Riproduciamo questo articolo perchè ciò che viene denunciato, nel suo piccolo (ma non sappiamo in quanti altri paesini avviene la stessa cosa) è un altro esempio/effetto non solo dell'attacco fatto dalle aziende di distribuzione che hanno interesse a lucrare anche sulla informazione, ma della pervicace azione di abbruttimento mentale della popolazione di un sistema capitalista nella fase di crisi che di fatto rende volutamente disinformate la maggioranza delle persone, o deviate solo verso i social, o informazioni televisive sempre più addomesticate, impoverite, selezionate (la gente deve sapere giorno per giorno di "Garlasco", ma degli avvenimenti politici e soprattutto internazionali deve sentire superficiali, varie volte manipolate, notizie o al massimo l'autopropaganda dell'azione del governo). QUESTO E' FASCISMO.
Certo anche la maggiorparte dei giornali o sono al servizio della classe dominante, del governo, o sono anch'essi espressione di questa crisi, di sottocultura. Ma impedire che le persone possano decidere se comprare, leggere dei giornali e cosa leggere è quello che facevano i fascisti, nazisti quando bruciavano giornali, libri.
In questo senso, alla "resistenza" della edicolante di Salcito diamo tutta la solidarietà.

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