lunedì 31 dicembre 2018

pc 31 dicembre - IL SINDACO DI VENTIMIGLIA E' SOLO UN RIVOLTANTE RAZZISTA - corrispondenza

Il sindaco di Ventimiglia è tale Enrico Ioculano: iscritto al Partito Democratico, fedele alla linea dell’ex presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, ha già dimostrato in questi anni tutto il suo aperto razzismo, ed anche in questo frangente non fa altro che ribadire le sue indecenti convinzioni.
Adesso che il 2018 si conclude, dalla città di frontiera con la Francia arriva una notizia nefasta: Euphemia, il punto informativo che faceva da collettore delle richieste dei cittadini migranti, chiude la sede di via Tenda 8c e si trasferisce all’aperto, davanti alla stazione delle Ferrovie dello Stato.
La motivazione ufficiale di questa novità è che il padrone dei locali ha deciso di non
rinnovare il contratto di affitto agli attivisti del Progetto 20K nonostante «abbiamo sempre pagato regolarmente, anche in anticipo, l’affitto di 650 euro al mese – sottolinea uno degli attivisti, Giacomo Mattiello – ma per cavilli burocratici non ci rinnoveranno il contratto. Nonostante avessimo avviato un tavolo di confronto».
Come giustamente fa notare Erica Manna, sull’edizione telematica ligure del quotidiano la Repubblica di domenica trenta dicembre, il problema non è soltanto burocratico, ma è anche e soprattutto politico, con – aggiungiamo noi – un primo cittadino incapace, presuntuoso, ed estremista di destra.
«Questa situazione si è concretizzata a causa dei continui attacchi e delle continue pressioni esercitate ormai da tempo dall’amministrazione comunale e dalle forze di polizia della città, le quali, aggrappandosi ad un cavillo burocratico, sono riuscite nel loro intento: spazzare via chiunque provi ad opporsi, tramite percorsi dal basso, al clima di paura, razzismo e odio generato dalle attuali politiche».
A queste accuse lo Ioculano risponde con la sua abituale sfrontatezza: «E’ paradossale che se la prendano con l’amministrazione, la mettono sul piano politico, ma sono inadempienti su vari punti, e il quartiere stesso è ostile verso di loro. Abbiamo sempre dialogato con tutte le associazioni tranne che con loro, perché sono contrari verso ogni attività istituzionale. Un punto di assistenza in meno? Vorrei proprio capire che assistenza hanno fatto: quando avevamo chiesto un punto informazioni in stazione, non c’è stata alcuna risposta».
Le parole del primo cittadino si commentano da sole: questo servo sciocco del “senatore semplice” ha sempre mal sopportato chi da sempre svolge un servizio essenziale per le “persone in cammino”, arrivando persino ad emanare ordinanze sindacali con le quali vietava di servire cibo per strada, con l’unico evidente intento di contrastare chi svolge attività di accoglienza al di fuori dei circuiti ufficiali gestiti dalla Croce Rossa Italiana e dalla Charitas diocesana.
Bosio (Al), 31 dicembre 2018
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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