venerdì 12 settembre 2014

pc 12 settembre - L'ATTIVO DEL MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO

Nell’incontro che si è tenuto il 31 agosto 2014 in Sicilia, all’interno dell’attivo politico nazionale di Proletari Comunisti – PCm Italia, le compagne del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario hanno fatto un bilancio collettivo ripercorrendo l’anno di lotta, che ha visto in particolare il raggiungimento di un obiettivo nuovo e per nulla facile, nè scontato, lo Sciopero delle Donne, con la partecipazione di tantissime donne, operaie, precarie, le lavoratrici del settore scuola, le studentesse che hanno partecipato con numeri significativi cosi da rendere questo sciopero storico anche nei dati oltre che nei contenuti.
E ora il tempo di consolidare quanto messo in campo perchè “Nella odierna società imperialista, le donne sia nel campo delle lotte sia nell’impegno personale e delle idee hanno una marcia in più, mostrano ogni giorno che sono sempre di più una forza poderosa che tutti devono contribuire a scatenare, in particolare nelle organizzazioni di classe e nelle organizzazioni rivoluzionarie. Il partito comunista di tipo nuovo maoista in questo è il principale strumento e bersaglio.” (dal libretto 'Pillole Comuniste').
La marcia in più vale per tutte le donne che si ribellano alla doppia oppressione di questo sistema imperialista e capitalista, in un intreccio tra classe e genere che è alla base della ribellione della maggioranza delle donne, come forza poderosa che tutti devono contribuire a scatenare, perchè ricchezza per la lotta rivoluzionaria. Un intreccio che invece viene negato da realtà del movimento rivoluzionario che vedono solo o l’uno o l’altro aspetto.
Proletari Comunisti - PCm Italia, di cui l’MFPR è organismo generato, pone la questione dello scatenare la forza poderosa delle donne come discriminante:
Il movimento delle donne è quello decisivo per la rivoluzione in ogni paese, ma è anche indispensabile per costruire il partito comunista di tipo nuovo e il sindacato di classe” (da Pillole comuniste)
Non ci può essere rivoluzione e cambiamento in questa società senza questo movimento delle donne, così come è decisiva la lotta e la coscienza teorica e pratica della doppia rivoluzione delle donne per la costruzione del partito rivoluzionario di tipo nuovo e del sindacato di classe, in cui il protagonismo delle donne è un tratto distintivo e centrale.
In questo senso esperienze esemplari nell'anno “politico” 2013/2014 sono state lo Sciopero delle Donne e l’8 marzo con l'appello del Mfpr a tutto il movimento delle donne a riprendersi e rialzarsi un'8 marzo rosso e proletario.
Queste parole d’ordine, i contenuti, le iniziative pratiche di lotta portate avanti nei mesi scorsi sono state in sintonia con la realtà, con i bi-sogni, i sentimenti delle maggioranza delle donne verso un vero cambiamento della condizione di vita, in particolare le operaie, le lavoratrici, le precarie, le disoccupate, casalinghe, le ragazze.
Importante è stata l’eco internazionale che hanno avuto queste esperienze di lotta, collocate e collegate dal Mfpr alle lotte che in tanti paesi le donne portano avanti, e all'interno di queste, alle esperienze più avanzate delle donne rivoluzionarie e comuniste nelle guerre popolari. Per questo l'eco del lavoro, della battaglia di principio e pratica del Mfpr è arrivata fino in India dove tantissime donne sono parte integrante e dirigente della guerra popolare, e, nel ruolo all'interno di essa, portano già una trasformazione non solo sul fronte pratico, ma anche ideologico.
L'Mfpr è impegnata ora a portare più avanti questo patrimonio strategico di concezione, linea-prassi intorno alle questioni della necessità non solo in Italia, ma in ogni paese e movimento delle donne, del “movimento femminista proletario rivoluzionario”, dello “scatenare la furia delle donne come forza poderosa della rivoluzione” e della “rivoluzione nella rivoluzione”.
In un ragionamento collettivo in cui abbiamo considerato anche limiti e questioni da sviluppare, un aspetto da tenere ben presente è che le esperienze non si possono meramente ripetere.
Nel nuovo anno di lotta che sta iniziando è necessario lavorare perchè la linea-concezione rivoluzionaria che si è concretizzata nello Sciopero delle Donne, si affermi estesamente e si diffonda, contro le tendenze che soffocano, sottovalutano o ostacolano lo “sciopero delle donne” doppia lotta, come intreccio di lotta di classe e di genere, o ne vogliono spuntare le punte di critica/trasformazione anche all'interno del movimento proletario e dei movimenti di opposizione.
Così sulla questione della violenza sulle donne, dei femminicidi, stupri, una violenza strutturale sistemica che continuerà inevitabilmente a riprodursi in questa società che ne è la causa, non possono bastare le tante e giuste denunce, ma occorre intraprendere necessariamente la strada della lotta rivoluzionaria contro il sistema sociale che la genera, chiamando le donne a respingere tutte quelle posizioni che le vogliono portare a sperare in un cambiamento (impossibile) dall’interno di questo sistema borghese.
In questo senso nei prossimi mesi dobbiamo essere ancora più impegnate in una battaglia sul fronte teorico per far avanzare la pratica.
In questa battaglia gli opuscoli come “La scintilla dello Sciopero delle Donne”, “S/catenate – donne lavoro e non lavoro – una lotta di classe e di genere”, “Uccisioni delle donne, oggi” e altri da noi fatti negli anni, sono strumenti, “armi” per elevare, non solo quantitativamente ma anche qualitativamente, la mobilitazione delle donne; ed essi servono non solo alle donne ma all’intera classe proletaria, al movimento rivoluzionario.
Ma proprio per questo far conoscere, diffondere questi testi non richiede solo un nostro maggiore impegno, ma è anch'essa un'azione di combattimento per farne strumenti di lotta. Organizzeremo iniziative di diffusione, presentazione degli opuscoli – come se fossero iniziative di lotta – a partire dalle fabbriche e posti di lavoro protagonisti dello sciopero delle donne e nelle città in cui siamo presenti o possiamo arrivare; coinvolgendo tutte le energie che vogliono darci un aiuto in questo.
Legare, inoltre, la pratica alla formazione teorica, con l’organizzazione di gruppi di studio aperti su testi quali la “Concezione materialistica della storia” di Marx ed Engels e “L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato” di Engels, riprendendo anche l'opuscolo del 1° seminario del Mfpr di Agrigento che pose a base questi testi per combattere l'idealismo del femminismo borghese e piccolo borghese e affermare la concezione materialistico-dialettica della storia che spiega il perchè dell'indicazione “movimento femminista proletario rivoluzionario”, è un’altra arma per consolidare e portare avanti il percorso di lotta e di avanzamento oggi necessario.

per il Movimento femminista proletario rivoluzionario
Cettina - Palermo

agosto 2014

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