continuano a non porre ostacoli: "La decisione è stata condivisa dalla direzione aziendale e dalle organizzazioni sindacali in un incontro avvenuto lunedì mattina".
D'altra parte hanno accettato che Stellantis tagliasse in questi anni più di 2.500 lavoratori e accettano senza alcuna richiesta che quelli in attività abbiano salari sempre più falcidiati dai pochissimi giorni lavorativi al mese e contemporaneamente maggiore sfruttamento.
Pertanto, chiedono ora solo di “Chiarire cosa accadrà dopo la pausa estiva e un incontro sulle "prospettive produttive".
Ora vi sarà un altro mese di contratto di solidarietà fino alla chiusura della fabbrica negli ultimi giorni di luglio, e Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf spiegano che in questo mese “si mantengono invariate tutte le condizioni attualmente in essere, consentendo di accompagnare questa fase in attesa della successiva pausa estiva”. Come se queste condizioni pesanti per gli operai dovrebbero far stare tranquilli i lavoratori che il giorno prima non sanno neanche se il giorno dopo devono lavorare o no.
Poi a settembre i sindacati chiedono che venga “effettuata un’analisi puntuale delle prospettive produttive, dell’andamento della solidarietà, delle percentuali di utilizzo, della rotazione del personale e più in generale di tutti gli aspetti industriali che interesseranno il sito di Melfi nei prossimi mesi”.
Obiettivi in difesa degli interessi degli operai e operaie, niente di niente.
Noi speriamo che invece a settembre la situazione cambi effettivamente da parte degli operai e operaie. Ma serve la ribellione, serve l'organizzazione indipendente, serve una piattaforma operaia su cui avviare una battaglia.
Qual'è la realtà dei lavoratori a Melfi e le conseguenze che devono subire da questi accordi azienda/OO.SS. è spiegato nell'intervista dello Slai cobas sc ad alcuni lavoratori della Stellantis di Melfi, che ripubblichiamo.
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