martedì 31 maggio 2011

pc 31 maggio - I costi della Guerra negli USA non sono argomenti di "conversazione nazionale", parola di Moises Naim

In questo articolo apparso sul Sole 24 Ore di domenica scorsa Moisés Naím si lamenta del fatto che negli Stati Uniti non ci sia “conversazione nazionale” su alcuni argomenti importanti e ne elenca almeno tre, quello che ci interessa commentare qui per adesso è il punto sulla guerra e la spesa militare correlata.

Verrebbe da dire viva la sincerità se non fosse che Naím è un borghese di antico pelo che della democrazia ha un concetto adeguato alla sua classe; a quale scopo, quindi, questa “messa sull’avviso” alla classe dirigente americana? Ma è chiaro, per prevenire qualche “primavera” anche negli States…

La spesa militare di cui si parla, difficile pure da concepire, se non da calcolare sia in termini di soldi che di danni reali, è un chiaro esempio del fatto che la guerra strutturalmente correlata al sistema sociale capitalista-imperialista ha acquisito una tale enormità che “solo” davanti a questo ogni idea di pacifismo assume un aspetto di frustrante innocuità ingannatrice. Ed è tale questo incancrenimento che si devono spendere "1.000 miliardi di dollari senza sapere in che modo"!!!

Ecco qua come si esprime Naím: “Nonostante la vibrante democrazia e la strenua tutela della libertà di espressione,” e già ci vuole una grande faccia tosta visto che il democratico e nobel per la pace Obama ha appena firmato anzi, telefirmato[1], la legge “antiterrorismo”, detta “Patriot Act”, un vero e proprio attentato alle libertà democratiche come denunciato anche dall'organizzazione Usa ACLU (American Civil Liberties Union), nonostante questo, qindi, “la conversazione nazionale ha molteplici punti ciechi importanti anche negli Stati Uniti. Ce ne sono tre in particolare che mi sembrano degni di nota: si riferiscono ai militari, alle finanze e agli ispanici.”

Il paese industrialmente più sviluppato, diceva Marx, non fa che mostrare a quello meno sviluppato l'immagine del suo avvenire, e il paese più avanzato dal punto di vista del capitalismo è attualmente quello degli Stati Uniti, anche in fatto di strada verso il moderno fascismo…

“La spesa militare fraudolenta


"È risaputo che gli Stati Uniti sono il paese con la spesa militare più elevata. Spendono il 43% del totale mondiale[2] e più dell'insieme dei dieci Paesi che li seguono in classifica. Il Pentagono assorbe circa un terzo del budget nazionale nordamericano e negli ultimi dieci anni la spesa militare statunitense è aumentata al ritmo del 9% all'anno. A Washington è stato avviato di recente un dibattito sulla necessità di ridurre la spesa militare, ma gli importi massimi di cui si parla sono in realtà minimi. E il fatto di cui si parla poco - e questo è un importante punto cieco - è l'enorme spreco che esiste nella spesa militare. Alcune stime lo collocano intorno al 30% del totale. O anche di più. Ma la realtà è che non si sa: «Non è possibile effettuare la revisione contabile dei rendiconti finanziari del Dipartimento della Difesa» ha concluso il Government Accountability Office poco tempo fa. Questo significa che gli Stati Uniti spendono ogni anno circa 1.000 miliardi di dollari senza sapere in che modo. E, secondo i revisori, «la mancanza di controlli rende difficile rilevare le frodi, gli sprechi e gli abusi». Questo non fa parte della conversazione nazionale."

Come sembra non aver fatto parte della "conversazione" la spesa che si aggiunge a tutto questo e cioè quella per la caccia a Bin Laden riportata da un altro articolo del Sole: 1.300 miliardi di dollari…



[1] Curiosa notizia circa la firma: per evitare che scadessero i termini per l'approvazione della legge Obama ha firmato mentre era all'estero attraverso uno strano macchinario che riproduceva la sua firma!

[2] nel 2010 ha ammonta a 1.630 miliardi di dollari

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