sabato 1 dicembre 2018

pc 1 dicembre - MIGLIAIA ALLA MANIFESTAZIONE DI MILANO - PRIME FOTO

(da Repubblica) - Collettivi politici di sinistra e anarchici, sindacati di base, centri sociali, associazioni cattoliche e laiche che si occupano di accoglienza agli immigrati. Sono almeno 3mila i cittadini che si sono dati appuntamento in piazza Piola a Milano per manifestare contro la decisione del ministero dell'Interno di chiudere la struttura di accoglienza per richiedenti asilo di via Corelli, il Cas, per trasformarlo in Cpr, centro per il rimpatrio. L'intervento del governo riporta la storia del centro di via Corelli indietro di cinque anni. Nel 2013 infatti che fu decisa la svolta per la struttura: da luogo di detenzione amministrativa degli stranieri senza permesso di soggiorno a centro per l'integrazione. 
I Cpt, centri di permanenza temporanea, furono infatti istituiti nel 1998 dalla legge Turco-Napolitano e al tempo i Radicali e Rifondazione comunista parlarono di "strutture inumane e illegali". Di fatto, gli stranieri senza permesso di soggiorno o con documenti non validi vi venivano rinchiusi in stato di detenzione, identificati e nel caso ce ne fossero i presupposti, espulsi dall'Italia. Successivamente i centri furono rinominati dai governi di centrodestra in Cie, centri di identificazione ed espulsione, senza di fatto cambiare formula. La svolta in senso umanitario, arrivata nel 2013, è stata cancellata ora per decisione del ministro dell'Interno, Matteo Salvini.
John, 36 anni, senegalese. "Mio fratello, più grande di me, si è fatto in via Corelli tre mesi nel 2004 - racconta - era inverno, si gelava, mangiavano poco e male. I centri di rimpatrio sono una vergogna, riaprirli è grave".

Sventolano le bandiere palestinesi, quelle rosse dei Cobas. "Ho 51 anni, sono disoccupato dopo quasi 30 anni in azienda -dice Sandro - noi, come i migranti, siamo vittime di una crisi economica di cui non abbiamo responsabilità, che ha messo le persone una contro l'altra". 








Nessun commento:

Posta un commento