mercoledì 19 ottobre 2022

pc 19 ottobre - Italcementi-Cementerie Siciliane: operaio ucciso dal cancro, l’amianto (e i padroni) continuano a fare morti, l’Inail condannata dopo anni di causa

Italcementi - Isola delle Femmine (Palermo)

Dalla Italcementi alla Fincantieri di Palermo, dalle raffinerie di Gela a quella di Milazzo, dal Petrolchimico di Priolo a tantissimi altri posti di lavoro in Sicilia e sparsi per tutto il Paese, più o meno “sconosciuti”, la produzione industriale nelle mani del Capitalismo produce a getto continuo “malattie professionali” infortuni e morti…

È necessario sviluppare la battaglia anche in questo campo:

“I processi per gli infortuni o la morte di un lavoratore durano molto tempo e si risolvono spesso con pene irrisorie o con la prescrizione, i padroni assassini se la cavano sempre e restano impuniti, è evidente che i processi fanno parte di questa guerra e richiedono una mobilitazione davanti ai Tribunali. Abbiamo bisogno anche di leggi pesanti per i padroni che violano la sicurezza ma che possiamo ottenere solo con la lotta, l’unità, l’organizzazione, le manifestazioni, non di certo con la delega. Dove siamo presenti sviluppiamo Reti per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e nei territori, organizziamo la partecipazione attiva dei lavoratori e delle loro rappresentanze assieme alle realtà a loro vicine, dai famigliari che vogliono verità e giustizia sulle morti dei loro cari, agli avvocati, agli studenti che scendono in piazza, agli artisti/intellettuali che mettono la loro attività militante al servizio di questa lotta, ad altre energie. E portiamo questa battaglia sul piano nazionale, una battaglia che potrà fare passi in avanti se saremo in grado di mettere in campo una “polarizzazione” dello scontro tra proletari da un lato e governi/Stato/padroni dall’altro su queste questioni.

[dall’intervento della Rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio all’Assemblea Proletaria Anticapitalista del 17 settembre a Roma]

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Dipendente delle Cementerie Siciliane a Isola, per i giudici la causa fu l'amianto

Operaio ucciso dal cancro, rendita alla vedova

La Corte di Appello ha condannato l’Inail a dare alla vedova di un operaio che ha lavorato per circa 36 anni alle Cementerie Siciliane, morto per tumore, la rendita che spetta ai superstiti.

I giudici d'appello della sezione Lavoro hanno riconosciuto che l'operaio in servizio presso lo stabilimento di Isola delle Femmine è deceduto a causa di un tumore ai polmoni contratto a seguito della perdurante esposizione all'amianto. La sentenza apre nuovi scenari sul fronte dell'accertamento delle eventuali responsabilità dell'azienda per la gestione dell'impianto e la tutela della sicurezza del personale.

La famiglia era assistita dall'avvocato Giuseppe Caltanissetta e dai legali giuslavoristi Carmelo Butticè e Claudia Spotorno. «Sulla base della documentazione - si legge nella consulenza tecnica -agli atti l'operaio è morto il 23 gennaio del 2016 a causa di un carcinoma polmonare metastatico. La condizione patologica, in considerazione dell'attività lavorativa svolta dall'assicurato quand'era in vita e del periodo storico in cui la stessa fu svolta, anche considerata la durata dell'esposizione ultratrentennale, è da ritenere con ragionevole probabilità di natura professionale». «Deve dunque riconoscersi come sussistente il nesso causale tra tale patologia e l'attività lavorativa svolta dal predetto presso le Cementerie Siciliane per oltre un trentennio, - dicono i magistrati -.Ne consegue che sussistono i presupposti previsti dalla legge per la liquidazione in favore della vedova della rendita ai superstiti nella misura prevista dalla legge».

«Adesso, dopo oltre sei anni di battaglia legale - dicono gli avvocati- è stato riconosciuto che il dolore di quella famiglia meritava e merita l'intervento dello Stato. Non ci fermeremo: pretendiamo siano verificate ulteriori eventuali responsabilità di chi ha accumulato profitti milionari…»

dal Giornale di Sicilia 19 ottobre 2022

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