martedì 20 maggio 2014

pc 20 maggio - Tutto il nostro lavoro in tutti i campi è per costruire il Partito comunista

dall'ultimo numero del giornale proletari comunisti a sua volta tratto dall'opuscolo 

di studio su 'PRINCIPI DEL LENINISMO' di Stalin

 IL PARTITO CHE CI SERVE

...il proletariato è l’unica classe che può costruire un partito comunista e su cui il partito comunista si può basare...”

estratti dall’opuscolo : “Note di studio su ‘Principi del Leninismo’ di Stalin”

..quali le le ragioni del fallimento dei partiti revisionisti e opportunisti dell'estrema sinistra che sono stati una riedizione in piccolo dei partiti della II internazionale...
Questi partiti considerano le forme parlamentari di lotta come principali, vivono praticamente per le elezioni, “non sono strumenti adatti per la lotta rivoluzionaria del proletariato – e questo neanche lo vogliono – non sono partiti di lotta del proletariato”. E questo carattere è stato ed è alla base dell'estraneità alle lotte proletarie in genere e anche del fatto che siano maturate nelle masse in lotta l'idea che i partiti in genere, anche di estrema sinistra, siano inutili, estranei alla loro lotte e quindi non in grado di rappresentarle.
Non sono partiti che guidano gli operai alla conquista del potere ma un apparato elettorale”.
.... la costituzione del partito deve essere fatta,, “con un metodo nuovo, rivoluzionario”, “con la rieducazione degli operai” nello spirito della lotta rivoluzionaria per il potere”...., con la collocazione di questa costituzione nella visione internazionale, con una visione internazionale, con legami internazionali per permettere ad esso di cogliere l'importanza della “alleanza con il proletariato dei paesi vicino, creazione di saldi legami con i movimenti di liberazione”, ecc...

E' evidente, quindi, che la costituzione del partito nuovo deve essere scevra, libera da tutte queste influenze del revisionismo, radicalmente alternativa nel metodo e nella prassi e deve avere davanti a sé un solo problema, quello di convincere le masse in lotta senza partito che questo partito nuovo è realmente nuovo, è possibile ed è necessario.
Questo è stato ed è il fondamento ideologico e programmatico che ha guidato la Direzione del nostro partito, da Agit/Prop ad oggi, al di là dei risultati effettivi conseguiti, ed esso è la base identitaria indispensabile del PCm.

Cosa è e deve diventare, quindi, il nostro partito? “Un nuovo partito , un partito combattivo, rivoluzionario, sufficientemente audace da condurre i proletari alla lotta per il potere, sufficientemente esperto da sapersi orientare nelle condizioni complesse di una situazione rivoluzionaria (potenziale e in sviluppo) e sufficientemente agile da superare gli scogli di ogni genere di cui è irta la strada che conduce alla meta. Senza tale partito non si potrebbe nemmeno pensare a rovesciare l'imperialismo, a conquistare la dittatura del proletariato”.
...’il partito deve assorbire tutti i migliori elementi della classe operaia, la loro esperienza, il loro spirito rivoluzionario, la loro infinita dedizione alla causa del proletariato”...
... E' evidente che in questa fase storica e in paesi come il nostro questi elementi non esistono, bisogna quindi comprendere che è il partito il depositario di questi fattori che tra le avanguardie esistono in maniera disorganica, parziale, potenziali e che il partito deve saper rivolgersi a questi, assorbirli per restituire in forma organica e permettere via via che queste avanguardie diventino quelle che corrispondono al partito...

In generale i migliori elementi della classe operaia sono quelli che fanno la lotta che attualmente è quasi esclusivamente lotta sindacale. La loro esperienza reale è di questo tipo di lotta, a cui fanno eccezione un numero ristretto di avanguardie operaie degli anni '70 che ancora sono in campo. Quindi, è dentro la loro esperienza sindacale che vanno distinti elementi qualitativi da elementi banali, il loro spirito rivoluzionario; ma essi in generale non hanno come obiettivo la rivoluzione tranne rarissime eccezioni. Lo spirito rivoluzionario vive nello spirito di lotta, nel non limitarsi a forme di lotte legali, tradizionali, nella combattività, nel coraggio, contrapposizione, questo è potenziale spirito rivoluzionario....
Quindi, il partito nella fase della costituzione deve ragionare come se esso fosse formato dagli “elementi migliori” e deve saper discernere, organizzare, assorbire quelli che sono gli elementi migliori nella realtà...

Noi dobbiamo fare lotta ideologica attiva, lotta tra le due linee, Tesi, scuole quadri per trasformarlo in partito che “deve essere alla testa della classe operaia, deve vedere più lontano della classe operaia, deve guidare il proletariato a non essere a rimorchio del movimento spontaneo”. Questo è il partito rivoluzionario, altrimenti prevalgono partiti, organizzazioni, gruppi, militanti che predicano il codismo. E chi sono i codisti? Dice il testo: “Agenti della politica borghese che condannano il proletariato al ruolo di strumento nelle mani della borghesia”.
Il partito che noi dobbiamo costruire deve essere in grado di “distogliere la classe operaia dalla strada del tradunionismo e trasformarla in una forza politica indipendente”...

Nell'esperienza pratica del movimento comunista di ispirazione maoista, degli anni '70 in particolare, alcune organizzazioni mlm hanno coltivato questa distinzione fino a rappresentarne una rottura, per cui operai d'avanguardia nell'organizzazione sono facilmente diventati militanti sradicati dal contesto che li aveva prodotti.
In questa fase però non è così che si presenta la realtà. Le avanguardie operaie restano fin troppo parte della classe rappresentando i limiti ideologici e politici, di coscienza generale, identificandosi più come avanguardie sindacali che come parte di un partito politico in formazione.
Su alcune questioni però bisogna forzare la mano all'andamento corrente, cioè in particolare bisogna maturare e fare emergere una capacità di direzione e un credito morale e politico che non può che scaturire dalla capacità di guardare più lontano, di saper analizzare la realtà e dall'intransigenza della lotta per la difesa degli interessi operai.
Questo può far sì che il nucleo di partito iniziale, pur essendo impegnato in compiti principalmente teorico propagandistici, pur dovendo spesso limitare la sua attività di direzione ad embrionali lotte sindacali, deve godere però nei suoi militanti di un credito morale e politico, non solo in ristretti circoli ma verso le fabbriche e i proletari in lotta in cui effettivamente opera. ...
Questo è una premessa assoluta per creare quei salti di qualità nell'adesione al partito quando le condizioni maturano, spesso, non bisogna avere timore di dirlo, per spinte spontanee che si incontrano con la presenza militante dell'avanguardia partito.
Più difficile è nella fase iniziale che maturi quel processo che nel testo è definito “il nostro partito che è percepito come il loro partito”.In generale spesso ci si trova di fronte nella realtà del nostro paese, negli ultimi anni post '70, di fronte a due percorsi paralleli in cui i comunisti lavorano per la costituzione del partito della classe operaia e gli operai privi della presenza e guida del partito pensino ad un loro partito.

Questo è un problema più difficile e fa parte di quelle – definite nel testo - “condizioni complesse” per realizzare l'incontro tra avanguardie comuniste già organizzate per il partito e percorso della classe operaia verso il suo partito. “La chiave come sempre è la teoria, la linea, ma l'anello centrale è proprio la presenza di alcuni operai nel nucleo costitutivo del partito che possano essere quell'anello di congiunzione che rompe la spirale spontanea tra un partito a volte anche “perfetto” in teoria e concezione e operai che non riconoscono e che comunque non possono riuscire a costituire un loro reale partito senza che questo incontro si realizzi.
Infine, bisogna puntare molto sulla figura stessa dei militanti del partito in formazione che siano capaci per la loro dedizione, tenacia e spirito di combattimento di creare quello che il testo chiama “legami morali inafferrabili”.
Bisogna essere molto determinati nel costruire i quadri del partito in formazione provvisti di questa potenzialità e capacità, combattendo ogni forma di codismo e di autoreferenzialità.

...nessuna organizzazione, anche di più basso livello, può abbracciare l'intera classe operaia in regime capitalista. Questo è importante per combattere il menscevismo e il populismo, travestiti da operaismo, che nella fase iniziale della formazione del partito rappresentano una tendenza davvero pericolosa e dannosa.
Per capirci, questo significa che anche il partito iniziale, in formazione, svolge funzione di capo politico della classe operaia, purchè abbia piena coscienza dei limiti oggettivi e soggettivi entro cui si esercita questa funzione.

Il cuore della costituzione del partito è l'organizzazione del partito. Questo, avviene in condizioni difficili, passa da fasi in cui si è all'offensiva, vale a dire si può procedere celermente con molta spinta, a fasi in cui si è in ritirata, cioè bisogna tenere duro e non temere di perdere forze.
Il secondo elemento è il concetto di partito come somma delle sue organizzazioni...
Somma di organizzazioni non vuol dire coordinamento di esse, che un'organizzazione si aggiunge ad un'altra, ma sistema unico in grado di disciplinare l'organizzazione secondo livelli che anch'essi hanno necessità di essere ben definiti...

Quindi esistono una serie di organizzazioni, a cui il partito partecipa o crea, del proletariato e del movimento rivoluzionario in genere che convivono con l'azione principale in direzione della costituzione del partito...
L'altra distinzione importante è quella che distingue le organizzazioni di massa propriamente dette, la cui principale è il sindacato perchè abbraccia la maggioranza della classe operaia e del proletariato, con quelle create appositamente dal partito per svolgere funzione di orientamento, direzione, conquista, che nel linguaggio attuale nel nostro movimento si definiscono “organismi generati”, proprio per distinguerle dalle organizzazioni propriamente dette...
sia le une che le altre, sono assolutamente necessarie e senza di esse è impossibile portare le posizioni di classe e temprare le forze organizzate ai compiti della lotta di classe e in prospettiva ai compiti della rivoluzione. Il nostro partito nel movimento comunista maoista è l'unico che nella fase di costituzione, in particolare nei paesi imperialisti, sin dall'inizio ha avuto e tracciato una linea corretta su questo, al di là, evidentemente, dei risultati concreti che questo ha potuto avere nei diversi campi.
E' fondamentale, oggi, nella fase pianificata della costruzione del partito, che fa tesoro delle lezioni negative accumulate, mantenere saldamente questa teoria e questa concezione che incarna e personifica quella posta da Lenin del partito come forma suprema...

Naturalmente, il problema è che il partito deve essere realmente capace di dirigere queste organizzazioni. Che significa “realmente”? Che devono appartenere al partito la maggioranza dei quadri di queste organizzazioni, il partito deve avere esperienza nel campo in cui dirige, deve essere capace di elaborare la linea generale di questi organismi – perchè solo il partito può avere questa capacità, non l'organismo in sé...
Una volta che il partito afferra correttamente questo dato e anello, bisogna guardare agli organismi generati e di massa come parte essenziale del lavoro di partito, perchè solo così si capisce che vanno ampiamente utilizzati come scuole di formazione verso il partito e vanno conquistati via via gli attivisti migliori di essi al partito. E' questa dialettica che permette poi di “trasformare le diverse organizzazioni in organismi ausiliari e in cinghie di trasmissione che legano il partito alla classe e alle masse a cui si riferisce”.
Nella nostra esperienza questo è un fattore decisivo, come è naturale verso gli operai e le lotte proletarie, e come è invece necessario e indispensabile verso le donne e i giovani...
(in queste organizzazioni) bisogna affrontare e vincere “la teoria opportunista dell'indipendenza e della neutralità”...
Bisogna affermare con nettezza che serve il partito perchè la linea generale e l'obiettivo è la conquista del potere proletario. Separare quindi il partito dall'obiettivo per cui serve è costruire partiti che pur dichiarandosi formalmente comunisti in realtà non lo sono.

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