Gaza, amministrazione contesa sotto occupazione
Michele Giorgio | ilmanifesto.it
14/01/2026
Striscia continua Fatah e Hamas divisi sul Comitato tecnico. In stand by il Board of Peace di Trump. Sei palestinesi uccisi nell'enclave da crolli e freddo. Manca il 50% dei farmaci essenziali
Mentre ieri si attendeva il possibile annuncio di Donald Trump della costituzione del Consiglio della pace (Board of Peace) per Gaza, progetto tra i più insidiosi per l'autodeterminazione palestinese, al Cairo le formazioni politiche presenti nei Territori occupati duellavano intorno al Comitato tecnico che l'accordo di cessate il fuoco indica come il futuro amministratore degli affari civili della Striscia. In realtà, lontani da un'intesa sono solo due: Fatah, il partito su cui si regge l'Autorità nazionale palestinese (Anp) di Abu Mazen, e il movimento islamico Hamas.
Il primo fa la voce grossa e pretende la guida del Comitato tecnico, il secondo punta dietro le quinte al controllo di fatto dell'organo amministrativo inserendo al suo interno «tecnici» non realmente indipendenti. Sullo sfondo ci sono le strategie statunitensi e israeliane volte a negare ai palestinesi il diritto di autogovernarsi e la catastrofica situazione umanitaria di Gaza causata da due anni di offensiva israeliana, mai davvero cessata.
Una nuova ondata di maltempo in Medio Oriente ha ucciso nelle ultime ore sei sfollati palestinesi. Cinque persone, tra cui due donne e una bambina, sono morte a Gaza City nel crollo di edifici danneggiati dai bombardamenti israeliani. Un bimbo di un anno è stato ucciso dal freddo a Deir al-Balah. L'ospedale Shifa due giorni fa aveva comunicato il decesso di cinque bambini per difficoltà respiratorie e di oltre dieci anziani a causa del freddo, aggiungendo che il 50% dei farmaci essenziali non è disponibile nella Striscia.
I morti causati dal maltempo si aggiungono alle due o tre vittime quotidiane di raid aerei e spari delle forze israeliane che occupano Gaza. Sono oltre 400 i palestinesi uccisi dalla firma della tregua tra Israele e Hamas: solo una parte erano combattenti. Ieri sera, l'esercito israeliano ha ucciso due uomini di Hamas.
Fatah insiste. «La gestione di Gaza deve essere affidata a un ministro che rappresenti l'Anp», ha reclamato il suo portavoce Munther al-Hayek, spiegando che le autorità di Ramallah sono l'unica istituzione con «la legittimità internazionale necessaria per coordinare la ricostruzione e gli sforzi umanitari».
Un ruolo che un'ampia porzione di palestinesi non riconosce, per le posizioni assunte negli ultimi anni dai governi nominati da Abu Mazen e per le voci di corruzione, vere e presunte, che circondano da anni le autorità di Ramallah. Inoltre, la presenza operativa dell'Anp a Gaza è stata minima o nulla dal 2007, quando Hamas ha preso con la forza il controllo dell'enclave. Il movimento islamico, da parte sua, gioca su due tavoli: quello del consenso nazionale che invoca in pubblico e nelle conferenze stampa e quello dietro le quinte per la scelta dei membri del Comitato tecnico.
Ha proposto una lista di 40 «tecnocrati» ai funzionari egiziani incaricati di valutare i candidati. Mentre Fatah e Hamas si scambiano l'accusa di paralizzare il via libera alla futura amministrazione civile di Gaza, Israele e Usa hanno nelle loro mani il potere di approvare o bocciare le scelte palestinesi, qualunque esse siano. Il governo Netanyahu respinge la nomina del ministro della Sanità dell'Anp, Majid Abu Ramadan, a capo del Comitato tecnico e ha già bocciato il nome di Amjad al-Shawwa, presidente delle Ong di Gaza, perché sarebbe legato ad Hamas, accusa che lui smentisce.
Avanzano nel frattempo i piani di Israele nella parte di Gaza (53%) sotto il suo controllo che, secondo fonti locali e internazionali, vedranno la nascita di aree chiuse, monitorate dall'esercito di occupazione, in cui saranno mandati, a certe condizioni, centinaia di migliaia di sfollati palestinesi. Sparita per il momento dai radar la Forza di stabilizzazione per Gaza, di cui la Casa Bianca ha parlato per settimane, il Consiglio della pace, presieduto dallo stesso Trump e di cui intende far parte anche l'Italia, è in continua evoluzione.
Il suo annuncio era previsto ieri, ora si parla della prossima settimana. Di sicuro terrà la sua prima riunione al Forum economico di Davos. Approvato a novembre dal voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha lo scopo di supervisionare le attività del Comitato tecnico palestinese e la ricostruzione della Striscia rasa al suolo dai bombardamenti israeliani.
Il Consiglio della pace è stato concepito per aggirare l'Onu e Washington vorrebbe esportarlo anche in altri scenari di crisi, rivelava ieri il quotidiano israeliano Haaretz. Funzionari statunitensi citati dal giornale «lo vedono come qualcosa di molto simile a un nuovo tipo di Onu, composto da paesi selezionati che prenderanno decisioni» in tutto il mondo, dalla Russia e Ucraina all'Azerbaigian e all'Armenia. L'incarico globale per il Consiglio della pace, ha aggiunto Haaretz, dipenderà dalla sua performance a Gaza.
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