Premessa
utile è esprimere il mio cordoglio e la vicinanza alle vittime e ai
loro famigliari, di questa tragedia che ha colpito uomini in divisa
chiamati a fare il loro dovere.
Ricordo
i loro nomi: il brigadiere capo Valerio Daprà, il carabiniere scelto
Davide Bernardello e il luogotenente Marco Piffari ‘cui si aggiunge una
lunga lista di feriti. Il solo numero di vittime tra personale esperto e
percentualmente elevato rispetto ai presenti di quel blitz è già una
prima conferma delle troppe anomalie in quella che, a denti stretti, si è
confessato ai giornalisti, esser stata un’operazione in cui “qualcosa è andata storto”.
La
Marina Militare considerava mio padre tra i migliori artificieri che
avesse in Puglia ed io, sin da bambino, ho ascoltato i suoi racconti
sulle operazioni di sminamento, ricerca esplosivi e di antiterrorismo da
lui condotte per un periodo che va dalla seconda guerra mondiale sino
all’omicidio di Aldo Moro, nel 1978, anno in cui andò in pensione.
Di
quei resoconti ne ho fatto tesoro e l’aver lavorato, a mia volta, nel
campo della Sicurezza al Volo, e l’aver condotto alcune inchieste
giornalistiche su quell’argomento, fa sì che ritengo di avere il diritto
di porre qualche domanda in merito.
In
pieno svolgimento dei funerali di Stato ai caduti, i Media non cessano
di dipingere i presunti autori o complici della strage, i tre fratelli,
come disadattati, aspiranti terroristi e potenziali nemici della quiete e
della sicurezza pubblica, in sostanza dei mostri, al fine
di giustificare l’intera conduzione di quel blitz notturno, addossando
unicamente ai tre fratelli l’intera responsabilità dei fatti.
Grande
risalto si sta dando nel dipingere Maria Luisa,la donna rimasta
anch’essa gravemente ustionata, al ruolo di matriarca, di plagiatrice
dei fratelli, in pratica una strega e forse, tra le righe, c’è più di
uno, in questo clima di caccia alle streghe, che rimpiange che non sia
deceduta in quella pira funeraria.
Più
di un cronista ha affermato che, nonostante fosse gravemente ustionata,
non gridasse dal dolore ma si lanciasse in lamentose e incomprensibili
cantilene, quasi un racconto medioevale su streghe avvolte dal fuoco,
che dal rogo lanciano anatemi e maledizioni.
E
in clima di caccia alle streghe s’inserisce la pesante polemica che ha
coinvolto la Salis e la Destra. L’europarlamentare ha cercato di
spiegare quanto il disagio abitativo e sociale attraversi e coinvolga
l’intero territorio nazionale e crei in soggetti particolarmente
vulnerabili l’impulso a gesti disperati, ma lei stessa è stata accusata
di essere la nuova cattiva maestra di una prossima generazione di
aspiranti terroristi kamikaze, reclutabili tra i senza casa, gli
occupanti abusivi di case e centri sociali, contro i quali ci
difenderà il “working in progress” dei decreti Sicurezza dei quali,
questo governo