lunedì 14 dicembre 2020

pc 14 dicembre - Verso le due giornate di lotta promosse dal Patto d'Azione nella scuola

A Milano Venerdì 18 dicembre h 15 sotto la Prefettura

In questi giorni si moltiplicano le dichiarazioni e le prese di posizione della ministra Azzolina sulla ripresa o forse no della didattica in presenza. Dopo il susseguirsi di dichiarazioni che hanno riempito l’estate di milioni di italiani coinvolti nel mondo della scuola o come lavoratrici/lavoratori o come alunni o famiglie tese a rassicurare che nel nuovo anno si sarebbe tornati a scuola in presenza e in sicurezza. Dichiarazioni puntualmente smentite e già da fine ottobre in Lombardia gli studenti delle superiori sono dovuti tornare alla DAD anzi DDI, con successiva estensione anche alle 2^ e 3^ medie. Un tormentone quasi quotidiano attraversa le vite di milioni tra personale della scuola, studenti e famiglie: tutti parimenti sconvolti nelle loro vite quotidiane.

Le certezze di fronte cui ci troviamo: aumentate le diseguaglianze tra gli studenti in merito al diritto allo studio; aumentati i carichi di lavoro in primis per le donne su cui vengono scaricati i problemi di

conciliazione lavoro di cura e lavoro; i lavoratori della scuola ancora più divisi e frammentati: in tanti lavorano in presenza, ma le situazioni si modificano rapidamente per cui vengono chiuse e poi riaperti segmenti di scuole, comunque si sono visti aumentare i carichi di lavoro, dopo il lockdown che ha visto aumentare del 30/40% i carichi di lavoro per effetto dello smart working si è scoperto che il 30/40% di lavoro in più sta rimanendo in forma “strutturale” con tantissime riunioni in più a partire dallo scorso anno scolastico, ma anche in tanti- come spesso sottolineato dalla ministra Azzolina- hanno ininterrottamente lavorato per permettere la riapertura delle scuole a settembre in presenza e in sicurezza. Si vive una situazione kafkiana: oggi vengono a proporre soluzioni che, in realtà sono già state previste dalle scuole: ingressi scaglionati, diverse vie d’accesso... in  più ora in tantissimi denunciano sempre più debordante lo strapotere di dirigenti scolastici- ampiamente avviato dalla legge Brunetta in tema di provvedimenti disciplinari.. e potremmo continuare.

Insomma dopo il tormentone estivo scuola su banchi con rotelle, musei da utilizzare come aule, rime buccali e altro ora ci vorrebbero far assistere al tormentone invernale su quando si sarebbe dovuti tornare in presenza e in sicurezza in ogni ordine e grado di scuola in tutte le Regioni: forse il 14 dicembre, ma no il 7 gennaio; per il 50% degli alunni, no per il 75%: diamo mandato ai prefetti per coordinare il trasporto scolastico; aperture domenicali, ma no estendiamo le lezioni fino al 30 giugno... ogni tanto qualcuno si accorge che si straparla e fa notare le incongruenze: perché per l’infanzia le lezioni si concludono già al 30 giugno e gli Esami di maturità iniziano intorno a metà giugno.

Le ragioni sono le stesse di sempre: attaccare sempre più, in una sorta di colpo mortale i diritti, la vita stessa dei lavoratori della scuola. Sappiamo bene che le campagne mass-mediatiche, le “proposte” ad esempio di allungamento del periodo di lezioni servono per far passare provvedimenti peggiorativi. Infatti, ad esempio, è stato firmato l’accordo sulle norme per i servizi pubblici “essenziali” in caso di sciopero con i soliti sindacati concertativi che prevede, tra l’altro, che non si possono proclamare scioperi tra il 1° e il 5 settembre e nei tre giorni successivi alla ripresa delle attività didattiche dopo la pausa natalizia e pasquale, ma soprattutto introduce lo sciopero virtuale; ma bisogna dire che i rinnovi contrattuali veri non si sa più cosa siano ormai da tempo immemorabile;  per non parlare delle necessarie assunzioni, sia per la stabilizzazione dei precari che per l’ampiamento del personale, abbiamo assistito allo scempio dei concorsi per i precari della scuola-interrotto per Covid, potremmo dire.

Per contrastare tutto questo è necessario che si sviluppi una forte solidarietà tra i lavoratori,  significa ribaltare le politiche scolastiche e risolvere tutti i problemi pregressi, strutturali che sono rimasti irrisolti :

-Reperimento di spazi innanzitutto per permettere a tutti gli studenti di seguire in presenza, No alla Dad né alla Didattica integrata che vogliono rendere strutturali!

- potenziamento dei mezzi di trasporto anche istituendo /potenziando bus per servizio per le scuole

- ripristino del servizio di medicina scolastica

- riduzione del numero di alunni per classe.

-assunzione di personale ATA e docenti

-basta attacchi ai diritti dei lavoratori della scuola in nome dell’emergenza pandemia.

- basta scuole paritarie - finanziate anche per la chiusura durante il lockdown

- potenziamento della scuola pubblica e copertura di tutto il territorio nazionale a partire dai nidi, scuola dell’infanzia, internalizzazione di tutti i servizi

Non vogliamo il coprifuoco, ma la fine delle spese militari a discapito della scuola, sanità, servizi…

a Milano Venerdì 18 dicembre h 15 sotto la Prefettura

Slai cobas per il sindacato di classe - scuola - Milano

cobasdiclasse.mi@gmail.com

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