venerdì 16 gennaio 2026

pc 16 gennaio - Salari sempre più giù rispetto all'inflazione - Serve il ripristino della scala mobile

Landini una altra 'boutade' come quella della 'rivolta sociale'? 

Slai cobas per il sindacato di classe

Rapporto Inps: i salari non recuperano l’inflazione. Landini: “Serve una contrattazione annuale”

Maurizio Landini, segretario generale Cgil
Maurizio Landini, segretario generale Cgil 

Lo studio del Civ certifica che gli stipendi restano sotto il carovita di 7 punti in media e che a tamponare sono fisco e bonus. Mentre le donne guadagnano ancora solo il 70% degli uomini

Generi alimentari: +24%. Indagine Antitrust sulla grande distribuzione

Chi legge assiduamente il nostro giornale sa che sono mesi e mesi che ci occupiamo di riportare le notizie riguardo “l’anomalia” dei prezzi dei generi alimentari, che continuano ad aumentare a un ritmo molto più alto dell’inflazione media, con un effetto particolarmente negativo per le fasce popolari, il cui reddito è speso in proporzione maggiore per i beni che servono per campare, giorno dopo giorno.

Ora, finalmente, arriva un’indagine conoscitiva dell’Antitrust per cercare di fare luce su questa dinamica. L’approfondimento riguarderà le catene distributive nella ripartizione del valore aggiunto prodotto dalla filiera agroalimentare, e come ciò porta alla formazione dei prezzi finali. E sotto la lente d’ingrandimento c’è soprattutto la Grande Distribuzione Organizzata (GDO).

È proprio l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) a spiegare che la distorsione osservata “potrebbe essere in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale

degli agricoltori rispetto alle grandi catene della grande distribuzione organizzata“. Difatti, di questi alti prezzi soffrono i consumatori, ma non ne vedono i “benefici” i produttori.

Tra ottobre 2021 e ottobre 2025, specifica l’AGCM, i prezzi dei beni alimentari sono schizzati del 24,9%, una crescita di gran lunga superiore a quella dell’indice generale dei prezzi al consumo, ferma al 17,3%. L’ipotesi al vaglio è che ci sia una sostanziale speculazione della GDO, attraverso la quale avviene l’84% degli acquisti degli italiani.

Si tratta di pochi grandi gruppi, che approfitterebbero anche del proprio potere contrattuale nei confronti di una base produttiva alquanto frammentata, fatta di migliaia di piccole aziende agricole. Secondo l’Antitrust, questa posizione di forza permetterebbe alle catene della GDO di imporre unilateralmente condizioni economiche pesanti.

Ad esempio, saranno indagati i cosiddetti “servizi di vendita”: veri e propri pagamenti che i produttori fanno ai supermercati per servizi quali l’inserimento in assortimento, le modalità di collocamento dei prodotti a scaffale, le promozioni, il lancio di nuovi prodotti. Il presidente di Federdistribuzione ha immediatamente ricordato che non è mai mancata la collaborazione per frenare i rincari, e che daranno tutte le informazioni necessarie.

Intanto, il peso sulle famiglie è gravoso: il Codacons ha calcolato un esborso maggiore per la spesa alimentare rispetto al 2021, per un nucleo familiare con due figli, intorno a 1.915 euro annui. Assoutenti dichiara che “una famiglia su tre è stata costretta nell’ultimo anno a tagliare la spesa per cibi e bevande“. Nonostante l’inflazione generale sia scesa (1,2% a dicembre 2025), il “carrello della spesa” continua a correre quasi a velocità doppia (2,2%).

Anche la Coldiretti ha accolto con favore l’iniziativa dell’Antitrust. Ora, i soggetti interessati sono tenuti a inviare contributi e osservazioni entro il 31 gennaio 2026. A quel punto saremo pronti per tornare sull’argomento, a difesa della capacità d’acquisto di lavoratori e pensionati.

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