Patto d’acciaio tra Germania e Israele: accordo su antiterrorismo e scudo missilistico
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Il legame strategico che Tel Aviv ha con Berlino si è rafforzato nettamente nell’ultimo mese, con un vero e proprio salto di qualità per quanto riguarda scambi economici e interdipendenza dei complessi militari-industriali dei due paesi. Domenica, con la firma di un nuovo contratto da 3,1 miliardi di dollari, la Germania ha espanso l’accordo riguardante la difesa missilistica Arrow 3.
L’operazione si somma al contratto iniziale siglato due anni fa, che ha portato allo schieramento della prima batteria a dicembre nella base aerea di Holzdorf. Ora il valore
complessivo delle forniture israeliane ha superato i 6,5 miliardi di dollari, consolidandosi come la più grande esportazione militare mai realizzata da Israele.Il pacchetto prevede un incremento massiccio della produzione di intercettori e lanciatori, destinati a colmare una lacuna strategica nella difesa tedesca. “Abbiamo concordato un aumento rilevante dei ritmi produttivi per garantire alla Germania una protezione più elevata e tempestiva“, hanno dichiarato in una nota congiunta i ministeri della Difesa dei due Paesi.
Per il colonnello Dennis Kruger, comandante della difesa aerea tedesca, Berlino sta tracciando la rotta per il resto del continente. “La Germania si è mossa per prima e sta dando un esempio – ha detto – Le minacce non riguardano solo noi, ma tutta l’Europa. È realistico pensare che altri stati prenderanno la stessa direzione“.
Kruger ha anche accennato alla possibilità che Berlino acquisti l’evoluzione di questo sistema missilistico, l’Arrow 4 e l’Arrow 5, appena saranno operativi. Anche perché la rivista tedesca Die Welt ha già fatto notare che la sfida sarà col missile ipersonico russo Orekhnik, che ha mostrato anche recentemente la propria forza.
La cooperazione non si limita però alla difesa balistica. Parallelamente all’accordo sull’Arrow 3, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro degli Interni tedesco Alexander Dobrindt hanno siglato un protocollo di sicurezza volto a rafforzare la collaborazione nel campo della sicurezza informatica, dell’intelligenza artificiale e della difesa dai droni.
La Germania punta a importare il know-how israeliano per avanzare sul terreno della guerra ibrida, divenuta di importanza centrale per la costruzione di una UE armata. Netanyahu ha affermato che tutto ciò servirà a irrobustire anche gli sforzi nella lotta al terrorismo, con esplicito riferimento a Hezbollah, Hamas e Ansar Allah.
Inoltre, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar, a margine degli incontri, ha sollecitato Dobrindt affinché Berlino lavori perché la UE inserisca il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) iraniano nella lista delle organizzazioni terroristiche. Si rafforza, così, l’asse imperialista che, attraverso Tel Aviv, vuole imporre la propria supremazia sul Vicino Oriente.
La Germania è in prima linea nel sostenere lo stato genocida e il proprio ruolo destabilizzante per l’intera regione. La scusa, al solito, è quella di combattere il “terrorismo” e per la democrazia”

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