sabato 26 ottobre 2019

pc 26 ottobre - Sciopero generale a Bergamo: Si.cobas e Slai cobas portano in piazza driver, operai della logistica, sanitari... e i lavoratori in modo naturale si uniscono quando lottano


Aperto dallo striscione in appoggio alla resistenza curda, con la denuncia dell'imperialismo italiano, con quello Usa russo ed europeo, complice del genocidio del popolo curdo ad opera del fascista Erdogan, il corteo dei lavoratori in sciopero ha portato in piazza la prima protesta contro Pd/M5S nuovo governo dei padroni, il governo di salvini senza salvini, per l’abolizione dei decreti sicurezza 1 e 2, decreti razzisti e repressivi contro le lotte popolari e dei lavoratori, 
E ogni punto toccato dai lavoratori lo ha reso molto evidente: ITL, ASL, Confindustria e Prefettura. 
Forte la presenza dei lavoratori in appalto. A prescindere potremmo dire. Nelle grosse società di traporto, Dhl, Tnt Sda, Bartolini, nelle grosse piattaforme logistiche come Italtrans, nelle fabbriche dell'insalata, Bonduelle SAB Belgravia dove gli operai sono inquadrati nei modi più impensati, commercio logistico agricoli, in appalto, ma nella realtà quella che viene svolta è un'attività industriale su linee di produzione totalmente indifferenti al tipo di materia prima trattata. 
Cosi come l’esempio della Montello spa, colosso industriale della cosiddetta "economia circolare”, dove vige il sistema vergognoso senza regole delle cooperative (500 operai in appalto!!) che tengono le lavoratrici e i lavoratori in condizioni di sfruttamento e ricatto del posto di lavoro. Un esempio emblematico di questo sistema è il “blocco” al reintegro dentro la Montello di  Manpreet, dopo che il giudice ha annullato il licenziamento e ordinato il suo rientro al lavoro.
Nelle fabbriche, importante lo sciopero che ha bloccato la Maschio srl, operai che coprono il 100% dell'attività industriale dell'azienda, ma sono in appalto. in questi giorni stanno sostenendo una serrata battaglia contro la proprietà che ha allontanato un loro collega, dicendo: "torna dalla tua società non ci servi più…"
Nelle grandi fabbriche, come Eurogravure, con gli operai del reparto produttivo confezionamento da 15 anni in cooperativa, oggi in lotta per rientrare in fabbrica, dopo che il nuovo padrone Pozzoni ha chiuso l'appalto e li ha sostituti con le agenzie Ranstad e  Gi grouo con contratti demansionati sottopagati ultra precari.
Fino alla vertenza per gli apprendisti in corso in questi giorni, in grosso numero entrati alla Tenarsi Dalmine, nel 2016 ad es con un vergognoso accordo con Fiom Fim Uilm che hanno sottoscritto 'per la crisi del petrolio' 300 prepensionamenti, scambiandoli con un massiccio ingresso di apprendisti, usati dall'azienda per ridurre l'organico e flessibilizzare il lavoro e peggiorare le condizioni di tutta la fabbrica.
Non meno importante la denuncia dei lavoratori della sanità contro le false partite iva, forma specifica di precariato nelle cliniche.
Chi è finito molto prima in questo sistema senza regole degli appalti ha lanciato un grosso appello a quella fetta di classe operaia che non si è resa conto  in questi anni, che i padroni e il loro sistema concertativo e statale, alimentato dal tesseramento operaio a Cgil Cis Uil e dal voto anche dei lavoratori ai vari partiti borghesi che attraverso politiche e leggi anti-operaie e anti-popolari, hanno fatto in questo modo terra bruciata dei diritti  attorno alle grandi fabbriche.


Una denuncia comune che ha visto i lavoratori apprezzare questa giornata di lotta unitaria, alimentata dalla rabbia per le morti per il profitto, e dalle condizioni di lavoro sostenute da accordi per la produttività che determinano la pericolosità dell'attività produttiva. Unitamente alla mancanza di controlli efficaci che non preoccupano i padroni.
I lavoratori hanno rivendicato basta appalti, contratti di lavoro diretti e dell'industria nelle fabbriche,  basta task force istituzionali sulla sicurezza 'devono essere sentiti i lavoratori che lottano’.







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