lunedì 18 febbraio 2019

pc 18 febbraio - Sicilia nel caos: in fallimento le ex Province, lavoratori messi in ferie forzate a Messina…

Oltre alle città, come Catania, che hanno dichiarato bancarotta, adesso è il turno delle ex Province, chiamate Città metropolitane.
La crisi del capitale è così profonda e di così lunga durata che impedisce ai padroni di continuare a fare lo stesso volume di profitti e reggere anche la concorrenza a livello internazionale; ciò richiede, per dirla in breve, che quasi tutti i soldi che lo Stato ha a disposizione vadano alle aziende private e si taglino quelle spese che sono considerate superflue. Alcune di queste spese sono quelle per enti locali, regioni, province e comuni, dal nord al sud, che infatti negli anni sono stati tagliati così tanto che i servizi non possono più essere garantiti, e l’insieme delle infrastrutture va a pezzi!
La Regione siciliana, per esempio, “governata” dall’attuale presidente della Regione, il “fascista per bene” Musumeci, definito anche “presidente fantasma” per l’inconsistenza assoluta del suo governo, ha approvato una finanziaria che fa acqua da tutte le parti. È stata approvata solo per tenere il passo con le scadenze ufficiali e non far ricorso ancora una volta all’esercizio provvisorio! Ma tra qualche giorno dovrà essere rivista con eventuale rimpasto o crisi di governo.
In questo si inserisce il caso delle ex Province della Sicilia che diventa così eclatante che Musumeci ha ritenuto opportuno convocare per oggi senatori e deputati siciliani per farsi dare una mano e “contrattare” con il governo centrale condizioni finanziarie più favorevoli… necessarie come l’acqua a Musumeci e a tutti i politicanti parassiti dell’Isola visto che si avvicinano le elezioni Europee!
Le contraddizioni nel campo della borghesia diventano ogni giorno più forti e visibili, e questo è un bene!
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L’iniziativa
Ex Province in crisi, Musumeci chiede aiuto ai parlamentari nazionali

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