I crimini dell’Entità sionista contro il popolo palestinese e le masse arabe stanno continuando, la pace imperialista/sionista (che non è neppure un cessate il fuoco) seguita allo sterminio in Palestina, alla nuova Nakba palestinese, serve a dare legittimità al genocidio a Gaza, a dare impulso all’annessione della Cisgiordania attraverso il ruolo criminale dei fanatici razzisti dei coloni protetti dai militari dell’esercito e dal governo che esprime i loro interessi.
E' di questi giorni l’approvazione al parlamento israeliano della legge per la pena di morte tramite impiccagione, sedia elettrica o iniezione letale per i palestinesi processati per “terrorismo”.
Netanyhau può agire e rimanere impunito nonostante la condanna sua e di altri membri dello Stato sionista, razzista, di tipo nazista, da parte della Corte Penale Internazionale, perché è sostenuto da tutto il sistema imperialista, a partire dall’imperialismo americano a guida Trump ai paesi europei tra cui è in prima fila c’è l’Italia del governo Meloni, da questi riceve appoggio e sostegno per quello che in definitiva è l’obiettivo di Netanyhau, cioè la formazione del “Grande Israele”, cioè l’avamposto imperialista in Medioriente di un’entità statuale “dal Nilo all’Eufrate”, un’area molto vasta che comprende, oltre la Palestina, Libano, Siria, Giordania, Egitto, Iraq.
Non a caso l’aggressione al Libano e l’invasione della sua parte meridionale ha causato la morte di oltre 1.200 persone e lo sfollamento di oltre un milione, con lo stesso piano nazista che abbiamo visto a Gaza, con case, ospedali, luoghi abitati da civili, bombardati; e poi i bombardamenti in Siria e l’attacco all’Iran stanno continuando così come gli assassinii a Gaza e in Cisgiordania. La vicenda del cardinale Pizzaballa a cui è stato impedito da parte di Israele di recarsi a pregare a Gerusalemme, la chiusura della moschea e le limitazioni d’accesso nei luoghi sacri, sempre da parte di Israele, sono tutti segnali che dimostrano chiaro che lo Stato occupante intende rafforzare la sua presenza nella Città vecchia, occupata, peraltro illegalmente, da Israele dal ’67.
Ma è anche dentro le carceri che Israele porta avanti la sua politica di sterminio nei confronti del popolo palestinese, non solo con la detenzione amministrativa ma anche con la tortura sistematica, con la negazione di cibo e di cure all’interno delle carceri e ora con la pena di morte prevista nelle leggi cosiddette “antiterrorismo”, norme arbitrarie che hanno dato luogo a processi arbitrari e a condanne inflitte da Tribunali militari, norme razziste varate da Israele nell’anniversario della Giornata della Terra, giornata della Resistenza,.
Per questi nazisionisti difendere la terra, la casa, resistere all’Occupazione sionista da parte del popolo palestinese, lottare per il diritto del popolo all’autodeterminazione nazionale, avere un proprio Stato, per questi criminali nazisionisti è “terrorismo”!
“Il primo ministro israeliano Ben Gvir festeggia la legge sulla pena di morte bevendo vino in
parlamento”, ha titolato il quotidiano Middle East Eye, il boia ministro razzista, quello che ha chiamato “terroristi” persino gli attivisti della Flottilla, è stato visto festeggiare l'approvazione di questa legge fascista, bevendo e offrendo alcolici ai membri del parlamento israeliano.Con 62 voti a favore su 120 presenti questa legge è passata al parlamento sionista. C’è chi tra queste bestie criminali al governo di Israele ha parlato di “vera moralità ebraica”, l’ha rivendicata come cosa giusta da applicare attraverso condanne a morte esclusivamente ai palestinesi dei Territori Occupati, a coloro che sono stati processati per “terrorismo” dai famigerati tribunali sionisti. Questa legge è quindi un salto di qualità che rafforza la natura razzista, fascista, neocolonialista, dello Stato israeliano fondato su segregazione razziale e apartheid. Una legge interna ad Israele che viene applicata al proprio interno ma come forza occupante nei confronti degli occupati, ed è questa la ragione delle contestazioni che vengono fatte ad Israele da varie associazioni per la difesa dei diritti umani.
Per i palestinesi sotto occupazione, il disegno di legge preclude ogni possibilità di appello o di grazia, le esecuzioni saranno applicate solo ai palestinesi che compiono attacchi mortali contro gli israeliani e non ai soldati o ai coloni israeliani responsabili di crimini di guerra.
La legge prevede che le esecuzioni possano essere effettuate in tempi brevi e in condizioni di detenzione rigorose, tra cui isolamento e accesso limitato alla difesa legale. Secondo il disegno di legge, le esecuzioni avverranno tramite impiccagione. Il servizio penitenziario israeliano ha in programma di costruire un "centro di esecuzione", una struttura chiamata "Il Miglio Verde israeliano", un riferimento al romanzo sul braccio della morte.
“Terrorista” per queste bestie sioniste è l’accusa e la condanna di un intero popolo, dal partigiano combattente ai bambini, ai medici e al personale sanitario, ai giornalisti.
B'Tselem, organizzazione israeliana per i diritti umani, ha dichiarato che "i tribunali militari israeliani hanno un tasso di condanna di circa il 96%, basato in gran parte su 'confessioni' estorte sotto coercizione e tortura durante gli interrogatori".
"Israele oggi cambia le regole del gioco: chiunque uccida ebrei non potrà più respirare né godere di condizioni carcerarie", ha detto subito Ben Gvir, il ministro della sicurezza nazionale. “Da oggi, ogni terrorista lo saprà, e lo saprà il mondo intero, che chiunque toglie la vita a qualcuno, lo Stato di Israele gli toglierà la vita”, sempre Ben-Gvir poco prima del voto.
Come risponde la Resistenza palestinese?
"Il patibolo non ci spaventa": i gruppi della resistenza condannano la legge israeliana che prevede l'esecuzione dei detenuti palestinesi. Hamas ha dichiarato in un comunicato che la legge "fascista" che prevede l'esecuzione dei prigionieri riceverà una "risposta adeguata", e che la nuova sentenza "riflette la natura sanguinaria" di Israele, smascherando la "falsità delle sue ripetute affermazioni di civiltà e adesione ai valori umani".
Questi sono alcuni stralci di un articolo della rivista online che si occupa di geopolitica dell'Asia occidentale, the Cradle del 31 MARZO 2026 che dice:
Diversi gruppi della resistenza palestinese hanno espresso indignazione per l'approvazione da parte di Israele di una legge che consente l'esecuzione di prigionieri palestinesi, proposta dal partito Otzma Yehudit del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir.
"La legge sionista fascista che prevede l'esecuzione dei prigionieri incarna la mentalità di bande criminali assetate di sangue e costituisce un pericoloso precedente che minaccia la vita dei nostri eroici prigionieri nelle carceri dell'occupazione", ha dichiarato Hamas in un comunicato. "Il nemico sionista e i suoi leader criminali devono subire le conseguenze delle loro politiche fasciste, alle quali risponderà con una reazione commisurata alla gravità del crimine commesso contro i nostri eroici prigionieri nelle carceri", ha aggiunto.
Le Brigate Abu Ali Mustafa, braccio armato del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), hanno rilasciato una dichiarazione in cui affermano: «Vi illudete se pensate che il patibolo intimorirà coloro che portano la propria anima nel palmo della mano; noi siamo un popolo che ama il sacrificio come voi amate la vita, e questa vostra decisione non porterà sicurezza né protezione ai vostri soldati e alle vostre schiere di coloni», ha aggiunto il portavoce del gruppo, Abu Jamal.
Il Movimento dei Mujahidin Palestinesi ha definito la legge una "pericolosa escalation", mentre le associazioni dei Prigionieri Palestinesi hanno affermato che si tratta di un'"escalation storica" che "rappresenta l'apice della criminalità raggiunto dall'occupazione e dai suoi carcerieri contro i nostri coraggiosi prigionieri".
Le principali associazioni di prigionieri palestinesi hanno pubblicato una dichiarazione congiunta in cui descrivono la Knesset come "un'istituzione terroristica e un organismo che legittima il genocidio". "Mentre il mondo è preoccupato dalla guerra in corso, Israele sta procedendo con l'emanazione di una legge razzista che rappresenta una delle minacce più gravi per il destino dei prigionieri palestinesi, in flagrante e grave violazione del diritto internazionale", hanno affermato le organizzazioni. "In questo momento estremamente pericoloso, in cui il nostro popolo è oggetto di attacchi sistematici e continui, affermiamo che il regime di occupazione ha raggiunto un livello di brutalità che sfida ogni descrizione e comprensione da parte del sistema internazionale dei diritti umani."
Numerose organizzazioni israeliane per i diritti umani, tra cui Adalah, il Comitato pubblico contro la tortura in Israele (PCATI), HaMoked e Medici per i diritti umani-Israele (PHRI), hanno condannato la legge, così come alcuni partiti di opposizione, che hanno annunciato di voler presentare ricorso all'Alta Corte di Giustizia per chiederne l'annullamento.
La legge stabilisce due percorsi distinti per la pena di morte, basati sull'identità nazionale. La legge prevede la pena di morte come condanna predefinita per i palestinesi residenti nella Cisgiordania occupata e processati da tribunali militari.
"Questa legge istituzionalizza l'uccisione a sangue freddo, autorizzata dallo Stato, di individui che non rappresentano alcuna minaccia", ha dichiarato in un comunicato Suhad Bishara, direttore legale di Adalah, un centro legale palestinese."Per sua stessa natura, questa legislazione prende di mira esclusivamente i palestinesi, violando il principio fondamentale di uguaglianza e il divieto di discriminazione razziale", ha aggiunto Bishara.
"Questa legge costituisce, nella sua essenza, una decisione per l'istituzionalizzazione delle esecuzioni sul campo secondo criteri razzisti, che riflette la chiara intenzione di commettere crimini di guerra e crimini contro l'umanità", ha aggiunto.
Gli Stati Uniti hanno evitato di criticare il disegno di legge, e un portavoce del Dipartimento di Stato ha dichiarato ai giornalisti che Washington rispetta il "diritto sovrano di Israele di stabilire le proprie leggi e le proprie pene per gli individui condannati per terrorismo".
Secondo il disegno di legge, i condannati a morte saranno detenuti in una struttura separata, senza possibilità di visite se non da parte di personale autorizzato. Le consultazioni legali potranno avvenire solo tramite collegamento video, mentre le esecuzioni dovranno essere effettuate entro 90 giorni dalla sentenza.
E’ una legge che vede contrario anche l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani in Palestina: «Israele deve abrogare immediatamente questa legge discriminatoria che contrasta con gli obblighi del Paese sotto il diritto internazionale. L’applicazione della pena di morte in questo contesto violerebbe il divieto di punizioni crudeli, inumane o degradanti e rafforza ulteriormente la violazione del divieto di apartheid».
I ministri degli esteri di Germania, Francia, Italia e Regno Unito si sono limitati a dichiarazioni di facciata, cioè che il provvedimento “rischia di minare gli impegni in materia di diritti democratici”, presunti “impegni democratici” che sono incompatibili con tutta la storia dell’occupazione sionista e comunque non c’è stata nessuna condanna o sanzione in risposta a questo da parte dei governi imperialisti europei e Regno Unito.
Siamo noi che dobbiamo dare nuovo impulso alle mobilitazioni contro la guerra imperialista e sionista, contro il genocidio e la pace imperialista, contro la pena di morte ai palestinesi, rivendicare la liberazione dei prigionieri politici palestinesi e di quelli rinchiusi nelle carceri italiane, che è uno degli aspetti della complicità del governo italiano di Meloni con i criminali genocidi israeliani.
Su questo dobbiamo continuare le denunce e le mobilitazioni, stringersi attorno al popolo palestinese e alla sua resistenza, alcune iniziative si metteranno in campo questo fine settimana e altre si preparano anche in vista della data del 15 maggio, giorno della Nakba, la giornata della memoria di tutte le vittime del colonialismo e dell’imperialismo, e di tutti coloro che vi hanno resistito.
Contro il genocidio sionista appoggiato dall’imperialismo che continua in Palestina ed è parte della tendenza alla guerra mondiale interimperialista, organizziamo 10/100/100 iniziative, in piazza, nelle scuole e università, assemblee e iniziative nei luoghi di lavoro a fianco del popolo palestinese e della sua resistenza, contro Israele e l’imperialismo che l’appoggia, contro il governo italiano complice.

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