domenica 25 gennaio 2026

pc 25 gennaio - Perché l'amministrazione Trump sta cercando di annettere direttamente la Groenlandia, quando l'impero statunitense detiene già ampi diritti sull'isola?

Un contributo 

Questo articolo è stato prodotto da Globetrotter e No Cold War Perspectives. 

 Il 14 gennaio, poche ore prima dello storico incontro a Washington tra i rappresentanti della Groenlandia e della Danimarca e le loro controparti statunitensi, JD Vance e Marco Rubio, la Danimarca e diversi suoi alleati della NATO hanno rafforzato la loro presenza militare sull'isola artica e hanno annunciato che sarebbero seguiti ulteriori rinforzi.

Alcuni hanno interpretato questa mossa come una pressione sull'amministrazione Trump prima dell'incontro. Ma chiunque abbia familiarità con la politica della NATO e della Danimarca riconoscerebbe che la spiegazione più probabile è quella di un appeasement con l'impero.

All'incontro di Washington, gli Stati Uniti hanno ribadito la loro ferma richiesta di "avere la Groenlandia": "È chiaro che il presidente vuole conquistare la Groenlandia", ha dichiarato il ministro degli Esteri danese dopo l'incontro. Le parti hanno concordato di istituire un "gruppo di lavoro di alto livello" nel tentativo di contenere la crisi.

Ma la crisi continua, e la sua portata è enorme.

La realtà è che da oltre un anno i quasi 57.000 groenlandesi e la loro vasta isola sono stati trasformati in

pc 25 gennaio - Torino: la Procura chiede 18 arresti domiciliari per chi si è opposto al genocidio del popolo palestinese

 

Torino: la Procura chiede 18 arresti domiciliari per chi si è opposto al genocidio del popolo palestinese


Continua il tentativo di criminalizzazione del movimento che questo autunno ha visto il coinvolgimento di centinaia di migliaia di persone in tutta italia contro il genocidio del popolo palestinese e la complicità del nostro governo con lo stato d’Israele.

A Torino la Procura e la Questura continuano la loro opera di intimidazione nei confronti di militanti ed attivisti/e. Questa volta sono 18 le richieste di arresti domiciliari nei confronti di altrettante/i compagne/i che hanno partecipato al “Blocchiamo tutto”. Gli interrogatori preventivi nei loro confronti sono stati fissati tra il 4 ed 6 febbraio. Ancora una volta la Procura mette insieme differenti episiodi di piazza e manifestazioni che hanno avuto luogo tra settembre e novembre 2025. Blocchi stradali e ferroviari, la manifestazione che ha raggiunto l’aeroporto di Caselle, l’occupazione delle OGR in occasione della Tech Week, il sanzionamento dell’industria di armi Leonardo e l’occupazione simbolica della sede del giornale La Stampa vengono inserite tutte in un unico calderone. Ancora una volta viene fatto cherry picking: in manifestazioni ed azioni che sono state condivise ed agite da decine di realtà e migliaia di persone la Digos e la Procura decidono di selezionare diciotto giovani attiviste/i con l’obiettivo di punirli/e non tanto per i reati in sé, ma per il loro protagonismo e la loro generosità all’interno del movimento. Ad alcuni degli accusati in questo procedimento vengono nuovamente imputati interventi al microfono od al megafono che secondo le tesi della procura sarebbero stati d’incitamento alla commissione di reati. A testimoniare ulteriormente l’intento punitivo e disciplinante dei magistrati il fatto che la maggiorparte degli indagati siano giovani e giovanissimi spesso alla prime esperienze politiche.

La notifica di questa nuova inchiesta avviene a poche ore dalla liberazione degli studenti e delle studentesse coinvolte nel filone che riguarda i minorenni. Questi dopo aver passato settimane ai domiciliari in una condizione particolarmente afflittiva che inzialmente non permetteva neanche di andare a scuola se non accompagnati dai genitori hanno visto l’annullamento delle misure per la mancanza dell’interrogatorio preventivo: una garanzia minima, ignorata in nome dell’urgenza repressiva. Resta la sensazione – tutt’altro che infondata – di una procura determinata a “tenerli a casa”, più che ad accertare responsabilità penali.

Ancora, è indicativo che queste operazioni si susseguano pressocché ininterrottamente dallo sgombero di Askatasuna in poi: è evidente che l’obiettivo è quello di fiaccare la forte mobilitazione giovanile e sociale che in seguito a questa forzatura da parte del Ministero dell’Interno e della Prefettura si è attivata in città ed a livello nazionale.

sabato 24 gennaio 2026

pc 24 gennaio - A Milano con la resistenza palestinese

 

pc 24 gennaio - basta con questa ignobile leccaculo di Trump che deve essere cacciata usando tutte le armi possibili


 

pc 24 gennaio - Delegazione a Bruxelles contro operazione Kagaar/India

 Comunicato

Rappresentanti dell'Italia del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India saranno a Bruxelles nella prossima  settimana come parte di una delegazione internazionale per un sit-in davanti al parlamento europeo per sollecitare la Commissione europea sezione diritti umani e sezione esteri a  prendere posizione e intervenire per fermare in India  il regime fascista hindutva di Modi che con l'operazione Kagaar conduce in diverse regioni e stati con 50 milioni di abitanti una repressione senza limiti con massacri, arresti di massa, bombardamenti, deportazioni di massa nei confronti delle popolazioni indigene delle foreste adivasi ed altre realtà, in nome della lotta al 'terrorismo maoista', in realtà al servizio delle grandi multinazionali indiane tra le quali Mittal/Jindal/Tata, ecc che si insediano con la forza poliziesca, gruppi paramilitari, fascisti e integralisti ed esercito, portando avanti  devastazioni territoriali, espulsioni di intere popolazioni.

A tutto questo si aggiunge la repressione verso le masse contadine, le minoranze nazionali kashmir, minoranze religiose mussulmane. Nelle grandi città la repressione colpisce studenti,  intellettuali, artisti, avvocati e giuristi, giornalisti, movimento delle donne, organizzazione e associazioni democratiche, lotte dei lavoratori e masse povere, sempre accusati, e imprigionati, di essere vicine ai 'maoisti e ad altre forze di opposizione di varie matrici - con 10 mila prigionieri politici  in condizione inumane nelle carceri.  

Come parte della delegazione italiana, questa iniziativa si inserisce in un piano di ulteriori iniziative: dalla denuncia del genocidio in  Palestina e della situazione drammatica di assedio e bombardamenti  delle masse kurde in Siria, Turchia, agli interventi militari imperialisti e neocolonialisti in America Latina e in altri scenari del mondo, alla repressione e decreti liberticidi sicurezza in Italia, con processi al movimento di solidarietà con la Palestina.   

Nella prima metà di febbraio report e iniziative di informazione sull'esito di questa 'missione' a Bruxelles -  Info e contatti Wa 3519575628 - csgpindia@gmail.com

 

pc 24 gennaio - Da Palermo a Bruxelles una delegazione italiana

Si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa internazionale che si terrà a Bruxelles il 27 gennaio prossimo per denunciare il massacro in corso delle popolazioni Adivasi, nella cosiddetta “fascia tribale” dell’India.
In apertura dopo aver annunciato la partecipazione all’iniziativa di due delegati di Palermo dello Slai cobas per il sindacato di classe, Donatella Anello e Rosario Sciortino, alla presenza di lavoratori lavoratrici e alcuni militanti è stato commentato il contenuto dell’appello internazionale della Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar e della lettera inviata al Parlamento europeo e ai suoi membri, in particolare a quelli delle Commissioni interessate, da un lato perché prendano atto della violazione dei diritti umani e dall’altra per denunciare i rapporti tra Unione europea come l’Accordo di libero scambio con la firma della von der Leyen, che ha a capo in questo momento il fascista hindutva Narendra Modi. Un regime, è stato detto, che oramai viene denunciato per le sue atrocità da diversi anni e da più parti, come i tanti istituti di difesa dei diritti umani sia all’interno che all’esterno dell’India.
La presentazione si è concentrata sulle terribili condizioni delle popolazioni tribali, con la citazione di

venerdì 23 gennaio 2026

pc 23 gennaio - Da Rojava all'India - 27 gennaio Bruxelles - delegazione dall'Italia

 

From Rojava to India, the People’s Struggle Will Win!

Solidarity actions with the Rojava and Indian revolutions continue. In response to the “Operation Kagaar” launched by the Indian ruling classes against the CPI (Maoist) and to the liquidation attacks of Turkish fascism against the Rojava Revolution carried out through HTS gangs, solidarity actions are ongoing in many parts of the world.

Militants in the Swiss cities of Zurich and Basel announced that they hung banners reading “From Rojava to India, the People’s Struggle Will Win!” in solidarity with Rojava and India.

Link: https://www.tkpml.com/rojavadan-hindistana-halklarin-mucadelesi-kazanacak/?swcfpc=1

 

pc 23 gennaio - ANCORA SUL DDL GASPARRI/DEL RIO: Contrastare l’antisemitismo o reprimere il dissenso?

 in particolare questo passaggio chiarisce la natura di questi provvedimenti

"Il contrasto all’antisemitismo, appartenente allo spazio dell’antifascismo, diviene, con i disegni di legge in discussione in Senato (il riferimento in specie è al ddl Delrio, A.S. 1722, e al ddl Gasparri, A.S. 1627), strumento per una repressione fascista."

di Alessandra Algostino*

Con i disegni di legge Gasparri e Delrio, il termine “antisemitismo” sta conquistando un posto nel lungo elenco delle parole distorte: la sua condanna, in quanto pratica e tesi aberrante, oltraggio alla dignità e all’uguaglianza, diviene mezzo per giustificare violazioni e repressione dei diritti e per screditare e delegittimare chi oggi critica violenze perpetrate su base razzista e coloniale.

Il contrasto all’antisemitismo, appartenente allo spazio dell’antifascismo, diviene, con i disegni di legge in discussione in Senato (il riferimento in specie è al ddl Delrio, A.S. 1722, e al ddl Gasparri, A.S. 1627), strumento per una repressione fascista. La distorsione subita dal concetto di antisemitismo è particolarmente odiosa, in quanto sfrutta crimini contro l’umanità compiuti nella storia per chiudere la possibilità di agire contro atrocità e soprusi del presentein primis, il genocidio e l’apartheid nei confronti dei palestinesi ad opera di Israele.

Antisemitismo” sta conquistando un posto d’onore nel lungo elenco delle parole distorte: la sua

pc 23 gennaio - Davos, Trump, Europa... Apparenza e sostanza del teatro dell’assurdo. Cambiare lo stato delle cose nel proletariato e nel popolo! - prima parte

“C'è del metodo nella follia”, è un famoso detto. Quello che sta avvenendo a livello di rapporti tra gli Stati Uniti ed Europa, quello che sta avvenendo all'interno dei paesi europei, così come all'interno delle grandi potenze imperialiste, Russia, Cina e Stati Uniti, sembra dettato dalla follia di Trump, sembra dettato dalle oscillazioni di Trump, sembra dettato dalle ragioni economiche di Trump un giorno, dalle ragioni di imposizioni dittatoriali un altro giorno, dai contrasti insanabili tra i padroni del mondo nelle diverse sfere nazionali. L'idea di gestire direttamente il petrolio venezuelano come quello di prendersi la Groenlandia perché “gli servono”, sono catalizzatori di queste contraddizioni.

Ma dietro questo vi sono le ragioni di fondo della crisi del sistema imperialista mondiale e della necessità tra le potenze imperialiste, tutte, di ripartirsi diversamente il mondo secondo gli specifici interessi che esse hanno e di buttarla sul piano militare per imporre i loro interessi economici e strategici, in particolare legati all'acquisizione delle materie prime, delle terre rare, del petrolio; così come si usa l'arma militare per ottenere dei risultati economici - vedi la politica ambivalente dei dazi lanciata da Trump.

In questa logica che appare folle - e particolarmente folle appare il protagonista principale che da un anno si è insediato alla Casa Bianca - esistono, quindi, al fondo le ragioni economiche, politiche,

pc 23 gennaio - Minneapolis in lotta contro ICE e l'occupazione militare - info

di Radio Onda d'Urto *

Minneapolis, sciopero sociale contro le truppe di occupazione interna di Trump, l’Ice, contrastate da giorni nelle strade da migliaia di solidali, per impedire raid e rastrellamenti di migranti. “Non andremo a fare la spesa. Non andremo al lavoro. Non andremo a scuola venerdì 23 gennaio”, hanno detto i promotori.

Tra i sindacati che hanno aderito all’appello ci sono i Service Employees Local 26, Unite Here Local 17, Communications Workers Local 7250, St Paul Federation of Educators Local 28, Minneapolis Federation of Educators (Local 59), International Alliance of Theatrical Stage Employees Local 13, Graduate Labor Union, United Electrical Workers Local 1105 dell’Università del Minnesota, iTansit Union (Atu) Local 1005, Committee of Interns and Residents e Minneapolis Regional Labor Federation, Afl-Cio.

Per Chelsie Glaubitz Gabiou (Federazione del Lavoro di Minneapolis) “è tempo che ogni singolo cittadino del Minnesota che ama questo Stato e i principi di verità e libertà alzi la voce e approfondisca la propria solidarietà per i vicini e colleghi che vivono sotto questa occupazione federale”.

Con lo slogan “Ice fuori dal Minnesota: verità e libertà”, chiedono che l’Ice lasci lo Stato, che l’agente che ha ucciso Renee Good venga ritenuto legalmente responsabile, lo stop ai finanziamenti federali all’Ice e che le aziende interrompano qualsiasi legame economico con gli agenti.

 * da  Radio Onda d’Urto

pc 23 gennaio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - I rapporti Europa-India nella contesa interimperialista mondiale - 27 gennaio protesta a Bruxelles

 

pc 23 gennaio - Sulle macerie di Gaza nasce il club privato di Trump... CHE SIGNIFICA CHE IL PIANO GENOCIDARIO DEL NAZI/SIONISMO ANDRA' FINO IN FONDO

 

Da Il Manifesto. 
A Davos 19 paesi firmano la pena di morte del diritto internazionale: è il Board of Peace. I palestinesi sono la prima cavia, non l’ultima. Un progetto commerciale sopra un genocidio, nessun riferimento alle vittime. Parigi e Londra si sfilano.

Qualsiasi persona di buon senso avrà bisogno di un paio di giorni per digerire lo show di Davos e stabilire quale immagine sia stata la più calzante dell’atmosfera apocalittica che si respira ultimamente.

Se quella di Donald Trump che ringrazia se stesso per essersi nominato presidente del Board of Peace o la commozione di Steve Witkoff quando si inchina di fronte ai successi senza frontiere del suo presidente.

Se Jared Kushner che saliva all’idea della montagna di miliardi che frutterà la trasformazione di Gaza da comunità viva ad asettico residence, o le facce dei 19 capi di stato e diplomatici in fila per firmare la

pc 23 gennaio - Nuovo numero di ORE 12 Controinformazione rossoperaia stampato, in diffusione fabbriche, posti di lavoro, manifestazioni

pc 23 gennaio - Formare una leva operaia e militante alla scuola di Marx - un opuscolo allo scopo


 richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 23 gennaio - Terrorismo di Stato che continua nel Brasile di Lula - info dai compagni brasiliani

 Revista Revolução Cultural

RJ: O terrorismo de Estado continua no Complexo do Salgueiro

Na última quarta-feira (16), mesmo sem cumprir as regras da criminosa ADPF das favelas que está em vigor, a Polícia Civil do Rio de Janeiro, juntamente com policiais do 7⁰ batalhão da Polícia Militar (PM), mataram pelo menos 22 pessoas em uma operação no Complexo do Salgueiro, segundo relatos de fontes do Núcleo da Revolução Cultural em São Gonçalo.

Ao início da operação, que durou cerca de 12 horas, a energia de toda a favela foi cortada (prática comum das polícias neste tipo de ação), em um dia em que toda a região metropolitana estava em estado de emergência devido ao calor de estágio 4 de 5 de perigo. Isto condenou os moradores a aguentar uma sensação térmica que beirou os 50⁰C, sem ventilador ou ar condicionado, e confinados em suas casas que, em sua maioria, possuem telhas “brasilit” ou embolso nas paredes que intensificam a sensação de calor.

Dentre os assassinados, está um mototaxista, que foi fuzilado na parte de fora da comunidade,

giovedì 22 gennaio 2026

pc 22 gennaio - Migliaia protestano in Svizzera contro il Forum imperialista di Davos in una manifestazione anticapitalista-antimperialista-antifascista con scontri

info partizan/yeni demokrasi video su x 

Slogan e parole d'ordini

 A-Anti-Antikapitalista”,“Hoch die internationale Solidarität”,“El pueblo unido jamás será vencido”“Free Free Palestine”, “Viva Viva Palestina”

“Biji Berxwedana Rojava”, “Biji Berxwedana Gerilla”, “Kurdistan Goristan Ji Bo Faşistan”, “Jin, Jiyan, Azadî”Biji Kürdistan”, “Katil Colani”, “Terörist Colani”, “Terörist Erdoğan”, 

Emperyalist WEF Zirvesine ve Rojava’ya Yönelik Saldırılara Karşı İsviçre’de Kitlesel Eylemler Düzenlendi

pc 22 gennaio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Davos, Trump, Europa... apparenza e sostanza del teatro dell’assurdo. Cambiare lo stato delle cose nel proletariato e nel popolo! - pirma parte

 

pc 22 gennaio - SABATO 24 GENNAIO MILANO CONTRO LA MONTATURA - CONTRO LA REPRESSIONE - ORA E SEMPRE RESISTENZA: PARTIGIANI IERI – PARTIGIANI OGGI

 

Ore 15:00

Piazza Loreto, angolo via Andrea Doria - davanti alla lapide dedicata ai 15 partigiani milanesi trucidati dai nazifascisti il 10 agosto 1944

Prima della partenza del corteo verrà deposto un mazzo di garofani rossi in segno di memoria, rispetto e continuità dei valori della lotta contro fascismo, occupazione e oppressione.

NO alla guerra imperialista

NO al riarmo e alla militarizzazione della società

NO ai DDL sicurezza e alla repressione

NO all’equiparazione tra antisionismo e antisemitismo

La solidarietà non è un reato

La resistenza non è terrorismo

Ci vediamo sabato. La memoria vive, la lotta continua

pc 22 gennaio - Ancora sulla Montatura poliziesca/giudiziaria contro Hannoun e i palestinesi: La strategia israeliana della "BATTLEFIELD EVIDENCE" e lo stop arrivato da Genova

Il Tribunale del Riesame ieri ha preso una decisione molto importante disponendo il rilascio di tre dei sette arrestati nell’inchiesta della Procura di Genova sul presunto finanziamento di Hamas attraverso raccolte fondi solidali verso la popolazione palestinese.

Anche se Mohammad Hannoun, considerato dagli inquirenti il leader, resta in carcere, buona parte del castello accusatorio nei confronti degli indagati è crollato.

In particolare, sembra essere stata stabilita la non ammissibilità della cosiddetta “battlefield evidence”, un dossier fornito dai servizi israeliani alle autorità italiane su cui si basa buona parte dell’inchiesta.

Cos’è e perché non è ammissibile la “battlefield evidence” israeliana

La “battlefield evidence”, letteralmente “prova sul campo di battaglia”, consiste in documenti e materiali raccolti direttamente da zone di conflitto, che vengono usati per indagini civili e processi per crimini di terrorismo, crimini di guerra e crimini internazionali, collegando mondo militare e forze dell’ordine.

Già dalle prime ore dopo gli arresti dell’inchiesta genovese, leggendo le pagine dell’ordinanza, appariva chiaro che parte del castello accusatorio nei confronti degli indagati si basava proprio su questi documenti forniti a mano da un agente israeliano agli inquirenti italiani. Fin da subito, però, c’era chi

pc 22 gennaio - Per i migranti, Piantedosi: più detenzione nei CPR e meno fogli di via, meno tutele di legge e costituzionali

Il governo Meloni col rapido attivismo di Piantedosi usa come avvoltoi fatti tragici - in questo caso l'assassinio dello studente da parte di un altro studente, entrambi di origine straniera, per fare una nuova operazione contro tutti i migranti, di attacco ai loro diritti - Stanno preparando un altro decreto sicurezza...

 Da NO ai CPR e dalla stampa

LA CIRCOLARE DI PIANTEDOSI: PIU' DETENZIONE IN CPR

...la circolare di Piantedosi inviterebbe i CPR ad evitare i rilasci delle persone detenute in CPR che non si riesce a rimpatriare o che vengono liberate per altro motivo (ad esempio quello di salute!): attualmente sono circa il 50%, da molti anni, sulle circa 6.000 persone che passano dal CPR.
Quanto ai numeri sciorinati sui rimpatri che il ministro dice essere aumentati, vi invitiamo a leggere Altreconomia, che ha smascherato la bufala: https://altreconomia.it/i-numeri-sui-rimpatri-diffusi.../

Ma tornando alla novità di cui all'articolo, in sostanza, siamo in presenza di un invito - per questioni di sicurezza! - a detenere quanto più possibile fino al termine massimo (di 18 mesi. Per ora...) le persone, magari anche se hanno problemi di salute o magari anche se ormai è certo che non le si possa rimpatriare, piuttosto che lasciarle uscire con il consueto invito ad allontanarsi dal territorio entro 7 giorni spontaneamente.
Fortunatamente i giudici pongono di norma, anzi a volte, dei paletti alla detenzione quando è evidente che non possa più portare alla deportazione, magari per difficoltà di identificazione del soggetto nel

pc 21 gennaio - Il sistema capitalista-imperialista uccide, in fabbrica, in discoteca, in treno

da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 20.01.26

Nella giornata del 19 gennaio, in un paese della Puglia, a Putignano, c’è stato il funerale di un operaio dell'ex Ilva, oggi Acciaierie Italia, Claudio Salamida, morto il 12 gennaio scorso, durante un intervento di chiusura di una valvola di ossigeno all'interno di Acciaieria II nella zona del Convertitore III. Una morte per caduta, perché si è rotta la pedana in cui stava lavorando l'operaio. È caduto per circa 7 metri ed è probabilmente morto per la lesione principale, conseguente all'urto della testa. Operava su un camminamento che in quella fase non presentava il consueto grigliato metallico che avrebbe dovuto esserci. Al suo posto erano state collocate pedane di legno, a quanto pare installate per consentire il passaggio delle attrezzature durante i lavori di manutenzione, una soluzione provvisoria che però, alla resa dei conti, non ha retto, la pedana si è aperta o spostata, l'operaio ha perso l'appoggio ed è caduto. Gli indagati riguardano una serie di figure di comando dell'azienda e il responsabile della Peyrani, una delle ditte esterne impegnata negli interventi di manutenzione.

Al momento dell'incidente l'operaio lavorava da solo, in un'area abbastanza isolata, tant'è vero che proprio il non vederlo per un po' di tempo che un suo compagno di lavoro si è insospettito e ha cercato di rintracciarlo e quando l'ha rintracciato i soccorsi sono risultati inutili.

In sostanza, quello che si è verificato, è l'ennesima morte sul lavoro nella ex Ilva di Taranto, una catena di morti che viene da lontano, dall'insediamento della fabbrica ai giorni nostri, legata anch'essa alla situazione più generale dell'ex Ilva Taranto che ha prodotto inquinamento e morte anche sul territorio, per effetto della cattiva gestione delle emissioni che hanno inquinato ampie parti della città, causando in maniera pressoché accertata morti, malati di tumori e danni vari di carattere ambientale, territoriale.

Da sempre - e oggi più che mai - noi denunciamo tutto questo come tutte le altre morti sul lavoro, come originati non dalla fabbrica in sé, ma dalla gestione capitalistica della fabbrica, intorno alla parola d'ordine: “nocivo è il Capitale, non la fabbrica” e, naturalmente, quando si dice il Capitale non si intende soltanto i padroni della fabbrica, ma anche lo Stato del Capitale, le leggi del Capitale del massimo sfruttamento con minori costi che ricade inevitabilmente sui costi per la sicurezza e sui costi di gestione ambientale della fabbrica.

Non c'è dubbio che quest'ultima morte è causata da questo, perché l'attuale gestione della fabbrica volta al massimo profitto e a ridurre i costi, sopravvenuta a quella dell'ArcelorMittal, a sua volta sopravvenuta a quella di padron Riva, dei padroni assassini per eccellenza, a Taranto come a livello nazionale, nei diversi passaggi, è continuata. Gli attuali commissari dell'ex Ilva sono pienamente interni al piano governativo gestito dalla coppia Meloni/Urso e dagli altri ministri interessati, venendo meno allo scopo del loro insediamento, quello di mantenere la manutenzione della fabbrica facendo però miglioramenti in attesa di un nuovo padrone e di una nuova fase dello stabilimento che dovrebbe essere fondata sui forni elettrici.

Ebbene, è proprio sul terreno della manutenzione che l'attuale gestione della fabbrica invece ha completamente fallito mettendo in cassintegrazione gli operai della manutenzione, rendendo difficile il lavoro e la permanenza delle ditte di appalto, a loro volta con problemi interni di organico e sicurezza. Tutto questo ha prodotto uno stato di insicurezza nella fabbrica che è continuato provocando già numerosi episodi, incidenti, e ora una nuova morte in fabbrica.

Il Capitale, nello stadio di attuale, uccide, uccide come sistema, uccide come governi, uccide come gestione capitalistiche delle fabbriche, uccide come catena di comando, perché tutto è finalizzato al profitto, allo sfruttamento, alla possibilità dei padroni e delle loro aziende di cambiare tutto per non cambiare niente quando la concorrenza mondiale, la situazione mondiale, la crisi economica, lo rende necessario.

Cos’è che lega questa morte di un operaio a quello che per esempio è successo nella discoteca

pc 22 gennaio - Corteo antifascista sabato a Milano per la liberazione di Gino e gli altri antifa processati a Budapest - info Soccorso Rosso Proletario

 

A quasi un anno di distanza dall’ultimo corteo cittadino contro la repressione delle antifasciste e degli antifascisti, abbiamo deciso di tornare per le strade di Milano a manifestare la nostra rabbia, determinazione e solidarietà antifascista.
Nel mese di gennaio le vicende giudiziarie del processo di Budapest subiranno una brusca accelerazione: il tribunale di Parigi si pronuncerà sulla richiesta di estradizione per Zaid e Gino, a Dusseldorf inizierà il processo per Nele, Paula, Emmi, Clara, Luca e Moritz

pc 22 gennaio - Leggi, fai circolare il blog internazionalista marxista-leninista-maoista in lingua originale da tutto il mondo

 ultimi post 


pc 22 gennaio - I fondi (prestiti) per l'ex Ilva non cambiano la grave situazione in fabbrica - L'attività dello Slai cobas

Dal blog tarantocontro

Da Sole 24 Ore - "Arrivano i fondi per l’ex Ilva. Il provvedimento prevede un nuovo prestito da 149 milioni e sblocca altri 108 milioni per garantire la continuità produttiva

Il decreto legge autorizza Acciaierie d’Italia (l’ex Ilva) ad utilizzare i 108 milioni residui trasferiti da Ilva in amministrazione straordinaria (92 milioni risultano invece già utilizzati) per garantire la continuità operativa degli impianti.
Prestito da restituire entro sei mesi - Lo stanziamento sarà deciso con decreto del ministro delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il ministro dell’Economia. Ilva Spa in amministrazione straordinaria potrà «procedere direttamente all’utilizzo delle risorse ovvero trasferirle, su richiesta dell’organo commissariale, ad Acciaierie d’Italia Spa in amministrazione straordinaria». La misura precisa inoltre le modalità di erogazione e di restituzione del finanziamento. La disposizione specifica inoltre che l’erogazione del prestito non potrà avvenire prima della approvazione della Commissione europea".
 
Il lavoro ad Acciaierie e appalto dello Slai cobas sc continua, con forme anche diverse, su due piani fondamentalmente:

- respingere il bluff del Fondo Flacks, e ogni altra svendita della fabbrica; No ai piani di migliaia esuberi, di cassintegrazione permanente;
- sulla grave situazione di mancanza di sicurezza - che ha portato anche alla morte di Claudio Salamida, ma è rischio per tutti e ogni giorno:
Richiesta alla Procura, Ispettorato del lavoro, Spesal, Inail di una postazione ispettiva permanente direttamente in fabbrica; richiesta al magistrato che si occupa dell'infortunio mortale di avvio di una raccolta di centinaia di testimonianze operaie sulla situazione di mancanza di manutenzione.

pc 22 gennaio - Netanyahu nel “Comitato per la pace” a Gaza: come se il Padrino fosse invitato a far parte dell’Antimafia.....

 ...ovvero portare fino in fondo il piano genocida nazi/sionista

InfoPal. Non ha limite l’abuso, lo stupro, l’assassinio della legalità internazionale e di ogni norma umanitaria, etica e anche solo di buon gusto, da parte dell’Imperatore-pirata Donald Trump, a capo della cricca occidentale di colonizzatori e genocidari, di cui l’Europa guerrafondaia e totalitaria è pienamente parte.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato invitato dal compare Trump a unirsi all’autoproclamato “Consiglio per la Pace“, un titolo orwelliano per spiegare un piano coloniale sul territorio nativo palestinese della Striscia di Gaza, da trasformare in Riviera/Dubai a detrimento di ciò che rimane della popolazione indigena. Ovviamente il Padrino ha accettato. Il mondo ha dato un nuovo sussulto di disgusto e lanciato critiche nei confronti di un organismo-farsa, coercitivo e profondamente coinvolto nella devastazione di Gaza.

L’ufficio di Netanyahu ha confermato la decisione, mercoledì, nonostante il leader israeliano sia oggetto di un mandato di arresto della Corte Penale Internazionale (CPI) per crimini di guerra commessi durante l’attacco israeliano in corso a Gaza. Appunto, è come se il defunto Totò Riina, il Padrino o altri capi-mafia fossero invitati a discutere di “pace” con le loro vittime o a unirsi al pool anti-Mafia… Solo menti colonizzatrici, suprematisti e criminali potevano architettare una cosa di questo tipo. Ma tant’è.

Il comitato esecutivo fondatore del consiglio detiene il vero potere decisionale sul futuro di Gaza. Cioè, i sostenitori e finanziatori dei criminali, dei genocidari.

Tra i suoi membri più importanti ci sono Jared Kushner, genero di Trump; l’ex primo ministro

pc 22 gennaio - Uno studio militante su Imperialismo di Lenin - Un opuscolo per la guerra di posizione contro revisionisti e opportunisti di destra come di 'sinistra'

richiedi a pcro.red@gmail.com

mercoledì 21 gennaio 2026

pc 21 gennaio - Gramsci - Un opuscolo fondamentale ieri come oggi - richiedi a pcro,red@gmail.com


Contro ogni uso di destra di Gramsci, di presunti comunisti,quasi sempre revisionisti e opportunisti 

pc 21 gennaio - Da Nicola Perugini, sul ddl “antisemitismo”....

 ....un contributo che mette in luce il legame stretto tra sionisti e organi di intelligence come i ROS al servizio di uno Stato di polizia, repressione di qualsiasi dissenso, disinformazione verso una dittatura aperta

Da Nicola Perugini, sul ddl “antisemitismo”. 

Le audizioni tenutesi presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato italiano (link alla registrazione sotto) sui vari disegni di legge basati sulla definizione IHRA, proposti da diversi partiti e volti a trasformare la discreditata definizione di antisemitismo dell’IHRA, hanno dato spazio a una serie di posizioni disinformate, fondate talvolta su bugie, e volte a fare coincidere completamente critica delle politiche di distruzione e annientamento del popolo palestinese da parte di Israele e antisemitismo. Ci troviamo di fronte al reale rischio che l’IHRA venga trasformata in uno strumento repressivo su larga scala.

Durante l’audizione, Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha sostenuto che i non ebrei non dovrebbero osare criticare il sionismo (immagino anche le vittime di alcune sue forme). Ha rilanciato la nozione di “nuovo antisemitismo”, inquadrando il sentimento anti-sionista come una forma moderna di odio verso gli ebrei e chiedendo una ridefinizione dell’antisemitismo. Lo Stato di Israele stesso promuove attivamente questa definizione, come documentato da numerose fonti mediatiche israeliane, anche se Di Segni ha mentito e l’ha negato. Le

pc 21 gennaio - Napoli, 7 febbraio Assemblea nazionale per rilanciare la lotta contro la finanziaria di guerra e lo Stato di polizia

Sabato 7 febbraio, Villa Medusa – Casa del Popolo ospiterà – inizio ore 15 – l’assemblea nazionale fissata a metà dicembre a seguito del nostro appello ad un confronto tra diverse realtà sociali, politiche, sindacali per il rilancio della mobilitazione generale che metta al centro i bisogni sociali contro l’economia di guerra e l’escalation bellica.

Inizialmente fissata per il 31 gennaio, abbiamo valutato di spostare l’appuntamento dopo la chiamata dei compagni e delle compagne dell’Askatasuna per un grosso corteo a Torino dopo lo sgombero subito: lo abbiamo fatto non solo come gesto di solidarietà, ma perché crediamo che questo sia il momento di serrare le fila, rispondendo compatti/e agli attacchi che stiamo subendo.

Credevamo quando abbiamo lanciato l’appello, crediamo con maggiore convinzione oggi che, dinanzi

pc 21 gennaio - 1921/2026 - 105° anniversario della fondazione del PCI

Ripubblichiamo stralci dell'introduzione fatta in occasione del 100° del PCI perchè costituisce tutt'ora il punto di riferimento del piano di lavoro in corso  - il testo è tratto da un quaderno della rivista ' la nuova Bandiera' che tornerà ad uscire quest'anno

Sulla base del bilancio storico, politico e ideologico del movimento comunista nel nostro paese che serva a rafforzare le basi ideologiche, teoriche, programmatiche, politiche e organizzative e di radicamento nell'avanguardia operaia dobbiamo avanzare nella costruzione del partito della rivoluzione, il partito per il comunismo.

Il Partito Comunista è e deve essere costituito dal nucleo di compagni più avanzati, temprati nella lotta di classe, ferrati in ideologia, politica e programma, capaci di condurre, nel fuoco della lotta di classe e in stretto legame con le masse, l’impresa storica della rivoluzione proletaria nel nostro paese.

Non è tempo di “Viva” né di trionfalismo, questi tempi sotto certi aspetti, fanno tristezza perché pensiamo obiettivamente che il movimento comunista in Italia e il proletariato italiano meritino molto di più. Noi siamo più propensi a considerare che coloro che hanno lavorato per la ricostruzione del Partito vadano considerati pionieri di tentativi fondamentalmente falliti. Siamo obiettivamente di fronte a una situazione meglio descritta da Marx a fronte dei fallimenti delle rivoluzioni; Marx diceva che non è la rivoluzione che è fallita ma i tentativi, i progetti incarnati che hanno cercato di di realizzarla, che erano figli di illusioni e progetti che alla fin fine non appartenevano alla classe operaia, al proletariato.

Bisogna oggi liberarsi di queste fantasie per poter realmente far avanzare il processo di costruzione del Partito Comunista in un paese imperialista come il nostro, in stretto legame con quando avviene nel

mondo, dove tanti altri compagni - in alcuni paesi con risultati decisamente migliori - lavorano per costruire il Partito, sviluppare la rivoluzione e ricostruire una Internazionale Comunista all'altezza dei tempi.

Gramsci nel dicembre del ‘27 dichiarò “mi sono convinto che anche quando tutto pare perduto bisogna mettersi tranquillamente all'opera, ricominciando dall'inizio “. Ecco, noi ci sentiamo vicini a questa situazione descritta da Gramsci nel considerare il lavoro che occorre fare oggi nel nostro paese.

I proletari comunisti impegnati nella costruzione del Partito comunista marxista-leninista-maoista nascono  come piccolo gruppo. Questa fase è in generale oggettiva, per svilupparsi in organizzazione pre partitica in marcia per costruire il partito della rivoluzione.

Noi partiamo dalla parola d’ordine “Nessuna vittoria, nessuna conquista è possibile senza un nuovo partito comunista”. Noi pensiamo che sia una necessità oggettiva e che i compagni, i proletari interessati alla costruzione del partito devono prestare la massima attenzione a considerare questa necessità oggettiva del proletariato, che si basa su dati di fatto.

Storicamente nessuna vittoria, nessuna conquista in questo paese è stata ottenuta senza un partito

pc 21 gennaio - Oggi ORE 12 Controinformazione Rossoperaia non uscirà / appuntamento a domani giovedi

 

pc 21 gennaio - La Resistenza non si arresta! Ieri nuova udienza a Campobasso del processo ad Ahmad Salem

Ieri al tribunale di Campobasso si è celebrata la quarta udienza del processo contro Ahmad Salem, 24enne palestinese cresciuto nel campo profughi di Al-Baddawi, in Libano.

Da otto mesi Salem è detenuto in regime di Alta sicurezza a Rossano Calabro, uno degli istituti storicamente riservati alle persone accusate di terrorismo.

L’inchiesta nasce nel maggio 2025, quando Salem si presenta in questura a Campobasso per chiedere asilo politico. Al momento dell’identificazione il giovane dichiara di aver smarrito i documenti, ma sostiene di avere delle fotografie salvate sul suo cellulare.

La polizia visiona anche altri contenuti: immagini e video legati alla guerra in Palestina, filmati della resistenza armata e materiali sul genocidio in corso a Gaza. È da lì che prende forma l’impianto accusatorio. In queste brevi clip si vedono giovani, spesso in ciabatte, correre verso un carro armato, collocare un ordigno sotto il mezzo e fuggire tra le macerie. Al termine dell’azione il carro armato esplode. Altri video mostrano miliziani di Hamas all’interno di edifici mentre maneggiano ordigni, oppure combattenti che sparano verso soldati israeliani in mezzo alle rovine.

Secondo gli inquirenti, la presenza di quei contenuti costituirebbe un segnale di radicalizzazione e dimostrerebbe una potenziale disponibilità a compiere azioni terroristiche sul territorio nazionale. Su queste basi Salem viene arrestato e accusato di due reati. Il primo è previsto dall’articolo 270-quinquies 3 del codice penale, introdotto dal cosiddetto Decreto Sicurezza (Ddl 1660): il solo possesso di materiale ritenuto idoneo alla commissione di atti con finalità di terrorismo

pc 21 gennaio - Dal Bastar alla Palestina - da Birmingham a Bruxelles - stop ai massacri!

 

Protesta 'Stop Operation Kagaar' Consolato Indiano, 2 Darnley Rd, Birmingham B16 8TE 🕰️ 27 gennaio, 16:00

Protesta📍
 'Stop Operation Kagaar'  Consolato indiano, 2 Darnley Rd, Birmingham B16 8TE
🕰️ 27 gennaio, 16:00

Saranno due proteste lo stesso giorno a Bruxelles, in concomitanza sia con un vertice India-UE sia con la Sottocommissione Affari Esteri del Parlamento Europeo - Diritti Umani. Queste proteste sono state indette dalla Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar. Noi, il Comitato Congiunto per Fermare la Repressione in India (JCSRI), invitiamo anche i progressisti britannici a unirsi e a rendere questa una giornata internazionale d'azione.

Questo per opporsi all'operazione militare a pieno titolo del regime brahminico Hindutva Modi chiamata "Operazione Kagaar" nell'India centrale - negli stati di Chattisgarh, Telangana, Odisha, Andhra Pradesh, Jharkhand - la cosiddetta "fascia tribale" dove vivono le popolazioni adivasi. Oltre agli omicidi di membri del PCI-Maoista in seguito a scontri illegali e simulati, questo assalto serve a spostare e genocidare le popolazioni adivasi per servire gli interessi delle compagnie minerarie.

Dobbiamo denunciare la repressione in India e opporci agli accordi imperialisti di "libero" scambio tra la Gran Bretagna e l'UE con l'India, che alimentano questa violenza estrattiva. L'Operazione Kagaar viene perpetrata per servire gli interessi imperialisti globali e le aziende britanniche e lo stato britannico sono profondamente complici di varie oppressioni commesse in India e da parte dell'India. I capitalisti direttamente coinvolti e beneficiari includono il famigerato Gruppo Adani - coinvolto nella colonizzazione della Palestina, ad esempio nella loro partnership con droni con Elbit e persino nel possesso del porto di Haifa.

Fermare l'Operazione Kagaar!
Forze armate fuori dalle aree Adivasi!