domenica 14 maggio 2023

pc 14 maggio - Una lavoratrice a Parigi il 1 Maggio, parte della delegazione Slai cobas-pc, racconta


Primo Maggio a Parigi, alcune considerazioni - estratti

Essere a Parigi per la festa dei lavoratori del Primo Maggio è stato, per me, certamente qualcosa di emozionante.
La manifestazione per il 1 Maggio a Parigi è stata una delle più grandi che io abbia mai visto, hanno parlato di grossi numeri, ma credo che possa essere vero che fossimo 800 mila, forse un milione, il numero dei partecipanti e' stato sicuramente notevole.
Una tale partecipazione non può lasciare indifferenti, capisci in modo automatico che diventa importante capirne le ragioni e scoprire che sono anche le tue e di tutti quelli che non né possono più di questo sistema che stringe in una "morsa" tutti i lavoratori.
Una consapevolezza che mi è sembrata ben chiara ai francesi, anche se bisogna comprendere bene tutti i contorni.
Siamo arrivati al concentramento in Piazza della Repubblica molto presto e qui abbiamo visto che sono arrivati tutti: metalmeccanici, pubblico impiego, Poste francesi, ferrovie, ecc. , tutti i sindacati erano presenti.
Non poteva non colpirmi questo tipo di presenze perché non so più da quando che in Italia molte categorie di lavoratori sono sparite dalle lotte e non si vedono più in piazza.
Abbiamo distribuito il nostro volantino di solidarietà alla lotta, questo ci ha dato la possibilità di comunicare, per esempio, un lavoratore algerino non voleva più il nostro volantino perché si rivolgeva ai francesi, in qualche modo gli abbiamo spiegato che il testo riguardava tutti i proletari del mondo, la specifica era solo perché in Francia proprio per "questo" giorno, così ha accettato le spiegazioni, ci ha dato ragione e così si è tenuto il volantino.
Con un gruppo di giovani abbiamo parlato del governo Meloni, se loro hanno Macron che va spedito all'obiettivo senza tener conto di nessuno, da noi succede uguale con il governo della Meloni, abbiamo terminato con lo slogan: Macron fascista sei primo della lista.
Un'altra chiacchierata sono riuscita a farla con una lavoratrice, credo della nettezza urbana, che si è incuriosita e si è fermata a parlare, abbiamo comunicato con un miscuglio di parole, le ho chiesto la sua opinione e volentieri racconta "come si può pensare di lavorare più a lungo e in buona salute? I ritmi di lavoro sono aumentati già da tempo, le richieste sono sempre più pressanti, invecchiamo e ci vogliono più veloci, questo a scapito della sicurezza, che già diminuisce perché non investono più. Non si può andare avanti cosi, ci vogliono far morire di fatica altro che pensioni, perciò per il tempo che mi rimane protesto tutta la vita".
Un'altro lavoratore, di uno dei sindacati presenti, nel prendere il volantino ha ringraziato e si è fermato a spiegare che "questo" governo continua a blaterare che si è allungata l'aspettativa di vita perciò devono fare qualcosa, ma non è così, si attinge dalle pensioni per evitare l'aumento del deficit e questo è un aggressione a tutti i lavoratori e se si viene aggrediti bisogna difendersi".
Ho risposto che non è solo il governo francese a pensarla così, anche quello italiano, tedesco, inglese...il problema è il sistema capitalistico che chiede ai governi di trovare il modo di affrontare le loro crisi e i lavoratori possono solo lottare per non morire e unirsi per vincere. 
Questo è quello che più o meno ho detto in un italiano francesizzato, mi ha sorriso ed annuito).

Mi sono avvicinata a due gruppi femministi, di cui uno sicuramente anarchico, in entrambi non sono riuscita a comunicare perché erano troppo indaffarate, ma dalla lettura degli slogan, e alcuni brevi frasi, mi sono sembrate molto vicine a rivendicazioni tipo NUDM, rivendicazioni per la continua perdita di diritti, soprattutto per le donne.
Molto più numerosi in fatto di presenza e partecipazione sono stati due gruppi, entrambi LGBT, tantissimi giovani, mi è sembrato che far parte e sostenere questi gruppi sia il massimo come capacità di lotta, e qui sono organizzati molto bene.
 ... se c'è una lotta da fare e da sostenere perché siamo in presenza di discriminazioni sono pronta a mobilitarmi, quello che non mi piace e'.. che spesso.. concentrate solo sulla lotta di genere, ignorando la lotta di classe, molte donne appoggiano con generosità queste lotte, ma la perdita di diritti delle donne, in particolare, delle proletarie sono tutte in secondo piano o del tutto ignorate rispetto ai gruppi LGBT+, come se la lotta di classe fosse una "cosa antica", non li riguarda.

La piazza, intanto, ha continuato a riempirsi, bancarelle di libri, di cose da mangiare, piccoli gruppi, singole persone, tutte armate di cartelli, piccoli, grandi, piccolissimi, ognuno con una frase, un disegno, un simbolo per far capire le ragioni che li hanno portati lì.
In qusto giorno di festa, i lavoratori francesi hanno fatto capire che non sono disponibili a tirarsi indietro, oltre la festa anche la protesta; mettersi in fila per partire ci sono volute ore, tanta gente, le notizie degli scontri sono arrivate subito, a quanto pare l'ordine di disperdere i manifestanti, come forma preventiva e dividere, non ha funzionato, il corteo si è diviso in due arterie parallele, tante ore per sfilare, intanto alla testa dei due tronconi gli scontri sono stati continui ed ininterrotti.
Dopo aver visto scorrere per un po' il corteo perché siamo stati insieme si compagni francesi, sostenendo la campagna per la liberazione dei prigionieri politici, in particolare, in sostegno alla campagna di liberazione per " Georges Abdallah", ci siamo portati alla testa del corteo.
Qui abbiamo seguito da vicino le manovre della polizia, mi ha colpito che squadre di poliziotti ci passassero così vicini, ho notato che la gente attorno non si opponeva, ma che scandiva slogan contro la polizia, quello che mi è sembrato, in un primo momento, arrendevolezza, ho dovuto
constatare, invece, che chi c'era aveva scelto di stare lì, senza indietreggiare e senza fare cose inutili, non hanno arretrato i francesi, gli scontri sono andati avanti per ore, i manifestanti hanno colpito
simboli precisi, hanno acceso fuochi per creare barriere, rovesciato cassonetti, tanti lacrimogeni.
Ad un certo punto verso la fine sono andata in bagno e nella fila ho incontrato un ragazzo italiano che vive in Francia con la sua famiglia, nell'attesa si è parlato della polizia e di come la polizia usa la sua forza, e così mi ha spiegato che la strategia è quella di intervenire in maniera decisa e abbastanza violenta e in maniera preventiva. Un uso sproporzionato della violenza, ma se questo, in passato ha ottenuto il risultato di scoraggiare la partecipazione a qualche manifestazione, ora i francesi hanno deciso di non arretrare e, se anche molti moderati non amano neppure la violenza .. in questo momento lo vivono come male minore e sono tutti incazzati e non vogliono chiudersi in casa, si respira la necessità di andare avanti.

Ciao A.

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