all'Ilva si attende con trepidazione, ma non con
sufficiente lotta, la cassintegrazione di massa che vuole svuotare la
fabbrica per due anni lasciandola nelle mani di padron Riva, governo e Stato
dei padroni, giudicie sindacalisti confederali.
Slai cobas per il
sindacato di classe e Usb contrastano in fabbrica questa linea ma sono
naturalmente minoranza.
Mentre in fabbrica si continua a morire e a
infortunarsi, con grande partecipazione ai funerali e
denunce.
A
Taranto parlano di bonifiche, ma ancora nulla è partito, con cimitero
e scuole ai Tamburi in grande difficoltà e in emergenza sanitaria
e ambientale.
Gli ambientalisti si mobilitano ma sostanzialmente e
principalmente in appoggio ai
giudici nella loro contesa con proprietà e
governo.
La Rete nazionale per la sicurezza e la salute sui posti di
lavoro e territori, come organizzazione trasversale in cui tutti possono o
potrebbero ritrovarsi, lancia una sfida, fa la cosa giusta al momento
giusto,chiama a una iniziativa nazionale il 22 marzo che è una sfida e un
appello a
tutti, non per sfilare in un tradizionale e pacifico corteo. Ci
serve che l'iniziativa sia in un giorno normale, nell'anormalità della
situazione a Taranto e all'Ilva per andare ad assediare la direzione Ilva,
per andare al confronto con gli operai come massa, al cimitero zona di
lotta autorganizzata contro la morte, alle scuole di Tamburi, all'assemblea
popolare nel quartiere, per
portare solidarietà ai familiari delle vittime
della morte da lavoro e da inquinamento,
e ad ascolatare la voce dei
proletari del quartiere, dare il proprio contributo/proposte
per vincerla
questa battaglia con risultati concreti, non con "tanto rumore
per nulla",
non per apparire in televisione e alimentare la tv del dolore.
Ma
naturalmente Taranto è grande questione nazionale, paradigma di tutte
le questioni che riguardano la difesa della salute e sicurezza in fabbrica
e sul territorio, ed è quindi l'occasione per ribadire un'opposizione e
programmare una mobilitazione contro l'indegna sentenza della ThyssenKrupp e
contro ogni eventuale seguito nel processo Eternit, per far sentire unità e
vicinanza a chi lotta a Paderno Dugnago, come a Marghera, a Viareggio, come
per la
Marlane, alla generale lotta contro l'amianto, ecc.; per riportare,
dopo Taranto con una nuova iniziativa a Roma, lo scontro di questa natura nei
confronti del nuovo governo in formazione.
Tutte queste vicende devono
vivere nell'iniziativa del 22 marzo a Taranto.
Vorremmo essere in tanti e
lavoriamo per questo, invitiamo tutti a Taranto e a livello nazionale,
E'
difficile - lo sappiamo tutti - ma per questa importante battaglia per
la vita, la salute contro il profitto, vale la pena sforzarsi di esserci
(anche con un piccolo sacrificio per il giorno feriale); ognuno con la
propria immagine reale, con il grado di impegno e partecipazione che ci vuole
e può
metterci
E' importante che questa manifestazione ci sia e che sia un
segnale forte e chiaro.
Vi aspettiamo
Rete nazionale per la
sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul
territorio
bastamortesullavoro@gmail.com
noi
non siamo su facebook, twitter ecc, ma invitiamo tutti quelli che ci
sono e
che sostengono la manifestazione a far circolare tutto e sempre
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