giovedì 18 ottobre 2012

pc 18 ottobre - Cina: Anche minori 14 anni operai in fabbrica iPhone


Il modo di produzione capitalistico è “orrore civilizzato” come lo chiama Marx nel Capitale, e gli Stati Uniti, il paese dell'IPhone, che più di tutti gli altri questo orrore lo ha globalizzato, non faranno certo la guerra alla Cina per impedire che si continuino a sfruttare giovani e meno giovani nelle fabbriche della moderna schiavitù.

Perché gli Usa sono impegnati in un'altra guerra contro la Cina, una guerra commerciale e di primazia dello sfruttamento appunto: “Il Senato americano ha iniziato il dibattito su un disegno di legge per penalizzare, anche con dazi e sanzioni, la Cina, accusata di sottovalutare la propria moneta per sostenere le esportazioni a scapito di un'industria americana duramente colpita dalla recessione.” riporta La repubblica del 4 ottobre.
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Anche minori 14 anni operai in fabbrica iPhone

In Cina società taiwanese Foxconn, già in occhio del ciclone, ammette presenza 'stagisti' e chiede scusa

Ansa 17 ottobre, 23:32

SHANGHAI - La Foxconn, la società taiwanese che produce l'iPhone di Apple, ha ammesso che in una delle sue fabbriche in Cina lavoravano come "stagisti" alcuni minori di 14 anni. Secondo quanto riferisce lo Shanghai Daily, un'ispezione aziendale ha evidenziato che nello stabilimento della città di Yantai, nella Cina orientale, lavoravano parecchi ragazzi giovanissimi, intorno ai 14 anni, che però sono stati subito cacciati dall'impianto e rimandati a scuola.
In Cina l'età minima per lavorare è di 16 anni. L'azienda non ha però rivelato quanti sarebbero i minori trovati nella fabbrica. "Siamo consapevoli che la piena responsabilità per queste violazioni è della nostra azienda e abbiamo chiesto scusa a ogni studente per quanto accaduto", si legge in un comunicato stampa della Foxconn. La Foxconn produce gli iPhone e gli iPad di Apple ma assembla anche prodotti per Microsoft, Nokia, Sony, Hewlett-Packard ed altri. China Labor Watch, un'organizzazione non governativa che si occupa della tutela dei lavoratori, in un suo comunicato ha affermato che la responsabilità principale ricade sulle scuole coinvolte, ma che "la Foxconn è colpevole di non accertarsi dell'età dei loro lavoratori".
L'azienda dispone di un programma di stage in base al quale gli studenti lavorano per un periodo da tre a sei mesi nei suoi stabilimenti, accompagnati dai loro insegnanti. Ma due mesi fa ci furono polemiche su internet perché si scoprì che questi stage per studenti delle scuole superiori erano forzati e obbligatori, pena la bocciatura. Il mese scorso la Foxconn aveva sospeso la produzione per un giorno in una fabbrica nella città di Taiyuan a seguito di una rissa in cui erano stati coinvolti circa 2.000 dipendenti e in cui rimasero ferite 40 persone. Si calcola che in tutta la Cina la Foxconn dia lavoro ad oltre 1,2 milioni di persone.

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