lunedì 24 marzo 2014

pc 24 marzo - A Rimini le giovani generazioni scendono in campo contro il fascismo, a Milano le istituzioni hanno ancora una volta permesso alla feccia fascista di manifestare..


Rimini. Il sonno della ragione genera mostri... e squadristi neri
Sabato 22 a Rimini si è svolta la manifestazione-corteo antifascista dopo l'accoltellamento di due giovani attivisti di sinistra da parte di un gruppo di fascisti.
Circa 200 i partecipanti, tutti giovanissimi, hanno sfilato per le vie di Rimini con un percorso imposto da Questura e Amministrazione comunale per renderlo il meno visibile possibile in una città distratta e preventivamente dis-informata. La giovane età dei partecipanti non è solo un dato anagrafico ma il riflesso politico di una sostanziale scelta di quel che resta della "sinistra" istituzionale di accodarsi al piano di censura e isolamento degli antifascisti scesi in piazza elaborato dalla governance locale: nessuno spazio mediatico nella stampa e media locali ai comunicati dei compagni, menzogne sulla dinamica dei fatti, squallidi e goffi tentativi di far passare l'accaduto come una banale "rissa" del Sabato sera.
Tutte le forze "democratiche" hanno scelto quindi di non sporcarsi le mani in un clima pre-elettorale in cui l'antifascismo rischia di essere un argomento scomodo nel sistema di alleanze e relazioni  degli schieramenti istituzionali. Assenti anche altre realtà sociali e politiche che evidentemente hanno anteposto logiche settarie alla gravità dei fatti ...
Di fronte alla spirale repressiva e alla presenza sempre più fastidiosa di gruppi fascisti  occorre continuare a marcare un intervento sulle contraddizioni che la crisi comincia a produrre nella ricca e grassa Romagna: creando conflitto laddove c'è pace sociale, canali di comunicazione e reti di solidarietà capaci di rispondere più efficacemente ai tentativi di isolamento delle realtà antagoniste presenti sul territorio.

Milano saluti romani per Marinetti al Monumentale: "Partigiani canaglie rosse"

Anche la consigliera provinciale Roberta Capotosti (Fratelli d'Italia) alla celebrazione sulla tomba del padre del Futurismo. L'allarme di Fiano (Pd) e della Cgil sul moltiplicarsi di manifestazioni fasciste in città
di FRANCO VANNI
23 marzo 2014

Si erano dati appuntamento al cimitero Monumentale, a Milano, per ricordare la nascita dei fasci di combattimento in piazza San Sepolcro il 23 marzo 1919. Un centinaio di ex combattenti della Rsi e militanti di destra si sono adunati di fronte al Sacrario dei 'martiri della rivoluzione fascista' e hanno "reso omaggio e il dovuto onore a chi ha lottato per fare l'Italia grande, come non era stata prima e come non è poi stata più". Il relatore, in basco nero, si è definito "orgogliosamente fascista" e ha bollato i partigiani come "canaglia rossa". I presenti hanno quindi salutato romanamente in ricordo dei "martiri del fascismo".
Oltre all'Associazione nazionale arditi d'Italia e all'Unione combattenti della Rsi erano presenti i giovani skinhead del movimento Lealtà azione, che hanno dato vita all'associazione Memento, il cui scopo è appunto commemorare i caduti della Rsi. La cerimonia è durata circa un'ora, fra teste rasate, croci celtiche cucite ai giubbotti, gonfaloni repubblichini e nostalgici con baffi di taglio hitleriano. La celebrazione si è conclusa sulla tomba del poeta Filippo Tommaso Marinetti, il padre del Futurismo. Il presidente del consiglio di Zona 8, Simone Zambelli ha presentato una denuncia ai carabinieri in quanto ritiene che la celebrazione rappresenti "una chiara violazione della legge Mancino sull'apologia di fascismo".

Il mese lo stesso Zambelli aveva chiesto al direttore del cimitero Maggiore di rimuovere
il vessillo della Repubblica sociale italiana che i giovani di Memento avevano esposto al Campo 10, dove sono sepolti i caduti fascisti nella guerra di Liberazione. E mentre il deputato pd Emanuele Fiano prepara un'interrogazione parlamentare sul moltiplicarsi delle iniziative fasciste in città, Cgil ha presentato un esposto al prefetto per denunciare "il preoccupante aumento di manifestazioni nostalgiche dei regimi nazifascisti".

Roberta Capotosti, consigliere provinciale di Fratelli d'Italia, che come gli altri ha ricordato i caduti della Rsi con il saluto romano e il "presente", replica: "Questi tentativi di limitare la nostra libertà di espressione per fortuna lasciano il tempo che trovano", dice. L'assessorato alla Sicurezza del Comune di Milano - responsabile della polizia locale, che ha compiti di vigilanza all'interno dei cimiteri cittadini - non intende commentare la vicenda. La manifestazione è stata comunque monitorata dalla polizia di Stato. Daniela Nahum, responsabile Cultura del Pd milanese ed esponente della comunità ebraica, commenta così le parole della Capotosti: "Ignazio La Russa e i dirigenti di Fratelli d'Italia devono chiarire se sono un partito di destra repubblicana o un gruppo di estremisti. Prendano le distanze, oppure ciascuno dovrà trarre le sue conclusioni".
© Riproduzione riservata 23 marzo 2014

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