giovedì 30 giugno 2011

pc 30 giugno - in piazza con i no tav - proletari comunisti milano


pc 30 giugno - dal movimento femminista proletario rivoluzionario ..milano


pc 30 giugno - INDIA: Ricercatrice americana "Non sono stata rapita dai maoisti..."


Davanti all’incessante attività dei maoisti con scioperi generali con blocco totale (bandh – tra gli ultimi quello di giovedì scorso contro la potente multinazionale sudcoreana dell’acciaio Posco) e l’impossibilità per le forze governative di entrare nelle zone liberate, e nonostante l’infuriare dell’operazione genocida “Green Hunt”, i funzionari governativi fanno di tutto per mettere in cattiva luce i maoisti con notizie false e ridicole smentite dagli stessi protagonisti come risulta dall’articolo che riportiamo dalla stampa borghese indiana.

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Non sono stata rapita dai maoisti: ricercatrice con sede negli Stati Uniti

Giu 30, 2011, 1248 ore di IST

Una ricercatrice universitaria americana, che le notizie riportavano come scomparsa mercoledì (29 giugno) insieme alla sua guida nel distretto di Jamui, Bihar, ha fatto una dichiarazione a Times Now negando con veemenza i resoconti che raccontavano del suo rapimento da parte dei maoisti.

Una residente di Bangalore - Juhi Tyagi, di circa 30 anni, ricercatore di sociologia presso la Stony Brook University di New York, è in visita alle zone rurali di Jamui per le sue ricerche sul problema maoista in India.

Parlando con Times Now Juhi ha detto: "Io non so da dove sia venuta fuori la notizia, sto facendo la mia ricerca e sto girando per i villaggi qui intorno. Potete per favore rilasciare una dichiarazione che dica che è tutto assolutamente falso. Sto facendo la mia ricerca. Non so da dove tutte queste informazioni false siano venute fuori. Potete per favore rilasciare una dichiarazione a nome mio. Sto nei villaggi e sto facendo le mie ricerche. Questo è tutto quello che sto facendo.

Il sovrintendente di polizia di Jamui, Ram Narain Singh, aveva detto ieri che Tyagi era scomparsa da due giorni con una abitante locale, Pradeep Das.

I due sono si stavano incontrando con alcuni abitanti dei villaggi, sospettati di essere simpatizzanti dei maoisti, ha detto.

Tyagi è arrivata a Jamui il 15 giugno. Lei aveva già visitato il distretto anche in precedenza. Jamui è considerata una roccaforte del Partito comunista dell’India-maoista messo al bando.

pc 30 giugno - LA TAV UCCIDE...


PRIMO MORTO DELL’OPERAZIONE “TALPA” BLINDATO DEI CC INVESTE PENSIONATA

Submitted by admin on 30 giugno 2011 – 09:05No Comment

Ieri pomeriggio 29 giugno un mezzo blindato antisommossa dei Carabinieri diretto a Chiomonte ha investito e ucciso una pensionata a Venaria, Anna Reccia e aveva 65 anni. Ci sentiamo di sottolineare da queste pagine quanto accaduto. E’ un’operazione militare a tutti gli effetti per la quantità di numeri e mazzi impiegata e nelle operazioni militari si sa ci stanno anche i morti. Dalle prime notizie l’autista dichiara di essersi fermato a fare rifornimento e poi essere ripartito per fermarsi dopo decine di metri al semaforo. Solo lì dice di essersi accorto di un corpo accasciato a terra dagli specchi retrovisori. Questi mezzi corazzati usati a Chiomonte sono mezzi da guerra dati in mano a dei criminali. Come a Genova ancora una volta l’arroganza e la guerra uccidono sotto gli pneumatici dei mezzi dei carabinieri. Fino a quando ancora? Questa morte è responsabilità della lobby si tav.

Il media mainstream dirà che questa è una forzatura strumentale dei notav. Non è così! In questi giorni decine e decine di mezzi incolonnati fanno su e giù per la valle. La realizzazione dell’opera prevede centinaia di tir – oltre ai mezzi delle forze dell’ordine – ch efaanno su e giù per decenni… Perché i giornali non scrivono che il mezzo che ha investito l’anziana signora era diretto al cntiere della MAddalena? Quando diciamo che il Tav è un’opera dannosa, nociva,necrogena intendiamo proprio questo: un costo sociale, umano e ambientale senza misura con i presunti “vantaggi”. Alla famiglia il nostro pensiero…

http://www.notav.info/post/primo-morto-delloperazione-talpa-blindato-dei-cc-investe-pensionata/

pc 30 giugno - LE DONNE SONO LE PRIME... AD ESSERE LICENZIATE...

Il caso

C'è la crisi, licenziate solo le donne

"Così stanno a casa a curare i figli"

Decisione shock alla MaVib di Inzago: "Tanto in famiglia il loro e sempre il secondo stipendio"

Durissima la reazione dei sindacati che denunciano: "Sembra di essere tornati nel Medioevo"

L'azienda licenzia, ma solo donne. "Così possono stare a casa a curare i bambini", dicono i dirigenti della MaVib di Inzago, produttrice di motori elettrici per impianti di condizionamento. All'indignazione dei sindacati ("sembra di essere tornati nel Medioevo"), si aggiunge la rabbia dei lavoratori - uomini e donne uniti - pronti a salire sulle barricate.

Invischiata nelle sabbie mobili della crisi, l'impresa a conduzione familiare fondata 25 anni fa da Ivaldo Colombo, ancora in plancia di comando, 5 milioni di fatturato, 30 dipendenti (12 uomini e 18 donne), finora era ricorsa solo agli ammortizzatori sociali. "Anche perché la situazione non è mai stata davvero drammatica", sottolinea Fabio Mangiafico di Fiom Milano. Una commessa per produrre impianti di raffreddamento di distributori automatici nell'Europa nord occidentale aveva dato ossigeno all'attività.

Dieci fa mesi, in 14 erano finiti comunque in cassa integrazione ordinaria, tutte donne, tranne uno. "Un'anticipazione di quello che stava per accadere", dice ora il sindacalista rileggendo i fatti. Ieri pomeriggio, nella sede di Api (Associazione piccole medie imprese), al tavolo delle trattative ci sono tutti: sindacati, associazioni di categoria e proprietà. È qui che l'amministratore delegato della società comunica la decisione. "Dopo la cassa integrazione - fa sapere la Fiom Cgil - hanno annunciato il licenziamento di 13 lavoratori scegliendoli rigorosamente di sesso femminile", precisando che "quello portato a casa dalle donne è comunque il secondo stipendio".

L'incontro viene sospeso e la notizia arriva sotto le volte del capannone di via Emanuele Filiberto, nella zona industriale di Inzago, quando manca una manciata di minuti alla sirena di fine giornata. Fuori dai cancelli basta un breve consulto tra gli operai. Tutti, nessuno escluso, decidono di presidiare la fabbrica, a partire dal giorno dopo. "C'è una totale mancanza di rispetto nei confronti delle donne, che a ben vedere sono la vera forza lavoro di questa azienda - attacca una lavoratrice che vuole restare anonima -. Abbiamo anche noi famiglie da mantenere e un mutuo da pagare, alcune di noi mantengono il marito perché disoccupato. Questa discriminazione è agghiacciante".

La repubblica(30 giugno 2011)

pc 30 giugno -strage di otranto..ingiustizia è fatta!

Strage di albanesi ad Otranto
ridotte le pene in appello

La sentenza per la morte dei 108 disperati che erano su una carretta del mare speronata da una corvetta della Marina. La corte decide per la distruzione dei resti della nave che i familiari delle vittime volevano riavere per farne un monumento alla memoria


Quattordici anni e tre mesi di attesa, poi, dopo l’ultima udienza davanti alla Corte d’assise d’appello di Lecce, quattordici ore di ulteriore stillicidio, prima della sentenza sull’affondamento della Kater I Rades, la carretta albanese inabbissatasi nel Canale d’Otranto il 28 marzo 1997, con quasi tutto il suo carico di disperati: 108 furono i morti. La decisione è arrivata a notte fonda, quando i numerosi parenti delle vittime che da un decennio seguono il processo erano ormai estenuati. Condanne ridotte, ma sostanzialmente confermate per i due presunti responsabili della “strage del Venerdì Santo”, l’italiano Fabrizio Laudadio, comandante della corvetta Sibilla della Marina Militare, e l’albanese Namik Xhaferi, pilota del barcone finito in fondo al mare, accusati di omicidio colposo plurimo, naufragio colposo e lesioni colpose.

LEGGI Kater I, i sopravvissuti in tribunale. "Giustizia per i nostri morti"

Quest’ultimo reato, hanno ravvisato i giudici, è ormai prescritto per cui, pur riconoscendo la penale responsabilità dei due imputati, è stato applicato un leggero sconto di pena, pari a due mesi per Xhaferi, la cui condanna è scesa a 3 anni e 10 mesi, e a otto mesi per Laudadio, condannato invece a 2 anni e 4 mesi grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha inoltre riconosciuto cospicui risarcimenti alle costituite parti civili, quantificati in cifre variabili da 20.000 a 300.000 euro in base al danno subito. Chiamare “danno” la distruzione di intere famiglie, del resto, è un eufemismo. La tragedia della Kater annientò interi nuclei di albanesi, i cui sopravvissuti, ieri, si sono ritrovati nel Tribunale di Lecce.

L’imbarcazione era salpata da Valona nel primo pomeriggio del 28 marzo, carica di donne e ragazzi in fuga dalla guerra. Era colma di disperati, ma il trattato firmato tra l’Italia e l’Albania non prevedeva distinzioni sulle procedure da attuare in caso di attraversamenti non autorizzati del Canale d’Otranto, così, quando si trovò in mare aperto, il barcone fu avvicinato da 5 imbarcazioni della Marina italiana, che misero in atto le cosiddette manovre di allontanamento. La Sibilla, però, si avvicinò troppo, al punto da toccare la Kater e causarne l’affondamento. O almeno così raccontarono i pochi superstiti e così ricostruì la Procura salentina, in ipotesi confortate da una serie di perizie, accolte dai giudici di primo e stanotte anche da quelli di secondo, nonostante la diversa interpretazione della Procura generale di Lecce, che in Appello, ha chiesto l’assoluzione per il comandante della nave italiana.

Alla fine, però, i giudici hanno deciso diversamente. E, a notte fonda, nel Tribunale buio e deserto, i parenti delle vittime si sono abbracciati e hanno pianto, ricordando i volti dei familiari inghiottiti dal mare. Nelle profondità dell’Adriatico ben 39 persone, i cui cadaveri non furono mai recuperati, riposano per sempre. In Albania, però, i loro nomi sono scritti su bare vuote, volute dai parenti nei cimiteri di Valona e di altri due paesi, accanto a quelle delle 69 vittime i cui corpi furono ripescati e poi seppelliti. Solo 34, tra uomini e donne, sono riusciti a salvarsi. Tra loro Hermal, che si era imbarcato sulla Kater insieme alla madre e che da solo è stato recuperato dagli uomini della Marina dopo aver nuotato a lungo. Anche per lui ieri una giornata infinita, poi, alle 2.30, la sentenza e, in una sola parola, “condanna”, la fine dell’attesa e le lacrime.

Quanto alla restituzione della nave allo stato albanese, come chiedevano i familiari delle vittime che avrebbero voluto fare delle reliquie un monumento alla memoria, la Corte ha invece disposto la revoca del provvedimento di restituzione e la rottamazione di quel che resta della nave, delegando per l'esecuzione il comando della Marina militare di Brindisi.

pc 30 giugno - tav assolti i profittatori della tav in toscana

Tav, colpo di spugna
assoluzioni a FirenzeVentisette dei quaranta imputati, quasi tutti del consorzio Cavet, erano stati condannati in primo grado a pene fino a 5 anni per traffico di rifiuti, smaltimento illegale di rifiuti speciali ed omessa bonifica. In appello sono restate solo alcune condanne per reati meno gravi. Revocato anche il maxirisarcimento
Tav, quasi tutti assolti o prescritti. Cadute comunque tutte le accuse più gravi. E' stata letta in tarda serata la sentenza del processo di appello per i danni all'ambiente causati dalla costruzione della linea alta velocità fra Toscana e Emilia: 79 chilometri di cui 73 in galleria. E' stato un colpo di spugna: tutte le 27 persone condannate fino a 5 anni in primo grado, tra cui 13 dirigenti, ingegneri e tecnici del Cavet, escono praticamente senza colpe. Restano solo alcuni reati minori. In appello è stato revocato anche il maxi risarcimento.

Il giudice di secondo grado ha assolto nel merito quasi tutti gli imputati, o per non aver commesso il fatto, o perchè il fatto non costituisce reato, o perchè il fatto non sussiste. Le accuse erano di traffico e smaltimento illegale di rifiuti illegali e omessa bonifica.

Ribaltata la decisione del giudice di primo grado che aveva ritenuto che il territorio del Mugello fosse stato duramente sacrificato a una grande opera di ingegneria realizzata con scarsissima attenzione per l' ambiente. Quel processo si è chiuso nel 2009, dopo 100 udienze. Il giudice Alessandro Nencini aveva condannato a 5 anni l' amministratore delegato di Cavet Alberto Rubegni, gli ex direttori generali Carlo Silva e Giovanni Guagnozzi, i direttori di tronco Franco Zambon e Franco Castellani, accusati di aver disseminato il territorio del Mugello, e non solo, di discariche di materiali di scavo delle gallerie e di fanghi contaminati da idrocarburi e da cemento, e di aver organizzato un traffico illecito di rifiuti.
A titolo di anticipo in primo grado erano stati previsti 50 milioni di euro per il Ministero dell' Ambiente, 50 milioni per la Regione Toscana, 50 per la Provincia di Firenze, più somme minori ad altri enti pubblici. Le accuse formulate dai pm Giulio Monferinie Gianni Tei, che hanno coordinato le indagini dei tecnici dell' Arpat, della polizia municipale e dei carabinieri, erano numerosissime e occupavano oltre 200 pagine. Molti dei reati, però, si sono prescritti durante il processo.

pc 30 giugno - egitto .le masse, sopratutto i giovani, riprendono la piazza per rovesciare il regime militare



Scontri e feriti in piazza Tahrir A migliaia tornano a protestare
la folla manifesta di nuovo nel centro del Cairo. La polizia carica con i lacrimogeni. Oltre mille feriti. L'esercito: "Tentativi di destabilizzazione"

IL CAIRO - E' di oltre mille feriti il bilancio degli scontri che da questa notte continuano tra forze di polizia e circa cinquemila manifestanti al Cairo. Questa mattina la tensione è tornata altissima con migliaia di persone che si sono riunite in piazza Tahrir, simbolo della protesta che portò alla caduta del presidente Hosni Mubarak. Alcuni hanno tentato di assaltare il vicino ministero dell'Interno e la polizia è tornata a caricare e lanciare lacrimogeni. Molte strade di accesso alla grande piazza, epicentro della rivolta anti Mubarak, sono chiuse al traffico da improvvisati servizi d'ordine. Le strade sono lastricate di sassi e di pietre e l'aria è densa di gas lacrimogeni. Gli scontri sono scoppiati improvvisamente a quasi due mesi dal 9 aprile, quando morirono due persone.

Secondo Al Jazeera, gli episodi di violenza sono iniziati martedì, quando la polizia ha cercato di impedire "un sit-in organizzato dalle famiglie delle persone uccise durante la rivoluzione. Le forze di sicurezza hanno sparato lacrimogeni per disperdere la folla mentre i manifestanti hanno risposto con il lancio di pietre". Il Movimento 6 Aprile, deluso dalla mancanza di riforme, ha lanciato un appello "a tutti gli egiziani" per un sit-in a oltranza a piazza Tahrir, "fino a quando non ci saranno segnali chiari che le nostre richieste saranno ascoltate".
Le notizie sul motivo degli scontri sono contraddittorie. Un manifestante ha raccontato stamattina di avere partecipato alla rivoluzione, ma di non capire chi siano le persone che stanno dando vita alle manifestazioni di questi giorni. "Nessun partito ha dato il suo sostegno, nessuno si sbilancia, io non capisco chi sono", ha detto Samir, mentre un altro si è avvicinato per ripetere lo slogan ritmato dai manifestanti "fuori fuori" spiegando che nel mirino c'è Hussein Tantawi, il capo del consiglio militare che regge il Paese dalla caduta di Mubarak. Consiglio militare che ha condannato gli scontri.
(29 giugno 2011)

pc 30 giugno - L'aquila processo alla commissione grandi rischi .. citato in giudizio berlusconi.. anche qui utilizzatore finale


L'Aquila, processo Grandi Rischi le parti civili
citano in giudizio la Presidenza del Consiglio
I familiari delle vittime citano la Presidenza a fini risarcitori. Nell'ambito del processo per omicidio colposo a carico dei componenti della commissione Grandi Rischi, organo di consultazione della Protezione Civile,a sua volta incardinata nella Presidenza del consiglio, accusati di avere dato informazioni rassicuranti sulla possibilità di un forte terremoto all'Aquila il 31 marzo 2009, una settimana prima del sisma che fece 309 vittime

L'AQUILA. Alcuni familiari di persone morte a causa del terremoto hanno citato in giudizio a fini risarcitori la presidenza del Consiglio dei ministri nell'ambito del processo per omicidio colposo plurimo a carico dei sette componenti della commissione Grandi Rischi.

La prima udienza di questo processo si svolgerà il 20 settembre data nella quale la Presidenza del Consiglio potrebbe presentarsi nel giudizio penale.

I componenti della commissione Grandi Rischi, organo di consultazione della Protezione Civile,a sua volta incardinata nella Presidenza del consiglio, sono accusati di avere dato informazioni rassicuranti sulla possibilità di un forte terremoto all'Aquila in occasione di una riunione che ci fu il 31 marzo 2009: poi, però, il 6 aprile ci fu l'apocalisse con 309 morti.

L'accusa sostiene che molte di quelle persone decedute sotto le macerie rimasero a casa proprio per quelle rassicurazioni.

pc 30 giugno - atene in rivolta

pc 30 giugno - il bacio della morte....

pc 30 giugno - siamo oltre il fascismo....

CAMERIERE UCCISO DA DATORE LAVORO NEL BRESCIANO,FERITA DONNAE' un cameriere marocchino che lavorava nel locale, la vittima dell'omicidio avvenuto questo pomeriggio a Desenzano del Garda, provincia di Brescia. A morire sotto i colpi di una semiautomatica Imad El Kalouli, 19 anni, marocchino. Il giovane da tempo in lite con il titolare era andato nel ristorante per chiarire la sua posizione lavorativa assieme ad una consulente di lavoro di 41 anni. La lite si e' subito accesa e il padre del titolare Gioacchino F., 46 anni ha preso la pistola e ha sparato almeno 4 colpi, uccidendo il ragazzo. La 41enne e' rimasta ferita di striscio da un proiettile che le ha sfiorato il fianco. Le indagini sono seguite dalla Squadra mobile di Brescia .


(28 giugno 2011) Le altre news

mercoledì 29 giugno 2011

pc 29 giugno - PADRONI E GOVERNO RINGRAZIANO LA CAMUSSO


LE DUE DONNE MALEFICHE

Questo accordo si può dire che è il frutto dell'unità, intesa di intenti della Marcegaglia e della Camusso. I commenti di entrambe sono stati pressocchè uguali: Si chiude una stagione di divisioni; le stesse foto ben dimostrano la perfetta intesa di queste due malefiche donne che nei mesi scorsi si sono scambiate frasi di saluto elogiative.


Cazzola (PDL): “Nella Cgil si avverte un mutamento significativo di linea politica”, che le consente d tornare “al centro dell'iniziativa contro le tentazioni all'autoisolamento e all'emarginazione”.
Min. Tremonti: “Grazie a Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti, Susanna Camusso. Grazie per quello che hanno fatto nell'interesse del nostro paese”.
Bastano queste dichiarazioni per togliere ogni dubbio che l'accordo sulla contrattazione e rappresentanza sindacale serve l'interesse del padronato e del governo.
La Fiom che ha chiamato a due scioperi generali per la difesa della contrattazione nazionale e dei diritti sindacali dei lavoratori, le strutture di base della Cgil, ora non possono cavarsela solo con la denuncia.
La firma della Camusso è l'imbocco di una strada, senza ritorno, di unità con i sindacati padronali e governativi cisl e uil, e di accettazione di fatto del piano Fiat che ha aperto l'attacco al Contratto nazionale e ai diritti di rappresentanza e di sciopero dei lavoratori e che aveva “mandato a dire” alla Cgil che “la Fiat auspica che le trattative in corso tra confindustria e sindacati possano portare ad un accordo che, garantendo un sistema di relazioni industriali più coerente con le esigenze della competizione mondiale, assicuri la piena operatività delle intese già raggiunte per gli stabilimenti di Pomigliano d'Arco, Mirafiori e Grugliasco”.
Con questa firma, quindi, tutta la lotta, la resistenza degli operai ai piani fascisti di Marchionne, gli stessi ricorsi presentati dalla Fiom, vengono cancellati.

L'accordo vuole blindare la lotta sindacale in una serie di norme; come ai tempi del fascismo la attività e l'organizzazione sindacale non deve essere una libera scelta dei lavoratori, ma vengono irreggimentate e, di conseguenza, vengono previste sanzioni per chi non osserva tali norme. Questo si chiama moderno fascismo padronale appoggiato da sindacati di regime.
L'esigibilità dei contratti vuole impedire che una volta decisi possano essere messi in discussione dalle lotte dei lavoratori. Questo, evidentemente, non è affatto un vincolo per le aziende che ormai scrivono loro i testi dei contratti e che continueranno a violare anche accordi e contratti da loro sottoscritti, ma è un vincolo per i lavoratori, per attaccare ogni sciopero che metta in discussioni anche solo parti di quei contratti svendita.
Dopo ogni firma, infatti, viene prevista una tregua sugli scioperi e le sanzioni per chi non la rispetta.
L'accordo prevede poi che i contratti aziendali possono essere modificati per “aderire alle esigenze degli specifici contesti produttivi”, in particolare su “prestazione lavorativa, orari e organizzazione del lavoro”; viene, quindi, stabilita una deroga, chiaramente in peggio, al contratto nazionale in modo che ogni azienda potrà ulteriormente violare i diritti e la tutela delle condizioni di lavoro.
La Cgil della Camusso, in questo modo, ha firmato contro la volontà espressa negli scioperi e nelle manifestazioni di operai, lavoratori nei mesi scorsi, che aveva nella difesa della contrattazione nazionale e nell'unità delle condizioni di lavoro in tutte le aziende uno delle richieste principali; ha firmato per la divisione e la debolezza dei lavoratori.
L'accordo dà un definitivo colpo di spugna anche ai residui di democrazia sindacale: “D'ora in poi un contratto sarà valido per tutti se sarà firmato dal 50 per cento più uno delle Rsu che saranno costituite secondo due criteri: il voto di tutti i lavoratori e e la certificazione degli iscritti alle singole organizzazioni da parte dell'Inps. Quindi niente più referendum. Esso resterebbe in vigore solo dove vi sono le Rsa, al posto delle Rsu, con rappresentanti nominati direttamente dalle segreterie, ma anche in questo caso la votazione non è scontata, per il referendum serve una richiesta di almeno una organizzazione firmataria di questo accordo o del 30% dei lavoratori.
Con una decisione che sta tra la farsa e la tragedia, il contratto di fatto viene votato senza il consenso dei lavoratori ma da delegati sempre più allineati e irreggimentati dalle segreterie sindacali che hanno siglato quel contratto!

A contenuti svendita sono corrisposti metodi totalmente antidemocratici della Camusso per imporre l'accordo. Nel direttivo nazionale della Cgil, tenutosi il giorno prima, la Camusso mettendo il silenzio sui contenuti dell'accordo, ha chiesto un “mandato a chiudere la discussione e a firmare” a prescindere; di fatto una richiesta di “fiducia”, come fa il governo.

Non possiamo permettere che la Cgil svenda in questa modo le decine, centinaia di ore di sciopero fatte, i sacrifici dei lavoratori.
Tutto questo non deve passare; la risposta deve venire in primo luogo dalle fabbriche e dagli altri posti di lavoro!

pc 29 giugno - NOTAV- Genova 2011 la lotta è una sola


Il secolo xix
Genova - L’ultimo fremito è arrivato dalla val Susa, dove le forze di polizia hanno sgomberato con la forza i cantieri dell’Alta velocità. Ma lo stillicidio di informazioni e messaggi subliminali, di richiami alla rivolta e di possibili saldature di anime anche diversissime, ma unite nella volontà di lasciare il segno - in ogni modo possibile - è iniziato molto prima, e adesso, a nemmeno un mese dal clou delle manifestazioni per commemorare il decennale del G8, ha raggiunto livello di allarme rosso. Genova come un palcoscenico, ancora una volta ombelico della protesta e della rabbia.

I contorni non sono ancora disegnati, ma è questo il quadro che prende forma, dieci anni dopo, nella raffica di riunioni (e non solo) che, ormai da mesi, occupano gli ordini del giorno - su tutti - di prefettura e questura. L’ultima tappa è di ieri mattina: i vertici delle tre forze di polizia riuniti con il Comune e la polizia municipale.

«Ci è stato chiesto - dice l’assessore Bruno Pastorino, delegato dal sindaco Vincenzi per la gestione dell’evento per quanto attiene a Tursi - di non concedere suolo pubblico se non a soggetti conosciuti e di provata affidabilità. Credo che sia una richiesta di buon senso». Quanti saranno i manifestanti e, se staranno a Genova per più giorni, dove saranno ospitati? In mancanza di stime precise, proprio al Comune è stato chiesto di trovare un’area per l’accoglienza.

L’incontro tra le istituzioni sarà aggiornato la prossima settimana, mentre nel frattempo, come spiegato dal questore Filippo Piritore, prosegue l’ ascolto della polizia - la Digos è in prima linea - nel tentativo di tracciare dei limiti riguardo ai numeri (e alla natura) delle manifestazioni. Soprattutto la preoccupazione è legata alle infiltrazioni dei cortei che, oggi, non è chiaro quanti saranno: uno dovrebbe svolgersi il 23 luglio, ma si parla si iniziative simili (almeno) anche il 21 e forse anche il 20, il giorno in cui fu ucciso Carlo Giuliani.

«La differenza - dice un investigatore - potrebbe farla la partecipazione dall’estero. Se la mobilitazione dovesse far presa, i numeri crescerebbero in maniera esponenziale, aumentando i rischi. Certo, anche ci fossero solo che 10 mila persone, e tra questi 500 con cattive intenzioni, la situazione potebbe complicarsi parecchio».

Fonte:

pc 29 giugno - atene in fiamme


Nuovi violenti scontri ad Atene
Migliaia di manifestanti davanti al Parlamento in attesa del voto sulle nuove misure di austerity che il governo greco deve approvare per evitare la bancarotta. La polizia ha disperso con i gas lacrimogeni 400 dimostranti che tentavano di entrare in piazza Syntagma.
Davanti al Parlamento di Atene questa mattina si sono affollati in migliaia. Gli agenti antisommossa hanno respinto con i lacrimogeni circa 400 dimostranti che tentavano di sfondare per entrare in piazza Syntagma, dove ha sede il governo. La tensione è altissima, a poche ore dal voto sul nuovo pacchetto di misure di austerity che il governo greco deve approvare per evitare la bancarotta.


Il voto arriva dopo i violenti scontri di ieri 3, primo giorno di uno nuovo sciopero di 48 ore indetto dai sindacati che si oppongono ai nuovi tagli per 28,4 miliardi di euro e privatizzazioni per portare 50 miliardi nelle casse dello stato entro il 2015. Gruppi di manifestanti violenti si erano infatti staccati dalla manifestazione pacifica dei sindacati, e almeno 270 persone, tra le quali 37 poliziotti, erano rimaste ferite. Ventidue i fermati, 15 gli arrestati. Per bloccare la guerriglia urbana nel centro della capitale le forze di sicurezza hanno schierato 5.000 agenti e sparato gas lacrimogeni. E oggi la situazione non è molto diversa.

Questa mattina i dimostranti si sono dati appuntamento di fronte al Parlamento con l'obiettivo di impedire ai deputati di entrare e così iniziare a votare il pacchetto di tagli che, solo se approvato, permetterà alla Grecia di ricevere la prossima tranche, 12 miliardi di euro, del pacchetto di aiuti da 110 miliardi di euro. Il voto di oggi deciderà il pacchetto di tagli e aumenti di tasse, incluso un piano di privatizzazioni da 50 miliardi di dollari, per i prossimi tre anni.

pc 29 giugno - accordo neocorporativo padroni-governo-sindacati confederali


Lo Slai cobas per il sindacato di classe respinge e denuncia l'accordo padroni - governo - sindacati confederali su contrattazione e rappresentanza.
Un accordo neocorporativo in sintonia con il fascismo padronale, ispirato dal piano Marchionne.
A questo accordo dobbiamo opporre
una campagna di massa
un fronte unito sindacale
uno sciopero generale
che facciano saltare accordo, governo e sindacati confederali
per
un nuovo sindacato di classe,
i consigli di fabbrica e sui luoghi di lavoro,
un nuovo contratto nazionale a tutela di salari, lavoro, diritti, condizioni
di vita e di lavoro

Slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
cobasta@libero.it

pc 29 giugno - Gli Stati Uniti contro gli scioperi generali in Nepal

Tratto da

http://southasiarev.wordpress.com/2011/06/26/united-states-punishing-strike-organizers-in-nepal/

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su myrepublica.com e contiene evidenti distorsioni borghesi sugli organizzatori degli scioperi (bandas), ma è da notare che gli Stati Uniti hanno messo un riflettore su questi organizzatori considerandoli una minaccia, qualcosa che mette a nudo la considerazione che la rivoluzione nepalese è alle prese con i tentacoli estesi sia dell'imperialismo americano che indiano.

Gli Stati Uniti mettono gli organizzatori degli scioperi sotto osservazione sui visti

Kiran Chapagain

Kathmandu, 27 maggio: Con il paese che affronta uno sciopero dopo l'altro negli ultimi giorni, l'ambasciata statunitense ha deciso di agire con decisione contro gli organizzatori degli scioperi che usano la minaccia della violenza per far valere i loro scioperi.

Il portavoce dell'ambasciata Heather Steil ha detto a Republica giovedì che l'Ambasciatore Scott H. Delisi ha deciso di mettere gli organizzatori degli scioperi venerdì sulla lista di sorveglianza dell'ambasciata per i visti, invocando una politica già esistente rispetto ai visti. Ha inoltre detto che l'ambasciata rafforzerà inoltre la politica in materia di organizzatori di futuri scioperi.

"Siamo convinti che, mentre le proteste e le manifestazioni pacifiche sono il segno distintivo di una società democratica, l'uso della violenza - o la minaccia di violenza - per costringere la gente a partecipare alle attività politiche è sbagliato", ha detto la portavoce americana.

Sebbene la politica degli Stati Uniti di mantenere sotto osservazione le persone sulla concessione dei visti è già in esistenza, questa è la prima volta che la politica è stata invocata prendendo di mira gli organizzatori degli scioperi.

"Essere sulla lista di sorveglianza dei visti rende molto difficile per una persona ottenere il visto per gli Stati Uniti," ha detto Steil sulle implicazioni di questa politica.

L'ambasciata degli Stati Uniti ha deciso di applicare la politica nel suo sforzo di promuovere una politica libera dalla violenza in Nepal.

"... Anche se noi crediamo fortemente nel diritto delle persone ad esprimere liberamente opinioni politiche, l’uso della minaccia della violenza per costringere la gente ad essere d’accordo con il proprio parere non è espressione politica, è teppismo politico. È tempo per la cultura degli scioperi di fare spazio ad un discorso politico senza violenza." Così ha detto l’ambasciatore Delisi nel suo post di Facebook martedì.

Il portavoce dell'ambasciata degli Stati Uniti ha detto che l'ambasciatore sta informando i leader della politica della lista di controllo sui visti prima di intraprendere azioni contro gli organizzatori degli scioperi che usano minacce e violenza.

Nelle ultime settimane gli scioperi hanno paralizzato la vita in tutto il paese. Mercoledì scorso le parti medio-occidentali e orientali del paese sono state chiuse rispettivamente da Bishwa Hindu Mahasang e Jatiya Limbuwan Parasid Krantikari.

Il Regno Unito ha recentemente preso una decisione estrema nel blocco dei finanziamenti alla Federazione delle Nazionalità Indigene del Nepal per aver organizzato scioperi con forza.


da

http://southasiarev.wordpress.com/2011/06/26/united-states-punishing-strike-organizers-in-nepal/

pc 29 giugno - PARMA: ASSALTO AL PALAZZO DI CITTA'

Proteste, "sfondata" porta del Comune

Cariche della polizia, poi la fuga del sindaco


Oltre 500 manifestanti per chiedere le dimissioni della giunta Vignali. La gente protesta in piazza. Episodio particolare all'uscita secondaria del municipio, poi le cariche delle forze dell'ordine e il sindaco che in serta si allontana in auto LE IMMAGINI
di M.Severo, G.Talignani, R.Castagno

La piazza insorge di nuovo. Dopo venerdì scorso, circa 500 persone si sono radunate nel pomeriggio davanti al Palazzo Comunale di Parma per chiedere le dimissioni della Giunta e soprattutto del sindaco Pietro Vignali dopo lo scandalo corruzione. A controllarle un nutrito spiegamento di forze dell'ordine, compreso un contingente di carabinieri in tenuta antisommossa arrivati da Bologna. Slogan, fischi, cartelloni: tutti contro gli amministratori. VIDEO: "DIMISSIONI"

IL VIDEO DEGLI SCONTRI


"SFONDATA" PORTA SECONDARIA, CARICHE POLIZIA Intorno alle 18 si è verificato il momento di tensione più alto. Un gruppo di persone, tra cui studenti universitari, ragazzi dell'Art Lab, autonomi e altri con sacchi neri di finto denaro hanno raggiunto una porta secondaria del Comune, nella strada che affianca lateralmente il municipio. Con forza i ragazzi hanno spinto e la porta ha ceduto: i giovani hanno così fatto irruzione nel cortile del Comune. Alcuni carabinieri si sono accorti del fatto e hanno tentato con un cordone di bloccare la cosa. Qualche momento di tensione fra manifestanti e forze dell'ordine. Poi le cariche della polizia. Poco dopo è seguita una seconda carica dei carabinieri. Il bilancio è di quattro feriti lievi ma i momenti di grande tensione sono durati per diversi minuti. Anche il comandante della guardia di Finanza Geremia è arrivato nella piazza davanti al municipio per assistere alla situazione.

VOCI DI DENUNCE E LENZUOLATE
Dopo le cariche intanto, in piazza, fra i manifestanti comincia a correre la voce che alcune delle persone coinvolte nelle cariche siano state denunciate. Intanto sarebbe in programma per giovedì una lenzuolata in città, come quella del 1975 fatta per chiedere le dimissioni di una giunta corrotta.

ROSE, BANDA BASSOTTI E FISCHI Alcuni cittadini, nonostante il consiglio sia stato annullato, si sono vestiti come la banda bassotti con tanto di sacchi di plastica neri col simbolo del dollaro in segno di sfottò ai consiglieri. Rose distribuite (al posto di quelle mai comparse sul Lungoparma e citate nell'inchiesta come scandalo di fatture gonfiate) ai consiglieri da parte dei giovani di Sinistra studentesca (LEGGI)

SINDACO ASSEDIATO Il sindaco, il suo vice e diversi esponenti della giunta sono letteralmente assediati e rimangono rinchiusi all'interno del municipio dove, fino a tarda sera, sono previste riunioni per decidere il futuro della maggioranza. Soltanto dopo le 21, quando viene comunicato che come nuova mossa è stato licenziato il direttore generale del Comune Carlo Frateschi, il sindaco scortato fugge da un' uscita secondaria in auto. Vignali in giornata aveva annunciato che non si sarebbe dimesso, ma che nel 2012 non si ricandiderà
GUARDA LA FUGA DEL SINDACO

24 GIUGNO, DOPO GLI ARRESTI La piazza insorge / Video / Foto
IN CONSIGLIO
Caos in aula / Foto

pc 29 giugno - rivolta al cie di modena

Rivolta ieri nel Centro di identificazione ed espulsione di Modena. Una trentina di immigrati, tutti provenienti da Lampedusa, hanno messo in scena una rivolta, riuscendo a scappare. Nella fuga pare che abbiano usato violenza contro cinque militari e una operatrice della Misericordia, scagliando loro addosso anche un estintore. I migranti, rinchiusi da mesi nei Cie dopo essere arrivati in Italia e non inclusi tra quelli con il permesso di soggiorno temporaneo perché arrivati dopo il cinque aprile, sono usciti dal centro sparpagliandosi nella zona. Undici di loro sarebbero stati fermati dalla polizia nelle vicinanze, nei pressi del deposito dell’Atcm, altri sono scappati sui binari verso Verona o si sono nascosti in attesa di poter fuggire lontano.Mar, 28/06/2011 – 11:18

pc 29 giugno - riuscito blitz dei disoccupati organizzati napoletani progetto bros al ministero del lavoro a roma

ACERRA – I disoccupati organizzati del progetto ‘Bros’ di Napoli e provincia hanno occupato il piano terra della sede del ministero del Lavoro a Roma. Una trentina di senza lavoro arrivati da Napoli in tarda mattinata nel primo pomeriggio hanno invaso gli uffici del ministero. A questi si sono aggiunti un centinaio di attivisti acerrani che fanno parte delle tre sigle di senza lavoro locali. I disoccupati hanno fatto ‘irruzione’ anche nella stanza del sottosegretario al lavoro Nello Musumeci con il quale hanno ottenuto un colloqui che si terrà a breve. Tra le richieste dei disoccupati il pagamento dei 480 euro che spettano loro secondo i ticket mensa (da erogare dopo passaggio in giunta regionale della Campania) e la convocazione di un tavolo interistituzionale tra Comuni, Provincia,Regione e Governo per la definizione di interventi finalizzati alla risoluzione definitiva della vertenza lavoro. Ad Acerra, in particolare, gli ex Bros spingono per essere integrati nel programma di raccolta differenziata o comunque in iniziative di carattere ambientale, settore nel quale gran parte di essi è già formata

pc 29 giugno - lo sciopero generale in grecia nella cronaca

Martedì 28 giugno: Aggiornamenti costanti sul primo giorno di sciopero nazionale
Inserito il 29 giugno 2011 alle ore 02:27 da Cotra Info
Archiviato in Antifascismo, Diritto allo studio, Economie e lavoro, Globale, Migranti, Notizie.
Parole chiave: assemblea popolare di syntagma, atene, Grecia, riots. | Segnala come fuori policy
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Testo tratto da http://it.contrainfo.espiv.net/2011/06/29/martedi-28-giugno-aggiornamenti-costanti/

Articolo originale in inglese: http://en.contrainfo.espiv.net/2011/06/28/tuesday-june-28th-constant-updates/

Traduzione in spagnolo: http://es.contrainfo.espiv.net/2011/06/28/martes-28-de-junio-actualizaciones-constantes/



Primo giorno dello sciopero generale nazionale
24.00 GMT+2 Il centro di Atene è diventato un campo di battaglia. Le eprsone restano ancora nelle strede nonostante l’uso senza sosta di lacrimogeni e i feroci attacchi della polizia, che hanno raggiunto il culmine durante la notte. I manifestanti hanno urgente bisogno di cure; quelli che abbandonano le strade lo fanno solo perché stremati, nessuno per paura. TUtto il giorno ci sono stati chiari ordini dal regime di liberare l’area di Syntagma, attraverso i superpoteri delle forze di repressione e una forte presenza di agenti i borghese. Sono stati chiamati anche poliziotti dalla provincia. Ci si dovrebbe ricordare ceh domani alle 14 il parlamento voterà, così ai manifestanti è chiesto di inondare Syntagma già dalla mattina presto in modo da circondare il parlamento. Si aspettano molti scioperi di solidarietà con il primo treno da Thessaloniki.

23.50 GMT+2 Pochi miunti fa, la polizia ha assediato Stadiou Street e soffocato le persone con quintali di lacrimogeni. Nella parte bassa di Syntagma sono stata alzate barricate. I manifestanti resistano nonostante il loro enorme sforzo. In tutta la zona si sentono cori Polizia, maiali, assassini.

23.39 GMT+2 Dopo 3 ore di detenzione, i detenuti sono stati trasferiti dalla centrale di polizia di Atene per altre sei ore. Tutti i 20 imprigionamenti sono divetanti arresti. Tutte le persone in solidarietà stanno chiamando un concetramento domani 29 Giugno alle 10 fuori il tribunale di Evelpidon Street. Tra gli altri una donna di 56 anni è stata arrestata nelle ore precedenti a Syntagma.

23.30 GMT+2 Anche ora ci sono continui duri scontri. Senza sosta i medici accorrono in aiuto dei numerosi manifestanti feriti, trasportandoli all0esterno del Hotel Grande Bretagne

23.17 GMT+2 Il dissenzo è generalizzato; ci sono persone che lanciano pietre alla polizia nel centro di Atene. Su Stadiou Street la polizia sta attaccando i manifestanti, e gli scontri continuano ancora a Syntagma. Squadre di poilzia sono schierate su Filellionon street e sulle strade adiacenti. Ci sono almeno 5-6 unità di polizia fuori la Chiesa Russa vicino Syntagma. Allo Zappeion ci sono centinaia di unità di motociclisti Delta. All’incrocio tra le strede Ardittou e Vouliagmenis, vicino al Primo Cimitero di Atene, ci sono dozzine di poliziotti in motocicletta.

23.15 GMT+2 Un’enorme folla di persone stanotte a Syntagma, molte volte più grande del numero di persone dello sciopero generale di stamattina. Scontri tra la polizia e i manifestanti ha causato l’interruzione del concerto. Sono state lanciate granate stordenti e lacrimogeni ad altezza uomo sui manifestanti.

22.55 GMT+2 Ad Atene continuano gli scontri su larga scala. Le persone continuano a lottare nonostante la brutale repressione.

22.35 GMT+2 La polizia carica le persone su Amalias Street, di fronte il parlamento; almeno un arresto. Il concerto e’ stato interrotto. La gente lacia pietre contro le suqadre di polizia.

22.20 GMT+2 Syntagma: Il concerto continua. Per un po’ di tempo le persone le persone hanno acceso falò in diversi punti per smorzare gli effetti delle sostanze chimiche.

21.24 GMT+2 Sono iniziati di nuovo gli scontri tra le persone accorse nella piazza e la polizia. Streaming in diretta da Syntagma qui [http://www.ustream.tv/channel/syntagma2]

21.10 GMT+2 La polizia ha tentanto invano di sgombrare la piazza Syntagma. Le persone stanno difendendo la piazza.

21.00 GMT+2 Scontri nella strada fuori l’Hotel Grande Bretagne. Ampio uso di lacrimogeni e granate stordenti.

20.35 GMT+2 Una lunga colonna di unità in motocicletta e’ appena arrivata a Syntagma da Thessaloniki.

19.50 GMT+2 Syntagma: Le squadre di polizia caricano di fronte il parlamento con il pretesto del lancio di bottiglie d’acqua di plastica. Le persone accorse si stanno riaggruppando e contrattacano: quasi a mani nude si stanno lanciando contro i poliziotti, facendoli arretrare e mettendoli dall’altra parte delle 4 fila di binari; riconquistando la posizione di fronte all’Unknown Soldier Monument. C’è un continuo flusso di persone che accorre nella piazza Syntagma.

19.02 GMT+2 Atene: Un fotoreporter e un avvocato sono stati insultati da alcuni ufficiali di polizia quando sono corsi in aiuto di altri due arrestati all’incrocio tra le strade Panepistimiou e Omirou. Secondo il comunicato delle polizia sono stati fatti 5 arresti e 17 detenzioni. Al momento, un sacco di gente sta accorrendo a piazza Syntagma. Manifestanti autoorganizzati stanno ripulendo la squadra dei materiali chimici con secchi d’acqua.
Ci sono anche cortei di motocicliette e occupazioni dei municipi in molte città greche. Per domani, c’è una chiamata fatta da vari collettivi e assemblee di quartiere in tutta la città di Atene per circondare il parlamento. Una nave e’ gia’ partita da Heraklion (Creta) a Piraeus, con manifestanti organizzati per partecipare allo sciopero generale domani mattina a Syntagma.

19.00 GMT+2 Heraklion, Creta: 2-3000 manifestanti hanno partecipato al corteo. Ci sono stati due concentramenti: al Labour Centre e nella piazza Eleftherias. Dalle 11.15 è iniziata la manifestazione da piazza Eleftherias. Molti blocchi sono stati dinamici; volantini sono stati lanciati mentre slogan sono stati scritti sui muri. Inoltre sono state lanciate uova e verice rossa contro gli uffici del partito PASOK. La manifestazione e’ sotto stretta sorveglianza della polizia posizionata lungo le strade laterali. Molti manifestanti da Heraklion sono già ad Atene, è chiamato un concentramento per le 17.00 a piazza Eleftherias, per far raggiungere il porto alle persone per partecipare alla sciopero di domani ad Atene. L’assemblea del pomeriggio ha deciso se i manifestanti dovessero viaggiare gratis o meno.

17.50 GMT+2 Le persone proseguono ancora dalla piazza tra Amalias Street.

17.45 GMT+2 Secondo un testimone oculare, un ufficiale di una squadra di polizia ha gettato via il suo casco e il suo scudo, abdicando il suo dovere democratico di repressione delle masse.

17.39 GMT+2 Una mattanza in tutta l’area di piazza Syntagma. Le unità di polizia inseguono i manifestanti, facendoli arretrare verso Propylaea. Notizie non confermate parlano di 3 arresti e 18 incarceramenti.

17.25 GMT+2 Poche persone restano nella piazza Syntagma mantenendo striscioni. Un camion dei vigili del fuoco è arrivato per spegnere le fiamme provenienti da un furgone di una compagnia di telefonia mobile. Sembra che i furgone si sia incendiato a causa dell’esplosione di alcune granate stordenti. Gli scontri continuano; i manifestanti lottano di nuovo con con la guerra chimica della polizia costruendo barricate. C’è un non confermato numero di incarceramenti, voci dicono 4 arresti e 21 incarceramenti, mentre tra la polizia 4 feriti.

17.00 GMT+2 Manifestanti si muovono, la tensione si sposta verso la parte bassa della piazza. Othonos Street è stata riaperta e si sta riempiendo di persone. Questa zona è sotto continuo attacco di lacrimogeni e granate stordenti.

16.50 GMT+2 Syntagma: Un sacco di gas lacrimogeno è all’interno la stazione della metropolitana, da Amalias Street. La maggioranza degli anarchici non sono presenti al momento, ma i compagni rimangono vicino Syntagma. La polizia irrompe in massa nella parte superiore della piazza; scontri corpo a corpo tra manifestanti e poliziotti. Da Othonos Street un piccolo gruppo di militanti delle tifoserie di calcio lanciano pietre contro le numeroso forze di repressione. Molti organizzatori dell’assemblea di Syntagma distribuiscono Malox per aiutare le persone colpite dalle sostanze chimiche.

16.40 GMT+2 I manifestanti si stanno riappripriando della zona intorno Filellinon Street, nella parte bassa di Syntagma.

15.45 Atene:Squadre di polizia ha sgombrato Amalias Street con un’ampia operazione di guerra chimica; gas asfissiante è stato lanciato nella stazione della metropolitana e lanciato contro la tenda del Centro Medico nella piazza Syntagma.

15.36 GMT+2 Ioannina: I manifestanti hanno occupato la regia della stazione della radio municipale (98.7fm). Subito dopo la manifestazione si e’ tenuta un’assemblea popolare nella paizza centrale che ha deciso l’occupazione, per poter diffondere l’assemblea delle 20 sull’organizzazione della attività di domani e del corteo, che comincierà alle 10.30 dal Labour Centre di Ioannina.

15.25 GMT+2 Syntagma: La polizia lancia pezzi di marmo rotto contro i manifestanti.

14.55 GMT+2 Sytagma: Lo spezzone principale della manifestazione è stato nella piazza per circa un’ora. Un totale di 32 squadre di polizia, rivolte verso il parlamento, stanno lanciando lacrimogeni senza sosta, provando a fermare i blocchi. Negli ultimi 40 minuti ci sono stati forti scontri nella parte bassa della piazza, da Karageorgi Servias Street. Altri scontri su Stadiou Street. Secondo le persone nella piazza, la polizia lancia lacrimogeni ogni pochi secondi.

14.40 GMT+2 La polizia ha fatto irruzione nella piazza Syntagma.

14.40 GMT+2 Maroussi, a nord di Atene: Almeno 200 unità di polizia in motocicletta della squadra DIAS ha attraversato Kifissias Avenue ad alta velocità suonando i clacson provocatoriamente.

14.32 GMT+2 Syntagma: Una bandiera greca sta bruciando in questo momento. Scontri su Fillelionon Street e Voukourestiou Street e di fronte l’Hotel Grande Bretagne.

14.30 GMT+2 Thessaloniki: Il ministro della salute Loverdos è stato bloccato dentro il Papafeio da una folla di manifestante. Notizie dicono che il ministro sia riuscito a scappare.

14.20 GMT+2 I manifestanti si scagliano contro un McDonald’s; si accendono roghi e si alzano barricate; granate stordenti, quintali di sostanze chimiche. Un ascco di persone partecipano agli scontri. Torce, pietre attraversano Stadiou Street. Molto manifestanti bloccano gli altri lati del parlamento.

14.10 GMT+2 Lancio di pietre contro i poliziotti che sparano lacrimogeni e granate stordenti. Primi scontri nella parte bassa di Syntagma. Le persone isolate si muovono oltre Stadiou Street e Panepistimiou Street, ma gli altri manifestanti rimangono a Syntagma.

14.05 GMT+2 Syntagma, Othonos e Amalias Street: La feccia fascista è stata bloccata al 10 di Othonos Arcade da circa 1000 manifestanti. Squadre di polizia hanno riempito la zona di lacrimogeni fino a Filellinon Street. Le persone si sono ritirate a Syntagma, ma a poco a poco si sono riconcentrate di fronte il parlamento.

14.02 GMT+2 I prigionieri della ala A della prigione maschile Koridallos iniziano un ammutinamento, rifiutandosi di entrare nelle celle.

13.40 GMT+2 Syntagma: Circa quindici neonazisti intonano cori fascisti vicino il Citizens Service Centre all’incrocio tra Othonos e Amalias Street. Gli anarchici li mettono in fuga.

13.14 GMT+2 Patras: Il corteo di 2-3000 persone si è concoluso senza problemi. Prima che iniziasse, i compagni hanno espropriato lo strisccione del Labour Centre che ha provato a condurre la manifestazione. Allora, tutti gli spezzoni hanno abbandonato lo spezzone del Labour Centre, che si è svuotato. Circa 300 anarchici dei gruppi Ergaleioforos e Parasma hanno partecipato in un unico spezzone. I partiti di sinistra hanno finito il corteo in piazza Georgiou dove in genere si radunano gli ‘indignados’, mentre molti sindacati e il blocco degli anarchici hanno finito il corteo in piazza Olgas. Gli anarchici\anti-autoritari stanno occupando il Labour Centre di Patras.

13.03 GMT +2 Atene: Il blocco dell’esaurito Confederazione Generale dei Lavoratori Greci (GSEE) sta raggiungendo Piazza Syntagma, con circa 5.000 manifestanti.

12.34 GMT+2 A Xanthi, nel nord della Grecia: Ci sono stati tre cortei differenti. Nella mattina i membri del PAME hanno occupato l’edificio del Fisco. In generale, la partecipazione di entrambi, la Resistance Initiative come del Labour Center, è stata inferiore rispetto agli scioperi precedenti. Come risultato del loro tentativo di isolare i sindicalisti, il blocco di Resistance Initiative hanno marciato senza lavoratori politicamente indipendenti, solo con alcuni membri del blocco anarchico sul fianco.

12.20 GMT+2 Atene: Circa 15.000 manifestanti di vari sindacati di base insieme al blocco anarchico cominciano a marciare dal Museo Archeologico Nazionale (Via Patission) verso Syntagma. Il corteo è rivolto verso Via Kolokotroni. La gente si sta riunendo a Syntagma mentre anche manifestanti da altre città arrivano lì.

12.17 GMT+2 Salonicco: Manifestanti dei sindacati si sono uniti al concentramento tra le strade Egnatia e Aghia Sophias. Il corteo di circa 10.000 manifestanti sta andando dal Centro del Lavoro di Salonicco alla strada Aghios Demetrius.

12.14 GMT+2 Mytilini, Isola Lesbo: Il raduno di circa 600 manifestati è finito. Seguirá un’assemblea popolare aperta.

12.05 GMT+2 Secondo l’annuncio della Federazione Generale del Personale del Settore Elettrico (GENOP/DEI: PPC), oggi tra le 11.00 e le 15.30 saŕa in rotazione un blacout di quasi un’ora e mezzo in diverse zone di Attica.

11:00 GMT+2 Nel porto del Pireo, dalla mattina presto, i lavoratori portuali così come i mebri del PAME (del cosiddetto Partito “Comunista” della Grecia) sequestrano i lanciatori delle barche, bloccando la navigazione dal porto centrale del Paese. Ad Atene circa 25.000 persone si sono riunite davanti al parlamento, soprattuto i manifestanti del PAME.

01.01 GMT+2 Prigioni in tutta la Grecia: Estratto da un testo degli arrestat sul accordo di medio termine – “[...] Le prigioni sono un meccanismo che si basa sulla povertá e riproduce disuguaglianze ed ingiustizie. Le prigioni sono ingiuste e meccanismi inumani che demoralizza e fa infuriare la gente. Si tratta di un meccanismo di classe ed antisociale che dovrebbe essere abolito. Sappiamo che non c’è possibilitá di risolvere i problemi fondamentali della vita dentro le prigioni, perchè, come abbiamo detto prima, la vita dietro le mura delle prigioni ritorna ancora piú difficile grazie alla crisi. Pertanto, lo slogan principale dei prigionieri, nelle prigioni Greche oggi è “Libertá immediata a tutti i prigionieri”. Oggi la nostra lotta personale non puó che essere comune. Comune tra tutti i prigionieri, comune tra tutti gli oppressi di tutte le nazionalitá che sono nelle strade e nelle piazze delle cittá greche. Cominciamo qui ed ora una vera lotta conflittuale che impedirá il voto di medio termine del memorandum. E l’unico modo per farlo è quello di minacciare di fatto la funzione del sistema politico ed economico. [...]” Questo testo è co-firmato da un totale di 468 donne e uomini detenuti nelle carceri: Koridallos (anche ala F maschile), Ioannina, Avlona, Nafplion e Corfu. Almeno 789 donne e uomini imprigionati hanno deciso di rimanere al di fuori delle celle della prigione durante la chiusura di mezzogiorno in: Koridallos (anche la ala maschile A, D e D), Diavata, Amfissa, D1 maschile di Grevena, ala B di Larissa, Ioannina, Avlona, Malandrino, Diavata e Cassandra a Salonicco. Nel giorno del voto di medio termine del memorandum, i prigionieri protestano contro l’impasse politico e finanziario in cui si trova la societá greca, contro l’occupazione del paese da parte del grande Capitale, contro la giunta parlamentare. Questa mobilitazione è anche tenuta in solidarietá con coloro che combattono per le strade e le piazze in tutta la Grecia.

Circa alle 00.00 GMT+2 Arta, Ovest della Grecia: Decine di lavoratori e solidali hanno bloccato l’entrata della cooperativa agricola di pollame in cittá. Hanno deciso di fare il blocco per le 48 ore delle sciopero generale, peró il blocco é finito intorno alle 4.30. Delle inchieste dicono che ultimamente i datori di lavoro praticano di fatto terrorismo contro i lavoratori, indimidendoli di non partecipare agli scioperi. I lavoratori non pagati della cooperativa invitano tutti a partecipare allo sciopero.

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pc 29 giugno - maoisti in prortogallo

PORTUGAL: Declaración da UCR
Apoiar a tudo o custo as massas populares e o panorama actual de Portugal




Diante das dificuldades difíceis da recuperação económica e financeira, das desprotecções, que o sistema económico prevê e tem em mente, do trabalho precário que tem como impulsionador o estado capitalista português,da redução de salários, do congelamento das pensões, das desigualdades sociais. A burguesia por sua vez aproveita-se dos massas trabalhadoras para lucrar cada vez mais e, o salário do operário sempre a ser cortado, isto é, sempre a ser reduzido. O proletariado por este modo tem que se aproveitar da situação para poder desenvolver a guerra popular e por conseguinte incrementar uma sociedade mais justa com a implementação da ditadura do proletariado, desta forma poderá ser imposta a distribuição democrática da riqueza, a reforma agrária por conseguinte tem ser bem organizado, mas para isso tem que haver uma organização politica que se "bate" pelos interesses desta classe explorada pelo capital, e só com uma aliança operaria e camponesa podemos desenvolver a guerra popular. Os camponeses pobres tem que ocupar as terras. Temos constituir sovietes (conselhos) de trabalhadores agrícolas, isto é, camponeses e depois de seguida sovietes de operários industriais, para que seja posta em marcha a guerra popular e por consequentemente a revolução proletária. Temo-nos que opor a traição revisionista, o revisionismo e os agentes da burguesia são os traidores do povo, porque? porque fazem reformas no modelo económico e politico capitalista, em vez de lutar e garantir ao povo uma sustentabilidade social, justiça social e estado de providencia. Como fazer isso? Através da revolução proletária, em que por conseguinte, seja emancipado o proletariado, e por consequência, a derrubada violenta da burguesia, dos agentes da burguesia e dos revisionistas!.



Viva o Marxismo-Leninismo-Maoismo!
Viva as Guerras Populares no Perú e na Índia!



Escrito pelo Comité Central da União Comunista Revolucionaria

martedì 28 giugno 2011

pc 28 giugno - BG: solidali con la val susa contro maroni e il pd complice

lo striscione di proletari comunisti che a bergamo nel presidio di lunedì ha portato in piazza oltre la solidarietà alle popolazioni della val susa anche la denuncia contro lo stato di polizia e la repressioni del governo maroni-berlusconi che con la complicità del partito democratico, usa la violenza poliziesca contro le lotte sociali, ma anche contro quelle sindacali come nel caso dello sciopero degli operai delle cooperative del 1 giugno alla k+n di brignano, dove nel silenzio assenso della cosidetta opposizione e del movimento, la polizia ha caricato i lavoratori che rivendicavano la libertà di associazione sindacale e il rispetto del contratto di lavoro e lottano contro condizioni lavorative da schiavi, che sono la regola nelle cooperative.......e non solo quelle della logistica della grande distribuzione.

pc 28 giugno - processo Marlane.. ci sarà giustizia per questa strage silenziosa ?

pc 28 giugno - L'Aquila con la Val di Susa


Assemblea ieri, 27 giugno, all'asilo occupato. Diramati comunicati di solidarietà ai NO TAV, appesi striscioni di solidarietà sulla rotonda nei pressi della questura e su un container, sede del PD.

pc 28 giugno - ancora denunce e persecuzioni a genova contro le lotte studentesche

Manifestazione contro ddl Gelmini, 11 indagati

Genova - Undici persone sono indagate per resistenza a pubblico ufficiale durante la manifestazione di protesta contro il cosiddetto «Ddl Gelmini». Sono accusati di aver lanciato diversi oggetti contro le forze di polizia schierate davanti alla Prefettura di Genova il 30 novembre 2010. A inviare gli avvisi di conclusione indagine è stato il sostituto procuratore Biagio Mazzeo.

Il pm ha anche contestato le aggravanti del travisamento, per il fatto che si sarebbero serviti di oggetti considerati come armi secondo la legge penale e di aver concorso in più di cinque persone.

Sei di loro avrebbero indossato caschi e indumenti vari al fine di rendere difficile il loro riconoscimento. Secondo l’accusa gli indagati, durante una carica delle forze di polizia per far cessare il lancio di oggetti, avrebbero reagito con violenza e con minacce sia contro i militari della guardia di finanza sia contro i poliziotti. Tre di loro riportarono lesioni guaribili tra 4 e 10 giorni.

pc 28 giugno- fiat pomigliano.. mimmo mignano ha ragione

Le vertenze legali della speranza…..ma la speranza e’solo dei padroni !!!


Tre anni fa in occasione della lotta contro il trasferimento dei 316 a Nola alcuni sindacati di fabbrica decisero come al solito che la vera lotta era fare le cause legali e non continuare a presidiare i cancelli . Solo quei lavoratori che in questi anni hanno creduto che lo sciopero è l’unica arma per vincere contro i padroni, decisero di continuare e di resistere contro le successive cariche della polizia. Ciononostante, in quei giorni di blocco la FIAT fu costretta ad usare gli elicotteri per far uscire gli stampi ed altro materiale . Si poteva vincere, la fiat ando’ in tilt, lo stabilimento si fermò per mancanza di materiale, ma quei sindacati (fiom-cub-slai) decisero di fare il gioco della FIAT, di fatto accettando le richieste della fiat di togliere i picchetti isolando quella minoranza di lavoratori che invece decise lo scontro frontale con la polizia che li caricò e sgombrò l’ingresso merci.
Era più facile vincere bloccando in modo deciso ed unitario l’ingresso 1, mobilitando i lavoratori e tenendo un forte picchetto?… o scegliere la via meno rischiosa promettere e dare falsa speranza ai lavoratori che in pochi mesi, con fantomatiche cause legali, sarebbero ritornati a Pomigliano? CUB e SLAI decisero di seguire la solita ed infinita via legale. La dirigenza FIOM contattata dalla fiat dopo tre giorni di blocco unitario delle merci ordinò ai suoi militanti di uscire dai picchetti. Risultato? Ormai sono passati già 3 anni e , delle cause legali non se ne ha più notizia ed i 316 sono ancora a Nola. Solo oggi a fatti compiuti le stesse organizzazioni sindacali si accorgono del pericolo licenziamento per 2000 operai fiat, e di essere ceduti ad una ditta fantasma, anticamera del licenziamento.
Come con i 316, oggi per i 5600 dipendenti di Pomigliano ed Ergom, propongono la stessa ricetta: cause legali, ZERO LOTTE, processioni, assemblee scaldasedie, libri di carta straccia, spettacoli da cabaret , e candidature politiche per non lavorare piu’.. Questa e la loro ricetta….di veri scioperi con le palle nessuno ne parla.

DOVE SONO FINITI GLI SCIOPERI VERI CONTRO IL TMC2, IL SABATO, I RITMI ECC. QUELLI ORGANIZZATI DURANTE LE PAUSE AL CENTRO DEI CAPANNONI 147/156?….CHE NOSTALGIA!!…VI RICORDATE? Ma chi li organizzava?

DUEMILA ESUBERI E NESSUN SINDACATO DI OPPOSIZIONE DICHIARA UN MINUTO DI SCIOPERO

Sindacati degni di questo nome che millantano di avere centinaia di militanti metterebbero SIN D0’ORA in campo una vera e propria rivolta operaia con iniziative di lotta permanenti a partire dai CANCELLI DELLA FABBRICA PER DIMOSTRARE AL SIG. MARCHIONNE CHE I DIRITTI E LA LIBERTA’ SONO INTOCCABILI E VANNO DIFESI AD OGNI COSTO ! COSTRUIAMO IL COMITATATO CASSINTEGRATI CON SEDE A POMIGLIANO.
CARI SIG. TERRACCIANO DELLA CISL, MERCOGLIANO DELLA FISMIC, E SGAMBATI DELLA UIL, E VERO O NON E’ VERO CHE IN ALCUNE DICHIARAZIONE STAMPA AVETE DETTO CHE NON TUTTI I LAVORATORI TORNERANNO ’ A LAVORARE IN FABBRICA?….MA NON AVEVATE DETTO CHE PER FINE ANNO TUTTI I 5600 COMPRESI L’ERGOM SAREBBERO RIENTRATI IN FABBRICA? VERGOGNATEVI….ORA TOCCA A VOI LAVORATORI FARE DISDETTA IMMEDIATA
Questi signori se non ci diamo una mossa si apprestano a barattare circa duemila licenziamenti, cassa integrazione a zero ore, licenziamenti politici, la BNL non concede ne fidi ne prestiti, lavoro penitenziario per chi resta. A queste barbarie non ci resta che scioperare da subito., Per meno di questo cari sindacati siete solo aria fritta
Mimmo Mignano rsu/rls licenziato