Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina (JAC) è costernato dopo l'arresto, avvenuto questa mattina, dei suoi membri Wael Nouar, Jawhar Chenna e Sanaa Mesahli, insieme ai membri del Comitato della Flottiglia del Maghreb, Nabil Chennoufi e Mohamed Amine Ben Nour, tutti trasferiti alla caserma di El Aouina. Secondo i loro avvocati, sono stati accusati di malversazione finanziaria in relazione agli sforzi della Flottiglia del Maghreb per rompere l'assedio di Gaza, del cui comitato direttivo gli arrestati erano membri.
Il Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina:
condanna questo comportamento incomprensibile da parte di un'autorità che da sempre si erge a paladino della causa della Palestina ed esprime piena solidarietà ai compagni.
denuncia la diffamazione sistematica e la campagna di calunnie e voci incontrollate contro questi attivisti, che vuole trasformare il loro importante attivismo a sostegno della Palestina, di Gaza e della resistenza, in un'indagine giudiziaria.
chiediamo l'immediato rilascio dei detenuti e la fine di tutti i procedimenti giudiziari contro i membri della Global Sumud Flotilla Authority, e riteniamo l'autorità politica responsabile delle conseguenze di questo ingiusto attacco, e allo stesso tempo mettiamo in guardia dall'ulteriore tensione che questo attacco aggiungerà alla situazione politica del Paese.
Comitato di coordinamento dell'azione congiunta per la Palestina
Tunisia - new arrest of member of the Joint Action Coordination Committee for Palestine - maximum solidarity
The Joint Action Coordination Committee for Palestine strongly
condemns the abuses committed by the authorities during the arrest of
Comrade Ghassan Hanchiri, a member of the Committee and a member of
the Tunisian Steadfastness Flotilla Committee, last night. This is
yet another step in a continuous pattern of security harassment and
legal proceedings targeting activists and advocates for the
Palestinian cause in Tunisia.
What Comrade Ghassan
Hanchiri has endured is not an isolated incident, but rather part of
a systematic policy to criminalize solidarity with the Palestinian
people and to intimidate the free voices that continue to raise the
banner of support for Gaza in the face of the genocidal war waged by
the Zionist entity, a war that has intensified and escalated in
recent days. We consider this a dangerous threat to the historical
principles of Tunisians in their support for Palestine and their
defense of liberation movements. The Coordination Committee also
expresses its strong condemnation of what can only be interpreted as
submission to American hegemony, as clearly demonstrated in the
recent statement by the Ministry of Foreign Affairs, which blatantly
ignored the condemnation of the American and Zionist aggression
against Iran. This stance reflects a state of alignment with
imperialist policies aimed at subjugating the region and silencing
all voices of resistance.
Criminalizing pro-Palestinian
activism and attempting to undermine popular and supportive
initiatives aimed at stopping the genocide in Gaza will not succeed
in breaking the will of the activists or extinguishing the deep
popular solidarity with the Palestinian people.
Therefore,
the Joint Action Coordination Committee for Palestine:
Demands
the immediate and unconditional release of Comrade Ghassan Hanchiri
and all those detained for their pro-Palestinian activities.
Calls
for an end to all legal and security harassment targeting activists
and those involved in this issue. The Coordination Committee also
affirms that the Palestinian cause will remain a central issue in the
conscience of our people, and that all attempts at intimidation and
criminalization will not deter free people from continuing the
struggle alongside the Palestinian people until the genocide in Gaza
is stopped and Palestine is liberated.
08/03/2026
Manifestazione a Tunisi per Palestina e Iran, appello per i fermati di Sumud
Corteo contro la 'criminalizzazione' del sostegno a Striscia, solidarietà a Teheran
TUNISI, 08 MAR - Un gruppo di attivisti ha sfilato ieri sera nel centro di Tunisi nell'ambito di una manifestazione pro Palestina e pro Iran, con al centro anche la richiesta di liberazione degli arrestati dei giorni scorsi legati alla Sumud Flotilla. Il corteo, secondo diversi media locali, è partito da Place de la République, nota come Passage, per dirigersi verso il Teatro municipale, nel cuore dell'Avenue Habib Bourguiba. L'iniziativa è stata presentata, nelle convocazioni diffuse alla vigilia, come una marcia di solidarietà con il popolo iraniano contro quella che gli organizzatori definiscono "aggressione americano-sionista", ma anche come protesta contro il giro di vite sulle attività di sostegno alla causa palestinese in Tunisia, che ha portato al fermo negli ultimi giorni di almeno 5 componenti tunisini della Sumud Flotilla, nell'ambito di un'inchiesta per presunta appropriazione indebita e frode legate a donazioni e raccolta fondi per il movimento. Secondo i testi rilanciati da media tunisini e pagine vicine al movimento, la mobilitazione è stata sostenuta dalla Commissione nazionale per il sostegno alla resistenza in Palestina, dalla Rete tunisina contro il sistema della normalizzazione e dalla struttura tunisina della Sumud Flotilla. La manifestazione arriva dopo il fermo di diversi attivisti della Global Sumud Flotilla e dopo i divieti che nei giorni scorsi hanno colpito alcune iniziative collegate alla campagna pro Gaza a Tunisi. Fonti internazionali e regionali hanno riferito del fermo di membri del coordinamento tunisino della flottiglia, vicenda che gli organizzatori della marcia hanno esplicitamente collegato all'appello a scendere in piazza ieri sera. (ANSA)
La solidarietà in Italia Trapani/Palermo e Cagliari
Con
un grande cartello esposto alla manifestazione che si è svolta ieri
pomeriggio a Trapani contro gli F35/Birgi, le basi militari e la guerra
imperialista, e la diffusione ai presenti della denuncia/appello del
Comitato Congiunto di Coordinamento per la Palestina (JAC), abbiamo
espresso e portato nella piazza massima solidarietà ai militanti sotto
repressione del governo della Tunisia e arrestati, in quanto solidali
con la Palestina, con Gaza e la resistenza e membri della Global Sumud
Flotilla. E' stata denunciata la montatura giudiziaria e l'ipocrisia del regime tunisino che mentre dichiara di sostenere la Palestina, in realtà colpisce chi veramente sostiene concretamente, e non solo a parole, la Resistenza ed il popolo palestinese.
Inoltre in questa occasione è stata annunciata il lancio di una campagna di solidarietà nello Stato italiano, dalla Sardegna alla Sicilia da Milano a Bergamo e ovunque sia possibile organizzare iniziative.
Alcuni presenti hanno espresso il desiderio di sostenere i compagni arrestati in diversi modi, ad esempio contribuendo alle spese legali e di aderire immediatamente alla campagna.
Durante la presentazione del romanzo "Quando i picchetti sono fioriti" dell'autore palestinese Aysar al Safi, il 13 marzo presso il circolo culturale e politico Su Tsirculu di Cagliari (Sardegna), un membro del Soccorso Rosso Proletario ha espresso la solidarietà ai compagni tunisini della Global Sumoud Flotilla arrestati tra il sei e l'otto marzo a Tunisi.
E' stata denunciata la montatura giudiziaria e l'ipocrisia del regime tunisino che mentre dichiara di sostenere la Palestina, in realtà colpisce chi veramente sostiene concretamente, e non solo a parole, la Resistenza ed il popolo palestinese.
Inoltre in questa occasione è stata annunciata il lancio di una campagna di solidarietà nello Stato italiano, dalla Sardegna alla Sicilia (vedi nostro post di ieri su questo blog) da Milano a Bergamo e ovunque sia possibile organizzare iniziative.
Alcuni presenti hanno espresso il desiderio di sostenere i compagni arrestati in diversi modi, ad esempio contribuendo alle spese legali e di aderire immediatamente alla campagna.


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