lunedì 10 luglio 2017

pc 10 luglio - PER UNA LETTURA MARXIANA - "I MIGRANTI COME COMPONENTE DELLA SOVRAPPOPOLAZIONE OPERAIA CRETA DAL CAPITALE"

Brevi stralci da
“Migranti ed emancipazione umana nel mercato mondiale della globalizzazione capitalistica” - di Giuseppe Antonio Di Marco

Nella situazione contemporanea che da ormai trent'anni si chiama “globalizzazione”, il ruolo dei migranti è centrale. Ma per comprendere adeguatamente la loro condizione, bisogna partire dal fatto che la globalizzazione altro non è se non il totale imporsi su tutto il pianeta del dominio del modo di produzione e del rapporto sociale fondati sul capitale...
il migrante della globalizzazione sembra incarnare quella necessità suddetta di un rapido movimento della forza-lavoro, gettabile da una sfera di produzione all'altra affinchè più rapidamente si livellino le differenti composizioni organiche dei capitali nel saggio medio di profitto... in particolare la forza-lavoro migrante è indifferente, ovvero è costretta all'indifferenza, verso il contenuto del suo lavoro, poiché vende la sua merce forza-lavoro là dove trova possessori di mezzi di produzione disposti ad acquistarla...

La condizione dei migranti sotto il dominio del capitale nell'epoca della globalizzazione... si riflette anche nella sovrastruttura giuridica... La legge 40 del 1998 (Turco-Napolitano) costituisce il primo tentativo organico di regolazione dell'immigrazione alla luce dei mutamenti provocati dalla globalizzazione capitalistica e con l'aumento dei poteri dell'Unione europea. Su questo impianto, che ne resta il presupposto fondamentale, si sono inserite le successive modificazioni che... non alterano la continuità tra i vari interventi legislativi...
Il Testo unico rispecchia la tendenza del capitale a sopprimere gli impedimenti alla mobilità della forza-lavoro da una sfera di produzione all'altra e da un paese all'altro nel momento in cui esclude e sanziona in generale per ogni immigrato “discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi” (articolo 43)...
(Nella) legge i borghesi devono darsi un'espressione universale appunto perchè dominano come classe “ (Marx-Engels - ndr), quindi la legge non riflette l'interesse del singolo capitalista o di una corporazione di capitalisti... ma è l'espressione del dominio della borghesia come classe...
Anche le restrizioni che il Testo unico prevede e che via via sono state inasprite, non alterano idealmente l'impianto di fondo... anzi in qualche modo lo confermano, giacchè le espulsioni e gli inasprimenti di pene sono diretti al contrasto dell'immigrazione clandestina, cioè di uno spostamento degli individui che non avviene secondo la legge, vale a dire secondo una forma che rispecchia… il dominio della borghesia come classe...

I migranti come componente della sovrappopolazione operaia creata dal capitale
se da un lato.con l'accumulazione aumenta il numero di forze-lavoro da utilizzare per mettere in moto nuovi mezzi di produzione addizionali, dall'altro il mutamento qualitativo che l'aumento di capitale comporta sul pano dell'aumento della forza produttiva del lavoro, riduce la necessità di operai e così crea una sovrappopolazione la quale preme sugli operai occupati sia moderandone le richieste verso il capitale, sia costringendola a rendere liquida una creta quantità di lavoro comandata dal capitale...
i movimenti migratori... sono il risultato della produzione, ad opera dell'accumulazione capitalistica, di quella popolazione operaia eccedente che preme su quella occupata...

(rispetto a questo - ndr) l'istituzione dello sportello unico per l'immigrazione (istituito presso le Prefetture con l'art. 22 del TU- ndr) esprime innanzitutto un grado di centralizzazione e quindi di socializzazione dei capitali, tale che richiede la libertà della forza-lavoro di spostarsi da un luogo all'altro, da un ramo di produzione all'altro senza confini etnici o razziali...
L'articolo 21 prevede l'assegnazione di quote preferenziali agli Stati non appartenenti all'Unione europea, con cui siamo stati conclusi accordi per regolamentare i flussi di ingresso... Questi accordi... esprimendo l'esigenza di regolamentare sempre piùsu scala mondiale la domanda e l'offerta di lavoro, sono l'indice della tendenziale centralizzazione dei capitali, dei livellamenti dei saggi di profitto...
Le modificazioni intervenute con la legge Bossi-Fini e con il Pacchetto sicurezza intensificano, all'articolo 10bis, le punizioni pecuniarie per coloro che illegalmente soggiornano nel territorio dello Stato, unificano più strettamente il controllo alle frontiere... e sottolineano ancora di più la finalità della collaborazione tra i paesi interessati... va colta, a mio avviso, una connessione stretta tra i forti interventi repressivi verso l'immigrazione clandestina e alcuni interventi... riguardanti... l'integrazione degli immigrati con lavoro e permesso di soggiorno nello Stato...
...il carattere così ferocemente repressivo delle misure a cui sono soggetti i migranti clandestini, è funzionale a mantenere netta la divisione ela contrapposizione tra migranti in possesso di contratto di lavoro e quindi di permesso di soggiorno, e migranti che non hanno lavoro, quindi documenti, aspirano ad avere entrambe le cose. In tal modo la legge crea condizioni favorevolissime perchè il capitale utilizzi la pressione che i migranti senza libretto di lavoro, insieme con tutti i disoccupati residenti nello Stato, fanno su tutti gli operai occupati, migranti e non, per renderne le condizioni sempre più precarie, quanto più essi sono essenziali alla valorizzazione del capitale...
i trafficanti di potenziali schiavi salariati clandestini... fanno per il capitale il lavoro sporco di procurargli una sezione cospicua di sovrappopolazione illegale che possa far leva per l'accumulazione, aumentando la pressione sugli occupati legali...


...Anche qui si vede come il capitale sia esso stesso la contraddizione in processo, attraverso la quale crea le condizioni del suo superamento. Grazie alla tendenza a creare il mercato mondiale, esso “spinge a superare sia le barriere e i pregiudizi nazionali, sia l'idolatria della natura,la soddisfazione tradizionale, orgogliosamente ristretta entro angusti limiti dei bisogni esistenti, e la riproduzione del vecchio modo di vivere. Nei riguardi di tutto questo il capitale opera distruttivamente, attua una rivoluzione permanente, abbatte tutti gli ostacoli che frenano lo sviluppo delle forze produttive, la dilatazione dei bisogni, la varietà della produzione e lo sfruttamento e lo scambio delle forze della natura e dello spirito. Ma dal fatto che il capitale pone ciscuno di questi limiti come un ostacolo e prrciò idealmente lo ha superato, non ne derivca affatto che esso lo abbia superato realmente, e perciò ciascuno di tali ostacoli contraddice alla sua destinazione, la sua produzione si muove tra contraddizioni continuamente superate, ma altrettanto continuamente poste. E c'è di più. L'universalità verso la quale spinge irresistibilmente, trova nella sua propria natura ostacoli che ad un certo livello del suo sviluppo faranno riconoscere il capitale stesso come l'ostacolo massimo che si oppone a questa tendenza e perciò spingono alla sua soppressione attraverso esso stesso” (Marx-Engels – ndr) 

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