“Israele non si ritirerà mai completamente da Gaza”, ribadisce il ministro della Difesa Katz nonostante l’accordo di cessate il fuoco

Palestina occupata – Quds News. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato a fine dicembre che l’esercito israeliano non si ritirerà mai dalla devastata Striscia di Gaza, confermando precedenti commenti sulla costruzione di insediamenti nonostante l’accordo di cessate il fuoco di Trump firmato in ottobre.
«A Gaza, Israele non si ritirerà mai completamente: ci sarà una significativa area di sicurezza all’interno della Striscia, anche dopo che passeremo alla fase due [del piano di pace in 20 punti di Trump], se Hamas deporrà le armi», ha detto Katz durante una conferenza ospitata dal giornale Makor Rishon, secondo quanto riportato dal Times of Israel.
Katz aveva parlato della creazione di insediamenti illegali a Gaza, circa 20 anni dopo il ritiro di Israele dal territorio devastato.
«Siamo profondamente all’interno di Gaza e non lasceremo mai tutta Gaza», ha detto Katz. «Siamo lì per proteggere».
«A tempo debito, istituiremo avamposti Nahal [una brigata di fanteria israeliana] nel nord di Gaza al posto degli insediamenti che erano stati smantellati», ha aggiunto, secondo i media israeliani.
L’accordo di cessate il fuoco prevede un pieno ritiro militare israeliano e vieta la ricostruzione di insediamenti civili israeliani nel territorio.
Ore dopo, Katz ha rilasciato una dichiarazione in inglese all’agenzia di stampa Reuters, affermando che le unità Nahal saranno dispiegate a Gaza «solo per ragioni di sicurezza». I media israeliani hanno riferito che funzionari statunitensi si sono detti insoddisfatti delle dichiarazioni iniziali di Katz e hanno chiesto chiarimenti.
Le unità Nahal sono formazioni militari che combinano servizio civile e arruolamento nell’esercito e hanno storicamente svolto un ruolo nella creazione di comunità di coloni israeliani.
Katz ha parlato durante una cerimonia in Cisgiordania occupata per celebrare l’approvazione di 1.200 unità abitative nell’insediamento israeliano illegale di Beit El.
Riguardo all’espansione degli insediamenti in Cisgiordania, Katz ha dichiarato: «Il governo Netanyahu è un governo degli insediamenti… punta all’azione. Se possiamo ottenere la sovranità, porteremo la sovranità. Siamo nell’era della sovranità pratica».
«Qui ci sono opportunità che non si vedevano da molto tempo», ha aggiunto.
I membri di estrema destra e ultranazionalisti della coalizione del primo ministro Benjamin Netanyahu hanno ripetutamente affermato di voler rioccupare Gaza ed espandere gli insediamenti illegali in Cisgiordania.
Secondo il diritto internazionale, tutti gli insediamenti israeliani in Cisgiordania occupata sono illegali. Il trasferimento della popolazione civile della potenza occupante in un territorio occupato è considerato un crimine di guerra dallo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale.
Nel frattempo, a Gaza, Israele continua a violare il fragile cessate il fuoco, uccidendo civili e bloccando gli aiuti umanitari indispensabili.
Il ministero della Sanità palestinese ha dichiarato che, dall’inizio del cessate il fuoco, l’11 ottobre, almeno 406 palestinesi sono stati uccisi e 1.118 feriti. Dall’inizio del genocidio israeliano il 7 ottobre 2023, il Ministero ha riferito che 70.942 palestinesi sono stati uccisi e 171.195 feriti.
Secondo il gruppo israeliano per i diritti umani B’Tselem, «le forze israeliane continuano a sparare ai residenti e a colpire i complessi di sfollati interni su entrambi i lati della ‘linea gialla’, che ha lasciato il 58% di Gaza sotto controllo israeliano in base all’accordo, ma non è mai stata chiaramente delimitata. Quasi 1 milione di persone che vivevano a est della linea prima del genocidio ora sono ammassate a ovest in condizioni invivibili.»
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