La solidarietà con la resistenza palestinese non è reato!
Respingere la montatura giudiziaria e poliziesca
LIBERI TUTTI SUBITO!
La Resistenza dei popoli non è terrorismo!
Terrorista è Netanyhau! Meloni complice!
3 GENNAIO PRESIDIO A RAVENNA IN PIAZZA DEL POPOLO ALLE ORE 18
Con una montatura giudiziaria la procura di Genova, coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, in sintonia con l’attacco repressivo del governo Meloni-Piantedosi
al movimento di solidarietà con il popolo palestinese nel nostro paese, ha portato agli arresti di Mohammed Hannoun e di altri attivisti impegnati nella solidarietà con la popolazione palestinese, attivi nell’Associazione
benefica di solidarietà con il popolo palestinese, assieme al sequestro ancora una volta dei conti correnti delle associazioni (tra gli attivisti anche Angela Lano, 62 anni – giornalista e orientalista, autrice
di diversi libri sul mondo arabo e islamico, nonché direttrice dell’agenzia di stampa Infopal e attivista No Tav), una montatura da Stato di Polizia sulla base delle indicazione dei servizi segreti israeliani, parte
dell’apparato militare bellico nel genocidio nazisionista, gli stessi che compilano per il loro governo la lista delle associazioni “terroriste” operanti nell’azione umanitaria nella Striscia di Gaza.
Il governo Meloni aggiunge altra infamia alla sua politica complice del criminale di guerra Netanyhau a capo dello stato sionista di tipo nazista d’Israele, responsabile del genocidio
che ha portato alla morte di 70 mila palestinesi di cui 20 mila bambini. Netanyhau e i suoi ministri sono accusati di crimini contro l’umanità e di crimini di guerra dalla Corte Penale Internazionale che contro
di essi ha emesso dei mandati di arresto.
Chi è il terrorista?
Non saranno certo i governi israeliano ed italiano legittimati ad accusare di “terrorismo” la Resistenza palestinese e la solidarietà umanitaria e internazionalista!
Il popolo palestinese resiste attraverso le sue organizzazioni impegnate sul campo, è nel suo diritto mentre non è affatto nel “diritto” né di Israele e
né del governo e dei magistrati italiani allineati la criminalizzazione della solidarietà alla Palestina portata avanti con “fake news” e con le montature repressive.
Il governo Meloni è con Israele ed è contro la solidarietà al popolo palestinese, è stato con i militari terroristi nazisionisti contro la Flottilla, nelle votazioni
Onu/UE sempre a favore di Israele, nella negazione del riconoscimento dello Stato palestinese, nella cooperazione economico-militare e accademica, nel transito/carico di armi verso Israele da porti ed aeroporti italiani, nell’appalto
a Israele del sistema di sicurezza dei porti italiani, nell’ospitalità blindata delle bestie assassine nazisioniste in alcune regioni italiane per “smaltire lo stress” dopo la carneficina quotidiana
a Gaza, nella repressione contro gli attivisti palestinesi in Italia e contro il movimento in solidarietà alla Palestina che è cresciuto fino alle mobilitazioni culminate nella grande manifestazione di Roma del
4 ottobre.
A soccorso del governo nuove tipologie di reati come l’articolo 270 quinquies del codice penale, introdotto dal cosiddetto ddl Sicurezza del governo Meloni, l'articolo che punisce il “terrorismo
della parola” che ha portato in carcere Ahmad Salem, così come il ddl Gasparri, n. 1627, e il ddl Delrio, n. 1722 che attaccano tutti coloro che si oppongono a genocidio e occupazione israeliana con l’accusa
infamante di “antisemitismo”.
Manganelli e carcere sono la rappresaglia del governo italiano che è completamente d’accordo con il governo israeliano nel genocidio ed è allineato ad esso nell’alleanza
interimperialista a guida Trump.
Lo abbiamo denunciato sempre nelle nostre mobilitazioni che “l’unico, vero, terrorismo sono le bombe dell’imperialismo” e questa verità è sotto gli
occhi di tutto il mondo che ha visto morte, distruzione, deportazione, fame come arma di guerra, arresti del popolo palestinese.
Ci hanno raccontato solo menzogne
il governo sionista e quello italiano per appoggiare il genocidio di Israele che chiamano “legittima difesa”, mentre la stampa asservita riportava le accuse sioniste di “terrorismo” per colpire e annientare ospedali, scuole, punti di raccolta per gli aiuti umanitari.
Con la repressione il governo Meloni è complice dei nazisionisti: dagli arresti di Anan, Ali, Mansour (il 16 gennaio ci sarà l’udienza e per la campagna di sostegno
è stata attaccata dalla digos a mezzo stampa una compagna di SoccorsoRossoProletario in prima fila nelle mobilitazioni a L’Aquila) a quelli di Ahmad Salem, Tarek, alla canea reazionaria per la protesta svoltasi
nella redazione del quotidiano La Stampa durante lo sciopero generale del 28 novembre, all’arresto di Shahin, imam di Torino, in prima fila nelle mobilitazioni contro genocidio e occupazione israeliana, deportato
al Cpr di Caltanissetta per essere espulso in Egitto senza processo.
Perquisizioni e misure cautelari contro studenti del liceo Einstein a Torino con 6 minorenni ai domiciliari.
Anche a Ravenna ci sono state 32 denunce per i blocchi al Porto.
Hannoun, Dawoud, Yasser e Khalil a Milano (in tutto sono 9 i gravissimi arresti a livello nazionale) devono essere rilasciati subito perché illegittimi e sulla base di una montatura poliziesca israeliana! E’ un attacco politico contro la Resistenza palestinese e contro l’attivismo solidale che non deve passare!
Il 3 gennaio saremo in piazza del popolo a Ravenna alle ore 18 per la libertà di Hannoun e di tutti gli arrestati, contro la complicità del governo Meloni nel genocidio a Gaza!
LA SOLIDARIETA' UMANITARIA E INTERNAZIONALISTA NON E' REATO. LIBERARE TUTTI!
Slai Cobas per il sindacato di classe
Circolo proletari comunisti-Ravenna