domenica 25 ottobre 2020

pc 25 ottobre - Torino - Manifestazione dei lavoratori in Barriera di Milano: “È ora di riprendere a lottare”


Tra gli organizzatori della protesta, andata in scena in Largo Giulio Cesare, il sindacato SiCobas: “Senza lotta e protagonismo assisteremo a un'ondata di licenziamenti e a un massacro sociale”

“Senza una ripresa delle lotte e del protagonismo dei lavoratori assisteremo, entro l'inverno, a un'ondata di licenziamenti e a un massacro sociale senza precedenti”: l'allarme è stato lanciato questa mattina dalle lavoratrici e dai lavoratori che hanno aderito alla manifestazione organizzata, tra gli altri, da SiCobas. Il presidio si è svolto in Largo Giulio Cesare, nel quartiere Barriera di Milano.

Questo scenario è ipotizzato anche a causa dell'aggravarsi della pandemia: “ Mentre in tutta Europa dilaga la seconda ondata - fanno sapere dal sindacato -  il governo e le amministrazioni locali si trovano a fronteggiare la nuova emergenza con un sistema sanitario ancor più disastrato di quanto non fosse in primavera. I padroni e il governo, dopo aver provocato la mattanza negli ospedali e nelle Rsa tenendo aperte migliaia di fabbriche senza garantire sicurezza e salute ai lavoratori, si sentono talmente forti da far saltare i tavoli di trattativa sui rinnovi contrattuali, come dimostra il caso del Ccnl metalmeccanici”.

I manifestanti chiedono, in particolare, il rinnovo di tutti i Ccnl con forti aumenti salariali, la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, no ai licenziamenti di massa, salario medio garantito per lavoratori e disoccupati, permesso di soggiorno slegato dalla situazione lavorativa, tutela della sicurezza e rigida applicazione delle misure anti-covid nelle aziende.

A tutela delle fasce più in difficoltà, i SiCobas hanno annunciato anche l'intenzione di avviare alcune iniziative di supporto tra cui nuove azioni sui posti di lavoro e in città, l'incremento dell'attività informativa e l'apertura di uno sportello salute, lavoro e reddito in Corso Palermo 60: “In previsione - concludono – di un aggravarsi disastroso della situazione economica e delle condizioni di lavoro e di vita a danno di tutti i proletari e le loro famiglie, per non rimanere isolati  chiamiamo tutti e tutte a costruire una rete di persone solidali e realtà di lotta”.

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