sabato 25 febbraio 2023

pc 25 febbraio - Nelle iniziative di oggi contro la guerra diventa sempre più chiaro che è contro il governo Meloni contro cui dobbiamo lottare

Il governo guerrafondaio Meloni si appresta a varare il settimo decreto per l'invio di armi al fantoccio Zelensky e al suo governo. Un nuovo alimento a questa guerra interimperialista che USA/NATO (e Italia) non vogliono fermare ma che, anzi, vogliono contribuire a portare avanti, con la prospettiva di un incendio a livello mondiale e con l'uso del nucleare, per una nuova spartizione del mondo e per l'accaparramento delle risorse energetiche, accelerando la corsa agli armamenti e quella dei profitti dei padroni della guerra. 

Non passa giorno che Zelensky non chieda armi ai suoi padrini e l'Italia, da Draghi a Meloni, è in prima fila nel concederle. In questi giorni si parla di invio di droni e di aerei caccia in funzione offensiva e, su questo, l'Italia (con in testa la Leonardo) sta collaborando con Giappone e Gran Bretagna per un altro aereo della morte. 

E con le mani ancora sporche di sangue del popolo ucraino, mandato al macello dall'imperialismo USA/NATO/UE, i padroni italiani si preparano ai profitti della ricostruzione.

alcune notizie dal sito formiche:

Caccia o droni? Il governo studia il settimo decreto armi a Kyiv

Si va verso un salto di qualità nel sostegno militare dell’Italia all’Ucraina... Il governo sta elaborando il

settimo decreto di aiuti alle autorità di Kyiv. “Abbiamo appena varato il decreto e dall’Ucraina ci sono arrivate altre richieste. Toccherà farne un altro”, diceva un paio di settimane fa Guido Crosetto, ministro della Difesa.

Il sistema di difesa missilistico Samp-T promesso a Kiev arriverà a destinazione solo “nelle prossime settimane”, come ha annunciato il Antonio Tajani, ministro degli Esteri, perché bisogno superare un problema di allineamento tecnico tra i pezzi italiani e quelli francesi che compongono l’arma.

IL SALTO DI QUALITÀ

La dotazione bellica salirà di livello, scrive il Corriere della Sera nel giorno della visita di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, a Kyiv: “Sarà un’altra fattispecie di armi”, confermano rappresentanti del governo italiano al giornale. C’è scetticismo sulla possibilità che Roma invii dei caccia, ma si parla di una nuova partita di droni – “che hanno un mercato a metà strada tra il militare e il civile” – e non si esclude la fornitura di “missili a lunga gittata”. Se sarà confermata, sarà davvero una svolta, dato che “finora, per evitare il coinvolgimento nel conflitto, i Paesi della Nato avevano posto delle limitazioni nell’assegnazione di certi armamenti”. E anche perché la formula che Roma finisce a Kyiv “solo armi difensive”, usata finora per placare i settori della maggioranza e i pezzi di opinione pubblica meno favorevoli all’invio di armi, sarebbe superata nella sostanza. Ecco, dunque, cosa porta Giorgia Meloni al presidente ucraino Volodymyr Zelensky secondo il Corriere.

LE PAROLE DI CIRIELLI

Nei giorni scorsi si è parlato dell’ipotesi di invio di caccia all’Ucraina da parte dell’Italia: “Quanto ai jet, dipende quali”, ha spiegato Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri (Fratelli d’Italia), al Messaggero. “Gli F-35 sono fuori discussione, si può avviare un discorso sui caccia bombardieri Amx. Ascolteremo le richieste ucraine”, ha aggiunto.

24/02/2023
L’Ucraina vincerà, anche grazie all’Italia. Parla l’amb. Melnyk
“L’Ucraina ha lavorato con successo sia con il governo Draghi sia con quello Meloni. La recente visita del presidente del Consiglio è stata una conferma del sostegno italiano”, spiega il diplomatico. Che chiede agli alleati “la protezione dei nostri cieli, violati ogni giorno dai missili russi lanciati sulla popolazione civile”..."abbiamo bisogno di armi. Abbiamo bisogno di aerei da caccia e missili a lungo raggio che hanno i nostri partner"

Il governo italiano è molto impegnato sulla ricostruzione dell’Ucraina. Da dove partire?

C’è un notevole impegno delle imprese italiane per la ricostruzione postbellica del nostro Paese. Molto presto si terrà a Roma una conferenza bilaterale dedicata alla ricostruzione che mirerà direttamente a unire l’industria e l’imprenditoria italiana con i partner ucraini. Per noi è particolarmente importante stabilire una cooperazione produttiva a livello istituzionale e governativo. Naturalmente, i principali settori che necessitano urgentemente di ricostruzione e ammodernamento sono infrastrutture critiche, collegamenti stradali e sistemi energetici. Anche il settore agricolo ucraino deve essere migliorato. Ci sono poi la modernizzazione delle catene logistiche tra Ucraina e Italia, nonché la possibile localizzazione della produzione italiana di macchinari agricoli in Ucraina. Quindi, come potete vedere, i piani sono ambiziosi, a lungo termine e promettenti per entrambe le parti.

Caccia del futuro. Dal Giappone la conferma del vertice Crosetto-Wallace-Hamada 24/02/2023

I ministri della Difesa italiano, britannico e giapponese Guido Crosetto, Ben Wallace e Yasukazu Hamada si incontreranno a marzo a Tokyo per discutere i prossimi passi verso lo sviluppo congiunto del sistema aereo di combattimento di sesta generazione, il Global combat air programme (Gcap), destinato a sostituire i circa novanta caccia F-2 giapponesi e gli oltre duecento Eurofighter di Gran Bretagna e Italia.
 l’incontro avverrebbe in concomitanza con DSEI Japan, la manifestazione dedicata al settore della Difesa integrato che si terrà a Chiba dal 15 al 17 marzo. All’evento saranno presenti tutte le principali aziende responsabili del progetto Gcap come la giapponese Mitsubishi Heavy Industries e la britannica BAE Systems, compreso il consorzio italiano che coinvolge Avio Aero, Elettronica, MBDA Italia e Leonardo. Oltre a queste, il programma vede la partecipazione dell’intera filiera della Difesa nazionale, coinvolgendo anche università, centri di ricerca e Pmi nazionali.

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