giovedì 31 marzo 2011

pc 31 marzo - lo slai cobas per il sindacato di classe su nucleare e guerra

Sul nucleare
Nel contesto attuale la battaglia contro il nucleare assume una importanza politica nella lotta contro i piani dei padroni, contro il governo Berlusconi, contro ogni governo dei padroni.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe non è una forza "ambientalista" o "referendaria" anche se è favorevole a un ampio fronte unito contro il nucleare del capitale ed è nel quadro di questa lotta che ritiene necessario il Sì ai prossimi referendum. Lo Slai cobas non considera però il referendum l'arma principale di questa lotta.
Il nucleare risponde agli interessi economici dei padroni sia della riduzione in questa forma dei costi energetici sia come grande business e volano di un'economia sempre più nuclearizzata e di guerra che dà più profitti ed è la vera uscita dalla crisi per il capitale, sia nel quadro geo-strategico di ridurre la dipendenza dalla aree turbolenti del petrolio. A questo in Italia si aggiunge, come sempre, l'esistenza di una lobby affaristica, corrotta e mafiosa che ha il centro in questo governo ma che è trasversale e comprende ministri, forze dell'"opposizione", banchieri,
scienziati, ecc. due nomi per tutti: Chicco testa e Veronesi.
Per questo la scelta dell'Italia sul nucleare non è reversibile, qualunque siano gli effetti disastrosi sulle popolazioni.
I piani del nucleare del capitale civile e militare si fermano con la lotta/rivolta popolare che impedisca le nuove centrali, chiuda quelle esistenti; sapendo che il blocco effettivo di questi piani è possibile col rovesciamento di questa classe dominante, questo governo e questo Stato e il potere nelle mani dei proletari e delle masse popolari per trasformare la società.
Questa è la battaglia che come proletari, lavoratori, disoccupati vogliamo portare all'interno del movimento di opposizione al nucleare, per non essere compagni di strada, testimoni impotenti della marcia verso la moderna barbarie del sistema imperialista mondiale e italiano.

Sulla guerra -
Lo Slai cobas per il sindacato di classe denuncia che gli aerei italiani, al carro di quelli americani e francesi, partecipano eccome alla guerra contro la Libia, partecipano ai bombardamenti seminando anch'essi morte e distruzione pure di civili. Le basi militari della Puglia, di Taranto tornano zone di guerra!
Il governo Berlusconi e la falsa "opposizione" in Parlamento sono tutti d'accordo, con l PD, più realista del re, che è il più sfegatato sostenitore della guerra, ancora una volta del "PROFITTO".
ll regime di Gheddafi è stato in questi ultimi anni al servizio degli interessi economici e politici dei governi occidentali e del governo italiano in particolare, con accordi sullo sfruttamento energetico,
forniture di armamenti, controllo e mercato dell'immigrazione. Abbiamo visto tutti il baciamano e l'accoglienza come un re di Gheddafi! Ora gli stessi governi scendono in campo apparentemente contro Gheddafi, in realtà a tutela degli stessi interessi e profitti. Gheddafi bombarda il suo stesso popolo in rivolta in alcune zone, e le truppe Usa-Francia-Italia aggiungono altri bombardamenti. E questa sarebbe una guerra "umanitaria"?!
Il governo italiano, l'arco parlamentare che lo appoggia, il Presidente Napolitano, ancora una volta agiscono in aperta violazione dell'art. 11 della Costituzione, e si preparano a scaricare anche i costi di questo intervento militare sulle masse popolari. Alla faccia della crisi, miliardi su miliardi spesi per bombe, truppe, armamenti, mentre manca il lavoro, la salute, le case, i salari sono troppo bassi per vivere, tagliano i fondi per la scuola e l'ambiente.
Noi lavoratori, disoccupati, precari, giovani, donne, non vogliamo questa altra guerra. NON IN NOSTRO NOME!
Continuiamo a farci sentire, a lottare in tutte le forme, organizziamo manifestazioni cittadine, regionali, nazionale.

Slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale cobasta@libero.it - 3471102638

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