martedì 14 settembre 2010

pc quotidiano 14 settembre - i precari della scuola bloccano i traghetti


A migliaia, i precari della scuola provenienti da tutte le città siciliane insieme anche a tanti studenti e genitori, dopo avere presidiato un paio d’ore in piazza Cairoli niente hanno deciso di andare verso l’imbarcadero per fermare le navi traghetto in partenza per Reggio.
La polizia è stata colta di sorpresa e ha provato con una prima carica a fermare il corteo che si stava muovendo ma non è riuscita a resistere alla massa in movimento e non è riuscita a fermare un gruppo che si è spinto in avanti aggirandola arrivando da vanti alle navi e permettendo a tutti gli altri di fare lo stesso.
Davanti alla nave c’è stato un confronto con un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa che ha provato una carica di alleggerimento per allontanare i precari ma è riuscita solo a ritardare di qualche minuto il grande ricompattamento di tutti lì davanti e di fronte all’altra nave in partenza a un centinaio di metri di distanza.
A questo punto le navi sono state costrette a rinunciare alle operazioni di imbarco e sbarco e in quelle condizioni è stato impossibile per loro partire.

Avvolti da enormi striscioni dei vari comitati dei precari che venivano calati dalle diverse strutture del porto e attaccati a diverse ringhiere tutto intorno alla piazza con un grandissimo NO ai tagli della Gelmini, insieme ad altri striscioni sindacali Cobas, Slai Cobas per il sindacato di classe, RdB e CGIL, i manifestanti al presidio all’imbarcadero per diverse ore hanno cantato slogan contro la riforma “epocale” del governo sulla scuola fatta nella sostanza di massicci tagli di precari e di soldi alla scuola pubblica rendendola sempre più un posteggio malandato per ragazzi che non potranno mai in queste condizioni ricevere alcuna “cultura”.

“Vogliamo una sola disoccupata ministra Gelmini sei licenziata”

“Un solo grido un solo coro, vogliamo diritti e lavoro”

“La scuola pubblica non si tocca, la difenderemo con la lotta”

“I nostri figli non sono merendine, cacciamo via il governo dei nani e ballerine”

“Chiediamo lavoro ci danno polizia, è questa la loro democrazia” e qui forte è stata la solidarietà verso i precari di Bologna caricati dalla polizia e i precari di Milano minacciati alle convocazioni.

Frattanto dall’altro lato dello stretto arrivavano notizie di un migliaio di precari che si era concentrato lungo la strada del porto e che quindi aveva bloccato anche di là le partenze e il passaggio delle automobili.

Riprese televisive, foto e interviste di vari giornalisti hanno accompagnato costantemente il presidio.

I compagni di proletari comunisti con le bandiere all’imbocco dell’imbarcadero hanno distribuito il volantino e parlato con diversi lavoratori, lavoratrici (la maggior parte) e giovani studenti. Hanno solid arizzato e ricevuto solidarietà dai lavoratori dei traghetti…
Poi dopo diverse ore, quando i precari hanno deciso di invadere i binari della ferrovia per bloccare anche i treni, hanno sfilato in corteo con i precari all’interno della stazione piazzandosi sui binari davanti ai treni in partenza per Palermo e Ragusa. E qui la polizia è entrata subito in fibrillazione.

Dopo una mezz’ora buona di blocco infatti prima si è avvicin ato un responsabile della digos di Palermo “avvisandoci per il nostro bene” che il questore stava predisponendo la carica per lo sgombero dei binari, poi si è presentato il vicequestore di Messina che ha provato in tutti i modi a convincere i precari seduti sui binari ad allontanarsi. Questa presenza e il continuo dibattito sulla “legalità” dell’iniziativa portato avanti dal dirigente della questura e contrastato dai compagni di proletari comunisti ha permesso di “guadagnare” un buon margine di altro tempo. Alla fine il vicequestore, vista anche la determinazione dei precari e degli studenti presenti che a gran voce dicevano “non abbiamo nulla da perdere ormai, venissero pure a caricarci siamo qua li aspettiamo!” sfinito si è allontanato minacciando lo sgombero immediato.

Hanno fatto invece prima molta pressione sui precari che avevano organizzato la manifestazione minacciandoli di denuncia e questi a quel punto sono passati tra i precari dicendo che per loro l’iniziativa era più che riuscita nell’intento di dare grande visibilità alla protesta e che la manifestazione si poteva concludere lì. La grande maggioranza ha aderito all’appello ed è iniziato lo smantellamento del presidio sui binari.

La manifestazione molto attiva e partecipata ha effettivamente raggiunto l’obbiettivo della massima visibilità, grazie all’iniziativa di tutti coloro che hanno deciso sul posto che non si poteva trattare di un “presidio simbolico”, fermando navi e treni, e ha permesso di rimettere a pochi giorni dall’inizio della scuola al centro dell’attenzione proprio gli aspetti più deleteri della riforma Gelmini e dell’agire generale del governo Berlusconi/Tremonti.

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