sabato 4 aprile 2026

pc 4 aprile - L'antimperialismo fasullo e la lotta per la pace - Un contributo al dibattito

Importante perchè denuncia e spiega perchè i sostenitori del Brics sono falsi antimperialisti e non possono essere su una linea corretta neanche sulla questione palestinese.
 
Ma spiega anche perchè facciamo tanta fatica nel nostro paese e in questa area in particolare a far avanzare la denuncia del regime fascista hindutva di Modi / massacratore e genocida nei confronti delle popolazioni indigene (adivasi) e oggi dei compagni indiani del PCI (Maoista) - mentre sostengono a spada tratta in quel paese partiti socialfascisti come il presunto PC (marxista)
 
proletari comunisti/PC maoista - Italia 

Greg Godels | zzs-blg.blogspot.com
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

29/03/2026

Mentre nel 1916 V. I. Lenin elaborava una teoria dell'imperialismo che poneva al centro lo sfruttamento e l'accumulazione capitalistica, spiegando come la competizione tra potenze maggiori e minori e le loro coalizioni e alleanze portasse alla guerra, un marxista di spicco, Karl Kautsky, affermò che la guerra o la minaccia di una guerra avrebbero persuaso gli Stati a coesistere, a mettere da parte le rivalità e a creare - nelle parole di Kautsky - ".. una federazione dei più forti, che rinuncino alla corsa agli armamenti."

Lenin riteneva che la competizione tra le grandi potenze avrebbe inevitabilmente portato alla guerra; Kautsky riteneva che la competizione tra le grandi potenze avrebbe inevitabilmente portato a una pace duratura.

Allo stesso modo, gli odierni sostenitori del multipolarismo ritengono che l'unico impedimento alla realizzazione del mondo immaginato da Kautsky siano gli Stati Uniti. In quanto stato dominante dell'ordine capitalista durante la Guerra Fredda, gli Stati Uniti sono ora la nazione imperialista aggressiva e belligerante che interferisce rispetto a un mondo multipolare che instaurerà un clima più tollerante, cooperativo e pacifico.

I sostenitori dei BRICS vedono in questa coalizione, costituita formalmente nel 2009 e che nel corso degli anni ha accolto nuovi membri e partner, l'incarnazione dell'utopia kautskiana. Essi ci ricordano che il BRICS detiene una quota maggiore del PIL globale rispetto alle nazioni del G7 o all'UE. Le economie BRICS originarie sono cresciute di un incredibile 356,27% tra il 1990 e il 2019.

Nonostante questi impressionanti dati economici, i promotori più accaniti del BRICS presentano l'alleanza come rappresentativa del "Sud del mondo", il braccio della periferia dei "non abbienti" nella lotta contro i "ricchi" del centro - gli Stati Uniti e i loro alleati eurasiatici.

Sebbene questa narrazione suoni rassicurante e costituisca una fonte popolare di speranza per la pace e la giustizia sociale, fallisce completamente la prova dei fatti attuali. Misurata con qualsiasi rigoroso standard di analisi, la multipolarità è una frode.

A prima vista, l'idea che un potente blocco economico si erga in difesa per il salvataggio dei paesi più poveri e svantaggiati è sicuramente paradossale. Nessuno prenderebbe sul serio un'affermazione simile se provenisse dalla bocca dei ministri degli esteri del G7 o dell'UE.

Ma il fallimento della fantasia BRICS è meglio dimostrato esaminando la risposta del BRICS e dei suoi Stati membri ai recenti eventi mondiali di grande portata.

Sul genocidio del popolo palestinese a Gaza da parte delle forze israeliane, il BRICS e i suoi Stati membri hanno espresso alcune severe obiezioni, ma non hanno adottato misure sostanziali per fermarlo o per punire Israele. Infatti, hanno continuato le loro relazioni economiche sostanziali con lo Stato canaglia, non sono riusciti a sfidare il blocco israeliano e non hanno offerto alcun aiuto materiale ai palestinesi.

Sull'aggressione contro la sovranità venezuelana, il BRICS e alcuni dei suoi Stati membri hanno sollevato obiezioni, ma non hanno intrapreso alcuna azione concreta; alcuni hanno tratto beneficio dall'azione degli Stati Uniti, altri ne sono stati penalizzati. Agenti di sicurezza della povera Cuba hanno eroicamente dato la vita resistendo all'invasione.

Sull'attacco alla Repubblica Islamica dell'Iran (membro del BRICS) da parte degli Stati Uniti e di Israele, il BRICS e i suoi Stati membri hanno nuovamente espresso obiezioni, ma hanno offerto poco o nessun sostegno materiale. Come ha osservato The Wall Street Journal: "l'Iran ha cercato per anni di costruire legami militari più stretti con la Cina e la Russia, ma i suoi potenti amici si stanno dimostrando riluttanti a farsi avanti mentre il regime affronta la minaccia statunitense più acuta per la sua sopravvivenza degli ultimi decenni".

Sull'escalation dell'aggressione contro Cuba, che soffre di gravi crisi energetiche a causa dell'intensificarsi del blocco statunitense, i vecchi beneficiari dei sacrifici internazionalisti cubani - compresi i membri e i partner del BRICS - stanno offrendo un sostegno marginale alla Cuba socialista mentre questa affronta quella che potrebbe essere la sua peggiore crisi esistenziale.

Se il BRICS è il garante degli interessi del cosiddetto Sud del mondo contro l'aggressione statunitense e israeliana, se questa è la forza di contrasto all'imperialismo che la sinistra statunitense ed europea immagina, allora gran parte del mondo ha bisogno di amici più militanti e nuovi. I fatti contraddicono la falsa teoria della multipolarità e la sua incarnazione nell'alleanza BRICS. Anziché mostrare un nuovo spirito di cooperazione, interesse reciproco, internazionalismo e solidarietà, i membri del BRICS sembrano intenzionati a basare la politica estera sul loro ristretto interesse.

Tuttavia si stanno facendo avanti alcuni critici con dubbi o con rimproveri taglienti e incisivi al dogma della multipolarità e al mito del BRICS.

Molti scettici sono rimasti sconcertati dal recente voto del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, orchestrato dagli Stati Uniti, che condanna la rappresaglia dell'Iran contro gli alleati statunitensi nella Penisola Arabica, senza chiamare in causa i promotori della guerra, gli Stati Uniti e Israele.

Betwa Sharma, scrivendo su Consortium News, protesta affermando che "sia Mosca che Pechino hanno abbandonato Teheran astenendosi sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU dell'11 marzo che dipingeva falsamente l'Iran come l'aggressore. Gli interessi propri di Cina e Russia hanno avuto la precedenza su un partner del BRICS sotto attacco"; e conclude: "La guerra contro l'Iran ha messo a nudo la fragilità del BRICS come alternativa emergente all'ordine globale guidato dagli Stati Uniti".

La pressione economica degli Stati Uniti e gli shock geopolitici, in particolare l'attacco all'Iran, hanno rivelato che il BRICS è meno un blocco unificato con un obiettivo strategico comune e più un insieme di paesi con interessi che si sovrappongono ma divergono nettamente sotto pressione.

Concentrandosi principalmente su Gaza, Patrick Bond ha recentemente scritto un'analisi dettagliata e caustica dell'ipocrisia del BRICS. Bond rileva che il Sudafrica, membro del BRIC, nel 2025 ha fornito a Israele il 15% del suo fabbisogno di carbone. Per quanto riguarda un altro membro fondatore del BRICS, "..oltre al grano e ai metalli, la Russia vende carbone e - solo nei due anni trascorsi dall'inizio del genocidio nel 2023 - ha effettuato 105 trasferimenti di petrolio che costituiscono il 30% del greggio totale di Israele e il 45% del petrolio raffinato importato, via Novorossiysk (proveniente dal Kazakistan, partner del BRICS)".

Bond riferisce a proposito di un altro membro fondatore: "I droni cinesi (ormai decine di migliaia) prodotti da DJI e Autel sorvolano Gaza e la Cisgiordania e vengono utilizzati per lanciare granate sui civili… inoltre, un'azienda parastatale cinese possiede il nuovo Haifa Bayport mentre un'altra ha costruito il porto di Ashdod, noto per le sue pratiche antisindacali, favorendo insieme un aumento annuo del 5% nel commercio bilaterale dal 2021: è confermata la definizione data da Netanyahu nel 2017 per le due economie: è un matrimonio fatto in cielo".

Inoltre: "Nuova Delhi garantisce un rafforzamento dell'alleanza militare israelo-indiana, il Trattato bilaterale di investimento del settembre 2025 e la visita solidale di Modi alla Knesset nell'ambito della 'Partnership strategica speciale', caratterizzata da 'immensi progressi' in materia di 'difesa, sicurezza e altro ancora'."

Bond rivela legami economici altrettanto imbarazzanti tra altri membri dei BRICS e Israele, tra cui Brasile, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Etiopia e Indonesia. Conclude affermando che, in realtà, "i BRICS promuovono il potere delle multinazionali sotto la copertura del multipolarismo".

Fatti, fatti, fatti… spesso portano a scontri ostinati e ostili con teorie e opinioni affezionate. Almeno alcuni dei nostri amici di sinistra stanno prestando attenzione.

In un commovente "j'accuse", Josué Veloz Serrade scrive nel suo articolo tradotto e pubblicato su Black Agenda Report di "un multilaterismo hipócrita" - un multilateralismo ipocrita nei confronti di Cuba. Veloz Serrade disprezza tutte le nazioni che potrebbero rispondere all'abbandono di Cuba di fronte a una minaccia esistenziale da parte dell'Impero statunitense, specialmente quelle che predicano la multipolarità e acclamano i BRICS come l'anti-Impero: "Nella loro retorica, Russia e Cina chiedono la fine dell'unipolarità, la costruzione di un mondo multipolare, il rispetto del diritto internazionale e, in particolare, della sovranità di ciascun paese. Ma il loro vero desiderio, rivelato dalle loro azioni piuttosto che dalle loro parole, è la graduale integrazione nelle regole dello stesso sistema che dicono di contestare…"

Continua: "Per quanto possa essere amaro da sentire, abbandonando Cuba, non stanno semplicemente agendo in modo pragmatico; stanno ammettendo che il loro vero obiettivo non è la trasformazione dell'ordine mondiale, ma la negoziazione di un posto più comodo al suo interno…

…hanno incorporato la logica del campo di gioco imperiale - le sue istituzioni, i suoi mercati, i suoi valori, le sue regole, la sua ideologia predefinita - a tal punto da diventare incapaci di immaginare un'azione politica che rompa con quel campo, anche se nella loro retorica la proclamano necessaria…

L'Impero sostiene i propri alleati fino alla fine perché comprende che la lealtà verso i propri è una condizione del proprio potere. Ma gli alleati di Cuba fanno il contrario: la abbandonano quando il costo politico di sostenerla supera il beneficio di non farlo…

Coloro che oggi stanno abbandonando Cuba non stanno solo calcolando i propri interessi miopi; stanno anche, in un certo senso, rinunciando al proprio desiderio di trasformazione. L'abbandono di Cuba è la rinuncia alla possibilità di un altro mondo…

I governi progressisti latinoamericani, i BRICS, i partiti di sinistra americani ed europei occidentali, le organizzazioni di solidarietà che oggi distolgono lo sguardo: tutti hanno trovato, in un modo o nell'altro, la propria nicchia all'interno dell'ordine. Hanno ottenuto la loro quota di riconoscimento, il loro spazio per un comodo dissenso, i loro gesti permessi o semplicemente tollerati. E in quel processo, hanno smesso di vedere Cuba come uno specchio di ciò che potrebbero essere, percependola invece come un fastidioso promemoria di ciò che hanno smesso di essere, ma soprattutto di ciò che non sono mai stati…

Coloro che oggi tradiscono Cuba stanno tradendo se stessi. Non in senso metaforico, ma strategico. Un ordine mondiale che si dichiara multipolare ma non riesce a proteggere i più vulnerabili quando il Padrone stringe la morsa non è un ordine alternativo; è un'estensione decentralizzata dell'unipolarità, un sistema in cui l'invocazione rituale della multipolarità è un esercizio retorico di futilità…"

L'amara eloquenza di Veloz Serrade parla non solo della frode della multipolarità e dell'ipocrisia dei BRICS, ma della possibile perdita dell'ultimo avamposto di autentica solidarietà, internazionalismo e antimperialismo. La speranza di un mondo giusto potrebbe benissimo spegnersi per milioni di persone che vedevano Cuba come un faro.

La multipolarità non è né antimperialista né un'alternativa alla lotta al sistema imperialista. Coloro che credono nella multipolarità e nella "promessa" dei BRICS rendono un pessimo servizio alla lotta per la giustizia globale e per la pace. La vergogna del fallimento dei BRICS nel resistere all'aggressione sfacciata e letale contro le parti più deboli ricadrà anche su di loro.

Non può esserci un movimento contro la guerra efficace in questo momento senza chiarezza sul sistema imperialista. La pace è raggiungibile solo se comprendiamo e resistiamo alle cause della guerra, senza rimandare o affidarci a un gruppo di paesi impegnati a proteggere o migliorare la loro posizione in quel sistema.

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