lunedì 8 ottobre 2012

pc 8 ottobre - ILVA: SPEGNIMENTO ENTRO CINQUE GIORNI.- lo slai cobas non è d'accordo su alcun spegnimento senza garanzia di lavoro e salario per gli operai ilva- indotto..


La Procura all'Ilva: spegnimento entro cinque giorni

TARANTO
L'ennesima iniziativa della magistratura si abbatte sul l'Ilva. Il 9, 10 e 11 ottobre si torna a discutere dell'Autorizzazione integrata ambientale in vista del passaggio conclusivo, ma ieri la Procura della Repubblica di Taranto ha notificato una nuova direttiva al l'azienda intimandole di avviare entro cinque giorni lo stop degli impianti sequestrati. Se l'Ilva non si adeguerà, i custodi potranno procedere «senza ulteriori indugi».
La fermata degli impianti dovrebbe cominciare, come stabilito nella penultima direttiva, con gli altiforni 1 e 5, la dismissione e la bonifica dell'altoforno 3, il fermo di sette batterie del reparto cokeria e interventi nel reparto acciaieria.
E così il lavoro conclusivo dell'Aia rischia di coincidere con un nuovo e pesante scontro tra Ilva e Procura. Intanto una bozza di Aia c'è già ed è quella racchiusa nelle 97 pagine redatte dal gruppo istruttore. Va detto che si tratta di un riesame dell'Aia rilasciata all'Ilva il 4 agosto 2011. Riguarda la «matrice aria» e dispone, attraverso le prescrizioni, «la drastica riduzione del carico di inquinanti» in confronto a quanto autorizzato un anno fa. I pareri tecnici su rifiuti, discariche e acque arriveranno invece successivamente.
Nell'Aia non c'è un dato sugli investimenti perché questi spettano all'Ilva, la quale, dopo aver presentato un primo piano da 400 milioni, bocciato però da procura e Gip, si è riservata di fornire il nuovo quadro ad autorizzazione rilasciata. All'Aia l'Ilva ha proposto 62 misure tra interventi impiantistici, gestionali e studi. Di queste, 44 sono nuove mentre 18 erano già comprese nell'attuale Aia e per le quali l'Ilva prevede «una rivisitazione e una tempistica di attuazione più stringente». L'Ilva, «fino al completamento degli interventi del piano di adeguamento» dovrà limitare la produzione a 8 milioni di tonnellate di acciaio l'anno. Solo dopo aver attuato le misure disposte «e verificato il raggiungimento degli obiettivi ambientali», potrà chiedere autorizzazione a superare questo tetto.
La primissima tappa prevede che, entro due mesi dall'ok all'Aia, l'Ilva presenti il primo step del progetto denominato «Studio copertura dei parchi primari» (i parchi minerali) in modo che possa essere valutato. Per l'area ghisa il gruppo istruttore indica poi una serie di «interventi strutturali da eseguire subito». Si tratta della fermata dell'altoforno 1, con installazione dei sistemi di depolverazione del campo di colata e della stock-house (dove vengono depositati i materiali di carica dell'impianto); della depolverazione della stock-house dell'altoforno 2; della condensazione dei vapori della loppa dell'altoforno 2. Non è invece autorizzato all'esercizio l'altoforno 3, peraltro già inattivo da anni, mentre per le batterie si chiede il rifacimento delle 3-4, 5-6 e 9-10. Inoltre, per la cokeria, «entro 6 mesi dall'Aia» l'Ilva deve caratterizzare le emissioni in atmosfera identificando particolarmente i metalli.
E ancora: entro il 1° gennaio 2014 dovrà fermarsi per il rifacimento dei refrattari e l'installazione del «proven» (un sistema per regolare la pressione interna ai forni) la batteria 11 ed entro l'1 luglio 2014 le batterie 7-8. A luglio 2015 dovrà invece fermarsi per interventi strutturali l'altoforno 5: condensazione vapori loppa e depolverazione campo di colata. Vietati inoltre «da subito» utilizzazione e deposito di pet-coke e catrame di cokeria. L'azienda dovrà anche «provvedere alla chiusura di tutti i nastri che trasportano materiali alla rinfusa».
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