domenica 25 gennaio 2026

pc 25 gennaio - Perché l'amministrazione Trump sta cercando di annettere direttamente la Groenlandia, quando l'impero statunitense detiene già ampi diritti sull'isola?

Un contributo 

Questo articolo è stato prodotto da Globetrotter e No Cold War Perspectives. 

 Il 14 gennaio, poche ore prima dello storico incontro a Washington tra i rappresentanti della Groenlandia e della Danimarca e le loro controparti statunitensi, JD Vance e Marco Rubio, la Danimarca e diversi suoi alleati della NATO hanno rafforzato la loro presenza militare sull'isola artica e hanno annunciato che sarebbero seguiti ulteriori rinforzi.

Alcuni hanno interpretato questa mossa come una pressione sull'amministrazione Trump prima dell'incontro. Ma chiunque abbia familiarità con la politica della NATO e della Danimarca riconoscerebbe che la spiegazione più probabile è quella di un appeasement con l'impero.

All'incontro di Washington, gli Stati Uniti hanno ribadito la loro ferma richiesta di "avere la Groenlandia": "È chiaro che il presidente vuole conquistare la Groenlandia", ha dichiarato il ministro degli Esteri danese dopo l'incontro. Le parti hanno concordato di istituire un "gruppo di lavoro di alto livello" nel tentativo di contenere la crisi.

Ma la crisi continua, e la sua portata è enorme.

La realtà è che da oltre un anno i quasi 57.000 groenlandesi e la loro vasta isola sono stati trasformati in

pc 25 gennaio - Torino: la Procura chiede 18 arresti domiciliari per chi si è opposto al genocidio del popolo palestinese

 

Torino: la Procura chiede 18 arresti domiciliari per chi si è opposto al genocidio del popolo palestinese


Continua il tentativo di criminalizzazione del movimento che questo autunno ha visto il coinvolgimento di centinaia di migliaia di persone in tutta italia contro il genocidio del popolo palestinese e la complicità del nostro governo con lo stato d’Israele.

A Torino la Procura e la Questura continuano la loro opera di intimidazione nei confronti di militanti ed attivisti/e. Questa volta sono 18 le richieste di arresti domiciliari nei confronti di altrettante/i compagne/i che hanno partecipato al “Blocchiamo tutto”. Gli interrogatori preventivi nei loro confronti sono stati fissati tra il 4 ed 6 febbraio. Ancora una volta la Procura mette insieme differenti episiodi di piazza e manifestazioni che hanno avuto luogo tra settembre e novembre 2025. Blocchi stradali e ferroviari, la manifestazione che ha raggiunto l’aeroporto di Caselle, l’occupazione delle OGR in occasione della Tech Week, il sanzionamento dell’industria di armi Leonardo e l’occupazione simbolica della sede del giornale La Stampa vengono inserite tutte in un unico calderone. Ancora una volta viene fatto cherry picking: in manifestazioni ed azioni che sono state condivise ed agite da decine di realtà e migliaia di persone la Digos e la Procura decidono di selezionare diciotto giovani attiviste/i con l’obiettivo di punirli/e non tanto per i reati in sé, ma per il loro protagonismo e la loro generosità all’interno del movimento. Ad alcuni degli accusati in questo procedimento vengono nuovamente imputati interventi al microfono od al megafono che secondo le tesi della procura sarebbero stati d’incitamento alla commissione di reati. A testimoniare ulteriormente l’intento punitivo e disciplinante dei magistrati il fatto che la maggiorparte degli indagati siano giovani e giovanissimi spesso alla prime esperienze politiche.

La notifica di questa nuova inchiesta avviene a poche ore dalla liberazione degli studenti e delle studentesse coinvolte nel filone che riguarda i minorenni. Questi dopo aver passato settimane ai domiciliari in una condizione particolarmente afflittiva che inzialmente non permetteva neanche di andare a scuola se non accompagnati dai genitori hanno visto l’annullamento delle misure per la mancanza dell’interrogatorio preventivo: una garanzia minima, ignorata in nome dell’urgenza repressiva. Resta la sensazione – tutt’altro che infondata – di una procura determinata a “tenerli a casa”, più che ad accertare responsabilità penali.

Ancora, è indicativo che queste operazioni si susseguano pressocché ininterrottamente dallo sgombero di Askatasuna in poi: è evidente che l’obiettivo è quello di fiaccare la forte mobilitazione giovanile e sociale che in seguito a questa forzatura da parte del Ministero dell’Interno e della Prefettura si è attivata in città ed a livello nazionale.

sabato 24 gennaio 2026

pc 24 gennaio - A Milano con la resistenza palestinese

 

pc 24 gennaio - basta con questa ignobile leccaculo di Trump che deve essere cacciata usando tutte le armi possibili


 

pc 24 gennaio - Delegazione a Bruxelles contro operazione Kagaar/India

 Comunicato

Rappresentanti dell'Italia del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India saranno a Bruxelles nella prossima  settimana come parte di una delegazione internazionale per un sit-in davanti al parlamento europeo per sollecitare la Commissione europea sezione diritti umani e sezione esteri a  prendere posizione e intervenire per fermare in India  il regime fascista hindutva di Modi che con l'operazione Kagaar conduce in diverse regioni e stati con 50 milioni di abitanti una repressione senza limiti con massacri, arresti di massa, bombardamenti, deportazioni di massa nei confronti delle popolazioni indigene delle foreste adivasi ed altre realtà, in nome della lotta al 'terrorismo maoista', in realtà al servizio delle grandi multinazionali indiane tra le quali Mittal/Jindal/Tata, ecc che si insediano con la forza poliziesca, gruppi paramilitari, fascisti e integralisti ed esercito, portando avanti  devastazioni territoriali, espulsioni di intere popolazioni.

A tutto questo si aggiunge la repressione verso le masse contadine, le minoranze nazionali kashmir, minoranze religiose mussulmane. Nelle grandi città la repressione colpisce studenti,  intellettuali, artisti, avvocati e giuristi, giornalisti, movimento delle donne, organizzazione e associazioni democratiche, lotte dei lavoratori e masse povere, sempre accusati, e imprigionati, di essere vicine ai 'maoisti e ad altre forze di opposizione di varie matrici - con 10 mila prigionieri politici  in condizione inumane nelle carceri.  

Come parte della delegazione italiana, questa iniziativa si inserisce in un piano di ulteriori iniziative: dalla denuncia del genocidio in  Palestina e della situazione drammatica di assedio e bombardamenti  delle masse kurde in Siria, Turchia, agli interventi militari imperialisti e neocolonialisti in America Latina e in altri scenari del mondo, alla repressione e decreti liberticidi sicurezza in Italia, con processi al movimento di solidarietà con la Palestina.   

Nella prima metà di febbraio report e iniziative di informazione sull'esito di questa 'missione' a Bruxelles -  Info e contatti Wa 3519575628 - csgpindia@gmail.com

 

pc 24 gennaio - Da Palermo a Bruxelles una delegazione italiana

Si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa internazionale che si terrà a Bruxelles il 27 gennaio prossimo per denunciare il massacro in corso delle popolazioni Adivasi, nella cosiddetta “fascia tribale” dell’India.
In apertura dopo aver annunciato la partecipazione all’iniziativa di due delegati di Palermo dello Slai cobas per il sindacato di classe, Donatella Anello e Rosario Sciortino, alla presenza di lavoratori lavoratrici e alcuni militanti è stato commentato il contenuto dell’appello internazionale della Campagna Internazionale di Emergenza contro l'Operazione Kagaar e della lettera inviata al Parlamento europeo e ai suoi membri, in particolare a quelli delle Commissioni interessate, da un lato perché prendano atto della violazione dei diritti umani e dall’altra per denunciare i rapporti tra Unione europea come l’Accordo di libero scambio con la firma della von der Leyen, che ha a capo in questo momento il fascista hindutva Narendra Modi. Un regime, è stato detto, che oramai viene denunciato per le sue atrocità da diversi anni e da più parti, come i tanti istituti di difesa dei diritti umani sia all’interno che all’esterno dell’India.
La presentazione si è concentrata sulle terribili condizioni delle popolazioni tribali, con la citazione di

venerdì 23 gennaio 2026

pc 23 gennaio - Da Rojava all'India - 27 gennaio Bruxelles - delegazione dall'Italia

 

From Rojava to India, the People’s Struggle Will Win!

Solidarity actions with the Rojava and Indian revolutions continue. In response to the “Operation Kagaar” launched by the Indian ruling classes against the CPI (Maoist) and to the liquidation attacks of Turkish fascism against the Rojava Revolution carried out through HTS gangs, solidarity actions are ongoing in many parts of the world.

Militants in the Swiss cities of Zurich and Basel announced that they hung banners reading “From Rojava to India, the People’s Struggle Will Win!” in solidarity with Rojava and India.

Link: https://www.tkpml.com/rojavadan-hindistana-halklarin-mucadelesi-kazanacak/?swcfpc=1

 

pc 23 gennaio - ANCORA SUL DDL GASPARRI/DEL RIO: Contrastare l’antisemitismo o reprimere il dissenso?

 in particolare questo passaggio chiarisce la natura di questi provvedimenti

"Il contrasto all’antisemitismo, appartenente allo spazio dell’antifascismo, diviene, con i disegni di legge in discussione in Senato (il riferimento in specie è al ddl Delrio, A.S. 1722, e al ddl Gasparri, A.S. 1627), strumento per una repressione fascista."

di Alessandra Algostino*

Con i disegni di legge Gasparri e Delrio, il termine “antisemitismo” sta conquistando un posto nel lungo elenco delle parole distorte: la sua condanna, in quanto pratica e tesi aberrante, oltraggio alla dignità e all’uguaglianza, diviene mezzo per giustificare violazioni e repressione dei diritti e per screditare e delegittimare chi oggi critica violenze perpetrate su base razzista e coloniale.

Il contrasto all’antisemitismo, appartenente allo spazio dell’antifascismo, diviene, con i disegni di legge in discussione in Senato (il riferimento in specie è al ddl Delrio, A.S. 1722, e al ddl Gasparri, A.S. 1627), strumento per una repressione fascista. La distorsione subita dal concetto di antisemitismo è particolarmente odiosa, in quanto sfrutta crimini contro l’umanità compiuti nella storia per chiudere la possibilità di agire contro atrocità e soprusi del presentein primis, il genocidio e l’apartheid nei confronti dei palestinesi ad opera di Israele.

Antisemitismo” sta conquistando un posto d’onore nel lungo elenco delle parole distorte: la sua

pc 23 gennaio - Davos, Trump, Europa... Apparenza e sostanza del teatro dell’assurdo. Cambiare lo stato delle cose nel proletariato e nel popolo! - prima parte

“C'è del metodo nella follia”, è un famoso detto. Quello che sta avvenendo a livello di rapporti tra gli Stati Uniti ed Europa, quello che sta avvenendo all'interno dei paesi europei, così come all'interno delle grandi potenze imperialiste, Russia, Cina e Stati Uniti, sembra dettato dalla follia di Trump, sembra dettato dalle oscillazioni di Trump, sembra dettato dalle ragioni economiche di Trump un giorno, dalle ragioni di imposizioni dittatoriali un altro giorno, dai contrasti insanabili tra i padroni del mondo nelle diverse sfere nazionali. L'idea di gestire direttamente il petrolio venezuelano come quello di prendersi la Groenlandia perché “gli servono”, sono catalizzatori di queste contraddizioni.

Ma dietro questo vi sono le ragioni di fondo della crisi del sistema imperialista mondiale e della necessità tra le potenze imperialiste, tutte, di ripartirsi diversamente il mondo secondo gli specifici interessi che esse hanno e di buttarla sul piano militare per imporre i loro interessi economici e strategici, in particolare legati all'acquisizione delle materie prime, delle terre rare, del petrolio; così come si usa l'arma militare per ottenere dei risultati economici - vedi la politica ambivalente dei dazi lanciata da Trump.

In questa logica che appare folle - e particolarmente folle appare il protagonista principale che da un anno si è insediato alla Casa Bianca - esistono, quindi, al fondo le ragioni economiche, politiche,

pc 23 gennaio - Minneapolis in lotta contro ICE e l'occupazione militare - info

di Radio Onda d'Urto *

Minneapolis, sciopero sociale contro le truppe di occupazione interna di Trump, l’Ice, contrastate da giorni nelle strade da migliaia di solidali, per impedire raid e rastrellamenti di migranti. “Non andremo a fare la spesa. Non andremo al lavoro. Non andremo a scuola venerdì 23 gennaio”, hanno detto i promotori.

Tra i sindacati che hanno aderito all’appello ci sono i Service Employees Local 26, Unite Here Local 17, Communications Workers Local 7250, St Paul Federation of Educators Local 28, Minneapolis Federation of Educators (Local 59), International Alliance of Theatrical Stage Employees Local 13, Graduate Labor Union, United Electrical Workers Local 1105 dell’Università del Minnesota, iTansit Union (Atu) Local 1005, Committee of Interns and Residents e Minneapolis Regional Labor Federation, Afl-Cio.

Per Chelsie Glaubitz Gabiou (Federazione del Lavoro di Minneapolis) “è tempo che ogni singolo cittadino del Minnesota che ama questo Stato e i principi di verità e libertà alzi la voce e approfondisca la propria solidarietà per i vicini e colleghi che vivono sotto questa occupazione federale”.

Con lo slogan “Ice fuori dal Minnesota: verità e libertà”, chiedono che l’Ice lasci lo Stato, che l’agente che ha ucciso Renee Good venga ritenuto legalmente responsabile, lo stop ai finanziamenti federali all’Ice e che le aziende interrompano qualsiasi legame economico con gli agenti.

 * da  Radio Onda d’Urto

pc 23 gennaio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - I rapporti Europa-India nella contesa interimperialista mondiale - 27 gennaio protesta a Bruxelles

 

pc 23 gennaio - Sulle macerie di Gaza nasce il club privato di Trump... CHE SIGNIFICA CHE IL PIANO GENOCIDARIO DEL NAZI/SIONISMO ANDRA' FINO IN FONDO

 

Da Il Manifesto. 
A Davos 19 paesi firmano la pena di morte del diritto internazionale: è il Board of Peace. I palestinesi sono la prima cavia, non l’ultima. Un progetto commerciale sopra un genocidio, nessun riferimento alle vittime. Parigi e Londra si sfilano.

Qualsiasi persona di buon senso avrà bisogno di un paio di giorni per digerire lo show di Davos e stabilire quale immagine sia stata la più calzante dell’atmosfera apocalittica che si respira ultimamente.

Se quella di Donald Trump che ringrazia se stesso per essersi nominato presidente del Board of Peace o la commozione di Steve Witkoff quando si inchina di fronte ai successi senza frontiere del suo presidente.

Se Jared Kushner che saliva all’idea della montagna di miliardi che frutterà la trasformazione di Gaza da comunità viva ad asettico residence, o le facce dei 19 capi di stato e diplomatici in fila per firmare la

pc 23 gennaio - Nuovo numero di ORE 12 Controinformazione rossoperaia stampato, in diffusione fabbriche, posti di lavoro, manifestazioni

pc 23 gennaio - Formare una leva operaia e militante alla scuola di Marx - un opuscolo allo scopo


 richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 23 gennaio - Terrorismo di Stato che continua nel Brasile di Lula - info dai compagni brasiliani

 Revista Revolução Cultural

RJ: O terrorismo de Estado continua no Complexo do Salgueiro

Na última quarta-feira (16), mesmo sem cumprir as regras da criminosa ADPF das favelas que está em vigor, a Polícia Civil do Rio de Janeiro, juntamente com policiais do 7⁰ batalhão da Polícia Militar (PM), mataram pelo menos 22 pessoas em uma operação no Complexo do Salgueiro, segundo relatos de fontes do Núcleo da Revolução Cultural em São Gonçalo.

Ao início da operação, que durou cerca de 12 horas, a energia de toda a favela foi cortada (prática comum das polícias neste tipo de ação), em um dia em que toda a região metropolitana estava em estado de emergência devido ao calor de estágio 4 de 5 de perigo. Isto condenou os moradores a aguentar uma sensação térmica que beirou os 50⁰C, sem ventilador ou ar condicionado, e confinados em suas casas que, em sua maioria, possuem telhas “brasilit” ou embolso nas paredes que intensificam a sensação de calor.

Dentre os assassinados, está um mototaxista, que foi fuzilado na parte de fora da comunidade,

giovedì 22 gennaio 2026

pc 22 gennaio - Migliaia protestano in Svizzera contro il Forum imperialista di Davos in una manifestazione anticapitalista-antimperialista-antifascista con scontri

info partizan/yeni demokrasi video su x 

Slogan e parole d'ordini

 A-Anti-Antikapitalista”,“Hoch die internationale Solidarität”,“El pueblo unido jamás será vencido”“Free Free Palestine”, “Viva Viva Palestina”

“Biji Berxwedana Rojava”, “Biji Berxwedana Gerilla”, “Kurdistan Goristan Ji Bo Faşistan”, “Jin, Jiyan, Azadî”Biji Kürdistan”, “Katil Colani”, “Terörist Colani”, “Terörist Erdoğan”, 

Emperyalist WEF Zirvesine ve Rojava’ya Yönelik Saldırılara Karşı İsviçre’de Kitlesel Eylemler Düzenlendi

pc 22 gennaio - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Davos, Trump, Europa... apparenza e sostanza del teatro dell’assurdo. Cambiare lo stato delle cose nel proletariato e nel popolo! - pirma parte

 

pc 22 gennaio - SABATO 24 GENNAIO MILANO CONTRO LA MONTATURA - CONTRO LA REPRESSIONE - ORA E SEMPRE RESISTENZA: PARTIGIANI IERI – PARTIGIANI OGGI

 

Ore 15:00

Piazza Loreto, angolo via Andrea Doria - davanti alla lapide dedicata ai 15 partigiani milanesi trucidati dai nazifascisti il 10 agosto 1944

Prima della partenza del corteo verrà deposto un mazzo di garofani rossi in segno di memoria, rispetto e continuità dei valori della lotta contro fascismo, occupazione e oppressione.

NO alla guerra imperialista

NO al riarmo e alla militarizzazione della società

NO ai DDL sicurezza e alla repressione

NO all’equiparazione tra antisionismo e antisemitismo

La solidarietà non è un reato

La resistenza non è terrorismo

Ci vediamo sabato. La memoria vive, la lotta continua

pc 22 gennaio - Ancora sulla Montatura poliziesca/giudiziaria contro Hannoun e i palestinesi: La strategia israeliana della "BATTLEFIELD EVIDENCE" e lo stop arrivato da Genova

Il Tribunale del Riesame ieri ha preso una decisione molto importante disponendo il rilascio di tre dei sette arrestati nell’inchiesta della Procura di Genova sul presunto finanziamento di Hamas attraverso raccolte fondi solidali verso la popolazione palestinese.

Anche se Mohammad Hannoun, considerato dagli inquirenti il leader, resta in carcere, buona parte del castello accusatorio nei confronti degli indagati è crollato.

In particolare, sembra essere stata stabilita la non ammissibilità della cosiddetta “battlefield evidence”, un dossier fornito dai servizi israeliani alle autorità italiane su cui si basa buona parte dell’inchiesta.

Cos’è e perché non è ammissibile la “battlefield evidence” israeliana

La “battlefield evidence”, letteralmente “prova sul campo di battaglia”, consiste in documenti e materiali raccolti direttamente da zone di conflitto, che vengono usati per indagini civili e processi per crimini di terrorismo, crimini di guerra e crimini internazionali, collegando mondo militare e forze dell’ordine.

Già dalle prime ore dopo gli arresti dell’inchiesta genovese, leggendo le pagine dell’ordinanza, appariva chiaro che parte del castello accusatorio nei confronti degli indagati si basava proprio su questi documenti forniti a mano da un agente israeliano agli inquirenti italiani. Fin da subito, però, c’era chi

pc 22 gennaio - Per i migranti, Piantedosi: più detenzione nei CPR e meno fogli di via, meno tutele di legge e costituzionali

Il governo Meloni col rapido attivismo di Piantedosi usa come avvoltoi fatti tragici - in questo caso l'assassinio dello studente da parte di un altro studente, entrambi di origine straniera, per fare una nuova operazione contro tutti i migranti, di attacco ai loro diritti - Stanno preparando un altro decreto sicurezza...

 Da NO ai CPR e dalla stampa

LA CIRCOLARE DI PIANTEDOSI: PIU' DETENZIONE IN CPR

...la circolare di Piantedosi inviterebbe i CPR ad evitare i rilasci delle persone detenute in CPR che non si riesce a rimpatriare o che vengono liberate per altro motivo (ad esempio quello di salute!): attualmente sono circa il 50%, da molti anni, sulle circa 6.000 persone che passano dal CPR.
Quanto ai numeri sciorinati sui rimpatri che il ministro dice essere aumentati, vi invitiamo a leggere Altreconomia, che ha smascherato la bufala: https://altreconomia.it/i-numeri-sui-rimpatri-diffusi.../

Ma tornando alla novità di cui all'articolo, in sostanza, siamo in presenza di un invito - per questioni di sicurezza! - a detenere quanto più possibile fino al termine massimo (di 18 mesi. Per ora...) le persone, magari anche se hanno problemi di salute o magari anche se ormai è certo che non le si possa rimpatriare, piuttosto che lasciarle uscire con il consueto invito ad allontanarsi dal territorio entro 7 giorni spontaneamente.
Fortunatamente i giudici pongono di norma, anzi a volte, dei paletti alla detenzione quando è evidente che non possa più portare alla deportazione, magari per difficoltà di identificazione del soggetto nel