venerdì 2 settembre 2016

pc 3 settembre - Ripartiamo dalle fabbriche - Natuzzi: il padrone ha fregato gli operai con l'aiuto dei sindacati confederali - Una parte degli operai si è ribellata, la loro resistenza va sostenuta!



Martedì 6 e venerdì 9 settembre. Appuntamento di nuovo a Roma, al ministero dello Sviluppo economico: è l’agenda dell’ultima spiaggia per i 330 dipendenti dell’impero Natuzzi fracassato dalla crisi.


Seduta ai tavoli romani, la Natuzzi il 22 luglio ha sbattuto i pugni, confermando quanto già detto settimane prima, nelle stanze pugliesi. E cioè: non c’è nessuna ciambella di salvataggio che ricollochi nelle linee di produzione i 330 in cassa integrazione. Le commesse non bastano più nemmeno per i 1980 in attività – che pure sono in regime di «solidarietà» (meno ore per dare stipendio a tutti), figuriamoci per i 330.
Sicché quando a metà del prossimo ottobre scadrà l’anno di cassa integrazione, i 330 slitteranno in mobilità perché l’azienda ha già avviato le procedure per far cessare il rapporto.
I margini di soluzione appaiono risicati e negli ultimi giorni, tra gli operai in lista d’uscita, la tensione è salita. Perché, fra l’altro, riferisce uno dei 330, non c’è più ombra nemmeno dei corsi di riqualificazione ai quali la Natuzzi ha sottoposto, via via, i 330. Racconta, Domenico Caporusso, di Acquaviva, da più di dieci anni in cassa integrazione a zero ore (significa che non viene mai integrato nella produzione): «Ho frequentato di tutto, dai corsi per diventare operatore del 115 e del 118 a quelli per la certificazione Iso. Ma nelle ultime settimane, più nulla. L’azienda mi ha proposto un incentivo economico in cambio delle dimissioni. Mi chiedo allora che senso ha propormi l’incentivo se vuole licenziare? Ci sono cose che non mi tornano. Come non riesco a capire perché non è mai stato possibile far ruotare i 330 nella produzione, mentre per i 1980 si continua a far fare la solidarietà a cinque ore. Basterebbe ridurre a quattro le ore e tutti i 330 lavorerebbero. Invece l’azienda non ha garantito la turnazione della cassa integrazione e alcuni operai che per questo hanno denunciato la Natuzzi hanno già ottenuto sentenze di risarcimento favorevoli».

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