giovedì 13 maggio 2010

pc quotid 13 maggio Con la rivolta degli immigrati di Ribera!

Un altro proletario immigrato è morto sul lavoro, ammazzato dallo sfruttamento padronale.
Si chiamava Ameur Ghrairi, tunisino di 24 anni, è morto lunedì scorso durante la raccolta delle arance a Ribera, in provicia di Agrigento perchè il trattore era sovraccarico e i soccorsi sono arrivati in ritardo.
La rivolta dei braccianti tunisini di Ribera non poteva non esplodere. Come si può sopportare una condizione di schiavitù che costringe esseri umani ad accettare turni massacranti, salari da fame, il pizzo ai caporali, il rischio di infortunarsi o di lasciarci la pelle al lavoro, le discriminazioni, i diritti che non valgono per loro? Che vuol dire avere ottenuto un pemesso di soggiorno quando la tua vita dipende da un contratto di lavoro che ti obbliga a ritmi infernali? Quel contratto non dice niente di diritti, dignità. Cittadinanza, ricongiungimenti, reddito, devono fare i conti col razzismo di stato della Bossi-Fini, con il pacchetto sicurezza del governo Berlusconi.
Quanto pensa, la borghesia italiana, che possa durare il silenzio, l'invisibilità di migliaia di proletari immigrati? Che comincino i benpensanti a preoccuparsi perchè le nostre banlieues sono cariche di rabbia e di odio di classe.
Dopo Rosarno lo dobbiamo ripetere ancora: le vostre arance non cadono dal cielo. Sono il frutto del sudore e della fatica di uomini resi schiavi per il profitto dei padroni italiani. E, con le rivolte seguite alle violenze di mafia, razzismo di stato, i proletari immigrati hanno dimostrato la validità della legge degli sfruttati: ribellarsi è giusto! Solo così hanno rispetto ed ascolto.
L'autorganizzazione dei proletari immigrati sta facendo i suoi passi. Hanno capito che con i partiti della sinistra di palazzo e con i confederali la loro lotta è soffocata, non serve.
Invece serve ora una mobilitazione nazionale per raccogliere il grido delle rivolte di Villa Literno, Rosarno, Milano e Ribera.
Per questo sosteniamo la Proposta della Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro per una campagna contro le morti sul lavoro dei proletari immigrati.
prolcomra@gmail.com
13/05/2010

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