sabato 1 marzo 2025

pc 1 marzo - Verso l'8 Marzo: l'Assemblea delle donne/lavoratrici

 

La prossima settimana sarà l’8 Marzo, la giornata internazionale delle donne, ci sarà lo sciopero delle donne. Ci avviamo quindi verso una settimana importante di mobilitazione e di lotta, delle donne per le donne, del movimento delle donne, non solo in questo paese ma anche a livello internazionale.

Una giornata in cui sarà rilanciato e riaffermato lo sciopero delle donne, in cui impugneremo di nuovo l'arma dello sciopero delle donne come nuova sfida, come nuova lotta, innanzitutto contro l'attacco generale che ancor più in questa fase viene sferrato da governo, dai padroni e dall'intero sistema sociale, all’intera condizione di vita della maggioranza delle donne in questo paese, collegandoci naturalmente a tutte le donne che sono in lotta nel mondo, che subiscono ogni forma di sfruttamento e di oppressione.

Sarà quindi una settimana ricca di azioni e anche di mobilitazioni anche prima dell'8 Marzo e verso l'8 Marzo, proprio all'interno delle iniziative che si faranno e che faremo, abbiamo lanciato nella giornata del 4 Marzo una Assemblea telematica nazionale, di pomeriggio, a partire dalle ore 17:30 a cui invitiamo a partecipare le lavoratrici, le operaie, le precarie, le donne in lotta, le compagne.

Innanzitutto questa Assemblea vuole essere un momento per unirci verso l'8 Marzo impugnando l'arma dello sciopero delle donne contro ogni attacco che i padroni e questo governo Meloni sferrano ogni

giorno - e sempre di più - contro la maggioranza delle donne in ogni ambito, quello economico, politico, ideologico, culturale. Un'Assemblea che vuole anche costruire un collegamento sull'onda di quel filo rosso, combattivo, determinato, della doppia lotta, oggi sempre più necessaria, a cui siamo chiamate contro gli attacchi che subiamo sia da un punto di vista di classe che da un punto di vista di genere in ogni ambito. Un'Assemblea con la parola d'ordine che “tutta la vita - la nostra vita - deve davvero cambiare” e che possa concretizzarsi anche in funzione dell'8 Marzo - e nella giornata dell'8 Marzo attraverso lo sciopero delle donne - in un passo in avanti in quel percorso di lotta che noi diciamo di lunga durata, che deve avanzare anche nella prospettiva di un vero cambiamento sociale, di una vera liberazione sociale.

Chi più delle lavoratrici oggi può gridare veramente “tutta la nostra vita deve davvero cambiare”? Chi può farlo se non le lavoratrici la cui condizione di lavoro in questo paese fatta di sfruttamento sempre più pesante, di discriminazioni, di una condizione anche di precarietà e di instabilità che si aggravano sempre di più con l’oppressione sessuale, con le molestie sul lavoro, con i ricatti sessuali?

Chi più delle operaie, oggi, in questo paese e non solo, può veramente gridare e aspirare a che diventi veramente reale la parola d’ordine che “tutta la vita deve cambiare”? Chi può farlo se non le operaie che nelle fabbriche subiscono uno sfruttamento sempre più pesante, una condizione di instabilità e precarietà dentro le fabbriche che si unisce anche a una condizione sempre più di repressione padronale, incentivata da questo governo Meloni al pieno servizio dei padroni? E quindi chi può farlo di più delle operaie che vengono represse solo perché si organizzano anche sindacalmente, perché vogliono ribellarsi a una situazione di repressione padronale, perché vogliono scioperare e vediamo come lo sciopero viene messo sotto attacco ogni giorno sempre di più in questo paese? Chi più delle donne precarie, delle donne disoccupate, devono aspirare a che la vita cambi veramente con un governo oggi che è sempre più arrogante verso i disoccupati, le disoccupate, un governo che ha tolto tutto ai disoccupati, pensiamo al reddito di cittadinanza che ha colpito tantissime donne, un governo arrogante verso i disoccupati che sarebbero degli "scansafatiche" che non vogliono lavorare?

Chi più delle immigrate ha diritto a gridare che la vita deve davvero cambiare? Chi più di loro che, oltre a subire il pesante sfruttamento e oppressione, subiscono in questo paese politiche sempre più fascio-razziste, all'interno di un'onda nera che avanza in tal senso a livello internazionale, contro gli immigrati, ma anche contro le donne, pensiamo ora agli USA di Trump?

Chi più delle giovani ha diritto a volere, ad aspirare, a che la vita cambi davvero, a un vero cambiamento sociale? Chi lo vuole più delle giovani studentesse che oggi vengono sempre più attaccate da questo governo che forma una scuola sempre più reazionaria, conservatrice, sempre più fondata su valori - anzi non-valori - machisti, militarizzata, una scuola di un ministro che si permette di dire che in Italia i femminicidi sono soprattutto addebitabili agli immigrati, che il patriarcato non esiste e il tutto mentre dilagano le campagne ideologiche del governo sulla natalità, sulle donne che servono socialmente solo se fanno figli, con l'altra faccia della nera medaglia dell'attacco al diritto d'aborto, alla libertà di scelta delle donne, all'autodeterminazione delle donne.

Quindi quando si dice che “la vita deve davvero cambiare” c’è un'analisi da un lato, però dall'altro lato  dobbiamo arrivare anche a un'azione condivisa, a delle parole d'ordini condivise, ad un'azione visibile condivisa nello sciopero delle donne.

L'Assemblea può essere uno strumento anche in tal senso, ma che sia anche un ponte per collegarsi a tutte le altre donne che lottano nel mondo, a partire dalle donne palestinesi che, se da un lato rappresentano il cuore dell'oppressione fino in fondo di questo sistema sociale imperialista, dall'alto, però, rappresentano uno dei cuori più pulsanti di donne che resistono e che lottano contro la violenza fino in fondo, l'oppressione fino in fondo.

Sarà un'Assemblea da dove si partirà e porteremo le nostre azioni quotidiane, le nostre battaglie quotidiane, le lotte quotidiane, le istanze, le rivendicazioni, i bisogni che nascono oggi nella fase specifica che viviamo, che sono necessarie e che si devono poi tradurre anche in azioni, in denuncia, in protesta, in parole d'ordini che vogliamo portare nello sciopero delle donne con la piattaforma dello sciopero delle donne che discuteremo, che riprenderemo nell'Assemblea, che dà il quadro generale dell'attacco a 360 ° alla condizione di lavoro, di non-lavoro, di vita, della maggioranza delle donne, ma anche la prospettiva di lotta necessaria, qui e ora, ma anche nella prospettiva di una lotta più generale e ampia contro il sistema sociale capitalista/imperialista che è la vera causa di questo attacco a 360 °.

Portiamo dentro questa Assemblea il fatto che se anche partiamo dalle battaglie immediate, dai bisogni immediati, però poi si deve anche arrivare alla radice del problema, cioè alla radice della barbarie sociale in cui viviamo, che in questo paese si concretizza nel moderno fascismo, nel moderno Medioevo che avanzano con il governo Meloni e che più in generale si concretizza nel sistema capitalista/imperialista sempre più in crisi ma che proprio per questo diventa una bestia ferita, più aggressivo nell'attaccare i popoli oppressi e nell'attaccare poi i proletari, le proletarie nei paesi imperialisti, nelle città delle imperialiste.

La ripresa anche dei valori patriarcali anche in forma moderna, Dio/Patria/Famiglia, il moderno patriarcalismo che diventa anche una necessità del sistema per opprimere la metà dell'umanità - e quindi in questo caso le donne - e quindi il collegamento anche della lotta contro il patriarcalismo alla lotta contro il capitalismo, contro l'imperialismo che nella fase specifica oggi significa lottare contro il governo Meloni.

Dobbiamo portare nello sciopero tutto questo e ragionare, discutere, affrontare, ma anche concretizzare in questa Assemblea, in funzione di un'azione condivisa, di un’azione di unità, di un'azione collegata nello sciopero delle donne nella giornata dell'8 Marzo, come lavoratrici, come operaie, come precarie, come donne in lotta, come proletarie, come compagne.

Un momento che ci possa anche aiutare a crescere nella consapevolezza di quale lotta oggi sia sempre più necessaria per noi donne lavoratrici, per noi donne proletarie, cioè la consapevolezza di impugnare la lotta rivoluzionaria, la consapevolezza di comprendere anche l'inconciliabilità con la lotta riformista per le donne proletarie, per le donne lavoratrici, perché ogni catena di questo sistema capitalista e imperialista noi siamo chiamate a spezzare che sono le catene dell'oppressione dello sfruttamento che subiamo, da qui la necessità della lotta invece rivoluzionaria che ci possa mettere in una prospettiva di lotta a 360 ° contro questo sistema e di una prospettiva di un vero cambiamento sociale, di una vera liberazione sociale.

Invitiamo tutte a partecipare a questa Assemblea, auspichiamo che partecipiate il 4 marzo alle ore 17:30. Per collegarsi, quindi per avere il link per collegarsi, si può scrivere a mfpr.naz@gmail.com oppure a lavoratriciprecariedisoccupate@gmail.com

Verso l'Assemblea del 4 Marzo che ci porti alla nuova sfida, a un forte, combattivo, sciopero delle donne nella giornata dell'8 Marzo contro i padroni, contro il governo, contro un sistema che vogliamo spazzare via.

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