giovedì 1 febbraio 2018

pc 1 febbraio - APPELLO FEMMINISTA CONTRO LO STATO TURCO E I BOMBARDAMENTI AD AFRIN - SOLIDARIETA'! MA L'INTERVENTO IMPERIALISTA NON E' LA SOLUZIONE

L'MFPR firma l'appello contro l'operazione genocida dello Stato turco di Erdogan e in solidarietà con il popolo kurdo e le coraggiose combattenti di Rojava.
L'Mfpr non è però d'accordo con la richiesta, contenuta in questo appello, di intervento della Russia, Francia, Stati Uniti, Regno Unito. Queste potenze imperialiste, che hanno sempre sostenuto lo Stato fascista di Erdogan, non sono la "soluzione" ma il loro intervento, come anche la recente storia dovrebbe insegnare a tutti, pone al popolo kurdo, alle sue aspirazioni di liberazione/autodeterminazione un doppio ostacolo.
I popoli non possono mai affidarsi all'imperialismo, fare questo è l'inizio della sottomissione, del condizionamento della lotta dei popoli ai vari interessi dei paesi imperialisti nell'area. 
E questo lo dovrebbero sapere, lo vivono sulla propria pelle, proprio i combattenti, le combattenti kurde. 

APPELLO FEMMINISTA
SOLIDARIETA’ CON LE DONNE DEL ROJAVA

Lo stato turco sta bombardando e minacciando di distruggere Afrin.
Questo attacco uccide dozzine di civili, per lo più donne e bambini.
Afrin è stata un'area relativamente sicura nella regione per molto tempo ed è ha ospitato centinaia di migliaia di rifugiati arabi, in particolare da Aleppo.

La popolazione del Rojava sta costruendo una nuova società nella quale vivono diversi gruppi etnici che lo abitano si organizzano con le loro identità in un sistema democratico, femminista ed ecologico.
Questa aggressione ha uno scopo distruttivo che minaccia anche la rivoluzione delle donne nel Rojava che non si sottomettono più a un regime patriarcale e che hanno il coraggio di costruire una società di libertà per se stesse e quindi per tutte e tutti.
Questo è insopportabile per Erdogan che teme la contaminazione in Medio Oriente e oltre, il Rojava è un esempio di liberazione delle donne che mina l'idea degli Stati al servizio del nazionalismo, del capitalismo e dell'estremismo religioso, tutti basati sul dominio sulle donne.

Chiediamo di  fermare immediatamente i bombardamenti e l'invasione di Afrin che viola la legalità internazionale.
Per questo motivo chiediamo un intervento deciso delle Nazioni Unite, dell'UE e dei governi dei Paesi coinvolti nella coalizione: Russia, Francia, Stati Uniti, Regno Unito. Devono fare pressioni sulla Turchia per fermare questa aggressione e fare in modo che Erdogan ritiri le sue truppe dalla Siria.

Vi chiediamo di diffondere questo appello e far crescere la consapevolezza sulla costruzione di questa società che dice "Sì, è possibile vivere come esseri umani liberamente, nell'uguaglianza, nel rispetto della natura e per farlo,  il femminismo è uno strumento essenziale."

Inviare firme al seguente indirizzo: info@uikionlus.com oppure / kurdish.women.movement@gmail.com

UIKI Onlus
Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia

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