sabato 1 luglio 2017

pc 1 luglio - Genova antifascista non dimentica il 30 giugno 1960

30 GIUGNO ANTIFASCISTA A GENOVA
Il trenta giugno è, da ormai cinquantasette anni, una data speciale per Genova: qui, nel 1960, una giornata di autentica guerriglia urbana tra i lavoratori e la popolazione da una parte, e la sbirraglia al soldo del Governo presieduto dal democristiano Fernando Tambroni dall’altra, sfociò nell’annullamento del previsto congresso del Movimento Sociale Italiano.
Quest’anno la ricorrenza arriva in un momento particolare per la città: per la prima volta dalla vittoria nella Guerra di Liberazione dal fascismo italiano e da quello tedesco, i rappresentanti dei partiti che ne portano avanti l’odiosa ideologia si trovano ad amministrare la città Medaglia d’Oro della Resistenza, unica in Italia ad essersi liberata da sola senza attendere l’arrivo delle truppe alleate.
L’assemblea permanente dell’organizzazione Genova Antifascista, in occasione di questo importante anniversario, organizza una manifestazione unitaria: avrà origine dalla tristemente nota piazza Gaetano Alimonda, per poi snodarsi per le vie del centro e concludersi sulla centralissima piazza Raffaele De Ferrari.
L’appuntamento è fissato per le ore 19:00: chi scrive arriva con largo anticipo, ed ha modo di assistere al progressivo riempimento della zona alberata del piazzale: alla partenza, che verrà data intorno alle 19:45, saranno alcune migliaia i partecipanti, inclusi alcuni rappresentanti di realtà antagoniste di Savona ed Alessandria, riuniti dietro lo striscione unitario “Genova Antifascista. Assemblea Permanente”.

In testa si trova il camion del sound system, seguito dal drappo appena segnalato; in realtà non è l’unico vessillo presente, ma – questo sì – è il solo ad essere firmato da qualcuno di identificabile: gli altri riportano parole d’ordine quali “Libertà per i popoli, morte al fascismo!”, “Ci chiamavano briganti, ci chiamavano teppisti.
Ieri partigiani, oggi antifascisti”, ma non sono facilmente attribuibili.
Ad allietare ulteriormente l’allegro corteo pensano i ragazzi della Murga Invexendà, un gruppo di musicisti di strada che scandisce il tempo della manifestazione attraverso il suono ripetitivo e martellante delle percussioni e dei fischietti in dotazione: in alcuni momenti la loro musica riesce a coprire quella che – inframezzata dagli interventi al microfono – scaturisce dalle casse del sound system.
Durante il corteo – che si svolge senza alcun tipo di incidente, né provocazione da parte di nessuna delle parti in causa, né da parte dei manifestanti, né da quella delle “forze dell’ordine”, e neppure da possibili topi di fogna fascisti incrociati lungo il cammino – si assiste all’accensione a più riprese di torce da segnalazione.
In corrispondenza di questi monenti vengono ripetutamente intonati slogan antifascisti; inoltre, vengono ricordati i fatti all’origine di questa giornata, e le altre ragioni che hanno spinto gli organizzatori a scendere in piazza: contro le leggi liberticide, ultime quelle del duo Domenico Luca Marco Minniti-Andrea Orlando, volute da questo Governo che si dimostra sempre più reazionario ad ogni pie’ sospinto.
All'arrivo alla meta finale, gli organizzatori ringraziano quanti - in sostanza, oltre agli ospiti provenienti da altre città, gli spazi sociali genovesi, e il "mondo comunista" cittadino variamente declinato in tutte le sue sigle, senza eccezione alcuna - hanno partecipato a quello che, come viene precisato più volte al microfono, «non può essere considerato il momento finale della lotta, ma soltanto l'inizio della stessa».
Genova 1° luglio 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

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