venerdì 14 settembre 2012

pc 14 settembre - prima a Bari e poi a Taranto il Ministro clini, mentre la città viene militarizzata e la manifestazione del Comitato vietata, presidio all'ilva dello slai cobas per il sindacato di classe

Dalla prossima settimana l'Ilva di Taranto dovrà rallentare la produzione per consentire l'adeguamento degli impianti posti sotto sequestro il 26 luglio scorso perché inquinanti. E' quanto si evince da una direttiva che la Procura di Taranto ha consegnato ai custodi giudiziari degli impianti sequestrati. La direttiva della procura è stata per ora consegnata ai tre custodi 'tecnici'. L'atto verrà a breve consegnato anche al presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, anche lui custode giudiziario, oggi a Bari per il vertice sul futuro dello stabilimento cui partecipano anche il ministro dell'Ambinete Corrado Clini e il commissario europeo Antonio Tajani.

Nella direttiva si ricorda che il sequestro degli impianti dell'aria a caldo del siderurgico è senza facoltà d'uso, che gli impianti non possono essere utilizzati a fini produttivi, così come già indicato nel decreto di sequestro confermato dal Tribunale del Riesame, pur dovendo salvaguardare gli stessi impianti. Secondo la Procura, non sarebbe possibile adeguare gli impianti dal punto di vista ambientale e contemporaneamente produrre acciaio in quanto gli stessi impianti inquinano.

Nel pomeriggio i custodi incontrano in Prefettura il ministro Clini di ritorno dal tavolo istituzionale di Bari, aperto dall'allarme del titolare dell'Ambiente sugli interessi che avrebbero i gruppi industriali europei a veder fallire il tentativo di governo, enti, parti sociali di salvare l'industria siderurgica tarantina. "Possiamo supporre - ha dichiarato - che abbiano
buoni motivi per sperare che la nostra iniziativa non abbia successo. Hanno molti strumenti per influenzare negativamente l'esito del nostro lavoro. Il retrobottega della politica è alleato di questi poteri forti".

La denuncia del ministro Clini aveva aperto la giornata barese che vede governo, Regione, enti locali riuniti intorno a un tavolo con il commissario Ue, Tajani, "qui a Bari- dice - per dire tutto quello che fa l'Europa, che può fare l'Europa, quali sono le opportunità anche dal punto di vista finanziario che può offrire l'Unione Europea e la Banca europea degli investimenti" per sostenere gli sforzi dell'Ilva, sotto scacco per le emissioni nocive dello stabilimento e le prescrizioni dettate dalla magistratura. Tajani, vice presidente della Commissione responsabile per l'industria e l'imprenditoria, ha annunicato che i "governi europei discuteranno con la Commissione della situazione dell'acciaio in Europa il 10 e l'11 ottobre prossimi". Tajani ha spiegato di aver infatti "chiesto e ottenuto di avere all'ordine del giorno del prossimo consiglio competitività, che si occupa di politica industriale il tema dell'acciaio". 

LEGGI L'intesa per l’acciaio, si punta al sostegno dell’Europa

"Quello di Taranto - ha sottolineato Tajani - è il centro siderurgico più grande dell'intera Unione Europea e siamo al lavoro per elaborare un piano d'azione per l'acciaio europeo che verrà presentato alla Commissione europea prima di giugno del prossimo anno. Noi siamo qui, pronti a impedire tutte le iniziative che impediscano la deindustrializzazione dell'Europa. Naturalmente la parte più importante la dovranno fare l'industria e gli Stati membri; quindi l'Italia e la Regione. Far fuggire l'industria europea, l'industria siderurgica dall'Europa, significa anche contribuire al cambio climatico; cioè non si fa una buona azione a favore dell'ambiente, perché, se si va a produrre acciaio in parti del mondo dove non ci sono regole severe per la tutela ambientale, il cambiamento climatico sarà ancora più veloce e, quindi, si andrà contro le scelte dell'Unione Europa che mette la tutela della salute, dell'ambiente e del lavoro come priorità".



All'incontro partecipano governo, Regione ed enti territoriali. E' stato convocato dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, d'intesa con i ministri per l'ambiente e per lo Sviluppo economico. Presenti il ministro Corrado Clini, parlamentari di vari partiti, tra i quali l'ex ministro Raffaele Fitto per il Pdl, e il vicecapogruppo Pd al Senato Nicola Latorre. Il Tavolo prevede diverse sessioni d'incontri: una riservata ai rappresentanti istituzionali, una con il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante, e una con i rappresentanti di Confindustria e dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl nazionali, regionali e di comparto.

Nel frattempo, a Taranto, è in corso in piazza della Vittoria, a Taranto, una manifestazione promossa dal 'Comitato lavoratori e cittadini liberi e pensanti', di cui fanno parte anche alcuni dipendenti dell'Ilva, che protestano contro la decisione di convocare il tavolo istituzionale sull'Ilva a Bari e non nel capoluogo ionico. Alla manifestazione partecipano diverse associazioni ecologiste. Il Comitato inizialmente aveva organizzato un sit in sotto la Prefettura, dove questo pomeriggio avverrà l'incontro tra Clini, e rappresentanti di associazioni ambientalistiche, ma il presidio è stato vietato dal questore per motivi di sicurezza.


comunicato slai cobas ilva per il sindacato di classe il presidio odierno alla port.d si è trasformato in volantinaggio causa pioggia ed è aggiornato a martedì 18 settembre ore 15-ore16 Port:D


il testo del volantino odierno

Tutti all'assemblea operai Ilva del 22 settembre ore 10
al Centro Sportivo Magna Grecia - via ZARA 121 TARANTO
         Discussione e approvazione di una seria piattaforma dei lavoratori
         per la messa a norma con tutela del lavoro, salario, salute e sicurezza

Padrone, Governo, ognuno nelle sue competenze, come si dice, stanno lavorando sulla nostra testa e sulla nostra pelle. Padron Riva e il suo maggiordomo, Ferrante, ancora non ci dicono quanti soldi vogliono mettere, a parte le briciole già programmate, presi dai profitti accumulati in questi anni, per mettere realmente a norma lo stabilimento e avere quella continuità produttiva che dicono di volere. Senza questo passaggio le promesse di Ferrante, in mensa, sui giornali, negli incontri, sono aria fritta e i sindacalisti fanno da cavalier serventi.

Il Governo, per bocca di Monti, Passera e Clini, usa i "guanti bianchi" verso l'azienda e fa il  'gioco delle tre carte' per quanto riguarda i soldi per le bonifiche. I soldi stanziati sono presi da voci già precedenti la crisi Ilva, una parte rilevante di essi riguardano il Porto e non l'Ilva, che fare poi di questi soldi, attesi come tante orde fameliche da politicanti e istituzioni locali, ancora non si è capito nei tempi e nei piani.

Gli operai di questa fabbrica non possono continuare ad essere o vittime o burattini!  Ci dobbiamo liberare con decisione di ricatti, pressioni aziendali e padrini!

Nel frattempo in fabbrica peggiorano le condizioni di lavoro con ulteriore rischio per salute e sicurezza, e nessuno - tranne lo slai cobas - dice niente.

Il posto di lavoro si difende con la lotta per mettere realmente a norma lo stabilimento, che non va chiuso, con buona pace degli ambientalisti antioperai.

Serve ora la forza autonoma e organizzata dei cobas per il sindacato di classe nelle mani dei lavoratori
per affrontare la situazione difficile che si presenta.

Noi non siamo per stare fermi a guardare.....
ma per tornare a bloccare la fabbrica e ad occupare l'intera città,
ma per i nostri interessi e non per quelli di padron Riva, Ferrante e capi.

L'assemblea del 22 settembre serve a questo!

SLAI COBAS ILVA
per il sindacato di classe
VIA RINTONE 22 TA
cobasta@libero.it - 3471102638
13.9.12

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