da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 20.01.26

Nella giornata del 19 gennaio, in un paese della Puglia, a Putignano, c’è stato il funerale di un operaio dell'ex Ilva, oggi Acciaierie Italia, Claudio Salamida, morto il 12 gennaio
scorso, durante un intervento di chiusura di una valvola di ossigeno all'interno di Acciaieria II nella zona del Convertitore III. Una morte per caduta, perché si è rotta la pedana in cui stava lavorando l'operaio. È caduto per circa 7 metri ed è probabilmente morto per la lesione principale, conseguente all'urto della testa. Operava su un camminamento che in quella fase non presentava
il consueto grigliato metallico che avrebbe dovuto esserci. Al suo posto erano state collocate pedane di legno, a quanto pare installate per consentire il passaggio delle attrezzature durante i lavori di manutenzione, una soluzione
provvisoria che però, alla resa dei conti, non ha retto, la pedana si è aperta o spostata, l'operaio ha perso l'appoggio ed è caduto. Gli indagati riguardano una serie di figure di comando
dell'azienda e il responsabile della Peyrani, una delle ditte esterne impegnata negli interventi di manutenzione.
Al momento dell'incidente l'operaio lavorava da solo, in un'area abbastanza isolata, tant'è vero che proprio il non vederlo per un po' di tempo che un suo compagno
di lavoro si è insospettito e ha cercato di rintracciarlo e quando l'ha rintracciato i soccorsi sono risultati inutili.
In sostanza, quello che si è verificato, è l'ennesima morte sul lavoro nella ex Ilva di Taranto, una catena di morti che viene da lontano, dall'insediamento della
fabbrica ai giorni nostri, legata anch'essa alla situazione più generale dell'ex Ilva Taranto che ha prodotto inquinamento e morte anche sul territorio, per effetto della cattiva gestione delle emissioni che
hanno inquinato ampie parti della città, causando in maniera pressoché accertata morti, malati di tumori e danni vari di carattere ambientale, territoriale.
Da sempre - e oggi più che mai - noi denunciamo tutto questo come tutte le altre morti sul lavoro, come originati non dalla fabbrica in sé, ma dalla gestione capitalistica
della fabbrica, intorno alla parola d'ordine: “nocivo è il Capitale, non la fabbrica” e, naturalmente, quando si dice il Capitale non si intende soltanto i padroni della fabbrica, ma anche lo Stato del
Capitale, le leggi del Capitale del massimo sfruttamento con minori costi che ricade inevitabilmente sui costi per la sicurezza e sui costi di gestione ambientale della fabbrica.
Non c'è dubbio che quest'ultima morte è causata da questo, perché l'attuale gestione della fabbrica volta al massimo profitto e a ridurre i costi, sopravvenuta a quella dell'ArcelorMittal, a sua
volta sopravvenuta a quella di padron Riva, dei padroni assassini per eccellenza, a Taranto come a livello nazionale, nei diversi passaggi, è
continuata. Gli attuali commissari dell'ex Ilva sono pienamente interni al piano governativo gestito dalla coppia Meloni/Urso e dagli altri ministri interessati, venendo meno allo scopo del loro insediamento, quello di mantenere la manutenzione della fabbrica facendo però miglioramenti in attesa di un nuovo padrone e di una nuova fase dello stabilimento che dovrebbe essere fondata sui
forni elettrici.
Ebbene, è proprio sul terreno della manutenzione che l'attuale gestione della fabbrica invece ha completamente fallito mettendo in cassintegrazione gli operai della manutenzione,
rendendo difficile il lavoro e la permanenza delle ditte di appalto, a loro volta con problemi interni di organico e sicurezza. Tutto questo ha prodotto uno stato di insicurezza nella fabbrica che è continuato provocando già numerosi episodi, incidenti, e ora una nuova morte in fabbrica.
Il Capitale, nello stadio di attuale, uccide, uccide come sistema, uccide come governi, uccide come gestione capitalistiche delle fabbriche, uccide come catena di comando, perché
tutto è finalizzato al profitto, allo sfruttamento, alla possibilità dei padroni e delle loro aziende di cambiare tutto per non cambiare niente quando la concorrenza mondiale, la situazione mondiale, la crisi
economica, lo rende necessario.
Cos’è che lega questa morte di un operaio a quello che per esempio è successo nella discoteca