martedì 6 giugno 2023

pc 6 giugno - Salvini contestato a Messina dai manifestanti No Ponte con il lancio di rotoli di carta igienica


Il Ponte sullo Stretto è una devastazione non solo ambientale ma anche una decisione politica presa in nome del profitto che vede questo infame governo e i suoi ignobili ministri molto attivi a servire i padroni ed i ricchi. Lo provano proprio in questi giorni i ridicoli aiuti finanziari alle popolazioni alluvionate dell'Emilia Romagna in contrapposizione alle Grandi Opere di questo governo per mettere colate di cemento sui bisogni reali e primari delle persone, dai trasporti alla Sanità: “A Sicilia e Calabria servono altre opere per vivere dignitosamente”.
Le istituzioni e la CISL lo hanno ricevuto con tutti gli onori a Messina in un incontro blindato su una nave mentre già in mattinata era partito un presidio di contestazione alla rada San Francesco.
Dal comunicato NO Ponte:
“La conferenza privata si terrà sulla nave Elio, rendendo ancora più palese la volontà di escludere dal dialogo sulla megaopera le persone che abitano e vivono le due sponde dello Stretto e di non ascoltare chi a questa distruzione si oppone. Matteo Salvini adesso promuove il ponte con lo stesso progetto e le stesse parole che contestava nel 2016 a Matteo Renzi, che allora era di turno a favorire le grandi imprese del cemento contro gli interessi dei territori. Matteo Salvini, incensato da Schifani come ‘così votato alle necessità di quest’isola’, da Germanà come sempre ‘sensibile e rispettoso verso i territori’, adesso si vorrebbe mostrare il salvatore del sud. Grazie, ma noi ci salviamo con le nostre mani. Ci salviamo non dimenticando gli insulti razzisti ai ‘giovani del mezzogiorno’ che ‘non fanno un cazzo dalla mattina alla sera’; non dimenticando le nostre sorelle, fratelli e compagni migranti bloccati sulle navi delle ong dai suoi decreti disumani; non dimenticando gli inni alle ruspe contro insediamenti rom e centri sociali. E soprattutto non dimentichiamo che il ponte sullo Stretto è un’opera devastante che i governi di turno tirano fuori all’occasione per racimolare consensi elettorali ed elargire favori ai grandi colossi del cemento, imponendo ai territori la sudditanza alle loro speculazioni. Noi ci opporremo con tutte le nostre forze. Dopo le conferenze a Palermo e a Roma (e ancora altre ne verranno) quella organizzata a porte blindate sulla nave Elio, ben isolata dai territori che i suoi promotori vorrebbero edificare, devastare e tenere sotto scacco per decine di anni, è l’ennesima dimostrazione dell’autoritarismo e dell’indifferenza al confronto pubblico del governo Meloni, ben avallato da politici e imprese che hanno interessi nel cantierizzare lo Stretto”.

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