoggio dei settori più reazionari della borghesia imperialista italiana e della Fortezza Europa, che ha prodotto già troppi morti nelle traversate in mare e l’infamia dei respingimenti ai confini con la violenza poliziesca. Una politica al servizio dei padroni che hanno bisogno di forza lavoro immigrata da sfruttare nei campi, nei magazzini e nelle fabbriche, manodopera da usare per fare pressione sui salari, per dividere i lavoratori e scaricare su di essi la crisi economica. A questi scopi serve il razzismo di Stato dei governi e quello alimentato tra le masse, così come ai sovranisti e ai fasciorazzisti serve a rafforzare il loro consenso elettorale da fare pesare sullo scontro politico.

Per questo il processo Open Arms a Palermo nei confronti di Salvini, nel suo ruolo di ex Ministro degli Interni, deve andare fino in fondo, cioè fino alla condanna del tronfio ministro razzista della politica dei “porti chiusi” agli immigrati, delle liberticide leggi sicurezza.

Questo processo non è certo scontato, altri processi e altri pronunciamenti della Giunta parlamentare si sono tenuti nei confronti di Salvini, come nel 2018 con il caso Diciotti per la quale il tribunale dei ministri di Catania non ottenne l'autorizzazione a procedere e per il quale Conte espresse pubblico apprezzamento per l'operato di Salvini; poi il caso Gregoretti del 2019 e il caso Ocean Viking con Lamorgese al Viminale e i migranti ugualmente costretti ad attendere più di una settimana a bordo senza che venisse aperta alcuna inchiesta.

Su Open Arms pesa l’acquisizione, da parte dell’accusa, della decisione del comitato Onu per i diritti umani del 29 gennaio 2021, quella per cui Italia è stata condannata per non avere agito tempestivamente in relazione ad un evento Sar verificatosi al di fuori delle acque territoriali italiane, così come la sentenza del TAR del Lazio del 14/08/2019 (il provvedimento consente l’ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane al fine di “prestare l’immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli, come del resto sembra sia già avvenuto per i casi più critici").

E ci sono anche le norme sul soccorso in mare: è un dovere morale ma il soccorso è anche un obbligo di ogni Stato che ha il dovere di “prestare assistenza a qualsiasi persona trovata in mare” e “procedere il più velocemente possibile al salvataggio” (Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, Unclos). A essa si aggiungono la Convenzione internazionale per la sicurezza della vita in mare (Solas) e la Convenzione internazionale sulla ricerca e il soccorso marittimi (Sar), oltre alle linee guida sul trattamento delle persone soccorse in mare (risoluzione Msc167-78), adottate dall’Organizzazione marittima internazionale (Imo, agenzia speciale delle Nazioni Unite).

Su questo deve continuare la denuncia e la mobilitazione perché la questione non è semplicemente di legittimità democratica dal punto di vista del diritto borghese, se, cioè, l’ex Ministro può disporre nei confronti della nave il “divieto di ingresso, transito e sosta nel mare territoriale nazionale”, avvalendosi dei poteri che gli venivano attribuiti dal decreto Sicurezza bis, convertito in legge, e di non dovere rispondere per questo a nessuna norma o istituzione.

E’ il terreno dello scontro tra poteri borghesi su cui i proletari non devono stare a guardare alla finestra: noi siamo per il contrasto all’azione fascioleghista di Salvini e alle sue leggi, a partire dall’abrogazione dei Decreti sicurezza ancora in vigore e solamente ritoccati dal governo Conte/Lamorgese e mantenuti dal governo Draghi.

Per questo all'udienza preliminare per Salvini del prossimo 17 aprile continueremo a tenere alta l’attenzione e la denuncia.

pc

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