lunedì 20 luglio 2015

pc 20 luglio - Massacro terrorista contro il movimento kurdo - comunicato pervenuto del MLKP - rispondiamo con la solidarietà e la mobilitazione immediata internazionalista - Proletari comunisti - PCm Italia

Cari compagni

questa mattina nella città del Nord Kurdistan Suruc ha avuto luogo un massacro contro membri della Federazione della gioventù socialista - Federation of Socialist Youth Associations  (SGDF) -

Una bomba ha ucciso un gran numero di giovani e ne ha ferito molti di più.

Circa 300 giovani erano riuniti per andare a Kobane per stare là per una settimana e aiutare alla ricostruzione della città

Facciamo appello a organizzare una campagna internazionale  per il 21 e 22 luglio come segno di solidarietà e protesta contro il massacro, contro la sanguinaria politica della dittatura AKP Erdogan e della gangs fascista dell'Isis

saluti rivoluzionari
MLCP
Turchia Kurdistan 
Ufficio internazionale

Dear comrades,
Today in the northern kurdish City Suruc has taken place a massacre against members of the Federation of Socialist Youth Associations (SGDF) this morning.
An bomb explosion has killed a lot of young people and wounded many more. Around 300 young people were on the way to Kobanê to stay there for one week and to help to rebuilt the city.
We call you to organize international campaigns as a sign of solidarity and to protest against the massacre and the bloody policy of the AKP-dictatorship and the fascist ISIS Gangs on July 21 and 22.

With revolutionary greetings

MLCP
Turkey/Kurdistan
International Bureau

pc 20 luglio - Ilva Taranto - al tribunale per il processo Ilva; alla fabbrica contro azienda e sindacati confederali; alla prefettura contro il governo Renzi con De Vincenti il servo dei padroni assassini e inquinatori dal blog tarantocontro




lunedì 20 luglio 2015


Al processo Ilva - nell'udienza fiume di oggi - lo Slai cobas per il sindacato di classe con operai Ilva parte civile porta la voce di classe



COMUNICATO
La necessaria azione contro il decreto del governo e contro i commissari Ilva da parte della Magistratura chiama gli operai a prendere una posizione autonoma, non a difesa dell'azienda, commissari e governo, ma di lotta per la sicurezza, salute e lavoro, contro azienda, commissari e governo, come contro l'azione complice dei sindacati confederali.
E' chiaro che i lavoratori che sono comandati dall'azienda ad operare all'Afo2 non possono essere oggetto di alcuna azione della Magistratura.
Ma gli operai non possono fare gli "innocenti" senza opporsi collettivamente e lottare e loro rifiutarsi di continuare a lavorare a rischio della propria vita - rifiuto perfettamente legittimo, garantito dal TU 81/08.
Gli operai sono soli. Non c'è alcuna differenza tra la posizione dei sindacati confederali e quella del governo Renzi e della direzione aziendale, tutti uniti in un unico fronte e preoccupati solo dei problemi produttivi ed economici dell'Ilva, non dei lavoratori che lavorano a rischio e senza certezza del loro futuro.

Senza la loro lotta autonoma effettivamente gli operai finiranno con l'essere "cornuti e mazziati".

Con l'8° decreto Ilva, fatto dopo il gravissimo infortunio mortale, il governo Renzi, dichiara che le aziende di interesse strategico nazionale sono terreno in cui legge, divieti, obblighi costituzionali non devono entrarci, dando di fatto una legittimità ad uccidere.
L'8° decreto è la «porcata» di cui parlano in intercettazioni dirigenti del dicastero dell’Ambiente
Questo governo, questo Stato, questo parlamento, compresi i parlamentari jonici, intendono per “rilevanza strategica”: rilevanza per il profitto della classe padronale, rilevanza per il posto dell'economia italiana capitalista sul mercato internazionale, rilevanza per il peso dell'imperialismo italiano... In tutto questo, la vita degli operai NON HA RILEVANZA!
Il fatto semplice che le fabbriche, l'Ilva, vanno avanti con il lavoro degli operai viene cancellato – e gli operai appaiono nudi e crudi come forza-lavoro (muscoli, ossa, nervi, mani, testa...) da sfruttare fin quando non si consumano, o muoiono.

Ma l'altra realtà è che con gli 8 decreti per l'Ilva dei governi, si sta semplicemente prolungando un'agonia della fabbrica, senza risolvere alcuno dei problemi reali.
Parafrasando un vecchio film si potrebbe dire per l'Ilva“Dead factory walking”. Questa morte la stanno accompagnando i governi che prima non hanno imposto ai Riva risanamenti, fondi necessari, e ora con Renzi e i suoi commissari fanno anche di peggio, uniscono interventi dittatoriali a improvvisazione, sprovvedutezza, irresponsabilità, con cui lasciano andare una grande fabbrica e 12 mila operai alla deriva, senza voler procedere ad un effettivo risanamento, senza una meta, perdendo commesse.
Questa morte l'hanno prodotta negli anni i sindacati confederali che sapevano e sottoscrivevano accordi con Riva, e ancor prima con l'Italsider di Stato, conquistandosi posizioni di forte privilegio, parassitismo (soprattutto con la fabbrica pubblica); questa morte la stanno accompagnando ora, plaudendo ad ogni decreto salva Ilva, fino a quest'ultimo.

Ma questa “morte della fabbrica”, loro malgrado, la stanno per ora accompagnando nel silenzio anche gli operai, concedendo troppa tranquillità all'azienda.
Così pensano di salvaguardare il posto di lavoro, ma si sbagliano! Non c'è nulla che può difendere lavoro e imporre il risanamento degli impianti e le bonifiche ambientali, se non una lotta dura, prolungata degli operai, che usi tutti i mezzi della guerra di classe.

Slai cobas per il sindacato di classe
via Rintone, 22 TA – slaicobasta@gmail.com – 3475301704 – T/F 0994792086



Contestato questa mattina il tavolo istituzionale dallo Slai cobas per il sindacato di classe

portineria A ILVA 

pc 20 luglio - Lo Stato borghese per il G8 Genova 2001 conduce il gioco delle tre carte per difendere i suoi sbirri massacratori, torturatori, assassini di Carlo Giuliani - l'unica giustizia è quella proletaria

G8, “Negato il diritto alla propria difesa”: Colucci a processo riparte dall’appello

G8, “Negato il diritto alla propria difesa”:  Colucci a processo riparte dall’appello
Francesco Colucci (a destra) e Spartaco Mortola (veramente a destra c'è il lungocrinito Mortola, n.d.r.)

La Cassazione deposita la motivazione con cui è stato annullato il processo E ora l’avvocato cita in giudizio lo Stato
I giudici della corte d’appello di Genova avrebbero violato i principi del giusto processo previsti dall’articolo 111 della Costituzione. In pratica avrebbero negato all’accusato il diritto alla difesa: per questo la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a due anni e otto mesi, per falsa testimonianza, nei confronti di Francesco Colucci, questore di Genova nei giorni del G8 .
In particolare sarebbe stato violato il principio del contraddittorio perché i giudici di secondo grado, dopo la discussione finale del processo, con due ordinanze hanno acquisito nuove prove, ritenute rilevanti ai fini della decisione. Tale circostanza era stata sollevata dall’avvocato Maurizio Mascia, il legale di Colucci, che aveva sottolineato come fosse stato impedito appunto alla difesa di esercitare il diritto alla controprova e alla discussione sulle nuove prove acquisite.

Il reato contestato all’ex dirigente di polizia è prescritto, anche se dovrà ora celebrarsi un nuovo processo d’appello. Anche per questo il legale dell’ex questore ha già fatto sapere che chiederà la condanna dello Stato italiano davanti alla corte europea dei diritti dell’uomo per l’ingiusta durata del processo.

Secondo l’accusa, Colucci avrebbe reso falsa testimonianza sulle modalità di irruzione alla scuola della polizia nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 per alleggerire la posizione del dirigente della Digos genovese Spartaco Mortola e dell’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, finito anch’egli sotto processo per istigazione alla falsa testimonianza, ma poi assolto in via definitiva “perché il fatto non sussiste”.
In particolare, secondo la procura l’ex questore aveva ritrattato la dichiarazione resa durante le indagini preliminari in cui sosteneva che Roberto Sgalla, nel 2001 responsabile delle relazioni con la stampa, fosse stato inviato alla Diaz da De Gennaro. Su questo punto, Colucci era stata assolto nella sentenza di primo grado, mentre la Corte d’appello aveva esteso la condanna anche a questa accusa. Inoltre Colucci aveva indicato come responsabile nell’operazione alla Diaz Lorenzo Murgolo, a cui, in realtà erano stati affidati soltanto ruoli di secondo piano.

pc 20 luglio - Ieri il csgpindia/Milano ha portato la Solidarietà-il sostegno-l'informazione, sulla campagna per i Prigionieri Politici in India, alla Feste delle Resistenze del Parco delle Cave

Organizzato dalle compagne e compagni del SOY Mendel, il festival delle Resistenze ieri ha ricordato Carlo Giuliani dedicandogli un murales

 e ricordando la lotta contro i vecchi e nuovi fascismi, con un collegamento coi compagni del Dordoni e mandando un caloroso saluto a Emilio.
Sono state ricordate le tante lotte dei popoli contro l'oppresione e l'imperialismo. Dalla Palestina all'India, dal Kurdistan all'Italia. La solidarietà è il sostegno a tutti i prigionieri politici nel mondo e i compagni colpiti dalla repressione per antifascismo o per contrastare Expo. 
Come csgpindia abbiamo fatto un banchetto e attacchinato striscione e locandine sulla campagna internazionale per la libertà di Ajith e di tutti i prigionieri politici in India. Molto interesse, in particolare dei compagni giovani, sulla camapgna e la guerra popolare guidata dal PCIm



pc 20 luglio - Attrice Contro - Ma non spegni il sole

Video relativi a attrice contro genova 20 luglioAttrice Contro - Ma non spegni il sole - YouTube

www.youtube.com/watch?v=IP5Inuj703o

pc 20 luglio - Carlo Giuliani vive!

LUNEDI' 20 LUGLIO dalle ore 14.30 Piazza Alimonda

PER NON DIMENTICARLO

MUSICA E INTERVENTI DAL PALCO CON:

Luca Lanzi-Andreas Petermann-Francesco "Fry" Moneti (CASA DEL VENTO), Alessio Lega, Malasuerte FI-SUD, Contratto Sociale GNU-Folk, Marco Rovelli, LRB Liberdade, Ruota Libera, Renato Franchi e l'Orchestrina del suonatore Jones

Organizza: Comitato Piazza Carlo Giuliani - www.piazzacarlogiuliani.org

VI ASPETTIAMO!!!

pc 20 luglio - La mobilitazione NOTAV continua!


domenica 19 luglio 2015

pc 19 luglio - LETTERA DI DETENUTE DALL'INFERNO DEL CARCERE DI POZZUOLI

Viviamo in un inferno
Sono una detenuta di Pozzuoli e vi scrivo da parte di tutte le detenute di questo carcere, anche se nessuno di noi può firmare, altrimenti ci puniscono e ci mettono in isolamento.
Per prima cosa sappiate che tutte le lettere che vi mandiamo, gli assistenti non ve le fanno arrivare per paura che raccontiamo come siamo trattate qua dentro (...) Qui andiamo avanti solo con le minacce, persino per una sigaretta, che è l'ultima cosa che ci è rimasta qua dentro, in questo inferno dove è così
facile ad entrare ma così difficile uscire.
Vogliamo informarvi che viviamo in una stanza in cui siamo degradate e costrette a vivere piene di
umidità. La mattina dobbiamo alzare i materassi perché sono bagnati e quando viene qualcuno da fuori gli fanno vedere solo la terza sezione che è un po' meglio, mica li portano alla prima o alla
seconda, dove è molto peggio. In ogni stanza viviamo in 10 persone e devi fare la fila per andare in bagno e svegliarti presto per farti una doccia prima che l'acqua calda vada via; lo shampoo lo possiamo fare solo una volta a settimana, quindi adesso che è estate ci possiamo anche arrangiare, ma
l'inverno, tante volte, fa talmente freddo che ci alziamo solo per mangiare. Il vitto è un vero schifo ed è anche insufficiente. Tante volte pensiamo che è meglio mangiare alla caritas che qua dentro.
I prezzi qui da noi sono un abuso di potere. Paghiamo tutto e addirittura il doppio. Anche le cose di
prima necessità, come la carta igienica. Sì, perché qui nemmeno quella ci danno: se hai i soldi ne puoi fare uso, altrimenti non so cosa dovremmo fare. E qui ce ne sono tante a cui mancano i soldi. E con i prezzi che paghiamo qua dentro, i nostri familiari per mantenerci, cosa devono fare? Forse dovrebbero commettere reati pure loro per metterci i soldi sul libretto? E spesso e volentieri vediamo segnati sul libretto anche soldi che non abbiamo speso, ma è inutile anche chiedere spiegazioni.
Certo, c'è qualche assistente più umano verso di noi, ma per il resto ci trattano proprio come fossimo dei mostri viventi. Parliamo anche del servizio sanitario. Qua per prima cosa, anche se qualcuno di notte sta male, l'assistente fa finta di non sentire, perché l'infermeria la notte non vuole essere
disturbata. Quindi devi aspettare la mattina, quando passano con un carrello sempre pieno di psicofarmaci con cui vogliono rimpinzarci, perché preferiscono "addormentarci" per non essere disturbati. Figuratevi che a Pasqua tutte le detenute dormivano in tutto il carcere, tanto che abbiamo
avuto il dubbio che avessero messo qualcosa nel cibo. Noi detenute della Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli vorremmo che voi ci aiutiate, ma sappiate anche che anche se verrete, come al
solito ci imporranno di dirvi che tutto qui va sempre bene e che ci trattano bene: sono tutte bugie che siamo costrette a dire.
In nome di tutte le detenute di Pozzuoli vorremmo che questa lettera venisse pubblicata su qualche
giornale affinché tutti vengano a conoscenza che questo non è un carcere, ma è solo l'inferno, un inferno che siamo costrette a vivere.
Casa Circondariale Femminile -Pozzuoli

pc 19 Luglio - "ROMPERE IL TABU' DELLA "NON-VIOLENZA"- TESTO IN ITALIANO DI AJITH, DIRIGENTE E TEORICO DEL PCI (M) ARRESTATO RECENTEMENTE - CAMPAGNA INTERNAZIONALE IN CORSO: LIBERTA' PER AJITH! LIBERTA' PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI, SOSTENERE LA GUERRA POPOLARE, SOSTENERE IL PCI (M) !


Traduzione non ufficiale del testo originale pubblicato su People's March, organo del Partito Comunista dell'India (maoista).


Nei tempi moderni, i governanti di ogni paese hanno sempre cercato di isolare la violenza delle classi subalterne, condannando la sua violazione della costituzione esistente. In India, si aggiunge un’ intera argomentazione inerente ad una certa tradizione non-violenta. La non-violenza è esercitata dalle classi dominanti indiane per isolare e schiacciare le agitazioni militanti. Si pone come una linea di demarcazione tra legittima protesta e quelle illegali.

Chiunque può protestare quanto vuole, ma non deve mai essere violento - recita così il discorso ufficiale.
È  un'altra questione che anche le proteste più pacifiche come un dharna (protesta diffusa in India in cui i manifestanti si riuniscono e “pregano” qualcuno ad esempio la polizia affinchè venga fatta giustizia n.d.t.) sono spesso brutalmente attaccate dalla polizia. La violenza, il diritto di impiegarla, è costituzionalmente riservata agli strumenti repressivi dello stato indiano. Chiunque altro diventi violento non  solo "sta prendendo la legge nelle sue mani", ma sta violando le "tradizioni" del paese. Questo, naturalmente, violazione si osserva più   dai membri delle classi dominanti - dai signori feudali che fanno come vogliono contro i contadini, dai capitalisti compradori che cercano di risolvere i problemi del lavoro uccidendo i leader dei lavoratori.

Il privilegio della non-violenza, la rende l'ultima prova di legittimità, è un attributo comune di tutti i partiti parlamentari in India. Lo fanno diventare un punto verso cui proclamare la loro adesione ad esso, tanto quanto criticano la violenza dei loro avversari. Questo è un altro caso di 'inside-out, outside-in'. Tutti questi partiti mantengono bande appositamente incaricate del compito di repressione violenta dell'opposizione.

pc 19 luglio - Sull'internazionalismo - Pillole Comuniste

L'internazionalismo è un compito pratico attivo dei comunisti, non solo una posizione ideologico-politica; ogni partito deve lavorare per collegarsi e unirsi ai partiti nel mondo, sostenere la loro lotta rivoluzionaria.
Non si può usare la parola d'ordine che il miglior internazionalismo è fare la rivoluzione nel proprio paese per sottrarsi ai compiti internazionalisti.
Chi fa questo è un volgare sostenitore del socialismo nazionale e non un comunista.

da Pillole comuniste del 30.9.2013

pc 19 luglio - STORIE DI RIVOLUZIONARIE

"Dichiarare una militanza rivoluzionaria non vuol dire “confessare” dei reati, ma significa predisporsi a gestire un processo secondo un’ottica politica... Non significa soltanto “non fare nomi”... ma significa rivendicare fino in fondo la propria identità politica, e opporsi a un procedimento che ha come scopo non quello di condannare dei reati penali, ma di processare e impedire un’ipotesi rivoluzionaria, un’istanza e necessità politica e sociale, cosa che nessun tribunale del mondo riuscirà mai a fare, per quanti secoli di galera riusciranno a infliggere!
Per questo io al processo non sarò sola e non vi parteciperò solo come Diana Blefari, ma come militante rivoluzionaria per la costruzione del Partito comunista combattente".

foto di Sebben che siamo donne. Storie di rivoluzionarie.

E' l'8 settembre 1974. Renato Curcio e Alberto Franceschini vengono arrestati. Margherita non si perde d'animo:
"Cari genitori, vi scrivo per dirvi che non dovete preoccuparmi troppo per me. Ora tocca a me e ai tanti compagni che vogliono combattere questo potere borghese ormai marcio continuare la lotta. Non pensate per favore che io sia un’incosciente. Grazie a voi sono cresciuta istruita, intelligente e soprattutto forte. E questa forza in questo momento me la sento tutta. È giusto e sacrosanto quello che sto facendo, la storia mi dà ragione come l’ha data alla Resistenza nel ’45. Ma voi direte, sono questi i mezzi da usare? Credetemi non ce ne sono altri. Questo stato di polizia si regge sulla forza delle armi e chi lo vuol combattere si deve mettere sullo stesso piano.

foto di Sebben che siamo donne. Storie di rivoluzionarie.
Da Sebbenchesiamodonne

pc 19 luglio - "RAZZA INFERIORE"...

...sono i fascisti e i cittadini beceri ad esserlo, accompagnati e legittimati dalla polizia e da partiti che siedono in Parlamento e nelle Istituzioni (dalla Lega a Fratelli d'Italia, ecc.).

L'assalto a Roma contro il pulmann di migranti, la devastazione dell'appartamento, alloggio dei richiedenti asilo a Treviso, sono state coordinate, alimentate da Forza Nuova, Casa Pound, leghisti, e fatte da settori di cittadini - a Roma gente benestante - la cui forza effettiva viene però artatamente gonfiata dalla stampa e TV.

Il razzismo di questa gentaglia è di classe, è frutto di posizione politiche generali di destra, ma si esprime in comportamenti, concezioni, istinti da sub-umani, a fronte del quale l'umanità dei migranti si erge in maniera netta e forte.

pc 19 Luglio - APPOGGIARE LA GUERRA POPOLARE IN INDIA! DIFFONDERE L'INFORMAZIONE CIRCA LA PIU' GRANDE RIVOLUZIONE IN CORSO NEL PIANETA IN OCCASIONE DELLA CAMPAGNA INTERNAZIONALE DI SOSTEGNO!

Riportiamo due articoli tradotti dalla stampa borghese indiana online e in quanto tali, da prendere con le pinze integrando le informazioni con le precedenti pubblicazioni riguardanti la Guerra Popolare in India in questo blog e in quello della sezione italiana del Comitato Internazionale di Sostegno (link a destra). In particolare per quanto riguarda le cifre citate nella seconda parte di questo post che spesso vengono falsate dallo stato indiano per quanto riguarda arresti e uccisioni dei "maoisti" (che spesso sono comuni abitanti dei villaggi tribali) e le finte rese.

Niente e nessuno può fermare un popolo in lotta per la sua liberazione! 
Niente e nessuno può fermare i maoisti!


I report, indicano la rinascita maoista in Jangalmahal.

CALCUTTA / WEST Midnapore: Solo tre giorni dopo che il sopraintendente di polizia statale DG GMP Reddy ha detto che non c'era nulla di cui preoccuparsi circa l'attività Maoista nel Jangalmahal, un rapporto del dipartimento centrale di intelligence al ministero degli affari interni dell'Uniome, ha indicato diversi gruppi maoisti che sono operativi nella zona. Il rapporto è tanto più allarmante in quanto il primo ministro aveva personalmente chiesto notizie circa le attività maoiste lì. Recentemente, Reddy, dopo l'incontro con i massimi esponenti della polizia, Servizi Segreti e ufficiali delle forze centrali, aveva detto: «Anche se non c'è nulla di allarmante nello stato in questo momento, per quanto riguarda le attività maoiste che sono interessate,considerando le recenti attività dei ribelli nei paesi confinanti abbiamo esaminato la situazione e abbiamo incaricato gli ufficiali di stare allerta ".

Ma la relazione inviata alla sede del ministero dice una storia diversa.
E 'stato detto che ci sono almeno dieci gruppi - in tutto in Jharkhand e Odisha - che stanno frequentando parti di Purulia, Bankura e west Mindapore e conducono incontri con gli abitanti del villaggio e i giovani del posto.
Nel rapporto, si parla di Gopal Pande e Rahul che girano regolarmente nell'area di Jangalmahal. Pande - un residente di Kantasole e un ex membro del PCPA (Comitato Popolare Contro le Atrocità della Polizia n.d.t.) - è stato arrestato nel 2013. Ma nel 2014, fuggì da Jharkhand dopo il suo rilascio su cauzione.
Il rapporto ha affermato che "Recentemente, Pande è stato visto in alcune parti del Jangalmahal muoversi con i giovani della località,".

Ma, i dati dell' intelligence non sono riusciti a fornire alcun dettaglio su Rahul che come è riferito,ora  si sta muovendo intorno a zona collinare di Ayodhya di Purulia.

 Alla domanda sulle recenti attività maoiste in Jangalmahal, Purulia SP Siddhrath Nilkath ha detto: "La gente va a raccontare un sacco di cose, ma finora non abbiamo avuto alcuna prova concreta della presenza maoista qui. Stiamo mantenendo una stretta vigilanza ".

 Bharati Ghosh, SP di West Midnapore, ha detto, "Non ci sono informazioni circa la presenza maoista nel distretto."

Tuttavia, un alto funzionario in condizione di anonimato, ha detto, "E 'troppo presto per dire che i giorni di Lalgarh siano tornati. Ma non possiamo negare il fatto che i ribelli stanno tornando. C'è un altro problema che abbiamo del quale ci stiamo preoccupando. Gli abitanti del villaggio che da tempo lavoravano come occhi ed orecchie della polizia e delle forze congiunte, sono improvvisamente diventati silenziosi.
Abbiamo bisogno di scoprire se hanno smesso di parlare per paura maoista.”

11 informatori della polizia uccisi in Chhattisgarh quest'anno

Ben 11 informatori della polizia sono stati uccisi dai Naxaliti nei primi sei mesi di quest'anno in Chhattisgarh che ha visto 245 scontri a fuoco di stampo maoista . Secondo le statistiche del Ministero dell'Interno, gli informatori sono stati uccisi per lo più nelle zone rurali del Chhattisgarh dove i Naxaliti continuano ad avere una posizione dominante. Tuttavia, ci sono stati miglioramenti della situazione della sicurezza in Jharkhand, Bihar, Odisha e Maharashtra, dove gli episodi di violenza Naxalita sono scesi in modo significativo.

Un totale di 562 episodi di violenza Naxalita  sono stati segnalati in tutto il paese dal 1 gennaio al 15 Giugno 2015, di cui 155 sono stati segnalati in Jharkhand (188 incidenti nello stesso  periodo del 2014), 55 incidenti in Bihar (55 nel 2014), 31 in Odisha (61 nel 2014) e 25 in Maharashtra (43 nel 2014).
Allo stesso modo, vi è stato un calo delle vittime della violenza Naxalita: da 177 nei primi sei mesi del 2014, a 111 nel 2015.
184 Naxaliti si sono arresi fino al 15 giugno di  quest'anno, mentre 176 estremisti si erano arresi nello stesso periodo dello scorso anno.
Nel Chhattisgarh, 82 maoisti hanno ceduto finora quest'anno, mentre l'anno scorso solo 35 estremisti aveva deposto le armi.
In Jharkhand, le forze di sicurezza hanno ucciso 19 maoisti al 15 giugno di quest'anno, rispetto a solo due nel corrispondente periodo del 2014. B
en 177 maoisti sono stati arrestati dalle forze di sicurezza in Jharkahand rispetto a 142 nello stesso periodo dello scorso anno.

pc 19 luglio - RISPOSTE DEL PROF. DI MARCO SULLA FORMAZIONE OPERAIA DALLA PROSSIMA SETTIMANA E PER TUTTO LUGLIO

Comincia un importante contributo per la Formazione Operaia!

In questa seconda metà di luglio cominceremo a pubblicare le risposte del Prof. Giuseppe di Marco dell'Università 'Federico II' di Napoli ad alcune domande di lavoratrici, operai sui testi su "Il Capitale" usciti in questi mesi sul blog.
E apriremo a settembre il nuovo ciclo della Formazione Operaia a partire da queste risposte.

Queste risposte hanno lo scopo di approfondire, chiarire dubbi, per permettere ai proletari, ai giovani di analizzare e pensare autonomamente, dal punto di vista della loro classe, la realtà della lotta di classe.
Le pubblicheremo a partire da GIOVEDI' 23 LUGLIO. E terremo conto della loro lunghezza per organizzarne l'uscita. La lunghezza delle risposte è al servizio della chiarezza - d'altra parte non si può misurare la teoria rivoluzionaria con il metro...

Su questo anche il Prof. Giuseppe di Marco ha scritto:

"...Penso che vada benissimo così come avete deciso. Anche io credo che le risposte lunghe è meglio metterle separatamente sennò si appesantisce la lettura. Il punto è che l'esposizione dialettica, cioè rivoluzionaria comunista, costringe a fare un ragionamento ternario - perciò spesso si allunga - mentre invece la borghesia ha la forma binaria, che contiene già la risposta nel modo con cui pone il problema, come sapevano Engels e Marx nell'Ideologia tedesca. Pistola puntata, insomma anche nella teoria...
Cari saluti
                              Giuseppe Di Marco

pc 19 luglio - Chi incendia i campi rom è un criminale e assassino e chi li istiga e li protegge come SALVINI, ecc sono doppiamente criminali che come minimo dovrebbero stare in galera!

Sei condanne per l'incendio al campo Rom. Il giudice: "Fu un atto di odio razziale"

Sei condanne per l'incendio al campo Rom Il giudice: "Fu un atto di odio razziale"

Il tribunale ha accolto la tesi della pm aumentando le pene al commando che agì nel dicembre di quattro anni fa
Sei condannati e un assolto per il rogo della Continassa, con pene che vanno dai sei anni e mezzo ai tre anni. "Hanno agito con odio razziale" ha confermato il giudice Paola Trovati, confermando la tesi del pm Laura Longo, ma stabilendo condanne più severe per gli imputati di incendio, resistenza a pubblico ufficiale e ostacolo ai soccorsi.
Le condanne più pesanti per i due che hanno materialmente parte all'incendio, appiccato al campo Rom delle Vallette nel dicembre 2011 al termine di un corteo organizzato per manifestare contro il finto stupro di una giovane del quartiere.
Sei anni e sei mesi per Luca Oliva, che dovrà addirittura scontare sei mesi in più di quanto richiesto dalla procura, mentre per Guido Di Vito la condanna è di sei anni e dieci giorni, mentre Longo aveva chiesto quattro anni e sei mesi di reclusione. I due furono fermati subito dopo il rogo e sono stato interdetti in modo perpetuo ai pubblici uffici.
Il giudice Trovati ha condannato Raffaele Giordano per 4 anni e sei mesi, Giuseppe Fico, Rocco Facchino e Davide Moscatiello a tre anni di reclusione.
Il giudice ha riconosciuto condanne al risarcimento tra i 15 mila euro di provvisionale (per le persone offese) e i 3mila (per le associazioni costituitesi parte civile). 

pc 19 luglio - L'ignobile uomo di Renzi De Vincenti - in combutta e a libro paga con i padroni inquinatori responsabili di 427 morti se ne deve andare subito - così come i suoi padrini DEL RIO E RENZI

così come complici dei padroni assassini Burlando e tutta la giunta regionale ligure
il Ministro Guidi e funzionari del ministero dell'ambiente

Tirreno Power: la Procura indaga tutta l’ex giunta regionale
Quello studio, così scomodo e indigesto, parla di 427 morti, e migliaia di ricoveri legati ai fumi della centrale di Vado. Eppure in alcuni passaggi degli atti pare quasi che la preoccupazione principale sia lui, un procuratore scomodo («in Italia possono i procuratori fare ciò che vogliono», dice uno degli indagati), tanto da spingere il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti (ad affermarlo sono due dirigenti del ministero dell’Ambiente intercettati) a informarsi se è possibile dargli fastidio con un’indagine disciplinare del Consiglio superiore della magistratura: «
Il primo riguarda la «porcata», copyright di Giuseppe Lo Presti e Antonio Milillo, dirigenti del dicastero dell’Ambiente: si tratta di una leggina ad hoc (rimasta un’intenzione) che il governo

pc 19 luglio - Genova G8 2001 - nessun spazio ai poliziotti massacratori e assassini e all'associazione a delinquere COISP

Continua la provocazione degli sbirri a genova per il 20 luglio

20 luglio 2001, il momento della morte di Carlo Giuliani

20 luglio 2001, il momento della morte di Carlo Giuliani

Genova - I familiari di Mario Placanica, il carabiniere catanzarese che il 20 luglio 2001 sparò un colpo di pistola nel corso degli incidenti in occasione del G8 di Genova, uccidendo il manifestante Carlo Giuliani, parteciperanno lunedì prossimo, a Catanzaro, alla manifestazione promossa dal Coisp in tutta Italia per chiedere la rimozione della targa in ricordo di Giuliani installata in piazza Alimonda, nel capoluogo ligure.

pc 19 luglio - Cassazione: "Assalto No Tav al cantiere di Chiomonte: non fu terrorismo"... e agli ignobili forcaioli Caselli e Rinaudo, al PD e alla loro stampa che su questo hanno fatto criminale campagna diffamatoria non succede niente?


Cassazione: "Assalto No Tav a Chiomonte non fu terrorismo"

Respinto il ricorso dei pm torinesi sui fatti del maggio 2013. Il difensore Novaro: "Spero che questa decisione sia la pietra tombale su quell'accusa "


La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso con cui la procura di Torino chiedeva venisse riconosciuta la validità dell'accusa di terrorismo a tre anarchici No Tav. , Accusati di aver partecipato all'assalto del 14 maggio 2013 al cantiere di Chiomonte, lo scorso 27 maggio sono stati condannati a due anni e dieci mesi di carcere dal tribunale di Torino, per reati minori. " Spero che questa decisione della Cassazione sia la pietra tombale sulla qualificazione giuridica di terrorismo. E spero che i corifei che hanno sostenuto la procura di Torino in questi anni si facciano qualche domanda"o ha detto l'avvocato Claudio Novaro, difensore dei No Tav insieme al collega Eugenio Losco, commentando il 'no' della Cassazione.

pc 19 luglio - Appello degli operai del porto di Napoli

senza sindacato di classe
senza sciopero generale per far cadere il governo Renzi
non si va da nessuna parte
slai cobas per il sindacato di classe- coordinamento nazionale
slaicobasta@gmail.com 

Appello degli operai e delle operaie del porto di Napoli
PER L’ASSEMBLEA NAZIONALE - 25 LUGLIO 2015
Abbiamo deciso di resistere all’attacco da parte dei padroni e contro il governo il cui decreto Sblocca Italia prevede, tra le altre cose, l’eliminazione di gran parte delle Autorità Portuali, organi di governo dei porti, ulteriore avanzata del processo di privatizzazione delle strutture produttive e di eliminazione di posti di lavoro. Solo nel porto di Napoli sono 500 i lavoratori a rischio! Abbiamo deciso di occuparci delle nostre aziende per impedire che vengano chiuse, ridimensionate, delocalizzate.
Per quanto sia ragionevole, giusto, legittimo rivendicare “più diritti”, “più lavoro”, protestare contro questo corso delle cose, finché gli operai e gli altri lavoratori lasciano nelle mani delle attuali autorità il compito di trovare soluzioni e attuare le misure di emergenza che sono necessarie, le cose non possono cambiare e non cambieranno. La nostra è un’iniziativa con cui intendiamo promuovere lo sviluppo del coordinamento per i lavoratori dei porti di tutta Italia, di Ancona, di Genova, di Livorno, di Salerno, di Taranto, di Trieste e di tutti gli altri, e mira a coordinarsi anche con le lotte di tutti gli operai, di tutti i lavoratori e di tutte le masse popolari del paese. [leggi tutto]


Adesioni al 18 luglio:


Collettivi Operai e Lavoratori
Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati FCA di Pomigliano d’Arco
Cobas Richard Ginori, Sesto Fiorentino
Comitato Lavoratori del Golfo di Gaeta
Coordinamento Lavoratori Portuali di Trieste

pc 19 luglio - Fincantieri amianto - padroni assassini

Accusati della morte di 22 operai in stabilimento Genova Sestri

Lavoro, 8 ex dirigenti di Fincantieri indagati per morti per l'amianto

Lavoro, 8 ex dirigenti di Fincantieri indagati per morti per l'amianto
GENOVA - La procura di Genova ha indagato otto ex direttori di stabilimento di Fincantieri con l'accusa di omicidio colposo e lesioni colpose aggravate per la morte di 22 operai del cantiere navale di Sestri Ponente a causa del mesotelioma provocato dalla vicinanza con l'amianto.
Il periodo compreso nell'inchiesta va dal 1983 al 2013.

Oltre ai 22 dipendenti morti, la procura ha anche individuato otto persone che si sono ammalate di mesotelioma pleurico.