lunedì 4 marzo 2013

pc 4-5 marzo - Stalin 60° anniversario della morte - 5 marzo 1953-5 marzo 2013 - Noi difendiamo Stalin, perchè siamo comunisti marxisti-leninisti-maoisti non 'stalinisti'

Il movimento comunista internazionale ha già fatto un bilancio di Stalin, bisogna andare avanti e non indietro.

Per questo non partecipiamo a agiografie e celebrazioni che non siano improntate al marxismo-leninismo-maoismo

Ripubblichiamo tra oggi e domani due testi del Partito Comunista Cinese, diretto da Mao Tse Tung che costituiscono la pietra miliare del Movimento comunista internazionale sulla questione di Stalin per riprendere in termini seri proletari e comunisti la questione.

SULLA QUESTIONE DI STALIN

Commento alla Lettera Aperta del Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Redazioni del "Quotidiano del Popolo" e di "Bandiera Rossa" - 13 settembre 1963
Casa Editrice in Lingue Estere - Pechino

La questione di Stalin è una questione di importanza mondiale che ha avuto ripercussioni tra tutte le classi in ogni paese e che oggi è ancora oggetto di molte discussioni, in cui differenti classi ed i loro partiti e gruppi politici assumono differenti punti di vista. E' probabile che non si possa giungere ad alcun verdetto finale su questa questione, in questo secolo. Ma esiste virtuale accordo tra la maggioranza della classe operaia internazionale e del popolo rivoluzionario, che disapprova la completa negazione di Stalin e sempre più ne cura il ricordo. Ciò vale anche per l'Unione Sovietica. La nostra controversia con i dirigenti del PCUS è una controversia con un gruppo di persone. Noi speriamo di persuaderli, per fare avanzare la causa rivoluzionaria. A questo scopo scriviamo il
presente articolo.
Il Partito comunista cinese ha sempre sostenuto che quando il compagno Krushciov negò completamente Stalin col pretesto di "combattere il culto della personalità", sbagliava in pieno e aveva secondi fini.
Il Comitato centrale del Partito comunista cinese ha posto in rilievo nella sua lettera del 14 giugno che "combattere contro il culto della personalità" viola gli integrali insegnamenti di Lenin sulle
relazioni tra dirigenti, partito, classe e masse e mina il principio comunista del centralismo democratico.
La Lettera aperta del Comitato centrale del PCUS evita di dare alcuna replica ai nostri argomenti di principio, e si limita a definire i comunisti cinesi "difensori del culto della personalità e rivenduglioli delle idee erronee di Stalin". Quando stava combattendo i menscevichi, Lenin disse: "Non replicare agli argomenti di principio dell'avversario ed attribuirgli solo 'eccitazione' non significa discutere ma insultare." L'atteggiamento mostrato dal Comitato centrale del PCUS nella sua Lettera aperta è esattamente come quello dei menscevichi.
Sebbene la Lettera aperta ricorra all'insulto in luogo della discussione, noi, dal nostro canto,
preferiamo replicare con argomenti di principio ed un gran numero di fatti.
La grande Unione Sovietica fu il primo Stato della dittatura del proletariato. All'inizio, il principale dirigente del partito e del governo in questo Stato fu Lenin. Dopo la morte di Lenin, fu Stalin.
Dopo la morte di Lenin, Stalin diventò non solo il dirigente del partito e del governo dell'Unione Sovietica ma anche il dirigente riconosciuto del movimento comunista internazionale.
Sono solo 46 anni che il primo Stato socialista fu inaugurato dalla Rivoluzione d'ottobre. Per circa trenta di questi anni Stalin fu il principale dirigente di questo Stato. Le attività di Stalin
occupano un posto estremamente importante sia nella storia della dittatura del proletariato che in quella del movimento comunista internazionale.
Il Partito comunista cinese ha consistentemente sostenuto che la questione di come valutare Stalin e quale atteggiamento assumere nei suoi confronti non è solo una questione di valutare Stalin personalmente; è, quel ch'è più importante, una questione di come fare il bilancio dell'esperienza storica della dittatura del proletariato e del movimento comunista internazionale dopo la morte di Lenin.
Il compagno Krushciov negò completamente Stalin al 20° Congresso del PCUS. Egli omise di consultare prima i partiti fratelli su questa questione di principio che coinvolge l'intero movimento comunista internazionale e cercò dopo d'imporre loro il "fatto compiuto". C
chiunque dia una valutazione di Stalin differente da quella della direzione del PCUS è accusato di "difesa del culto della personalità" e "interferenza" negli affari interni del PCUS. Ma nessuno può negare il significato internazionale dell'esperienza storica del primo Stato della dittatura del
proletariato, o il fatto storico che Stalin era il dirigente del movimento comunista internazionale; di conseguenza, nessuno può negare che la valutazione di Stalin è una questione importante di principio che riguarda l'intero movimento comunista internazionale. Che ragione hanno, dunque, i dirigenti del PCUS di proibire ad altri partiti fratelli di fare una realistica analisi e valutazione di Stalin?
Il Partito comunista cinese ha invariabilmente insistito su una analisi completa, oggettiva e scientifica dei meriti e demeriti di Stalin con il metodo del materialismo storico e con la presentazione della storia come essa realmente si svolse, e si è opposto alla soggettiva, cruda e completa negazione di Stalin con il metodo dell'idealismo storico e con la distorsione e l'alterazione intenzionale della storia.
Il Partito comunista cinese ha costantemente sostenuto che Stalin ha commesso errori, che hanno avuto le loro radici ideologiche nonché sociali e storiche. È necessario criticare gli errori che Stalin
effettivamente commise, non quelli che gli vengono infondatamente attribuiti, e da una corretta posizione e con metodi corretti. Ma noi ci siamo costantemente opposti all'impropria critica di Stalin, fatta da una errata posizione e con metodi errati.
Quando era vivo Lenin, Stalin combattè contro lo zarismo e propagò il marxismo; dopo essere diventato membro del Comitato centrale del Partito bolscevico guidato da Lenin prese parte alla lotta per preparare la via alla Rivoluzione del 1917; dopo la Rivoluzione d'ottobre lottò per
difendere i frutti della rivoluzione proletaria. Stalin guidò il PCUS ed il popolo sovietico, dopo la morte di Lenin, a lottare risolutamente contro i nemici sia interni che esterni, ed a salvaguardare e consolidare il primo Stato socialista del mondo. Stalin guidò il PCUS ed il popolo sovietico a difendere la linea dell'industralizzazione socialista e della collettivizzazione agricola e ad ottenere grandi successi nella trasformazione socialista e nella costruzione socialista.
Stalin guidò il PCUS, il popolo sovietico e l'esercito sovietico per un'ardua ed aspra lotta alla grande vittoria della guerra antifascista. Stalin difese e sviluppò il marxismo-leninismo nella lotta contro varie specie di opportunismo, contro i nemici del leninismo, i trotskisti, gli zinovievisti, i bukharinisti ed altri agenti borghesi.
Stalin dette un indelebile contributo al movimento comunista internazionale in una serie di scritti teorici che sono immortali opere marxiste-leniniste.
Stalin guidò il partito ed il governo sovietici a seguire una politica estera che nel suo complesso era in conformità con l'internazionalismo proletario ed a dare grande assistenza alle lotte rivoluzionarie di tutti i popoli, incluso il popolo cinese. Stalin fu in prima fila nella corrente della storia a guidar
e la lotta, e fu un nemico irreconciliabile degli imperialisti e di tutti i reazionari.
Le attività di Stalin sono intimamente legate con le lotte del grande PCUS e del grande popolo sovietico e sono inseparabili dalle lotte rivoluzionarie del popolo di tutto il mondo.
La vita di Stalin è stata la vita di un grande marxista-leninista, di un grande rivoluzionario proletario.
È vero che mentre compì gesta meritorie per il popolo sovietico e per il movimento comunista internazionale, Stalin, grande marxista-leninista e rivoluzionario proletario, commise anche certi errori. Alcuni furono errori di principio ed altri furono errori commessi nel corso del lavoro
pratico; alcuni avrebbero potuto essere evitati ed altri erano difficilmente evitabili nel momento in cui la dittatura del proletariato non aveva precedenti da seguire.
Nel suo modo di pensare, Stalin s'allontanò dal materialismo dialettico e cadde nella metafisica e nel soggettivismo su certe questioni, e di conseguenza fu a volte separato dalla realtà e dalle masse.
Nelle lotte all'interno ed all'esterno del partito, in certe occasioni e su certe questioni egli confuse due tipi di contraddizioni che sono di natura differente, le contraddizioni tra noi stessi e il nemico e le contraddizioni tra il popolo, e confuse anche i differenti metodi necessari per trattarle. Nel lavoro
guidato da Stalin di reprimere la controrivoluzione, molti controrivoluzionari che meritavano la punizione furono giustamente puniti, ma allo stesso tempo ci furono innocenti che furono ingiustamente condannati; e nel 1937 e 1938 fu commesso l'errore di allargare la portata della repressione dei controrivoluzionari. In fatto di organizzazione del partito e del governo, egli non applicò pienamente il centralismo democratico proletario e, fino ad un certo punto, lo violò. Trattando le relazioni con partiti e paesi fratelli, egli commise alcuni errori. Egli diede anche alcuni cattivi consigli nel movimento comunista internazionale.
Questi errori causarono certe perdite all'Unione Sovietica ed al movimento comunista internazionale.
I meriti e gli errori di Stalin sono questioni di realtà storica, oggettiva.
Un confronto dimostra che i suoi meriti sono maggiori delle sue colpe. Egli era primariamente nel giusto, e le sue colpe furono secondarie. Nel fare il bilancio del pensiero di Stalin e del suo lavoro nel complesso, ogni onesto comunista che rispetta la storia, prima di tutto sicuramente osserverà ciò che era primario in Stalin. Pertanto, quando gli errori di Stalin vengono correttamente valutati, criticati e superati,è necessario salvaguardare ciò che era primario nella vita di Stalin, salvaguardare il marxismo-leninismo che egli difese e sviluppò.
Sarà utile se gli errori di Stalin, che furono soltanto secondari, saranno presi come lezioni storiche in modo che i comunisti dell'Unione Sovietica e di altri paesi possano stare in guardia ed evitare di ripetere quegli errori o possano commettere meno errori. Le lezioni storiche sia positive che
negative sono utili per tutti i comunisti, a condizione che siano tratte in modo corretto e in conformità con i fatti storici e non distorcendoli.
Lenin sottolineò più di una volta che i marxisti erano totalmente diversi dai revisionisti della Seconda internazionale, nel loro atteggiamento verso persone quali Bebel e Rosa Luxemburg, che erano grandi rivoluzionari proletari malgrado tutti i loro errori. I marxisti non nascondevano gli errori di tali persone, ma attraverso tali esempi impararono "come evitarli e vivere secondo le più rigorose esigenze del marxismo rivoluzionario." Per contrasto, i revisionisti "esultavano" e
"schiamazzavano" per gli errori di Bebel e Rosa Luxemburg.
Ridicolizzando i revisionisti, Lenin citò a questo proposito una favola russa: "Talvolta le aquile possono volare più in basso delle galline, ma le galline non possono mai levarsi all'altezza delle aquile." Bebele Rosa Luxemburg furono "grandi comunisti" e nonostante i loro errori, restarono "aquile" mentre i revisionisti erano un branco di galline "nel cortile del movimento della classe operaia, tra i mucchi di letame".

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